Alessandro Ballerini

Alessandro Ballerini, Sandro per gli amici, è nato a Bobbio, ma da sempre tra Bobbio, Podenzano e Piacenza dove ha svolto le sue molteplici attività.

Ha appreso il dialetto bobbiese da ragazzo unitamente al dialetto piacentino dalla mamma e quello e quello dell’alta al Trebbia di Marsaglia da papà. Da sempre amante della cultura popolare della musica, ai dialetti locali, reperendo tutte le fonti principalmente in gioventù nelle osterie: quella dei nonni paterni e materni rispettivamente a Marsaglia e Cisiano di Rivergaro. Con la maturità, specie dopo il matrimonio, si appassiona a quelli che saranno per tutta la vita i suoi hobbyes e incomincerà a cantare, scrivere e dedicarsi alla storia, ai dialetti, alle tradizioni ed alle canzoni popolari della terra piacentina. Diventa un autore apprezzato di canzoni, poesie e commedie dialettali, si accompagna con la chitarra in suggestive interpretazioni di sue composizioni che ha proposto come protagonista in simpatiche serate nei circoli più importanti della città e della provincia. Dagli anni fino ai giorni nostri ha conseguito importanti successi.

Negli anni 87, 88, 90, ha vinto tre “Festival della Canzone Piacentina” con il chitarrista Bruno Morsia ed il cantante storico Pino Boeri e i motivi: Nustalgia, L’Arius e A Piaseinsa. Negli anni 80/90, con Boeri, Morsia, la mitica Gianna Casella e lo show woman Marilena Massarini, è stato protagonista in storiche serate popolari in Piazza Cavalli ed in altre località di Piacenza e della provincia.

Primo premio Internazionale Braceschi con i volumi: “Nöstalgia”be “Briciole”, 1991.

Nel 1993 è stato protagonista straordinario come voce “voce narrante” nello spettacolo nello spettacolo “Le invisibili Città” di Italo Calvino del concerto inaugurale del liceo Nicolini andato in scena al Teatro Municipale di Piacenza. Ha costituito e guidato con successo, per anni. Il gruppo cantanti sessanta settantenni “Le stelle d’argento”.

Primo Premio di poesia dialettale nel XIII Concorso Nazionale Valente Faustini, con la poesia” La me sveglia”, 1996.

Terzo classificato nel Premio Internazionale di poesia Cassa di Risparmio Pr e Pc.

Più volte le sue poesie sono state segnalate in altrettanti concorsi.

Nel 1996 ha pubblicato in 4 oltre mila copie il libro “La mia terra tra storia e leggenda”, lo stesso volume è stato richiesto dalla sezione “Storia e documentazione d’Italia” della biblioteca della Presidenza della Repubblica. In quest’anno ha inciso con voice e chitarra un CD con 16 canzoni inedite.

Ha scritto cinque commedie dialettali: Al fantasma ‘d me mueir, Nöstalgia dal temp passä, L’scier dill tass, Vita da österia e Ròba dll’ätar mond.

Nel 2000 ha curato una raccolta di scritti di Giulio Cattivelli “Tal dig in Piasintein”.

Nel 2006, in collaborazione con il quotidiano “Libertà”, ha inciso con orchestra un CD con tutte le canzoni piacentine, presentando la sua voce e la sua chitarra. Il CD è andato subito esaurito anche agli emigranti.

Nel 2007 ha pubblicato il libro “Canta il cuore” contenente la musica e le parole delle sue canzoni e nello stesso anno ha prodotto una videocassetta dal titolo di una sua canzone “Bobbi l’è bell” che ha fatto anche da colonna sonora. Una sua canzone ha fatto da parziale colonna in un cortometraggio del grande regista bobbiese Marco Bellocchio.

Nel 2012 ha pubblicato un CD con tutte le sue canzoni e un altro con le canzoni piacentine da lui cantate, accompagnate dall’orchestra Bagutti.

Ha pubblicato inoltre molti libri di cultura piacentina tra cui “Lo scrigno dei ricordi”, “Mosaico popolare”, “”L’Unione Europea”, “Piaseinsa a tocc e böccon”, “La mia terra tra storia e leggenda”, “Ma scappada rid”, “Raccolta di proverbi”, “ Storie di Paese”, oltrea3 volumi di “Raccolte di Stemmi, storie e bandiere”.

BOBBI L’è BELL

Ona vôta ar sabat da sira
sia in cà che ‘n d’i usteri
om, donn, vec e fiulin
i mangiava e i beiviva u so vìn

Dop ensema i taccäva a cantè
on äria veciada temp passè
i bagai i l’entuneva
e fin tërdo dop i cantava

E Bobbi l’è bell en tuti i canton
con e su strè palazzi e purton
da san francesc fin en su castlè
a Bobbi l’è bell ar temp da passè

En Spörta Carena gh’è l’äria fena
en Spörta Gassa l’äria l’ingrassa
a Spörta Frangulla la vista l’è bella
en Spörta Növa i bubbieis is ritrôva

A San Cromban
as puccia u’ büslan
as mangia turtei
anvin e grassei

En sar pont Göbb
as va a passeggiè
dop tütt ensema
sa mencia cantè

da San Cristof fin a Santa Maria
tütt i g’hann la Bobbio mania
da sura ar Penas fina a dop a Mzan
tütt i bubbieis it dann ona man

A primavera fiori nei campiin
e nell’estate tanti bagnanti
autunno inverno bel tempo c’è
e a Bobbi l’è bella r temp da passè

3

Ricord ancora u prim basin
gl’ho datt ona sira lamò ens l’urtin
la luna splendeva, le stelle brillavan
dal campanil la campana suonava

passato è il tempo sulla vallata
che resta sempre bella e incantata
i suoi tramonti e i suoi cieli azzurri
il Trebbia che va coi suoi sussurri

Fischietta il merlo, canta la cicala
alla mattina con l’aria che è fina
e sottosera quando tramonta il sole
appare la luna riposano le viole

Giorni di sole notti stellate
romantiche sere e belle passeggiate
me ‘n vo pö via, me ‘m ferm che
a Bobbi l’è bèll ar temp da passè

Questa è la storia di una città
nata ormai più di mille anni fa
ha un castello con il suo mistero
con tante chiese ed un monastero

Il vento sussurrò soffiando piano
I segreti d’un tempo ormai lontano
di gente allegra sempre contenta
che quando è assieme felice canta

Passano gli anni tranquilli
al canto del gallo e a quello dei grilli
dall’alba al tramonto mamme e papà
venite a Bobbio che beni si stà

E Bobbi l’è bell ne tütt i canton
con e su strè palazzi e purton
da San Fransesc fin a l’acqua salè
a Bobbi l’bella r temp da passè

Da San Fransesc fin en su castlè
a Bobbi l’è bella ar temp da passè

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