San Martino

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Dialetto San Martìn – A pag. 370 del I volume del Codice Diplomatico di S.Colombano nell’estimo dell’anno 862 appare curtis S.Martini (oraculum S. Martini). A pag. 194 dello stesso volume leggiamo “nell’oracolo di S.Martino si possono seminare, per anno, 56 moggi di frumento, 15 anfore di vino, 30 carri di fieno”. Tosi nella sua Guida Storica dice anche che nel XV secolo, S. Martino, appare come «priorato» e in quel periodo viene costruito il piccolo monastero. Ma dal III volume, a pag.132,133 (cc.70 B – 71, doc.del 9 ottobre 1345), leggiamo: Pietro abate diede a Francesco di S. Martino tanta ghiaia del Trebbia, posta in località S.Martino, estesa tanto quanto la terra che si trova nel medesimo luogo a partire da sotto la via che va dalla chiesa di S.Martino del Carlone e la terra che si trova presso la ghiaia del Carlone”. Questo fa supporre che la ghiaia servisse per una fornace, forse quella di Bobbio. Sappiano inoltre che in S. Martino esisteva anche un “Campo de Porcario”, infatti il 26 gennaio 1197, l’abate del monastero di S. Colombano investe Alberto figlio di Rufino «de Brugnidello» e la sua sposa figlia di Martino converso, della terza parte di questo campo, dichiarando di aver con ciò costituita la dote per la sposa. Il toponimo deriva dal vecchio “oraculum”

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