Codici bobbiesi cinquant’anni fa a Torino

Il 26 gennaio di quest’anno ricorreva il centenario dell’incendio che distrusse quasi completamente la Biblioteca nazionale di Torino.
Ecco l’articolo apparso sulla “Libertà” nel cinquantenario dell’avvenimento.

Dalla Libertà del 25 gennaio 1954

Nell’incendio della Biblioteca nazionale
perdute opere di Teodosio e di Cicerone
Bobbio, 23 – cinquant’anni or sono una grave sciagura funestava l’Italia e tutto il mondo civile: nella notte tra il 25 e il 26 gennaio 1904, un violento incendio distruggeva quasi completamente la Biblioteca nazionale di Torino. I danni furono rilevanti ed irreparabili specialmente perché andarono distrutti moltissimi manoscritti e palinsesti di inestimabile valore. Su 4.500 che ne conteneva la Biblioteca si riuscì a salvarne solo circa 1.500: tra i salvati figuravano 59 codici del fondo dell’antica Biblioteca dell’Abbazia di Bobbio.
Lo stato in cui furono ricuperati non era certamente ideale, ma l’essenziale era che fossero stati ritrovati.
Come ormai molti bobbiesi sanno, i resti della celebre Biblioteca bobbiese furono divisi e molti codici andarono dispersi. Di essi molti finirono alla Biblioteca vaticana (e fra essi il cardinale Mai ritrovava il «De Republica» di Cicerone, opera che si considerava perduta), parte all’Ambrosiana di Milano e circa settanta finirono nella Biblioteca nazionale di Torino. Altri furono venduti all’asta ai tempi di Napoleone e non si sono più potuti rintracciare.
Fra i perduti nell’incendio di Torino, i più preziosi sono i palinsesti del Codice Teodosiano, quelli di Cicerone e di Cassiodoro, il codice evangelico illustrato dell’abate Peyron.
Tra quelli che si riuscirono a salvare possiamo ricordare degli Antifonarii, Salterii, Breviarii, Omellari (in latino tutti) scritti o trascritti dagli operosi monaci che alternavano nella Abbazia bobbiese al lavoro, la preghiera e lo studio. Pure tra i salvati di notevole interesse figuravano l’«Evangelium secundum Marcum et Matteum», «Opera» di S. Colombano, «Dialogorum libri» di S. Gregorio Magno e il «Tractatus adversus Haereses» di S. Agostino.
Così in un grave incendio andarono distrutti parte dei codice e manoscritti che i vigili e laboriosi frati dell’Abbazia bobbiese avevano con grande cura salvato alla posterità.
COSE DA RICORDARE
E MEDITARE

Dalla Libertà del 25 gennaio 1954

Emigrati in un anno 6.770 abitanti
Secondo i dati registrati presso l’ufficio anagrafico comunale si apprende che nell’anno 1953 il numero dei nati ha superato di 19 unità quello dei morti. Infatti i nati sono 81, di cui 33 maschi e 48 femmine, mentre i morti 62, di cui 35 maschi e 27 donne. Ciò starebbe a dimostrare come la mortalità abbia falcidiato maggiormente i maschi, mentre la natalità ha favorito le femmine.
Nonostante la bilancia penda a favore dei vivi per 19 unità, la popolazione è diminuita di 28 unità rispetto a quella del 1952. Gli immigrati sono stati 117 ( 50 uomini e 67 donne) contro 164 emigrati (71 uomini e 93 donne) portando così al 31 dicembre 1953 il totale della popolazione a 6.770 abitanti contro i 6.798 esistenti al 1° gennaio 1953.
In aumento invece rispetto al 1952 i matrimoni, che ammontano in totale a 73 di cui 23 celebrati fuori comune e 50 a Bobbio.

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