{"id":967,"date":"2021-01-03T14:06:00","date_gmt":"2021-01-03T14:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/?page_id=967"},"modified":"2021-01-03T14:06:01","modified_gmt":"2021-01-03T14:06:01","slug":"grammatica-bobbiese","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/grammatica-bobbiese\/","title":{"rendered":"Grammatica Bobbiese"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Prefazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa grammatica \u00e8 nata dalla necessit\u00e0 di evidenziare nel \u201cVocabolario del Dialetto Bobbiese\u201d tutte le possibili regole esistenti nella nostra parlata.<\/p>\n\n\n\n<p>Utilizzando lo schema adoperato dalle maggiori opere sull\u2019argomento sono riuscito ad analizzare ed approfondire tutti gli aspetti del dialetto anche se, molte volte, mi sono trovato nell\u2019impossibilit\u00e0 di poter risolvere certi problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Dialetto bobbiese \u00e8 senza regole, quando si crede di averne individuata una, subito una frase lo smentisce. Il fatto \u00e8 che si basa su delle consuetudini fissate nel tempo, le fa regole, ma queste sono nate dalla fantasia basata sulla armonia della parlata che, come musica, diventa uno spartito di note fisse senza alcuna variazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019importante \u00e8 stato entrare in queste consuetudini, capirne i suoni e trascriverle con umilt\u00e0, fissandole e mettendole a disposizioni di tutti gli studiosi che, in futuro, vorranno nuovamente affrontare lo studio di questo dialetto e con esso la storia subita dalla nostra Citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ringraziamento vada all\u2019amica Anna Manfredi che, con la sua pazienza e la padronanza del nostro linguaggio mi ha permesso di analizzare certi gruppi discorsivi e, con la sua competenza mi ha potuto, da subito, dare la convinzione che questa mio lavoro, serio ed approfondito, sarebbe riuscito nel modo migliore e ad essere convincente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il dialetto bobbiese fa parte dei dialetti settentrionali, noti col nome gallo-italici e come tutti gli altri dialetti deriva dalla trasformazione del latino volgare. Questo si trasform\u00f2, nel tempo, con gli influssi dei popoli che si avvicendarono sul nostro territorio. Nella parlata si riscontrano vocaboli e suoni che ci raccontano la nostra storia e su un substrato ligure, che si manifesta, a nostro avviso, con due dei cinque articoli determinativi \u00aba\u00bb e \u00abu\u00bb si uniscono nel tempo parole di origine piemontese, lombarda, spagnola, francese fino alle ultime tradotte dalla lingua italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo libro abbiamo inserito tutto quanto \u00e8 emerso da uno studio approfondito del nostro dialetto e rendiamo come regola grammaticale tutto quello che viene fissato dalla consuetudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro linguaggio ha la stranezza di possedere cinque articoli determinativi <strong>a <\/strong>e<strong> ra <\/strong>per l\u2019articolo \u00abla\u00bb, <strong>u <\/strong>e <strong>ar <\/strong>per \u00abil\u00bb; in pi\u00f9 abbiamo che, davanti a parola che incomincia con vocale, viene utilizzato <strong>l\u2019<\/strong> come ad esempio in <strong>l\u2019\u00f6v <\/strong>(l\u2019uovo) e <strong>l\u2019\u00fcga<\/strong> (l\u2019uva). Ma la particolarit\u00e0 \u00e8 che davanti ad un vocabolo deve essere utilizzato quel determinato articolo e solo quello. Ma se questo fatto appare, a prima vista, come regola generale viene poi smentito da certe espressioni. Un esempio il pagliaccio di tuo figlio viene cos\u00ec tradotto u pai\u00e0s d\u2019u to fi\u00f6, ma se diciamo non fare il pagliaccio avremo f\u00e0 mia ar pai\u00e0s. Forse la spiegazione dipende che in questa frase \u00abpagliaccio\u00bb diventa una cosa astratta come la bont\u00e0, la felicit\u00e0, la sfortuna, la sensazione che nel dialetto utilizzano tutte l\u2019articolo <strong>ar <\/strong>o <strong>ra .<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro problema che si presenta ed \u00e8 lasciato, alla sensibilit\u00e0 di ognuno, \u00e8 quello della lettera \u00ab<strong>m<\/strong>\u00bb e \u00ab<strong>n<\/strong>\u00bb che quando si trovano in corpo di parola, davanti a consonante, vengono nasalizzate e appoggiando il suono sulla vocale che le precede vengono pi\u00f9 o meno aspirate fino a non essere pronunciate. Questo succede anche quando si trovano a fine parola e si trovano davanti ad un vocabolo che incomincia con consonante. Ecco alcuni esempi: se<sup>n<\/sup>tim\u00e9<sup>n<\/sup>t (sentimento), a<sup>m<\/sup>b (ambo), se<sup>n<\/sup>t\u00e9<sup>n<\/sup>sa (sentenza); I gh\u2019ha<sup>n<\/sup> fam (hanno fame), la <strong>m <\/strong>e le <strong>n<\/strong> scritte in \u201capice\u201d non vengono pronunciate o quasi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se per altri dialetti questo avviene solamente quando precedono delle consonanti sorde, nel nostro ognuno si esprime come crede a secondo le proprie capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma tanti sono i problemi che abbiamo dovuto affrontare ed approfondire, ma forse la bellezza della nostra parlata resta la fantasia, non la razionalit\u00e0, e i vari suoni delle parole e dei costrutti restano legati all\u2019immediatezza della comunicazione o dalla personalit\u00e0 di ciascuna persona.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa grammatica abbiamo voluto evidenziare tutto quello che ci ha meravigliato con la consapevolezza di non avere potuto risolvere e capire pienamente l\u2019evolversi, nel tempo, del nostro meraviglioso dialetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le vocali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le vocali sono cinque come in italiano, ma i loro suoni vocalici sono in numero maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La vocale \u00ab A \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa vocale in italiano ha un suono unico ed \u00e8 identico al suono dialettale della \u00aba\u00bb atona.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando invece l\u2019\u00aba\u00bb \u00e8 tonica, nel bobbiese pu\u00f2 avere due suoni: un suono \u00ab\u00e0\u00bb aperto o meglio prolungato ed un suono \u00ab\u00e1\u00bb meno prolungato .<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: suono aperto e un po\u2019 prolungato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; e b\u00e0l <\/em>(le palle),<em> u cav\u00e0l <\/em>(il cavallo),<em> u cam\u00e0l <\/em>(il camallo),ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>suono meno aperto<em> me c\u00e1<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>(io canto).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La vocale \u00ab E \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In italiano pu\u00f2 avere due suoni:uno chiuso \u00ab\u00e9\u00bb e uno aperto \u00ab\u00e8\u00bb. Nel dialetto bobbiese ha anche un suono intermedio: \u00e8 una \u00abe\u00bb atona che nella pronuncia tende a diventare muta o quasi muta. Questo suono intermedio si presenta quando in una parola c\u2019\u00e8 lo spostamento dell\u2019accento tonico su un\u2019altra vocale, causato da un qualsiasi motivo, coniugazione, alterazione, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 a l\u00e8g <\/em>(io leggo)<em> n\u00fcn a l\u2019giuma <\/em>(noi leggiamo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 v\u00e8d <\/em>(io vedo) <em>n\u00fcn a v\u2019duma <\/em>(noi vediamo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; pad\u00e8la<\/em> (padella) <em>padl\u00ecn <\/em>(piccola padella)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; l\u00e8gna <\/em>(legna) <em>l\u2019gn\u00e8ra <\/em>(legnaia).<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 anche succedere che la \u00abe\u00bb tonica di un tema verbale, si trasformi in \u00aba\u00bb per lo spostamento dell\u2019accento tonico.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 p\u00e8rl <\/em>(io parlo) <em>n\u00fcn parl\u00f9ma <\/em>(noi parliamo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 a\u015b\u00e8rd <\/em>(io azzardo) <em>n\u00fcn a\u015bard\u00f9ma <\/em>(noi azzardiamo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 b\u00e8\u015b <\/em>(io bacio) <em>n\u00fcn ba\u015b\u00f9ma <\/em>(noi baciamo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 v\u00e8r <\/em>(io valgo) <em>n\u00fcn var\u00f9ma <\/em>(noi valiamo)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong><em>m\u00e9 t\u00e8\u015b <\/em>(io taccio) <em>n\u00fcn ta\u015b\u00f9ma <\/em>(noi tacciamo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 sp\u00e8r <\/em>(io sparo) <em>n\u00fcn spar\u00f9ma <\/em>(noi spariamo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 l\u00e8v <\/em>(io lavo) <em>n\u00fcn lav\u00f9ma <\/em>(noi laviamo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 p\u00e8gh <\/em>(io pago) <em>n\u00fcn pag\u00f9ma <\/em>(noi paghiamo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; m\u00e9 p\u00e8rt <\/em>(io parto) <em>n\u00fcn part\u00f9ma <\/em>(noi partiamo)<\/p>\n\n\n\n<p>sono verbi che hanno variazioni \u00abnel tema\u00bb<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando nella parola troviamo gi\u00e0 una lettera accentata la \u00abe\u00bb tonica viene indicata con il segno \u00ab\u0113\u00bb, se il suono \u00e8 stretto, e con il segno \u00ab\u0119\u00bb se il suono \u00e8 aperto. Negli altri casi la \u00abe\u00bb \u00e8 sempre letta come chiusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; l\u00fc u vedr\u00e0 <\/em>(egli vedr\u00e0)<em> cr\u0119i\u015bm\u00e8 <\/em>(cresimare)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La vocale \u00ab I \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La vocale \u00abi\u00bb non presenta alcuna difficolt\u00e0, si pronuncia come in italiano. L\u2019accento grave \u00e8 per\u00f2 obbligatorio solamente sulla \u00abi\u00bb finale di parola se \u00e8 tonica, come per esempio negli infiniti della III coniugazione. Es. <em>fin\u00ec <\/em>(finire), <em>mur\u00ec <\/em>( morire), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma noi lo useremo anche sulla \u00abi\u00bb tonica di parole non piane come \u00ab<em>vist\u00ecs<\/em>\u00bb (vestirsi), \u00ab<em>br\u00ecscula<\/em>\u00bb (gioco a carte), quando il non metterlo porterebbe confusione nella lettura delle parole.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La vocale \u00ab O \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La vocale \u00abo\u00bb in posizione atona si pronuncia come in italiano. In posizione tonica, nel dialetto bobbiese, ha pi\u00f9 sonorit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>abbiamo<\/p>\n\n\n\n<p>una \u00ab\u00f6\u00bb molto chiusa e variata come si evidenzia nelle parole: <em>fi\u00f6<\/em> (figlio), <em>lingu\u00f6<\/em> (ramarro), ecc<\/p>\n\n\n\n<p>una \u00ab\u00f3\u00bb chiusa come nella parola: <em>c\u00f3mpit <\/em>(compito), <em>c\u00f3gn <\/em>(cuneo), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>una \u00ab\u00f2\u00bb aperta che troviamo in finale di parola: <em>fal\u00f2<\/em> (fal\u00f2), <em>cum\u00f2<\/em> (com\u00f2). ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>una \u00ab\u00f4\u00bb chiusa con suono nasale: <em>r\u00f4ba<\/em> (cosa, roba), <em>v\u00f4ta <\/em>(volta), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando nella scrittura troviamo gi\u00e0 una lettera accentata la \u00abo\u00bb tonica viene indicata con il segno \u00ab\u014d\u00bb, se il suono \u00e8 stretto e come in italiano \u00abo\u00bb normale se il suono \u00e8 aperto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La vocale \u00ab U \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La vocale \u00abu\u00bb in posizione atona si pronuncia come in italiano. In posizione tonica invece abbiamo :<\/p>\n\n\n\n<p>una \u00ab\u00fc\u00bb con suono chiuso e variato:<em> l\u00fc <\/em>(egli),<em> v\u00fcn <\/em>(uno), ecc<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>una \u00ab\u00f9\u00bb con suono aperto, si trova nella maggioranza dei casi in finali di parole:<em> cuc\u00f9 <\/em>(cuculo)<em>, ar s\u00f9 <\/em>(il sole), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>una \u00ab\u00fa\u00bb con un suono chiuso: <em>pars\u00fat <\/em>(prosciutto)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le consonanti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab B \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel dialetto bobbiese viene pronunciata come nella lingua italiana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab C \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come consonante ha, come in italiano, un suono duro davanti alle vocali \u00aba-o-u\u00bb e davanti a \u00abh\u00bb; quando la \u00abc\u00bb si trova a fine parola per ottenere il suono duro la si fa seguire dalla lettera \u00abh\u00bb come ad esempio nelle parole \u00ab<em>s\u00e8ch<\/em>\u00bb (secco), \u00ab<em>l\u00f9ch<\/em>\u00bb (sciocco), ecc.; per ottenere invece un suono dolce non la si fa seguire dalla lettera \u00ab h \u00bb come nelle parole \u00ab <em>v\u00e8c <\/em>\u00bb (vecchio), \u00ab<em>str\u00ecc<\/em>\u00bb (lasca), \u00ab<em>c\u00f9c<\/em>\u00bb (accosciato), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei trigrammi \u00abcia\u00bb (<em>ciam\u00e8<\/em>), \u00abcio\u00bb (<em>ci\u00f4sa<\/em>), \u00abciu\u00bb (<em>ci\u00f9ch<\/em>), la \u00abi\u00bb \u00e8 un semplice segno grafico e non deve essere pronunciata se non ha l\u2019accento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab D \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa consonante viene pronunciata come in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab F \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In dialetto si pronuncia come in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab G \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ha un suono duro davanti a \u00ab a-o-u \u00bb, davanti ad \u00abh\u00bb ed ad altre consonanti \u00abcme\u00bb (come). Quando la si trova in finale di parola, per indicare il suono duro la si fa seguire dalla lettera \u00abh\u00bb ad esempio: \u00ab<em>b\u00e8gh<\/em>\u00bb (verme), \u00ab<em>l\u00e8gh<\/em>\u00bb (lago).<\/p>\n\n\n\n<p>Ha invece un suono dolce davanti alle vocali \u00abe-i\u00bb. Si pu\u00f2 trovare anche a fine parola come ad esempio nella parola \u00ab<em>l\u00e8g<\/em>\u00bb (leggere) ed anche in questo caso, come succede con la \u00abc\u00bb, per indicare il suono dolce la si scrive senza la \u00ab h \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei trigrammi \u00abgia\u00bb (<em>gi\u00e1sa<\/em>), \u00abgio\u00bb (<em>gi\u00f2stra<\/em>), \u00abgiu\u00bb (<em>giurn\u00e8<\/em>), la \u00abi\u00bb \u00e8 un semplice segno grafico per indicare una pronuncia dolce.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u00abg\u00bb davanti alla \u00abn\u00bb rappresenta il suono nasale di \u00ab<em>gn\u00f2ch<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab H \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In bobbiese come in italiano l\u2019\u00abh\u00bb viene usata come segno distintivo della pronuncia gutturale della \u00abc\u00bb e della \u00abg\u00bb davanti alla \u00abe\u00bb ed alla \u00abi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Nelle cinque voci del verbo \u00ab av\u00e8i \u00bb al presente indicativo e nel passato prossimo dove nella pronuncia rimane muta :<em> me a gh\u2019h\u00f4, te at gh\u2019h\u00e9, l\u00fc u gh\u2019ha, n\u00fcn a gh\u2019\u00f9ma, vi\u00e8tar a gh\u2019h\u00ec, lu i gh\u2019h\u00e0n ; me a gh\u2019h\u00f4 av\u00ecd, te at gh\u2019h\u00e9 av\u00ecd, l\u00fc u gh\u2019ha av\u00ecd, n\u00fcn a gh\u2019\u00f9ma av\u00ecd, vi\u00e8tar a gh\u2019h\u00ec av\u00ecd, lu i gh\u2019han av\u00ecd.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Come elemento caratteristico di alcune esclamazioni:<em> ah!, oh!, ohim\u00e8!, ohib\u00f2!, <\/em>ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab L \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una consonante che viene pronunciata come in italiano:<em> sur\u00e8la<\/em> (sorella),<em> frad\u00e8l <\/em>(fratello)<em>, cav\u00e0l <\/em>(cavallo), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Una caratteristica del dialetto bobbiese e degli altri dialetti lombardi, \u00e8 l\u2019abbandono graduale del <strong>rotacismo <\/strong>. Sotto l\u2019influsso della lingua italiana la \u00ab<strong>r<\/strong>\u00bb intervocale viene sostituita dalla \u00ab<strong>l<\/strong>\u00bb; il rotacismo si conserva invece ancora nelle seguenti parole:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Var\u00e8i <\/em>(valere), <em>vur\u00e8i <\/em>(volere), <em>scar\u00f2gna <\/em>(scalogna), <em>s\u2019r\u00e9\u015ba <\/em>(ciliegia), <em>curt\u00e8l <\/em>(coltello), <em>rigul\u00ecsia<\/em> (liquiri\u015bia), <em>carim\u00e8 <\/em>(calamaio), <em>ca<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8ira<\/em> (candela), <em>cari\u015bna <\/em>(caligine), <em>g\u00f9ra <\/em>(gola), <em>ar <\/em>(il), <em>ra <\/em>(la), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece del trigramma \u00abgli\u00bb che appare nella lingua italiana, davanti ad altre vocali il bobbiese presenta una \u00abi\u00bb semivocalica, abbiamo cos\u00ec: <em>familia<\/em> (famiglia), <em>v\u00f6ia<\/em> (voglia), <em>\u00e0i<\/em> (aglio), <em>f\u00f6ia <\/em>(foglia), <em>bili\u00e8t <\/em>(biglietto), <em>bili\u00e8rd<\/em> (bigliardo), <em>mili\u00f9r<\/em> (migliore), <em>m\u00e8i<\/em> (meglio), <em>tv\u00e0ia<\/em> (tovaglia), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Si nota per\u00f2 che in alcuni casi, in una parlata pi\u00f9 \u00abdotta\u00bb, forse in alcuni italianismi o in termini con grafia italianizzata, il trigramma viene utilizzato. Ad esempio nel congiuntivo imperfetto del verbo <strong>imbottigliare <\/strong>(<em>e<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>butili\u00e8<\/em>) si sente sempre pi\u00f9 spesso: \u00ab<em>ch\u2019u l\u2019e<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>buti<\/em><em><strong>gl\u00ec<\/strong><\/em><em>sa<\/em>\u00bb invece di \u00ab<em>ch\u2019u l\u2019e<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>butili-\u00ecsa<\/em>\u00bb L\u2019utilizzazione avviene pi\u00f9 graficamente che foneticamente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab M \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una vocale che nel dialetto si pronuncia come in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>In molti altri dialetti quando la \u00abm\u00bb si trova davanti ad una consonante sorda, nella maggioranza dei casi si comporta come la \u00abn\u00bb: si dilegua e nasalizza la vocale precedente.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<em> e<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>bac\u00fcch\u00e8, <\/em>la<em> \u00ab<\/em><em><strong>e<\/strong><\/em><em>\u00bb <\/em>che precede la<em> \u00ab<\/em><em><strong>m<\/strong><\/em><em>\u00bb <\/em>si nasalizza e nella pronuncia viene prolungata sovrapponendosi alla pronuncia della<em> \u00ab<\/em><em><strong>m<\/strong><\/em><em>\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa non \u00e8 una regola, \u00e8 una consuetudine legata al modo di esprimersi di alcuni e non di altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel vocabolario abbiamo solamente messo in evidenza questo fatto lasciando cos\u00ec libero il modo espressivo di ognuno<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab N \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel dialetto bobbiese ha un suono come nella parola italiana \u00ab nono \u00bb quando:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>\u00e8 all\u2019inizio di parola:<em> num <\/em>(nome),<em> nu\u015ba<\/em> (noce), ecc<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong>si trova tra due vocali:<em> nonu <\/em>(nonno),<em> pana <\/em>(panna), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>segue un\u2019altra consonante:<em> m\u00fcrn\u00e8 <\/em>(mugnaio),<em> car\u00ec\u015bna <\/em>(caligine), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>si trova in finale di parola:<em> v\u015bin<\/em> (vicino),<em> v\u00ecn <\/em>(vino),<em> p\u00e0n <\/em>(pane), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Una caratteristica importante del nostro dialetto \u00e8 il dileguamento con nasalizzazione della vocale precedente, quando la \u00ab<strong>n<\/strong>\u00bbsi trova davanti ad una consonante \u00absorda\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>A<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 (a\u2019d\u00e8), t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t (t\u00e0\u2019t), d\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00f4r (d\u00e9\u2019t\u00f4r), gn\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t (gn\u00e9\u2019t), mar\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>da (mar\u00e9\u2019da), en\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s (en\u00e0\u2019s), v\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tid\u00fc (v\u00e9\u2019tid\u00fc) <\/em>e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella pronuncia la vocale che precede la \u00ab<strong>n<\/strong>\u00bb si nasalizza e viene prolungata sovrapponendosi alla \u00ab<strong>n<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma da uno studio approfondito si nota che questa norma viene applicata sulla maggioranza delle parole, ma non su tutte ed inoltre questo dilenguamento con nasalizzazione resta un modo personale di esprimersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta difficile nasalizzare: <em>s\u00ecngar, \u00e0nra, tr\u00ecnca, v\u00e0nga, \u00e0nca, anv\u00ecn, r\u00e0ncio, b\u00e0nca, de\u015bmangh\u00e8s,<\/em> e moltissimi altri vocaboli.<\/p>\n\n\n\n<p>Si rileva che anche nella parlata corrente, quando la \u00abn\u00bb, a fine di parola, precede un\u2019altra consonante molti bobbiesi applicano questa norma; ad esempio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>I gh\u2019han d\u00e0t I gh\u2019ha\u2019 d\u00e0t; p\u00e0n grat\u00e8 p\u00e0\u2019 grat\u00e8, <\/em>ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab P \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una consonante che si pronuncia come in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Si noti la tendenza del dialetto di sonorizzare le sorde; \u00e8 frequente il caso che parole italiane che iniziano con la \u00abp\u00bb, comincino poi nel dialetto con la \u00abb\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:Prugna(<em>br\u00ecgna<\/em>)<em>, <\/em>palla(<em>b\u00e0la<\/em>),prendere(<em>br\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ch\u00e8<\/em>),ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Altre invece hanno la consonante \u00abv\u00bb al posto della \u00abp\u00bb italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<em> Sav\u00f2n <\/em>(sapone),<em> r\u00e8va <\/em>(rapa),<em> savur\u00ecd <\/em>(saporito),<em> cav\u00ec <\/em>(capello),<em> sav\u00e8i<\/em> (sapere), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune volte avviene anche il dileguamento della \u00abv\u00bb:<em> s\u00f9ra <\/em>(sopra),<em> cu\u00e8rta <\/em>(coperta),<em> qu\u00e8rc <\/em>(coperchio) ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab Q \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una consonante che \u00e8 sempre seguita dalla vocale \u00ab u \u00bb. Si pronuncia come in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il digramma \u00abcq\u00bb viene scritto con la sola \u00abq\u00bb. Es.:Acqua<em> (\u00e0qua).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo parole che in italiano cominciano con la \u00abc\u00bb che in dialetto si trasforma in \u00abq\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:Coprire<em> (quat\u00e8),<\/em> coprire<em> (quarc\u00e8),<\/em> coperchio <em>(qu\u00e8rc),<\/em> ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>e ne abbiamo altre che cominciano in italiano con la \u00abq\u00bb che si trasforma in \u00abc\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:qui<em> (ch\u00e9), <\/em>questo<em> (che l\u00fc),<\/em> questa<em> (che l\u00e9), <\/em>ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab R \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una consonante che nel dialetto rende lo stesso suono di quello italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre l\u2019italiano ha conservato questa consonante presente nelle parole latine, il dialetto l\u2019ha persa in moltissimi casi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>nell\u2019infinito dei verbi: <em>fin\u00ec<\/em> (finire), <em>ca<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8<\/em> (cantare), <em>v\u00e8d <\/em>(vedere), <em>r\u00ecd<\/em> (ridere), <em>pi\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>\u015b<\/em> (piangere), ecc<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>nei sostantivi che in italiano terminano in \u00ab<em>iere<\/em>\u00bb: <em>barb\u00e9<\/em> (barbiere), <em>purt\u00e9<\/em> (portiere), <em>ca<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tun\u00e9 <\/em>(cantoniere), <em>curi\u00e9ra<\/em> (corriera),ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre la consonante \u00abr\u00bb \u00e8 facilmente soggetta al fenomeno della \u00abmetatesi<strong>\u00bb <\/strong>(inversione nell\u2019ordine di successione dei suoni in una parola).<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>Card\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa <\/em>(creden\u015ba), <em>e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tr\u00e9gh<\/em> (integro), <em>mar\u00f9d<\/em> (maturo), <em>tar\u015b\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>(trecento), <em>n\u00f2star<\/em> (nostri), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab S \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa consonante, come in italiano ha due suoni, uno sordo ed uno dolce.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Ha un suono sordo come nella parole italiane: stanco <em>str\u00e0ch,<\/em> corsa <em>c\u00f9rsa,<\/em> crescere <em>cr\u00e8s,<\/em>ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Quando invece ha un suono dolce, come nelle parole italiane: sdentato <em>\u015bde<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8,<\/em> schiaffo <em>\u015bgiaf\u00f2n,<\/em> slavato <em>\u015blav\u00e8,<\/em> noi la indicheremo con il segno \u00ab<strong>\u015b<\/strong>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab T \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ha lo stesso suono che in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>In molti casi, in posizione intervocalica ed in finale di parola, la \u00ab t\u00bb originaria latina da sorda si \u00e8 trasformata in sonora diventando \u00ab d \u00bb. Il caso pi\u00f9 evidente \u00e8 il participio passato di alcuni verbi: <em>fin\u00ecd<\/em> (finito), <em>sav\u00ecd <\/em>(saputo), <em>bened\u00ecd <\/em>(benedetto), <em>b\u0119iv\u00ecd<\/em> (bevuto), <em>pian\u015b\u00ecd<\/em> (pianto),ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri casi: r\u00f6da (ruota), <em>n\u00fcd\u00e8 <\/em>(nuotare), <em>d\u00ecd <\/em>(dito), <em>marid\u00e8<\/em> (maritare), <em>frad\u00e8l<\/em> (fratello).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab V \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una consonante che si pronuncia come in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: <em>v\u00fcn <\/em>(uno), <em>av\u00e8i<\/em> (avere), <em>av\u00e8rt <\/em>(aperto), \u00f6<em>v<\/em> (uovo), <em>n\u00f6v<\/em> (nuovo), <em>v\u00e8duv<\/em> (vedovo), <em>s\u00e8rva<\/em> (serva), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Frequente nel dialetto \u00e8 la <strong>prostesi <\/strong>(aggiunta di una lettera all\u2019inizio di parola) della \u00ab<strong>v<\/strong>\u00bb: <em><strong>v<\/strong><\/em><em>\u00fcn<\/em> (uno), <em><strong>v<\/strong><\/em><em>\u00f2t<\/em> (otto), <em><strong>v<\/strong><\/em><em>\u00e8s <\/em>(essere), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La consonante \u00ab Z \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel dialetto questa consonante non viene utilizzata; si usano invece le consonanti \u00ab s \u00bb e \u00ab \u015b \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>a) <\/em>quando ha il suono sordo nella pronuncia bobbiese si usa \u00ab<strong>s<\/strong>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: zafferano <em>(safr\u00e0n),<\/em> forza <em>(f\u00f4rsa),<\/em> zucca <em>(s\u00fcca),<\/em> pa\u015bienza <em>(pasi\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa),<\/em> ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><em>b) <\/em>quando ha il suono sonoro si pronuncia \u00ab\u015b\u00bb utilizzando il segno \u00ab\u015b\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>m\u00e8\u015ba<\/em> (mezza), <em>la\u015bar\u00f2n<\/em> (lazzarone), ecc., come nella parola italiana \u00abzero\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli Articoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli articoli servono a precisare il valore che si vuole dare al nome, a dar loro un valore determinato, indeterminato, generico.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli articoli sono di due specie: determinativi ed indeterminativi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Articoli determinativi<\/strong><em> :<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel dialetto bobbiese l\u2019articolo determinativo ha pi\u00f9 forme dell\u2019italiano ed ha regole che vogliono unito ad un determinato nome un determinato articolo e solo quello. Queste norme che si evidenziano solo nella parlata non ne chiariscono il motivo e lasciano allo studioso solo la possibilit\u00e0 di fare deduzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi articoli sono:<\/p>\n\n\n\n<p>Italiano Bobbiese<\/p>\n\n\n\n<p>singolare il lo <em>u ar<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; maschile<\/p>\n\n\n\n<p>plurale i gli <em>i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>singolare la <em>a ra<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; femminile<\/p>\n\n\n\n<p>plurale le <em>e i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I vocaboli che cominciano con vocale hanno l\u2019articolo determinativo \u00ab l\u2019 \u00bb, sia al femminile che al maschile:<\/p>\n\n\n\n<p><em>l\u2019\u00f2m<\/em>(l\u2019uomo)<em> l\u2019\u00f4ca<\/em>(l\u2019oca)<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019articolo maschile plurale\u00ab i\u00bb, viene utilizzato anche davanti a sostantivi femminili che incominciano con vocali , diremo infatti :<\/p>\n\n\n\n<p><em>i \u00f2m<\/em>(gli uomini)<em> i \u00f4ch<\/em>(le oche)<\/p>\n\n\n\n<p>e in questi casi, nella pronuncia, l\u2019articolo si unisce al sostantivo come fosse un\u2019unica parola: <em>i\u00f2m<\/em> e <em>i\u00f4ch.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 capire quando si devono usare gli articoli <strong>a <\/strong>e<strong> u<\/strong> e quando gli altri due <strong>ar<\/strong> e <strong>ra<\/strong>? L\u2019approfondita analisi della nostra parlata ci ha fatto conoscere che per determinati vocaboli vengono utilizzati solo gli articoli <strong>a <\/strong>e <strong>u<\/strong> e per altri <strong>ar <\/strong>e <strong>ra <\/strong>e questa \u00e8 una condizione che non ammette deroghe. Il perch\u00e9 di tutto questo ci rimane ignoto, sicuramente il bobbiese deve aver avuto l\u2019influsso ligure e gli articoli <strong>a <\/strong>e <strong>u<\/strong> potrebbero essere i segni di questo substrato, mentre l\u2019evolversi del linguaggio con influenze celtiche, latine, longobarde, lombarde, piemontesi, hanno sicuramente inserito un altro modo di esprimersi, altre regole, queste non hanno saputo per\u00f2 cancellare quelle antiche. Il bobbiese \u00e8 una parlata di frontiera senza regole scritte, ma tramandate solamente attraverso il parlare e tenendo presente sempre la sonorit\u00e0 armonica di questa lingua pur nella sua durezza. Un esempio viene dalla frase: \u00ab mi sono sporcato le mani \u00bb che viene espressa \u00ab <em>am s\u00f3n spurch\u00e8 <\/em><em><strong>ar<\/strong><\/em><em> m\u00e0n \u00bb, <\/em>utilizzando l\u2019articolo<em><strong>ar<\/strong><\/em>(singolare e maschile) invece dell\u2019articolo femminile plurale<em><strong>e<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Solo in questo modo si potranno spiegare certe espressioni, il perch\u00e9 di vocaboli pensati al maschile con articoli femminili e l\u2019uso di un diverso articolo a secondo della posizione che il nome, a cui \u00e8 riferito, occupa nella frase. Abbiamo cercato di capire se esistessero delle regole, ma le uniche di cui siamo certe sono:<\/p>\n\n\n\n<p>a) ogni vocabolo vuole il suo articolo e solo quello.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: si dice <em>ar su<\/em> (il sole) e <em>ra l\u00f6na<\/em>(la luna), ma <em>a st\u00e8la<\/em> (la stella). Si dice <em>u pr\u00e8v<\/em>(il prete), <em>u sacr\u00ecsta<\/em>(il sacrestano), ma <em>ar p\u00e8ruch<\/em>(il parroco) e <em>ar v\u00e8sch<\/em>(il vescovo). Si dice <em>ra m\u00e8istra<\/em> (la maestra), <em>ra diretr\u00ecce<\/em> (la direttrice),<em> ra pruf\u0119sur\u00e8sa <\/em>(la professoressa), ma <em>u bid\u00e8l<\/em>(il bidello) e <em>a bid\u00e8la <\/em>(la bidella). Si dice <em>ra matem\u00e0tica<\/em> (la matematica), <em>ar dis\u00e8gn <\/em>(il disegno), <em>ar c\u00f2<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>pit<\/em> (il compito), <em>ra lisi\u00f2n<\/em>(la le\u015bione), ma <em>a mat\u00ecta<\/em>(la matita), <em>a p\u00e8na <\/em>(la penna), <em>u quad\u0119r\u00f2n<\/em>(il quaderno), <em>a g\u00f9ma <\/em>(la gomma),<em>u l\u00ecbar<\/em>(il libro).<\/p>\n\n\n\n<p>b) quando il vocabolo indica una cosa astratta, come la bont\u00e0 (<em>ra bo<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8<\/em>), la cattiveria (<em>ra cativ\u00e9ria<\/em>), la pretesa (<em>ra parte<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>si\u00f2n<\/em>), la fortuna (<em>ra furt\u00fcna<\/em>), la felicit\u00e0 (<em>ra co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>te<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8sa<\/em>) usa l\u2019articolo <strong>ar<\/strong> o <strong>ra<\/strong>. A questo proposito, a indicare che questa osservazione potrebbe essere giusta, le seguenti frasi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>U pai\u00e0s du t\u00f2 fi\u00f6 F\u00e0 mia ar pai\u00e0s<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>U bal\u00f9rd du me fi\u00f6 F\u00e0 mia ar bal\u00f9rd<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A cast\u00e8gna gr\u00f2sa l\u2019\u00e8 da tai\u00e8 Ra cast\u00e8gna an br\u00fc\u015ba m\u00eca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>U co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>f\u00ecn du m\u00e9 c\u00e0<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>p Ar co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>f\u00ecn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>U crist\u00e0l ch\u2019at gh\u2019\u00e9 s\u00f9ra ra p\u00f4rta Ar cristal l\u2019\u00e8 anca o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> miner\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>U di\u00e0lugh ch\u2019uma p\u00e9na cme<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8 Ar di\u00e0lugh l\u2019\u00e8 s\u00e9<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>par \u00fctil<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>U guardi\u00e0n dar cast\u00e8l U f\u00e0 ar guardi\u00e0n d\u2019ar cast\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>U f\u00e0 ar mac\u00e0ch U to fi\u00f6 u f\u00e0 ar mac\u00e0ch<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>U mal\u00e8 l\u2019\u00e8 m\u00f3rt U f\u00e0 ar mal\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>U pas\u00e0g ch\u2019u gh\u2019ha las\u00e8 U gh\u2019ha dat ar pas\u00e0g<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A pl\u00e0ia di bal\u00e8t I bal\u00e8t i gh\u2019ha<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> ra pl\u00e0ia d\u00fcra<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A st\u00e0la n\u00f6va A<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ra st\u00e0la<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>c) quando un vocabolo ha davanti l\u2019aggettivo possessivo prende l\u2019articolo <strong>a <\/strong>o <strong>u<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho visto il paese <em>h\u00f4 vist ar p\u00e0i\u015b<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io vado nel mio paese <em>me v\u00f4 e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t u m\u00e9 p\u00e0i\u015b<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il professore <em>ar prufes\u00f9r<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il mio professore <em>u m\u00e9 prufes\u00f9r<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>d)Un\u2019ipotesi che abbiamo analizzato era che gli articoli <strong>ar<\/strong> e <strong>ra <\/strong>si usassero con sostantivi di origine lombarda; <strong>a <\/strong>e <strong>u <\/strong>invece con sostantivi di origine ligure. Analizzando meglio i dialetti lombardi questa tesi ci ha lascia perplessi e dubbiosi, infatti si trovano i seguenti articoli determinativi maschili:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; dialetto milanese El fi\u00f6 stra\u015b\u00fan<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; dialetto bergamasco Ol \u015b\u00f9en tr\u00f2p gener\u00f9s<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; dialetto comasco Ul fi\u00f6\u00f6 pelandrun<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; dialetto di Intra (No) Ul fieu spendaciun<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; dialetto monzese Ul fioeu prodigh<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; dialetto di Pavia Al fioe prodigh<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; dialetto bosino di Varese Ur fioeu stras\u00fan<\/p>\n\n\n\n<p>gli articoli <strong>a <\/strong>e <strong>u <\/strong>potrebbero derivare dalla contrazione di <strong>al <\/strong>e<strong> ul<\/strong>, ma \u00e8 evidente che sono tutte supposizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo noi rimane valida quella del substrato ligure.<\/p>\n\n\n\n<p>per quanto riguarda l\u2019articolo determinativo davanti a nome che incomincia con vocale viene usato <strong>\u00ab l\u2019 \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quindi possiamo asserire che il dialetto bobbiese si fregia di ben 5 articoli determinativi.<\/p>\n\n\n\n<p>e) L&#8217;elenco dei vocaboli che abbiamo presentato nel vocabolario, ci ha rilevato un fenomeno linguistico (gi\u00e0 evidenziato nel libro \u00ab Il dialetto bobbiese \u00bb ) molto interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Certi sostantivi di genere maschile si appropriano dell&#8217;articolo femminile. Eccovene l&#8217;elenco:<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra sc\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dul <\/em>lo scandalo <em>ra sch\u00ecvi<\/em> lo schifo<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra scr\u00fcpul <\/em>lo scrupolo <em>ra sc\u00fcr<\/em> il buio<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra scurb\u00ecn <\/em>la mancanza di vitamine <em>ra s\u00e9<\/em> il sale<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra sf\u00e9 <\/em>il fiele <em>ra sfr\u00e0t<\/em> lo sfratto<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra sfr\u00f6\u015b <\/em>l\u2019inganno <em>ra mnestr\u00f2n<\/em> il minestrone<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra sp\u00e0si <\/em>lo spazio <em>ra spat\u00fcs<\/em> il lusso esagerato<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra spav\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>lo spavento <em>ra sp\u00e8s<\/em> il fitto<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra spes\u00f9r <\/em>lo spessore <em>ra spet\u00e0cul<\/em> lo spettacolo<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra sp\u00ecrit<\/em> l\u2019alcool <em>ra sp\u00f3rch<\/em> lo sporco<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra sp\u00f2rt <\/em>lo sport <em>ra spr\u00f2n<\/em> l\u2019incitamento<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra sp\u00fcd <\/em>lo sputo <em>ra sr\u00e8n<\/em> il sereno<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra st\u00e0gn <\/em>lo stagno <em>ra str\u00fct<\/em> lo strutto<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra st\u00fcch<\/em> lo stucco <em>ra st\u00fcdi<\/em> lo studio<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra st\u00fcf\u00e8 <\/em>lo stracotto <em>ra \u015bbagn\u00fcs\u00e9ri<\/em> il fradiciume<\/p>\n\n\n\n<p><em>ra \u015bga\u015bar\u00e9ri<\/em> il rumoreggiare delle gazze <em>ra sn\u00e8vra<\/em> la senape<\/p>\n\n\n\n<p>Precisiamo che tutti questi sostantivi li pensiamo maschili e notiamo che quasi tutti incominciano con \u00ab s \u00bb o \u00ab \u015b \u00bb, ma quando sono preceduti da un aggettivo possessivo si riprendono il loro giusto \u00abgenere\u00bb (maschile o femminile) e l\u2019articolo usato diventa \u00ab a \u00bb o \u00ab u \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>u s\u00f2 sc\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dul, u s\u00f2 scr\u00fcpul, u t\u00f2 scurb\u00ecn , u m\u00e9 st\u00fcf\u00e8, u t\u00f2 st\u00fcdi, u s\u00f2 str\u00fct, u s\u00f2 \u015bga\u015bar\u00e9ri, u s\u00f2 spr\u00f2n, u t\u00f2 sp\u00f2rch, u t\u00f2 spet\u00e0cul, u s\u00f2 spat\u00fcs, u s\u00f2 \u015bbagn\u00fcs\u00e9ri, u m\u00e9 st\u00fcf\u00e8, u t\u00f2 st\u00fcch, u t\u00f2 sp\u00fcd, u m\u00e9 sp\u00f2rt, u t\u00f2 sp\u00ecrit, u s\u00f2 spes\u00f9r, u m\u00e9 spav\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t, u m\u00e9 sp\u00e0si, u m\u00e9 sfr\u00e0t, u t\u00f2 sch\u00ecvi, u t\u00f2 sf\u00e9, a sua s\u00e8, a sua sn\u00e8vra, u m\u00e9 mn\u00e9str\u00f2n, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019articolo Indeterminativo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli articoli indeterminativi sono :<\/p>\n\n\n\n<p>Italiano Bobbiese<\/p>\n\n\n\n<p>per il maschile un uno <em>on<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>per il femminile un\u2019 una <em>on\u2019 ona<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di particelle atone e quindi si appoggiano sulla parola seguente, quando questa incomincia con vocale, fondendosi con essa nella pronuncia. Quando invece la parola che segue incomincia con consonante ed \u00e8 di genere maschile, nella particella non si pronuncia la <strong>\u00ab <\/strong>n<strong> \u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>on \u00f2m<\/em> (un uomo) si pronuncia <em>on\u00f2m<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> mnestr\u00f2n <\/em>(un minestrone) si pronuncia o<em>mnestr\u00f2n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questo articolo non ha plurale vero e proprio; per esprimere la pluralit\u00e0 si ricorre ai numerali cardinali:<em> d\u00fc <\/em>(due),<em> tri <\/em>(tre), <em>qu\u00e0tar <\/em>(quattro), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019articolo indeterminativo <em>on<\/em>si distingue nettamente dal numerale <strong>uno <\/strong>che in bobbiese si dice <em>\u00fcn,<\/em>nella conta, e <em>v\u00fcn<\/em>e <em>v\u00fcna,<\/em>quando \u00e8 usato come pronome<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le preposizioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono quelle parti del discorso che stabiliscono un rapporto, all\u2019interno della proposizione, fra due o pi\u00f9 membri di questa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le preposizioni si distinguono in :<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Preposizioni proprie &#8211; <\/strong>cio\u00e8 quelle che si usano solamente come preposizioni e sono:<\/p>\n\n\n\n<p>di, a , da, in , con, su, per, tra (fra)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Di <\/strong>Preposizione propria semplice. Solitamente nella pronuncia tralascia la<strong> i<\/strong> diventando: <strong>\u00abd\u2019\u00bb<\/strong> oppure per ragioni di fonetica diventa <strong>\u00ab ad \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; L\u2019\u00e8 a m\u00e0ma d\u2019 M\u00e0rio. L\u2019\u00e8 a m\u00e0ma ad Mario<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; L\u2019\u00e8 u l\u00ecbar d\u2019 Vitur\u00ecn. L\u2019\u00e8 u l\u00ecbar ad Vitur\u00ecn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Unendosi con gli articoli determinativi d\u00e0 origine alle preposizioni articolate:<\/p>\n\n\n\n<p><em>d\u2019ar , d\u2019u <\/em>del, dello<\/p>\n\n\n\n<p><em>d\u2019ra , d\u2019a <\/em>della<\/p>\n\n\n\n<p><em>d\u2019i, d\u2019e <\/em>degli, dei, delle.<\/p>\n\n\n\n<p>ma nella scrittura riteniamo valga la pena di scriverli uniti: <em>dar, du, dra, da, di, de.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: <em>U l\u00ecbar dar prufes\u00f9r, u l\u00ecbar du pup\u00e8, u l\u00ecbar dra pruf\u0119sur\u00e8sa, u l\u00ecbar da m\u00e0ma, i l\u00ecbar di scul\u00e8r, i cav\u00ec de d\u00f2n.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A <\/strong>Preposizione propria semplice. Pu\u00f2 assumere la forma eufonica \u00ab<strong>ad\u00bb<\/strong> davanti a parola che comicia con vocale: <em>Pe<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8 ad l\u2019\u00e8tar <\/em>(pensare ad altro); <em>a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 ad Ales\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dria <\/em>(andare ad Alessandria).<\/p>\n\n\n\n<p>Contrariamente alla lingua italiana che fondendosi agli articoli determinativi d\u00e0 origine alle preposizioni articolate, nel dialetto bobbiese invece resta sempre separata dagli articoli: <em>A<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 a ra Ce\u015ba <\/em>(andare alla chiesa); <em>a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 a \u2018r P\u0119n\u00e0\u015b <\/em>(andare al Penice); <em>d\u00ecl a u pup\u00e8 <\/em>(dillo al pap\u00e0); <em>d\u00ecg\u014dl c\u00f3n a m\u00e0ma <\/em>(diglielo alla mamma), in questo caso si preferisce usare la preposizione \u00abcon\u00bb in quanto \u00ab <em>d\u00ecg\u014dl a a m\u00e0ma <\/em>\u00bb risulta faticoso nella pronuncia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da <\/strong>Preposizione propria semplice. Unendosi con gli articoli determinativi da origine alle preposizioni articolate.<\/p>\n\n\n\n<p><em>d\u2019ar, da u , da l\u2019<\/em> dal, dallo<\/p>\n\n\n\n<p><em>da ra , d\u2019a , da l\u2019 <\/em>dalla<\/p>\n\n\n\n<p><em>da i <\/em>dagli, dai<\/p>\n\n\n\n<p><em>da e <\/em>dalle<\/p>\n\n\n\n<p>che nella scrittura riteniamo logico diventino:<\/p>\n\n\n\n<p><em>dar, du, dra, da, di, de<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: <em>me v\u00f4 d\u2019 ar s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dich,<\/em> <em>me v\u00f4 da u pup\u00e8<\/em>, <em>me v\u00f4 da l\u2019ami\u015b, me v\u00f4 da ra pruf\u0119sur\u00e8sa,<\/em> <em>me v\u00f4 da a mama,<\/em> <em>me v\u00f4 da l\u2019ami\u015ba,<\/em> <em>me v\u00f4 da i fi\u00f6,<\/em> <em>me v\u00f4 da e fi\u00f6r.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>En <\/strong>Preposizione propria semplice. In italiano \u00ab<strong>in\u00bb<\/strong><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ponendosi con gli articoli determinativi d\u00e0 origine alle prep. articolate sostituendo \u00ab<strong>en<\/strong>\u00bb in\u00ab<strong>e<\/strong><sup><strong>n<\/strong><\/sup><strong>t<\/strong>\u00bb<strong> ? <\/strong>(latino: \u00abintus\u00bb). La \u00ab e \u00bb davanti la \u00ab nt \u00bb \u00e8 sempre di sono chiuso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t u, ar, l\u2019 <\/em>nel<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t a, ra, l\u2019 <\/em>nella<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t i <\/em>nei<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t e <\/em>nelle<\/p>\n\n\n\n<p>Nella pronuncia la \u00abn\u00bb di \u00abent\u00bb non viene quasi mai pronunciata.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: <em>Me v\u00e8rd e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t u cas\u00e8t, e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ar c\u00f2<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>pit a gh\u2019\u00e9ra o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00fcc d\u2019e\u015berc\u00ecsi; e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t l\u2019\u00f6v a gh\u2019\u00e9ra d\u00fc r\u00f9s: ona surpr\u00e8i\u015ba! E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ra c\u00e0 d\u2019Ugo h\u00f4 v\u00ecst Mar\u00eca; b\u015b\u00f6gna cr\u00e8d e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ra gi\u00fcst\u00ecsia; b\u015b\u00f6gna cr\u00e8d e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t l\u2019amic\u00ecsia; e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t i fi\u00e0sch a gh\u2019\u00e9ra dar v\u00ecn gr\u00e0m; e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t e m\u00e0n u gh\u2019\u00e8va d\u00fc curt\u00e8i.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u00f3n <\/strong>Preposizione propria semplice. Nella parlata contrariamente all\u2019italiano non si fonde con gli articoli determinativi per formare le preposizioni articolate: <em>me v\u00f4 c\u00f3n ar v\u00e8sch,<\/em> <em>me v\u00f4 c\u00f3n i ami\u015b,<\/em> <em>me v\u00f4 c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> ra pruf\u0119sur\u00e8sa, me v\u00f4 c\u00f3n u pup\u00e8, me v\u00f4 c\u00f3n a m\u00e0ma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella parlata corrente si sente anche: <em>me v\u00f4 c\u2019u pup\u00e8, me v\u00f4 c\u2019a mama.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando i pochi scritti che ci sono pervenuti abbiamo trovato \u00ab <em>m\u00e9nam c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> t\u00e9<\/em> \u00bb (portami con te), \u00ab <em>gh\u2019and\u00e8va c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> Pasqu\u00e9na <\/em>\u00bb (ci andavo con Pasquina) ed in molte altre espressioni il \u00ab con \u00bb viene scritto per intero; abbiamo notato per\u00f2 che nella parlata, quando il \u00abcon\u00bb precede un vocabolo che incomincia con consonante la sua \u00abn\u00bb viene quasi mai pronunciata o quantomeno ognuno si esprime come vuole.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>me v\u00f4 c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> Cro<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>ban\u00ecn<\/em> pronuncia <em>me v\u00f4 c\u00f3\u2019 Cro\u2019ban\u00ecn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E<\/strong><sup><strong>n<\/strong><\/sup><strong>s <\/strong>Preposizione propria semplice. In italiano \u00ab<strong>su<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Unendosi con gli articoli determinativi d\u00e0 origine alle preposizioni articolate:<\/p>\n\n\n\n<p><em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s u, ar, l\u2019 <\/em>sul, sull\u2019 per il maschile singolare<\/p>\n\n\n\n<p><em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s a, ra, l\u2019 <\/em>sulla, sull\u2019 per il femminile singolare<\/p>\n\n\n\n<p><em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s i <\/em>sui per il maschile plurale<\/p>\n\n\n\n<p><em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s e <\/em>sulle per il femminile plurale<\/p>\n\n\n\n<p>Nella pronuncia la \u00abn\u00bb di \u00abens\u00bb diviene quasi muta.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: <em>S\u00f4n a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e0t e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s u car\u00e8t; s\u00f4n a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e0t e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s ar P\u0119n\u00e0\u015b; s\u00f4n a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dat e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s l\u2019\u00e8\u015b; s\u00f4n a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dat e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s a sch\u00e8ra e gh\u2019\u00e8va di fiur e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s ra t\u00e8sta; uma disc\u00fcs e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s ra lisi\u00f2n dra pruf\u0119sur\u00e8sa; u camin\u00e8va e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s l\u2019\u00e0qua; s\u00f4n a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e0t e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s i t\u00e8c; e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s e fn\u00e8star a gh\u2019era p\u00ecn ad g\u00e9rani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Par <\/strong>Preposizione propria semplice. In italiano: \u00ab<strong>per\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Unendosi con gli articoli determinativi d\u00e0 origine alle preposizioni articolate:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Par<\/em> per<\/p>\n\n\n\n<p><em>Par u p\u2019r\u2019u par ar p\u2019ar<\/em> per il<\/p>\n\n\n\n<p><em>Par ra p\u2019ra<\/em> per la<\/p>\n\n\n\n<p><em>Par i p\u2019r i<\/em> per i<\/p>\n\n\n\n<p><em>Par e p\u2019r e<\/em> per le<\/p>\n\n\n\n<p>che nella scrittura riteniamo logico diventino:<\/p>\n\n\n\n<p><em>par, pru, pri, pre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi<em>: Ma v\u00e0 par ci\u00e0p! L\u2019h\u00f4 f\u00e0t par ar(p\u2019ar) prufes\u00f9r. <\/em><em>M\u2019het ciap\u00e8 p\u2019r u to pai\u00e0s? A m\u2019ha ciap\u00e8 p\u2019r a so m\u00e0ma; u m\u2019ha ciap\u00e8 p\u2019r i cav\u00ec; u g\u2019ha o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> d\u00e9bul p\u2019r e d\u00f2n.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra <\/strong>Preposizione propria semplice. In italiano \u00ab<strong>tra<\/strong>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>tra me e te an gh\u2019\u00e8 p\u00f6 gn\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t !<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Preposizioni improprie. <\/strong>Cio\u00e8 quelle che per loro natura sono o avverbi, o aggettivi, o participi verbali, che vengono talora usati in funzione di preposizioni.Le pi\u00f9 comuni sono:<\/p>\n\n\n\n<p><em>d\u00f2p, pr\u00ecma, s\u00f9ra, d\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tar, f\u00f6ra, v\u015b\u00ecn, s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa, l\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e0n, dr\u00e9ra, e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8ma, d\u2019n\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s, sic\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d, ra\u015b\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t, tach\u00e8, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<em> d\u00f2p P\u00e0squa; pr\u00ecma ad t\u00fct, s\u00f9ra ra c\u00e0, s\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> casch\u00e8 d\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tar a ra m\u00e8ta, l\u2019\u00e9ra f\u00f6ra ad l\u00fc, ra ce\u015ba l\u2019\u00e8 v\u015bin a c\u00e0 m\u00eca, l\u2019\u00e8 s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa s\u00f4d, l\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> da i \u00f6c, v\u00fcn dr\u00e9ra l\u2019\u00e8tar, v\u0119gn\u00e0t e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8ma a m\u00e9? Sic\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d m\u00e9, da d\u2019n\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s a ra c\u00e0, ra\u015b\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ar m\u00fcr, l\u2019\u00f4rat\u00f3ri l\u2019\u00e8 tach\u00e8 a ra ce\u015ba.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I SOSTANTIVI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel dialetto la formazione del plurale per i sostantivi segue le seguenti norme :<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; I sostantivi che terminano con vocale tonica<strong> (\u00e0 &#8211; \u00e9 &#8211; \u00e8 &#8211; \u00ec &#8211; \u00f2 &#8211; \u00f3 &#8211; \u00f6 &#8211; \u00f4 &#8211; \u00fc &#8211; \u00f9 ) <\/strong>rimangono invariati siano essi maschili o femminili:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<em> u pup\u00e8, i pup\u00e8 &#8211; ra c\u00e0, e c\u00e0 &#8211; u cav\u00ec, i cav\u00ec &#8211; u cuc\u00f9, i cuc\u00f9 &#8211; u fi\u00f6, i fi\u00f6 &#8211; ra cal\u00e8, e cal\u00e8 &#8211; u bavar\u00f6, i bavar\u00f6 &#8211; ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Anche quelli che terminano con le vocali \u00ab i, u, o, \u00bb rimangono invariati .<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211;<\/em> I sostantivi che terminano con consonante nella maggioranza dei casi restano invariati .<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<em> i \u00f6c, i \u00f6v, i m\u00e0t, i g\u00e0l, i vag\u00f2n, i \u00fcs, i pi\u00f6c.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Solamente quelli che terminano con la consonante<strong> \u00ab l \u00bb <\/strong>possono al plurale mutare la<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab l \u00bb <\/strong>nella vocale<strong> \u00ab i \u00bb, <\/strong>per\u00f2 senza seguire una precisa regola, ma solamente la consuetudine di ciascuna persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito indichiamo quello che abbiamo appreso interrogando le persone. Si potrebbe anche dedurre che i sostantivi terminanti con la consonante \u00abl\u00bb al plurale restino invariati con qualche eccezione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong><em> L\u2019aghiad\u00e8l<\/em> pungolo per buoi <em>i aghiad\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> L\u2019agn\u00e8l <\/em>agnello <em>i agn\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>L\u2019an\u00e8l<\/em> anello <em>i an\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> L\u2019\u00e0ngil<\/em> angelo <em>i \u00e0ngil<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> L\u2019arbi\u00e8l<\/em> piccolo abbeveratoio <em>i arbi\u00e8l <\/em>o<em> i arbi\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U bacar\u00e8l <\/em>bastone <em>i bacar\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>U b\u00e0l <\/em>ballo <em>i b\u00e0l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U bartav\u00e8l <\/em>sorta di rete da pesca <em>i bartav\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>U ba\u00fcl <\/em>baule <em>i ba\u00fcl<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U b\u00e8l <\/em>bello <em>i b\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>U bid\u00e8l <\/em>bidello <em>i bid\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U b\u00fcd\u00e8l <\/em>budello <em>i b\u00fcd\u00e8l <\/em>o<em> i b\u00fcd\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>U b\u00f9l <\/em>bollo <em>i b\u00f9l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ar burd\u00e8l <\/em>schiamazzo <em>i burd\u00e8l<\/em> o<em> i burd\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U cam\u00e0l<\/em> cavallo <em>i cam\u00e0l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U cam\u00e8l <\/em>cammello <em>i cam\u00e8l<\/em> o<em> i cam\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U cantun\u00e8l <\/em>armadio ad angolo <em>i cantun\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U cap\u00e8l <\/em>cappello <em>i cap\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ar capit\u00e8l <\/em>capitale <em>i capit\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U capur\u00e8l <\/em>caporale <em>i capur\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>Ar cardin\u00e8l <\/em>cardinale <em>i cardin\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U cart\u00e8l <\/em>cartello <em>i cart\u00e8l<\/em> o<em> i cart\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U cast\u00e8l <\/em>castello <em>i cast\u00e8l<\/em> o<em> i cast\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U cav\u00e0l <\/em>cavallo <em>i cav\u00e0l <\/em>o<em> i cavai<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>U c\u00e0l <\/em>callo <em>i c\u00e0l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ar c\u00f2l <\/em>collo (della persona) <em>i c\u00f2l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U criv\u00e8l<\/em> setaccio <em>i criv\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>Ar culun\u00e8l <\/em>colonnello <em>i culun\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>Ar cur\u00e0l <\/em>corallo <em>i cur\u00e0i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; U<em> curt\u00e8l <\/em>coltello <em>i curt\u00e8l<\/em> o<em> i curt\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U fan\u00e8l <\/em>fanale <em>i fan\u00e8l <\/em>o<em> i fan\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U fars\u00e8l<\/em> formella per formaggi <em>i fars\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U frad\u00e8l <\/em>fratello <em>i frad\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ar funer\u00e8l <\/em>funerale <em>i funer\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U furn\u00e8l <\/em>fornello <em>i furn\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U g\u00e0l <\/em>gallo <em>i g\u00e0l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U gavd\u00e8l <\/em>raggi di legno <em>i gavd\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>Ar gener\u00e8l <\/em>generale <em>i gener\u00e8l<\/em> o<em> i gener\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>U gir\u00e8l <\/em>girello <em>i gir\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U giurn\u00e8l <\/em>giornale <em>i giurn\u00e8l<\/em> o<em> i giurn\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U gumis\u00e8l <\/em>gomitolo <em>i gumis\u00e8l<\/em> o<em> i gumis\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U mart\u00e8l <\/em>martello <em>i mart\u00e8l <\/em>o<em> i mart\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ar ma\u015b\u00e8l <\/em>macello <em>i ma\u015b\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U m\u00e8ral <\/em>merlo <em>i m\u00e8ral<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U mir\u00e0cul <\/em>miracolo <em>i mir\u00e0cul<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ar Nad\u00e8l <\/em>Natale <em>i Nad\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U p\u00e8l <\/em>palo <em>i p\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ra p\u00e8l <\/em>pelle <em>e p\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U piv\u00e8l <\/em>sbarbatello <em>i piv\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U pn\u00e8l <\/em>pennello <em>i pn\u00e8l o i pn\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U pruf\u00ecl <\/em>profilo <em>i pruf\u00ecl<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U quadr\u00e8l <\/em>mattone <em>i quadr\u00e8l<\/em> o<em> i quadr\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U rast\u00e8l<\/em> rastrello <em>i rast\u00e8l<\/em> o<em> i rast\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U reg\u00e0l <\/em>regalo <em>i reg\u00e0l <\/em>o<em> i reg\u00e0i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>U sap\u00e8l <\/em>callaia <em>i sap\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>Ar sarv\u00e8l <\/em>cervello <em>i sarv\u00e8l<\/em> o<em> i sarv\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U scopar\u00e8l<\/em> scalpello <em>i scopar\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U sig\u00ecl<\/em> sigillo <em>i sig\u00ecl<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U stiv\u00e8l <\/em>stivale <em>i stiv\u00e8l<\/em> o<em> i stiv\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U tas\u00e8l <\/em>tassello <em>i tas\u00e8l <\/em>o<em> i tas\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ar tribun\u00e8l <\/em>tribunale <em>i tribun\u00e8l<\/em> o<em> i tribun\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> L\u2019uspid\u00e8l <\/em>ospedale <em>i uspid\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ra v\u00e0l <\/em>valle <em>e v\u00e0l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U vid\u00e8l <\/em>vitello <em>i vid\u00e8l <\/em>o<em> i vid\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Ar v\u00f9l <\/em>volo <em>i v\u00f9l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U \u015bbar\u015b\u00e8l <\/em>piolo <em>i \u015bbar\u015b\u00e8l <\/em>o<em> i \u015bbar\u015b\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> U \u015bb\u00e8ral <\/em>crepa, taglio nella stoffa <em>i \u015bb\u00e8ral<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In altri dialetti, come in quello milanese, notiamo che le parole che finiscono con accento tonico sull\u2019ultima sillaba, al plurale mutano la \u201c<strong>l<\/strong>\u201d in \u201c<strong>i<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; I sostantivi che terminano con la vocale \u00ab a \u00bb atona possono essere di genere maschile e femminile.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sono di genere maschile nel plurale restano invariati. Es.: <em>u pian\u00ecsta, i pian\u00ecsta &#8211; u marm\u00ecsta, i marm\u00ecsta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando invece sono di genere femminile, nel plurale, la \u00ab a \u00bb atona finale di parola, viene eliminata. Es.: <em>Ra Ce\u015ba, e Ce\u015b &#8211; a fi\u00f6ra, e fi\u00f6r &#8211; a cam\u00ec\u015ba, e cam\u00ec\u015b &#8211; a can\u00e0pia, e can\u00e0pi &#8211; a p\u00e9onia, e p\u00e9oni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quelle che terminano con \u00ab -cia \u00bb, \u00ab -gia \u00bb, al plurale perdono non solo la \u00ab a \u00bb ma anche la \u00abi\u00bb che la precede:<\/p>\n\n\n\n<p><em>a br\u00fcs\u2019cia &#8211; e br\u00fcs&#8217;c, a b\u00f9cia &#8211; e b\u00f9c, ra c\u00e0cia &#8211; e c\u00e0c, ra f\u00e0cia &#8211; e f\u00e0c, a l\u00f6gia &#8211; e l\u00f6g, ra m\u00eccia &#8211; e m\u00ecc, a n\u00eccia &#8211; e n\u00ecc, l\u2019\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>gia &#8211; i \u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g, l\u2019\u00f4ricia &#8211; i \u00f4ric, a r\u00f6cia &#8211; e r\u00f6c, a t\u00eccia &#8211; e t\u00ecc, a \u015bm\u00e0cia &#8211; e \u015bm\u00e0c.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si nota per\u00f2 che quando la parola femminile finisce in \u00ab ra \u00bb e queste due lettere sono precedute da una consonante, si evidenzia il fenomeno di \u00abmetatesi\u00bb cio\u00e8 l\u2019inversione nell\u2019ordine di successione dei suoni nella parola:<\/p>\n\n\n\n<p><em>l\u2019\u00e0nra &#8211; i \u00e0nar, a cal\u00e0stra &#8211; e cal\u00e0star, a c\u00e0mra &#8211; e c\u00e0mar, a furm\u00ecgra &#8211; e furm\u00ecgar, a l\u00e8tra &#8211; e l\u00e8tar, a l\u00e9vra &#8211; e l\u00e9var , ra mn\u00e8stra &#8211; e mn\u00e8star, a n\u00fcvra &#8211; e n\u00fcvar, a p\u00e9gra &#8211; e p\u00e9gar, a pi\u00e0stra &#8211; e pi\u00e0star, a puci\u00e0cra &#8211; e puci\u00e0car, a r\u00f9vra &#8211; e r\u00f9var, ra s\u00e8nra &#8211; e s\u00e8nar, a siv\u00e8tra &#8211; e siv\u00e8tar, a s\u00f6\u015bra &#8211; e s\u00f6\u015bar, l\u2019urch\u00e8stra &#8211; i urch\u00e8star, a v\u00ecpra &#8211; e v\u00ecpar, a \u015bg\u00e0\u015bra &#8211; e \u015bg\u00e0\u015bar, a \u015bn\u00e8stra &#8211; e \u015bn\u00e8star, a c\u00f6gra &#8211; e c\u00f6gar .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si evidenzia che il cuoco<em>u c\u00f6gar <\/em>al plurale resta invariato <em>i c\u00f6gar <\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche nelle seguenti parole si nota la stessa inversione:<\/p>\n\n\n\n<p><em>a b\u00fcsla &#8211; e b\u00fcsal, a c\u00f9dga &#8211; e c\u00f9dagh, a f\u00e8mna &#8211; e f\u00e8man, a f\u00f9rma &#8211; e f\u00f9ram, a m\u00e8nga &#8211; e n\u00e8nagh, a m\u00f2nga &#8211; e m\u00f2nagh, a p\u00e8rla &#8211; e p\u00e8r\u014dl, a p\u00e8rtga e p\u00e8rt\u014dgh, ra s\u00e8gma e s\u00e8gom, ra s\u00e8mna &#8211; e s\u00e8man, a t\u00f2nga &#8211; e t\u00f2nagh.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019alterazione dl sostantivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche nel dialetto bobbiese, come in italiano, il sostantivo pu\u00f2 essere alterato mediante l\u2019aggiunta di suffissi.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono tre forme di alterazioni: il diminutivo, l\u2019accrescitivo, il vezzeggiativo e il peggiorativo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il diminutivo <\/strong>conferisce al sostantivo l\u2019idea di piccolezza. Si ottiene con i suffissi \u00ab<strong>\u00ecn<\/strong>\u00bb per il maschile e \u00ab<strong>\u00e8n(a)<\/strong>\u00bb \u00ab<strong>\u00e9n(a)<\/strong>\u00bbo \u00ab<strong>\u00e8ta<\/strong>\u00bb \u00ab<strong>\u00f2ta<\/strong>\u00bb per il femminile :<\/p>\n\n\n\n<p>esempi: u p\u00e8s u p\u0119sl\u00ecn u c\u00fcci\u00e8r u c\u00fccer\u00ecn u bic\u00e9r u bicer\u00ecn<\/p>\n\n\n\n<p>u pi\u00e0t u piat\u00ecn u cav\u00e0l u caval\u00ecn u g\u00e0t u gat\u00ecn<\/p>\n\n\n\n<p>a g\u00e0ta a gat\u00e9na a r\u00e8ida a r\u0119id\u00e9na a cav\u00e0la a caval\u00e9na<\/p>\n\n\n\n<p>a m\u00ecca a mich\u00e8ta a l\u00e9vra a levr\u00f2ta a s\u00e8rva a serv\u00e8ta<\/p>\n\n\n\n<p>u mich\u00ecn a serv\u00f2ta<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019accrescitivo <\/strong>conferisce al sostantivo l\u2019idea di grandezza. Si ottiene con i suffissi \u00ab<strong>\u00f2n<\/strong>\u00bb per il maschile e \u00ab<strong>\u00f2n(a)<\/strong>\u00bb per il femminile<\/p>\n\n\n\n<p>esempi u bic u bicer\u00f2n u p\u00e8s u pesl\u00f2n u c\u00fcci\u00e8r u c\u00fccier\u00f2n<\/p>\n\n\n\n<p>a m\u00ecca a mic\u00f2na a furs\u00e8na a fursin\u00f2na a g\u00e0ta a gat\u00f2na<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il peggiorativo <\/strong>conferisce al sostantivo l\u2019idea di brutto, del peggiore. Si ottiene con i suffissi \u00ab<strong>\u00e0s<\/strong>\u00bb per il maschile e \u00ab<strong>\u00e0s(a)<\/strong>\u00bb per il femminile, ma anche \u00ab<strong>a\u00eca<\/strong>\u00bb esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>u bic\u00e9r on bic\u00e9r\u00e0s u g\u00e0t on gat\u00e0s ar t\u00e9mp on temp\u00e0s<\/p>\n\n\n\n<p>ar v\u00ecn on vin\u00e0s a n\u00fcvra ona n\u00fcvr\u00e0sa a d\u00f2na ona dun\u00e0sa<\/p>\n\n\n\n<p>a fn\u00e8stra a fnestr\u00e0sa ar br\u00f6 ona br\u00f6daia ra g\u00e9nt ona gent\u00e0ia<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Osservazioni sull\u2019alterazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 sempre possibile effettuare l\u2019alterazione, infatti vi sono sostantivi che non l\u2019ammettono, come ci sono sostantivi che non ammettono tutti i suffissi visti sopra. Il buon senso e la pratica del dialetto sono le uniche guide nella scelta dei suffissi.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre bisogna stare attenti alle varie sfumature di significato ad esempio <strong>fiul\u00ecn <\/strong>oltre ad indicare un bambino in giovane et\u00e0 pu\u00f2 voler anche indicare un bambino gentile, di modo ecc.; come ancora <strong>butili\u00f2n <\/strong>non vuole indicare una grossa bottiglia , ma un tipo di contenitore, <strong>caval\u00f2na <\/strong>pu\u00f2 essere indirizzato ad una formosa e bella ragazza, <strong>gat\u00e9na <\/strong>usato come vezzeggiativo di un\u2019innamorata.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">SOSTANTIVAZIONE<\/h5>\n\n\n\n<p>Anche nel dialetto bobbiese qualsiasi parola pu\u00f2 essere usata come sostantivo, aggettivi, numerali, preposizioni, avverbi, congiunzioni, verbi e persino intere frasi, premettendo l\u2019articolo. Il caso pi\u00f9 frequente avviene negli aggettivi :<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; ar b\u00e8l, ar br\u00fct, ar bi\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ch, ar n\u00e8ig\u014dr, on p\u00f4var, i p\u00f4var, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche il numerale viene spesso usato come sostantivo .<\/p>\n\n\n\n<p>Il numero cardinale viene usato al maschile perch\u00e8 si sottintende \u00abar n\u00fcmar\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; l\u2019\u00fcn, ar d\u00fc, ar s\u00ec<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cu, ar s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t, u mili\u00f2n, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il numero ordinale pu\u00f2 essere invece sia maschile, sia femminile ed anche plurale :<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; u pr\u00ecm d\u2019ar m\u00e8i\u015b, a pr\u00ecma d\u2019ra sc\u00f4la, i pr\u00ecm d\u2019ra sc\u00f4la, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche il verbo viene facilmente sostantivato, nel modo all&#8217;infinito (sempre maschile) e al participio passato (maschile o femminile, singolare o plurale):<\/p>\n\n\n\n<p><em>ar b\u00e8iv, u m\u00f3rt, a m\u00f3rta, i m\u00f3rt, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Molti participi passati che terminano con \u00ab \u00e8 \u00bb ed indicano una azione possono essere modificati in sostantivi femminili unendo al \u00ab tema \u00bb del verbo la desinenza \u00ab<strong> eda <\/strong>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><em>bagn\u00e8<\/em> (bagnata) <em>bagn\u00e8da <\/em>(bagnata)<em> U gh\u2019ha d\u00e0t ona bagn\u00e8da.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>bacai\u00e8<\/em> (ciarlato) <em>bacai\u00e8da<\/em> (ciarlata) <em>U gh\u2019ha f\u00e0t ona bacai\u00e8da.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>bias\u00e8<\/em> (masticato) <em>bias\u00e8da<\/em> (masticata) <em>Che bias\u00e8da, bag\u00e0i!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>b\u015bo<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8<\/em> (unto) <em>b\u015bo<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8da<\/em> (cosparso di grasso)<em>U gh\u2019ha dat ona b\u015bont\u00e8da<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ecc., ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli invece che finiscono in \u00ab id \u00bb ed indicano una azione possono essere modificati in sostantivi femminili aggiungendo al \u00ab tema \u00bb del verbo la desinenza \u00ab a \u00bb :<\/p>\n\n\n\n<p><em>bu\u00ecd <\/em>(bollito) <em>Bu\u00ecda<\/em> (bollitura) <em>F\u00e0gh f\u00e8 ona b\u00e8la bu\u00ecda<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>brustul\u00ecd<\/em> (abbrustolito) <em>Brustul\u00ecda <\/em>(abbrustolimento)<em>D\u00e0gh ona brustul\u00ecda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>durm\u00ecd <\/em>(dormito) <em>Durm\u00ecda<\/em> (dormita) <em>Ona b\u00e8la durm\u00ecda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 rara \u00e8 la sostantivazione delle altre parti del discorso, come per esempio il pronome personale :<\/p>\n\n\n\n<p><em>l\u00fc um d\u00e0 d\u2019ar te, l\u00fc um d\u00e0 d\u2019ar v\u00f6, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>o l\u2019avverbio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>I\u00e9r l\u2019\u00e8 pas\u00e8, dm\u00e0n vidr\u00f9ma!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>o una preposizione:<\/p>\n\n\n\n<p><em>l\u2019 \u00ab a \u00bb a l\u2019\u00e8 \u00e0nca ona prepu\u015bisi\u00f2n, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli aggettivi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nei nostri discorsi accompagnamo con aggettivi un nome ogni volta che dobbiamo indicarne una qualit\u00e0 o desideriamo determinarlo con precisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dividono in :<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aggettivi qualificativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>sono quelli che usiamo molto spesso nei nostri discorsi per indicare la qualit\u00e0 di una cosa o di una persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: <em>\u00f6c n\u00e8ig\u014dr, b\u00e8l \u00f2m, p\u00f9m v\u00e9rd, fi\u00f6 pic\u00ecn, cav\u00ec bi\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ch, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni aggettivi qualificativi possono essere usati con valore di sostantivo. Se poniamo davanti a bello, brutto, bianco, ecc. l\u2019articolo determinativo, abbiamo degli aggettivi sostantivati<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<em> ar b\u00e8l, ar br\u00fct, i b\u00e8i, i br\u00fct, ar bi\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ch, ar n\u00e8igor, u p\u00f4var, i p\u00f4var ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli aggettivi possono, nella forma maschile singolare, terminare in consonante o in vocale.<\/p>\n\n\n\n<p>La terminazione in consonante \u00e8 la pi\u00f9 frequente; es.: <em>b\u00e8l. n\u00e8igar, br\u00fct, gr\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d, bi\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ch, r\u00f9s, fr\u00e8sch, <\/em>ecc., e per la formazione del loro femminile basta aggiungere la desinenza \u00ab a \u00bb, esempio: <em>b\u00e8la, br\u00fcta, gr\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>da, bi\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ca, r\u00f9sa<\/em>, fanno eccezione le parole che terminano in \u00ab ar \u00bb o in \u00ab or \u00bb; quando queste due lettere sono precedute da una consonante, queste per il fenomeno di \u00abmetatesi\u00bb trasformano la parola \u00ab <em>n\u00e8igar<\/em> \u00bb nel femminile \u00ab <em>n\u00e8igra<\/em> \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri esempi: <em>al\u00e9gar &#8211; al\u00e9gra, l\u00fcstar &#8211; l\u00fcstra, m\u00e8gar &#8211; m\u00e8gra, n\u00fcvar &#8211; n\u00fcvra, p\u00f4var &#8211; p\u00f4vra, uliv\u00e0star &#8211; uliv\u00e0stra, t\u00e8nar &#8211; t\u00e8nra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli aggettivi che terminano con \u00ab in \u00bb al femminile si trasformano nel seguente modo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Asas\u00ecn &#8211; asas\u00e9na, av\u015bin &#8211; av\u015b\u00e9na, a\u015bn\u00ecn &#8211; a\u015bn\u00e9na, balar\u00ecn &#8211; balar\u00e9na, begh\u00ecn &#8211; begh\u00e9na, f\u00ecn &#8211; f\u00e9na, genu\u00ecn &#8211; genu\u00e9na, lad\u00ecn &#8211; lad\u00e9na, pic\u00ecn &#8211; pic\u00e9na, p\u00ecn &#8211; p\u00e9na.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quelli che finiscono in \u00ab an \u00bb si trasformano in diversi modi :<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ergastul\u00e0n &#8211; ergastul\u00e8na, fign\u00e0n &#8211; fign\u00e8na, itali\u00e0n &#8211; itali\u00e8na, lo<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e0n &#8211; lo<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8na, nustr\u00e0n &#8211; nustr\u00e8na, \u00f4rtl\u00e0n &#8211; \u00f4rtl\u00e8na, republic\u00e0n &#8211; republich\u00e8na, san &#8211; s\u00e8na.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Oppure: <em>Et\u00e8ran &#8211; et\u00e8rna, gi\u00f9van &#8211; gi\u00f9vna, mud\u00e8ran &#8211; mud\u00e8rna.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 notare il dialetto bobbiese non \u00e8 soggetto a regole precostituite in analogia con qualche lingua e vale solamente il modo di parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>La terminazione in vocale \u00e8 molta ridotta, il numero pi\u00f9 folto \u00e8 formato dai participi passati usati come aggettivi, ma questi terminando con la \u00ab \u00e8 \u00bb tonica, restano invariati nel femminile :<\/p>\n\n\n\n<p><em>abun\u00e8, adat\u00e8, elimin\u00e8, ema<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>gh\u00e8, e<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>bac\u00fcch\u00e8, e<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>balsam\u00e8, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli aggettivi che terminano con la vocale \u00ab i \u00bb al femminile alcuni aggiungano la vocale \u00aba\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>temer\u00e8ri &#8211; temer\u00e8ria, \u015bm\u00f4rbi &#8211; \u015bm\u00f4rbia, contr\u00e8ri &#8211; contr\u00e8ria, s\u00e9ri &#8211; s\u00e9ria, d\u00f9pi &#8211; d\u00f9pia, m\u00e8di &#8211; m\u00e8dia, nuv\u00ecsi &#8211; nuv\u00ecsia, urdin\u00e8ri &#8211; urdin\u00e8ria, b\u00fcd\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>fi &#8211; b\u00fcde<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>fia, &#8211; sup\u00e8rbi, sup\u00e9rbia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Altriinvece sostituiscono la \u00ab i \u00bb con la \u00ab a \u00bb: <em>av\u00e8ri &#8211; av\u00e8ra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fa eccezione e resta invariato: <em>p\u00e8ri<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La formazione del femminile plurale<\/p>\n\n\n\n<p>Gli aggettivi maschili uscenti con consonante rimangono al plurale femminile generalmente invariati:<\/p>\n\n\n\n<p><em>D\u00f2n gr\u00e0s, d\u00f2n br\u00fct, d\u00f2n cat\u00ecv, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>fa eccezione: \u00ab <em>b\u00e8l <\/em>\u00bb che al plurale, sia maschile che femminile, diventa \u00ab<em>b\u00e8i<\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>D\u2019i b\u00e8i \u00f2m, d\u2019e b\u00e8i d\u00f2n.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli aggettivi che terminano al maschile con \u00ab in \u00bb si mutano al femminile in \u00ab \u00e9na \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>asas\u00ecn, asas\u00e9na<\/em> che al plurale femminile, diventa <em>d\u2019e d\u00f2n asas\u00e9n , perdono cio\u00e8 la <\/em>\u00ab a \u00bb finale<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Altri esempi:<em> av\u015b\u00ecn, av\u015b\u00e9na, <\/em>plurale femminile<em> av\u015b\u00e9n; balar\u00ecn, balar\u00e9n<\/em> plurale femminile<em> balar\u00e9n; ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli aggettivi che terminano al maschile con \u00ab ar \u00bb o con \u00ab or \u00bb al plurale femminile rimangano invariati:<\/p>\n\n\n\n<p><em>On \u00f2m n\u00e8igar, ona d\u00f2na n\u00e8igra, <\/em>plurale femminile (qui c\u2019\u00e8 una<strong>metatesi):<\/strong><em> d\u2019e d\u00f2n n\u00e8igar.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli aggettivi uscenti con vocali toniche restano invariati sia al maschile, sia al femminile ed anche al plurale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aggettivi possessivi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>sono quelli ai quali dobbiamo ricorrere per indicare a chi appartiene un oggetto, un animale o una persona.<\/p>\n\n\n\n<p>In italiano sono:<\/p>\n\n\n\n<p>mio (mia, miei, mie)<\/p>\n\n\n\n<p>tuo (tua, tuoi, tue)<\/p>\n\n\n\n<p>suo (sua, suoi, sue)<\/p>\n\n\n\n<p>nostro (nostra, nostri, nostre)<\/p>\n\n\n\n<p>vostro (vostra, vostri, vostre)<\/p>\n\n\n\n<p>loro (invariabile)<\/p>\n\n\n\n<p>altrui (invariabile)<\/p>\n\n\n\n<p>proprio (propria, propri, proprie)<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 necessario usare <strong>proprio <\/strong>invece<strong> di suo <\/strong>quando con suo non determiniamo chiaramente il possessore.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi<\/p>\n\n\n\n<p>it. bob. it. bob.<\/p>\n\n\n\n<p><em>il <\/em>mio <em>libro u <\/em>me <em>l\u00ecbar <\/em>mia <em>madre <\/em>mia <em>m\u00e8r <\/em>o me <em>m\u00e8r<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>i<\/em> miei <em>vecchi i <\/em>me <em>v\u00e8c le <\/em>mie <em>vecchie e <\/em>mi <em>v\u00e8c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>il tuo libro<em> u t\u00f2<\/em> <em>l\u00ecbar <\/em>tua madre<em> t\u00f2 m\u00e8r<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>i tuoi vecchi<em> i t\u00f2 v\u00e8c <\/em>le tue vecchie<em> e t\u00f9 v\u00e8c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>il suo libro<em> u s\u00f2 l\u00ecbar <\/em>sua madre <em>s\u00f2 m\u00e8r<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>i suoi vecchi<em> i s\u00f2 v\u00e8c <\/em>le sue vecchie<em> e s\u00f9 v\u00e8c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>il nostro libro<em> u n\u00f2star l\u00ecbar <\/em>nostra madre<em> n\u00f2stra m\u00e8r<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>i nostri vecchi<em> i n\u00f2star v\u00e8c <\/em>le nostre vecchie<em> e n\u00f2star v\u00e8c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>il vostro libro<em> u v\u00f2star l\u00ecbar <\/em>vostra madre<em> v\u00f2stra m\u00e8r<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>i vostri libri<em> i v\u00f2star<\/em> <em>l\u00ecbar <\/em>le vostre vecchie<em> e v\u00f2star v\u00e8c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Loro ed altrui non si usano, per quanto riguarda loro si usa un\u2019altra forma, come ad esempio: <em>i l\u00ecbar ad l\u00e9 l\u00f9<\/em> (i loro libri).<\/p>\n\n\n\n<p>Si fa notare che \u00ab <em>l\u00e9 l\u00f9<\/em> \u00bb vale sia per il plurale maschile che femminile.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per gli aggettivi:<\/p>\n\n\n\n<p>proprio propria propri proprie<\/p>\n\n\n\n<p>si usa la forma<\/p>\n\n\n\n<p><em>u s\u00f2 l\u00ecbar, a s\u00f2 m\u00e0ma, i s\u00f2 fi\u00f6, e s\u00f9 fi\u00f6r<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aggettivi dimostrativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>sono quelli che usiamo nei nostri discorsi:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>a)<\/strong>quando ci occorre determinare se il luogo dove si trova una cosa, persona, animale, \u00e8 lontano da noi o vicino:<\/p>\n\n\n\n<p>italiano bobbiese<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Per indicare che la cosa \u00e8 questo <em>cul ch\u00e9 stu<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>vicina a noi che parliamo questa <em>cula ch\u00e9 sta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>questi <em>chi ch\u00e9 sti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>queste <em>che ch\u00e9 ste<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Per indicare che la cosa \u00e8 quello <em>cul l\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>lontana da noi ed anche da quella <em>cula l\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>chi ascolta quelli <em>chil l\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quelle <em>chil l\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<em> cul p\u00e0n ch\u00e9; cula p\u00e8na ch\u00e9; chi p\u00e0gn ch\u00e9; che p\u00e8n ch\u00e9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ma si sente anche dire:<em> cu c\u00fcci\u00e8r ch\u00e9, ca d\u00f2na ch\u00e9, cu c\u00fcci\u00e8r l\u00e0, ca d\u00f2na l\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli aggettivi <em>stu, sta, ste, sti,<\/em>si usano quando si pretende una risposta e si sa gi\u00e0 spiacevole. \u00c8 un modo un po\u2019 arrogante di chiedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong><em>C\u00f4\u015ba v\u00f6ral stu \u00f2m?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; C\u00f4\u015ba v\u00f6rla sta d\u00f2na?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; C\u00f4\u015ba v\u00f6rai sti \u00f2m?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; C\u00f4\u015ba v\u00f6rai ste don ?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>b ) <\/strong>quando ci occorre determinare una relazione di identit\u00e0, di somiglianza:<\/p>\n\n\n\n<p>Italiano stesso stessa stessi stesse<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bobbiese u st\u00e8s a st\u00e8sa i st\u00e8s e st\u00e8s<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>poco usato<\/p>\n\n\n\n<p>Italiano medesimo medesima medesimi medesime<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bobbiese u med\u00e9\u015bim a med\u00e9\u015bima i med\u00e9\u015bim e med\u00e9\u015bim<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Italiano altro altra altri altre<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bobbiese \u00e8tar \u00e8tra \u00e8t\u014dr \u00e8tar<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Italiano tale tali tale quale<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bobbiese t\u00e8l t\u00e8l t\u00e8l qu\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli aggettivi interrogativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>che usiamoogni qualvolta abbiamo bisogno di determinare un nome, indicando una interrogazione rispetto alla qualit\u00e0, alla natura, alla quantit\u00e0 di una cosa, di un animale, di una persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>che uomo \u00e8<em>che \u00f2m \u00e8l?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>che donna \u00e8<em>che d\u00f2na \u00e8la?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>che uomini sono?<em>che \u00f2m \u00e8i?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>che donne sono?<em>che d\u00f2n \u00e8ia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quale uomo \u00e8?<em>qu\u00e0r\u2019\u00e8l l\u2019\u00f2m?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quale donna \u00e8?<em>qu\u00e0r\u2019\u00e8la a d\u00f2na?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quali uomini sono?<em>qu\u00e0r\u2019\u00e8ia i \u00f2m?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quali donne sono?<em>qu\u00e0r\u2019\u00e8i e d\u00f2n?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quanto lavoro hai?<em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t lav\u00fa a gh\u2019het?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quanta brace hai?<em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta br\u00e8\u015ba a gh\u2019het?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quanti cavalli hai? <em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti cav\u00e0l a gh\u2019het?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quante caldarroste hai mangiato?<em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti b\u00fcstarn\u00e9 het m\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g\u00e8?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli aggettivi esclamativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>servono per determinare un nome, un moto dell\u2019anima, in forma esclamativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono:Italiano<em>Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>che<em>che<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quanto <em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em>quanta <em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quanti <em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>che bella casa!<em>che b\u00e8la c\u00e0!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quanta gente! <em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta g\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quanto \u00e8 bello!<em>cm\u2019a l\u2019\u00e8 b\u00e8l!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quante donne! <em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti d\u00f2n!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli aggettivi indefiniti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>servono quando desideriamo indicare in modo generico, non definito, la quantit\u00e0 o la qualit\u00e0 di persone, cose o animali.<\/p>\n\n\n\n<p>Italiano <em>bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; di qualit\u00e0 qualunque <em>qual\u00f9nque<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>qualsiasi <em>quals\u00ecasi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>come in italiano hanno la stessa forma sia nel maschile, che nel femminile e nel plurale:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; An l\u2019\u00e8 pr\u00f2pi m\u00eca o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> parsun\u00e0g, l\u2019\u00e8 on \u00f2m qual\u00f9nque!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Quals\u00ecasi r\u00f4ba at ma dar\u00e9, l\u2019a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dr\u00e0 sic\u00fcram\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t b\u00e8n!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; di quantit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>singolare plurale<\/p>\n\n\n\n<p>maschile femminile maschile femminile<\/p>\n\n\n\n<p>altro altra altri altre italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00e8tar \u00e8tra \u00e8tar \u00e8tar <\/em><em>Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>qualche qualche italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>qu\u00e8iche qu\u00e8iche Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ogni ogni italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>t\u00fct-i t\u00fct-e Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>nessuno nessuna italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>ns\u00fcn ns\u00fcna<\/em><em>Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>tanto tanta tanti tante italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>t\u00e0nt t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>poco poca pochi poche italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>p\u00f4ch p\u00f4ca p\u00f4chi p\u00f4chi Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>tutto tutta tutti tutte italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>t\u00fct t\u00fcta t\u00fct-i t\u00fct-e Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>troppo troppa troppi troppe italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>tr\u00f2p tr\u00f2pa tr\u00f2pi tr\u00f2pi Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>altrettanto altrettanta altrettanti altrettante \\italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u0119tart\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t \u0119tart\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta \u0119tart\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t \u0119tart\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>certo certa certi certe italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>s\u00e8rt s\u00e8rta s\u00e8rti s\u00e8rti Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quanto quanta quanti quante italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>uno una italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00fcn \u00fcna Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>pi\u00f9 italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>p\u00fcs\u00e8<\/em><em>Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>p\u00f6 Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Note:<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aggettivo <strong>s\u00e8rt <\/strong>(certo) davanti ad un nome che incomincia con consonante prende la vocale eufonica <strong>u <\/strong>diventando <strong>s\u00e8rtu<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: \u00e8 un certo personaggio <strong>= <\/strong><em>a l\u2019\u00e8 o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> s\u00e8rtu parsun\u00e0g<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli aggettivi numerali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>con gli aggettivi numerali si determina un nome in modo preciso, in quanto indichiamo una quantit\u00e0 di cose, di persone, di animali.<\/p>\n\n\n\n<p>Essi sono di pi\u00f9 specie:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Cardinali:<\/strong> indicano una quantit\u00e0 numerica in modo assoluto.<\/p>\n\n\n\n<p>uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00fcn d\u00fc tr\u00ec quota s\u00ecncu s\u00e9\u015b s\u00e8t \u00f2t n\u00f6v d\u00e9\u015b<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>undici dodici tredici ecc. venti ventuno ventidue ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00fc<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u014d\u015b dud\u014d\u015b tred\u014d\u015b ecc. v\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t v\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00fcn v\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tid\u00fc ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>trenta sessanta settanta ottanta novanta cento duecento<\/p>\n\n\n\n<p><em>tr\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta s\u00e9s\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta s\u00e9t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta ut\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta nuv\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t du\u015b\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>trecento quattrocento ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><em>tar\u015b\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t quatars\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come in italiano essi vengono usati non solo come numeri, ma spesso come sostantivi e rimangono in genere invariati. Si considerano tutti maschili eccetto: <em>\u00fcna , du e tr\u00e8i.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Inoltrealcuni aggettivi cardinali possono diventare sostantivi e, se sono seguiti da sostantivo prendono la preposizione \u00ab \u2018d <strong>\u00bb <\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:Un milione di lire = <em>O<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> mili\u00f2n ad fr\u00e0nch<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>la preposizione non si usa se invece sono seguiti da altri numeri:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p>Un milione e cento mila lire = <em>o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> mili\u00f2n e s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t m\u00ecla fr\u00e0nch<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Ordinali: <\/strong>indicano l\u2019ordine, la successione, il posto che occupa in una numerazione una persona, una cosa, un animale. Sono:<\/p>\n\n\n\n<p>primo secondo terzo quarto quinto sesto settimo<\/p>\n\n\n\n<p><em>pr\u00ecm sic\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d t\u00e8rs qu\u00e8rt qu\u00ecnt s\u00e8st s\u00e8tim<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ottavo nono decimo undicesimo ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><em>ut\u00e8v n\u00f2nu d\u00e9cim \u00fcndic\u00e9\u015bim ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli ordinali hanno tutti il femminile che termina in \u00ab <strong>a<\/strong> \u00bb e possono essere sostantivati.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: <em>prima, sic\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>da, t\u00e8rsa, &#8230;&#8230;d\u00e9cima, \u00fcndic\u00e9\u015bima, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Moltiplicativi: <\/strong>si usano per indicare quante volte si moltiplica una cosa. Sono:<\/p>\n\n\n\n<p>semplice doppio triplo<\/p>\n\n\n\n<p>maschile<em> s\u00e8<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>pi d\u00f9pi tr\u00ecp\u014dl<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>femminile <em>&#8211; d\u00f9pia tr\u00ecpla<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non ne esistono altri, in bobbiese si usa una circonlocuzione:\u00ab<em> qu\u00e0tar v\u00f4t, s\u00ecncu v\u00f4t, ecc<\/em>.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Distributivi:<\/strong> indicano in che modo \u00e8 distribuita numericamente una cosa. Sono:<\/p>\n\n\n\n<p>uno per volta due per volta tre per volta ecc. italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00fcn par v\u00f4ta d\u00fc par v\u00f4ta tri par v\u00f4ta ecc. <\/em><em>Bobbiese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I gradi dell\u2019aggettivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>con l\u2019aggettivo qualificativo possiamo esprimere non soltando la qualit\u00e0 di una cosa, di una persona, di un animale, ma anche in quale misura, o grado, quella qualit\u00e0 \u00e8 posseduta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Grado positivo:<\/strong> si ha quando esprimiamo la qualit\u00e0 della cosa senza indicarne la misura.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:Egli \u00e8 bello <em>l\u00fc l\u2019\u00e8 b\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Grado comparativo:<\/strong> una qualit\u00e0 di una persona, di una cosa, di un animale \u00e8 messa a confronto con la stessa qualit\u00e0 di un\u2019altra persona, di un\u2019altra cosa o di un altroanimale.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere:<\/p>\n\n\n\n<p>a ) di uguaglianza<\/p>\n\n\n\n<p>si forma con l\u2019aggettivo preceduto, ma anche seguito dall\u2019avverbio \u00ab<em>t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00bb<\/em>: Il secondo termine di paragone \u00e8 introdotto da <em>\u00abc\u2019me\u00bb <\/em>(come)<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: E\u2019 bravo come te <em>L\u2019\u00e8 br\u00e8v t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t c\u2018me t\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>l\u2019avverbio<em>t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em>viene di solito tralasciato e la frase diventa:<em> a l\u2019\u00e8 br\u00e8v c\u2019me t\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La prima sillaba di<strong> come <\/strong>si elimina (aferesi) e pu\u00f2 diventare \u2019<em>me<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>b ) di maggioranza<\/p>\n\n\n\n<p>il comparativo si forma premettendo all\u2019aggettivo l\u2019avverbio \u00ab <em>p\u00fcs\u00e8\u00bb<\/em> (pi\u00f9). Qualcuno usa anche l\u2019avverbio \u00ab<em> p\u00f6 \u00bb.<\/em>Ma il primo conferisce al giudizio maggior seriet\u00e0 e credibilit\u00e0, perch\u00e8 non scivola sull\u2019aggettivo che segue, \u00e8 staccato nelle due componenti, pi\u00f9 lento e pi\u00f9 importante: \u00ab <em>p\u00fcs\u00e8 b\u00e8l \u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo invece \u00e8 pi\u00f9 veloce e scivola sull\u2019aggettivo che segue, diventando con esso una sola parola : \u00ab<em> p\u00f6 b\u00e8l \u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo termine di paragone si introduce con la congiunzione <em>\u00ab che <\/em>\u00bb, ma si usa anche la preposizione \u00ab<em> ad \u00bb<\/em>, che corrisponde al <em>\u00ab di \u00bb <\/em>italiano o la preposizione \u00ab <em>d\u2019u \u00bb <\/em>(del) per il maschile e \u00ab<em> d\u2019a \u00bb <\/em>(della) per il femminile.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 pi\u00f9 bravo di me <em>l\u2019\u00e8 p\u00f6 br\u00e8v che me<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mio figlio \u00e8 pi\u00f9 svelto del tuo<em>u me fi\u00f6 l\u2019\u00e8 p\u00fcs\u00e8 \u015bv\u00e8lt d\u2019u to<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mia figlia \u00e8 pi\u00f9 svelta della tua <em>a mia fi\u00f6ra l\u2019\u00e8 p\u00fcs\u00e8 \u015bv\u00e8lta d\u2019a tua<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La tua amica \u00e8 pi\u00f9 vecchia di te<em>a to am\u00ec\u015ba l\u2019\u00e8 p\u00fcs\u00e8 v\u00e8cia ad te<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Maria \u00e8 pi\u00f9 vecchia di Anna<em>Mar\u00eca l\u2019\u00e8 p\u00fcs\u00e8 v\u00e8cia d\u2019\u00c0na<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>c ) di minoranza<\/p>\n\n\n\n<p>il comparativo di minoranza si forma usando l\u2019avverbio <em>\u00ab<\/em> <em>m\u00e9nu \u00bb <\/em>(meno).<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:Tu sei meno vecchia di lei <em>te t\u2019\u00e9 m\u00e9nu v\u00e8cia ad le<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il grado superlativo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>a) Il superlativo relativo<\/p>\n\n\n\n<p>si ha quando una qualit\u00e0 posseduta in grado eminente da una persona, cosa o animale,viene messa a confronto con quella di tutte le altre persone, cose o animali, della medesima specie.<\/p>\n\n\n\n<p>Si forma con il comparativo di maggioranza o minoranza premettendogli l\u2019 articolo determinativo:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: Il pi\u00f9 bello <em>u p\u00fcs\u00e8 b\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il meno bello <em>u m\u00e9nu b\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo termine di paragone \u00e8 introdotto da <em>\u00ab ad \u00bb, \u00ab d\u2019\u00bb <\/em>(di)<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:Il pi\u00f9 bello di tutti <em>u p\u00fcs\u00e8 b\u00e8l ad t\u00fcti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>b) Il superlativo assoluto<\/p>\n\n\n\n<p>si ha quando una qualit\u00e0 \u00e8 posseduta in massimo grado da una persona, cosa o animale, senza alcun confronto. Il superlativo assoluto in bobbiese si pu\u00f2 formare in diversi modi. Aggiungendo la desinenza <em>\u00ab \u00ecsim \u00bb<\/em>al positivo, questa forma per\u00f2 \u00e8 poco usata e quel poco non con tutti gli aggettivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gr\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d gra<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00ecsim<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>B\u00e8l b\u0119l\u00ecsim<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Br\u00fct br\u00fct\u00ecsim<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In italiano si premette all\u2019aggettivo l\u2019avverbio <strong>molto<\/strong>, che in bobbiese non esiste. Si potrebbe usare <em>\u00ab ab\u00f2ta \u00bb <\/em>, ma questo termine che esprime ammirazione, non si pu\u00f2 usare con tutti gli aggettivi e in tutte le occasioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio :<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 molto bello <em>a l\u2019\u00e8 b\u00e8l, b\u00e8l ab\u00f2ta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 molto ricco <em>a l\u2019\u00e8 si\u00f9r, si\u00f9r ab\u00f2ta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>si usano quindi altre forme:<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 molto ricco <em>a l\u2019\u00e8 on siur\u00e0s<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 bravissimo <em>l\u2019\u00e8 pr\u00f2pi br\u00e8v<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un modo molto popolare, per esprimere ammirazione, \u00e8 quello d\u2019indugiare sulla vocale finale dell\u2019aggettivo:<\/p>\n\n\n\n<p>Che bello! <em>che b\u00e8l!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>la \u00ab <em>\u00e8<\/em> \u00bb di <em>b\u00e8l<\/em> \u00e8 prolungata<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una forma di superlativo, anch\u2019essa molto popolare, \u00e8 la seguente:<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 tanto buono che non ti dico <em>l\u2019\u00e8 t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t b\u00f2n ch\u2019an ta d\u00ec\u015b<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>l\u2019\u00e8 ta<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t b\u00f2n ch\u2019an ta d\u00ecgh<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro modo, tutto particolare nel bobbiese, \u00e8 il raddoppiamento dell\u2019aggettivo con l\u2019aggiunta di un suffisso <em>\u00ab \u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t \u00bb<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bi\u00e0nch bianch\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>bianchissimo<\/p>\n\n\n\n<p><em>N\u00f6v nuv\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>nuovissimo<\/p>\n\n\n\n<p><em>D\u00fcr dur\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>durissimo<\/p>\n\n\n\n<p><em>P\u00ecn pin\u00e8<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>pienissimo<\/p>\n\n\n\n<p>o con altri suffissi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>S\u00f9l sul\u00e8t <\/em>(solo soletto),<em> c\u00f6t e strac\u00f6t <\/em>(cotto e stracotto),<em> strach\u00e8rgh <\/em>(stracarico),ecc<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uso di immagini e paragoni \u00e8 anche abbastanza comune:<\/p>\n\n\n\n<p><em>R\u00f9s c\u2019m\u2019o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> b\u015bi\u00f2n <\/em>rosso come un calabrone<\/p>\n\n\n\n<p><em>N\u00e8igar c\u2019m\u2019ar carb\u00f2n <\/em>nero come il carbone<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gr\u00e0s c\u2019m\u2019o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> gugn\u00ecn <\/em>grasso come un maiale<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alterazione dell\u2019aggettivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019aggettivo pu\u00f2 subire l\u2019alterazione nelle forme del diminutivo, accrescitivo, vezzeggiativo e peggiorativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi :<\/p>\n\n\n\n<p>ch\u00e8r \u2013 car\u00ecn; gr\u00e0s \u2013 gras\u00f2n &#8211; gr\u00e0s\u00f2t; p\u00f4var &#8211; p\u00f4vr\u00ecn \u2013p\u00f4vr\u00e0s; mal\u00e8 \u2013 malt\u00ecc; st\u00fcp\u00ecd \u2013 st\u00fcpid\u00ecn \u2013 st\u00fcpid\u00f2t.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Posizione dell\u2019aggettivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella parlata bobbiese di solito l\u2019aggettivo viene posto dopo il sostantivo cui si riferisce, ma certe volte vengono utilizzati prima come d esempio:<\/p>\n\n\n\n<p>on b\u00e8l \u00f2m; ona br\u00f9ta d\u00f2na; on br\u00e8v fi\u00f6; ona granda pag\u00fcra; ona l\u00f2nga disc\u00fcs\u00f2n; ona gr\u00e0ma fig\u00fcra<\/p>\n\n\n\n<p>alcuni hanno la capacit\u00e0 di mutare il significato a seconda che vengano preposti al sostantivo o posposti:<\/p>\n\n\n\n<p>on p\u00f4var \u00f2m (un uomo sfortunato) on \u00f2m p\u00f4var (un uomo povero)<\/p>\n\n\n\n<p>on grand \u00f2m (un uomo importante) on \u00f2m grand (un uomo alto<\/p>\n\n\n\n<p>on gentil\u00f2m (un gentiluomo) on \u00f2m gent\u00ecl (un uomo cortese)<\/p>\n\n\n\n<p>on galant\u00f2m (un galantuomo) on \u00f2m gal\u00e0nt (un uomo galante)<\/p>\n\n\n\n<p>on v\u00e8c ami\u015b (un amico di vacchia data) on ami\u015b v\u00e8c (un amico anziano)<\/p>\n\n\n\n<p>on pr\u00ecm min\u00fct (il primo minuto) on min\u00fct pr\u00ecm (un minuto primo)<\/p>\n\n\n\n<p>ona br\u00fcta d\u00f2na (un\u2019arpia) ona d\u00f2na br\u00fcta (una donna brutta)<\/p>\n\n\n\n<p>p\u00f4ca r\u00f4ba (cosa in piccola quantit\u00e0) r\u00f4ba da p\u00f4ch ( cosa di poco conto)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I pronomi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 sostituire un nome gi\u00e0 espresso o indicare un pensiero esposto precedentemente, come pure un nome o un pensiero che si sta per esporre.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dividono in:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>a) Pronomi personali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tonici soggettoio<em>m\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>tu<em>t\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>egli ella <em>l\u00fc l\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>noi <em>n\u00fcn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>voi <em>vi\u00e8tar<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>loro <em>l\u00f9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Atoni soggetto io <em>a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>tu <em>a t\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>egli ella <em>u a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>noi <em>a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>voi <em>a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>loro <em>i e<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il pronome atono soggetto, che non esiste in italiano, viene sempre usato nella coniugazione dei verbi anche se viene omesso il pronome tonico. I pronomi atoni \u00ab a \u00bb e \u00ab u \u00bb quando si trovano davanti a verbi che incominciano con vocale, per ragioni di sonorit\u00e0, vengono omessi e davanti alla terza persona singolare, in alcuni casi si ricorre a particelle o pleonastiche o pronominali<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi<\/p>\n\n\n\n<p>Io grido:<em> m\u00e9 a v\u00f9\u015b; <\/em>tu gridi:<em> t\u00e9 at v\u00f9\u015b;<\/em> egli grida:<em> l\u00fc u v\u00f9\u015ba; <\/em>ella grida:<em> l\u00e9 a v\u00f9\u015ba;<\/em> noi gridiamo:<em> n\u00fcn a vu\u015b\u00f9ma; <\/em>voi gridate:<em> vi\u00e8tar a vu\u015b\u00ec;<\/em> essi gridano:<em> lu i v\u00f9\u015ba;<\/em> egli rifiuta:<em> l\u00fc l\u2019arf\u00fcda; <\/em>io raccolgo:<em> m\u00e9 arg\u00f6i; <\/em>ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Tonici complementome <em>m\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>te <em>t\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>lui lei <em>l\u00fc l\u00e9 * (di riguardo)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>noi <em>n\u00fcn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>voi <em>vi\u00e8tar v\u00f6<\/em> * <em>(di riguardo)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>loro<em>l\u00f9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>riflessivos\u00e8<em>s\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Atoni complementome <em>ma m\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>te <em>ta t\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>lui lei lo la<em>a l\u2019 gh\u2019 gha ne<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>noi <em>na n\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>voi <em>va v\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>loro<em> i e gh\u2019 gha ne<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I pronomi personali atoni esprimono solamente il caso accusativo (complemento oggetto) e il caso dativo (complemento di termine). Per gli altri complementi non esistono forme atone<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pronomi atoni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>che svolgono soltanto la funzione di complemento oggetto o di complemento di termine:<\/p>\n\n\n\n<p>Complemento oggetto Complemento di termine<\/p>\n\n\n\n<p>1\u00b0 persona singolaremi = <em>m\u2019<\/em> a me = <em>m\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Egli mi chiamami hanno regalato un libro<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u00fc u m\u2019 ciama<\/em><em>i m\u2019han regal\u00e8 o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00ecbar<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2\u00b0 persona singolare ti = <em>t\u2019 ta<\/em> a te <strong>= <\/strong><em>t\u2019 ta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io ti chiamo ti dico tutto<\/p>\n\n\n\n<p>M\u00e9 a t\u2019ci\u00e0m m\u00e9 a t\u2019d\u00ec\u015b t\u00fct<\/p>\n\n\n\n<p>riflessivosi<strong> = <\/strong><em>s\u2019<\/em>a s\u00e9<strong> = <\/strong><em>s\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Luigi si lavasi \u00e8 dato dello stupido<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lu\u00ecg u s\u2019l\u00e8va<\/em><em>u s\u2019\u00e8 d\u00e0t d\u2019ar l\u00f9ch<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>1\u00b0 persona pluraleci = <em>n\u2019 na &#8211; gh\u2019 <\/em>noi = <em>n\u2019 na gh\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ci chiamici dice tutto<\/p>\n\n\n\n<p><em>T\u00e9 at na ci\u00e0m<\/em> <em>u n\u2019 d\u00ec\u015ba t\u00fct<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Chiamacidicci tutto<\/p>\n\n\n\n<p>C<em>i\u00e0mna<\/em> <em>d\u00ec\u015bna t\u00fct<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>N.B: Bisogna far attenzione a non confondere forme italiane identiche ma con significato diverso:<\/p>\n\n\n\n<p>Dacci dentroDacci (a noi )<\/p>\n\n\n\n<p><em>D\u00e0gh d\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tar<\/em><em>D\u00e0n-na<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pensaci su Pensaci (pensa a noi <em>) P\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sagh s\u00f6 P\u00e9nsna<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo inoltre l\u2019avverbio di luogo:<\/p>\n\n\n\n<p>Io ci vado<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 a gh v\u00f4<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io ci sto<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 gha st\u00f4<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ed il dativo plurale:Lui ci d\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u00fc u n\u2019 d\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2\u00b0 persona pluralevi = <em>v\u2019 &#8211;<\/em> a voi = <em>v\u2019 &#8211; va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vi chiamovi dico la verit\u00e0 non vi dico<\/p>\n\n\n\n<p><em>A v\u2019 ci\u00e0m<\/em><em>v\u2019 d\u00ec\u015b ra verit\u00e8 an va d\u00ec\u015b<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>riflessivo si = <em>s\u2019<\/em> a s\u00e8 = <em>s<\/em><em><strong>\u2019<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si lavano con acqua e sapone loro si dicono tutto<\/p>\n\n\n\n<p><em>I s\u2019l\u00e8va c\u00f3n \u00e0qua e sav\u00f2n<\/em><em>lu i s\u2018d\u00ec\u015ba t\u00fct<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Altri pronomi:<\/p>\n\n\n\n<p>Lo (lui) = <em>l\u2019 \u2013 u<\/em>complemento oggetto: L\u2019ho chiamato<em> = L\u2019h\u00f4 ciam\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo chiamo <em>= U ci\u00e0m<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli (a lui) = <em>gh\u2019<\/em>complemento di termine: Gli ho detto: bravo!<\/p>\n\n\n\n<p><em>a gh\u2019h\u00f4 d\u00ect: br\u00e8v!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La (lei) = <em>a &#8211; l\u2019 &#8211; gh\u2019<\/em>complemento oggetto:Tutti la vogliono.<\/p>\n\n\n\n<p><em>t\u00fcti i la v\u00f6.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La chiamo<\/p>\n\n\n\n<p><em>a ci\u00e0m<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La ho abbandonata<\/p>\n\n\n\n<p><em>m\u00e9 l\u2019h\u00f4 aba<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dun\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le (a lei) = <em>gh\u2019<\/em>complemento di termine: Le ho detto tutto<\/p>\n\n\n\n<p><em>a gh\u2019h\u00f4 d\u00ect t\u00fct<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le (loro) = complemento oggetto:<em>Le vedo tutti i giorni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e v\u00e8d t\u00fcti i d\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Li (loro) = <em>i<\/em>complemento oggetto: <em>Li vedo tutti i giorni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>i v\u00e8d t\u00fcti i d\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le particella pronominale \u00ab ne \u00bb con valore di pronome personale:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; singolare: di lui, di lei, di loro, di esso, di essa .<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo \u00e8 un povero ragazzo: ne (di lui) conosco tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Carlo l\u2019\u00e8 o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> p\u00f4var fi\u00f6: ne cun\u00f9s t\u00fcta ra v\u00ecta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E di Maria? Perch\u00e8 non ne (di lei) parli?<\/p>\n\n\n\n<p><em>E d\u2019Mar\u00eca ? Parch\u00e8 at ne p\u00e8ral m\u00eca?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho scritto un libro, ora te ne (di esso) dico la fine.<\/p>\n\n\n\n<p><em>H\u00f4 scr\u00ect o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00ecbar, ad\u00e8s at ne d\u00ec\u015b ra f\u00ecn.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Plurale: di loro, di essi, di esse.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p>Ho visto molti ragazzi, ma ne (di loro) conosco pochi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>H\u00f4 vist t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti fi\u00f6, ma ne cun\u00f9s p\u00f4chi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando corrisponde all&#8217;italiano \u00ab ne \u00bb nel senso di \u00ab di ci\u00f2, di questo \u00bb :<\/p>\n\n\n\n<p>Parlamene. Ne hai molte ? Cosa ne dici ?<\/p>\n\n\n\n<p><em>P\u00e8rlaman . Gh\u2019n\u2019 het a b\u00f2ta? C\u00f4\u015ba ne d\u00ec\u015bta?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche pleonastico:<\/p>\n\n\n\n<p>Ne hai di soldi! Ne dice di parole!<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ta gh\u2019n\u2019h\u00e9 di s\u00f4d! U ne di\u015ba d\u2019e par\u00f2l!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando corrisponde all&#8217;italiano \u00ab ne \u00bb nel senso di \u00abda qui, da l\u00e0\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>( particella pronominale di luogo ):<\/p>\n\n\n\n<p>Sono andato a Roma, ma me ne sono ripartito subito.<\/p>\n\n\n\n<p><em>S\u00f4n a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e0t a R\u00f9ma, ma m\u2019ne s\u00f4n gn\u00ecd via s\u00fcbit.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non so come uscirne!<\/p>\n\n\n\n<p><em>An s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00eca cme gn\u00ecn f\u00f6ra!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>N.B.: La particella atona \u00ab ne \u00bb non va confusa con la congiunzione copulativa negativa<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab n\u00e9 \u00bb :<\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e9 io n\u00e9 tu. Non \u00e8 n\u00e9 carne n\u00e9 pesce !.<\/p>\n\n\n\n<p><em>N\u00e9 me n\u00e9 te <\/em><em>An l\u2019\u00e8 n\u00e9 ch\u00e8ran n\u00e9 p\u00e8s!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando le particelle pronominali seguono il verbo, formando con esso una sola parola, si dicono enclitiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 avviene :<\/p>\n\n\n\n<p>a )Quando esse sono complementi di un imperativo presente:<\/p>\n\n\n\n<p>Parla<strong>mi<\/strong><em> = P\u00e8rla<\/em><em><strong>m <\/strong><\/em>Venite<strong>m<\/strong>i a prendere <em>= Gn\u00ec<\/em><em><strong>m <\/strong><\/em><em>a pi\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pensa<strong>ci<\/strong><em> = P\u00e9nsagh\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>b )Quando sono complementi di un infinito:<\/p>\n\n\n\n<p>Parlar<strong>ti<\/strong> <em>= Parl\u00e8<\/em><em><strong>t <\/strong><\/em>Parlar<strong>gl<\/strong>i<em> = Parl\u00e8<\/em><em><strong>gh<\/strong><\/em><strong>\u2019<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Camminar<strong>gl<\/strong>i vicino<em> = Camin\u00e8<\/em><em><strong>gh\u2019<\/strong><\/em><em>a v\u015b\u00ecn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pronomi tonici complemento e pronomi atoni soggetto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di me mi fido<em> d\u2019m\u00e9 am f\u00ecd.<\/em>di me ti fidi<em> ad m\u00e9 at ta f\u00ecd<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di te mi fido<em> ad t\u00e9 am f\u00ecd<\/em>di te ti fidi<em> ad t\u00e9 at ta f\u00ecd<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di lui mi fido<em> ad l\u00fc am f\u00ecd<\/em><strong>. <\/strong>di lui ti fidi<em> ad l\u00fc at ta f\u00ecd<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di noi mi fido<em> ad n\u00fcn am f\u00ecd <\/em>di noi ti fidi<em> ad n\u00fcn at ta f\u00ecd.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di voi mi fido<em> ad vi\u00e8tar am f\u00ecd<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di loro mi fido<em> ad lu am f\u00ecd <\/em>di loro ti fidi<em> ad lu at ta f\u00ecd<\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di me si fida (lui)<em> ad me u s\u2019 f\u00ecda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di te si fida (lei) <em>ad te a s\u2019 f\u00ecda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di lui si fida<em> ad l\u00fc u s\u2019 f\u00ecda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di noi si fida<em> ad n\u00fcn u s\u2019f\u00ecda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di voi si fida<em> ad vi\u00e8tar u s\u2019f\u00ecda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di loro si fida<em> ad lu u s\u2019 f\u00ecda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il pronome \u00ab Ghe \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Merita una particolare attenzione in quanto usato nel nostro dialetto con significati diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pronome \u00abghe\u00bb \u00e8 una particella atona, priva di accento e ha bisogno di appoggiarsi o al verbo che la precede o ad un pronome.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pronome \u00abghe\u00bb davanti ad un verbo che incomincia con vocale o con \u00abh\u00bb, si elide e perde cio\u00e8 la \u00abe\u00bb finale e a lui si appoggia nella pronuncia :<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>u gh\u2019avr\u00ecsa da d\u00ect ona r\u00f4ba <\/em>avrebbe da dirti una cosa<\/p>\n\n\n\n<p><em>a gh\u2019h\u00f4 d\u00e0t o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00ecbar <\/em>gli ho dato un libro<\/p>\n\n\n\n<p>Quando invece il verbo incomincia con consonante il \u00ab ghe \u00bb pur perdendo sempre la \u00abe\u00bb finale si appoggia come pronuncia al pronome atono che lo precede.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>A gh\u2019 d\u00f4 o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00ecbar <\/em>gli d\u00f2 un libro<\/p>\n\n\n\n<p><em>U gh\u2019 d\u00ec\u015ba t\u00fct <\/em>gli dice tutto<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si accoppia con i pronomi <strong>la, lo, li, le <\/strong>e la particella pronominale<strong> ne, perde sempre la \u00ab e \u00bb<\/strong> esi muta in:<\/p>\n\n\n\n<p>Glielo<em> = ghu, gh\u2019l\u2019, gh\u014dl<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gliela<em> = gha, gh\u2019l\u2019, ghal<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Glieli<em> = ghi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gliele<em> = ghe, gh\u2019, ghia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gliene<em> = gh\u2019ne, gh\u2019n\u2019, gh\u2019na<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi :<\/p>\n\n\n\n<p>Glielo dite<em> Ghu d\u015b\u00ec <\/em>Gliel\u2019ho data<em> Gh\u2019l\u2019h\u00f4 data<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Diglielo<em> Digh\u014dl<\/em>Gliela date?<em> Gha d\u00ecv?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Glieli dai?<em> Ghi d\u00e9t?<\/em>Dagliele<em> D\u00e0ghia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gliele dai?<em> Ghe d\u00e9t?<\/em>Dagliene<em> D\u00e0gh\u2019na<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gliene dai?<em> Gh\u2019ne d\u00e9t? <\/em>Gliela dite<em> Gha d\u015b\u00ec<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Daglieli<em> D\u00e0ghia<\/em>Gliel\u2019 ho dato <em>Gh\u2019l\u2019h\u00f4 d\u00e0t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Glielo dite?<em> Ghu d\u015b\u00ecv?<\/em>Digliela<em> D\u00ecgh\u2019la<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il \u00ab ghe \u00bb pu\u00f2 essere:<\/p>\n\n\n\n<p>a) Pronome personale complemento (dativo)<\/p>\n\n\n\n<p>Viene usato come complemento di termine sia al femminile sia al maschile e serve anche per il plurale di ambedue i generi . Corrisponde ai pronomi italiani \u00ab gli &#8211; le &#8211; loro \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:gli do un libro<em> agh d\u00f4 o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00ecbar<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>le darei un bacio <em>agh dar\u00ecsa o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> ba\u015b\u00ecn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>b) Particella avverbiale di luogo:corrisponde alla particella <strong>\u00ab ci &#8211; vi \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:io abito a Bobbio e ci sto bene<\/p>\n\n\n\n<p><em>me st\u00f4 a B\u00f2bi e <\/em><em><strong>gha<\/strong><\/em><em> st\u00f4 b\u00e8n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>quando vieni a Bobbio? Ci vengo domani.<\/p>\n\n\n\n<p><em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d v\u00e8gnat a B\u00f2bi? <\/em><em><strong>A gh<\/strong><\/em><em> v\u00e8gn dm\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Viene anche usata frequentemente (come in italiano) con il verbo<strong> \u00ab i\u00e8s \u00bb<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>in questa casa ci sono tante grida<em> e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> c\u00f9la c\u00e0 ch\u00e9 a <\/em><em><strong>gh<\/strong><\/em><em>&#8216;\u00e8 o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> gr\u00e0n \u015bga\u015bar\u00e8 <\/em>c\u2019era una volta &#8230;.<em> a <\/em><em><strong>gh\u2019<\/strong><\/em><em>\u00e9ra ona v\u00f4ta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>c\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 di pi\u00f9<em><strong>gh\u2019<\/strong><\/em><em>n\u2019\u00e8 p\u00fcs\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>c) Come enclitica:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:ho dovuto metterci del mio<em> m\u2019\u00e8 tuch\u00e8 m\u00e8t<\/em><em><strong>gha<\/strong><\/em><em> d\u2019u m\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ci pu\u00f2 essere anche lui<em> u p\u00f6 i\u00e8s<\/em><em><strong>gha<\/strong><\/em><em> \u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ca l\u00fc<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>vacci oggi<em> v\u00e0<\/em><em><strong>gh\u2019<\/strong><\/em><em> inc\u00f6<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>d) Particella pleonastica<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: non ci vede <em>u\u2019n <\/em><em><strong>gha<\/strong><\/em><em> v\u00e8da m\u00eca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>non ci sento da un\u2019orecchia<em> an <\/em><em><strong>gha<\/strong><\/em><em> s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t m\u00eca d\u2019ona \u00f4r\u00eccia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>non ci vado pi\u00f9<em> an <\/em><em><strong>gha<\/strong><\/em><em> v\u00f4 p\u00f6<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>e) Pronome dimostrativo<strong>:<\/strong>corrispondente all&#8217;italiano <strong>\u00ab ci &#8211; vi \u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:non ci (a ci\u00f2) credi<em> an ta <\/em><em><strong>gha<\/strong><\/em><em> cr\u00e8d m\u00eca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>non ci (a ci\u00f2) penso<em> an <\/em><em><strong>gha<\/strong><\/em><em> p\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s m\u00eca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>non ci (a ci\u00f2) poteva far niente<em> an <\/em><em><strong>gha<\/strong><\/em><em> pud\u00ecva m\u00eca f\u00e8 gn\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>f) Particella accompagnatoria del verbo<strong> \u00ab av\u00e8i \u00bb <\/strong>quando non viene usato come ausiliare ed ha il senso di possedere<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:io ho avuto<em> me <\/em><em><strong>gh\u2019<\/strong><\/em><em>h\u00f4 av\u00ecd<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>hai fame?<em><strong>gh\u2019<\/strong><\/em><em> h\u00e9t f\u00e0m?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>dovevo andare a casa<em> a <\/em><em><strong>gh<\/strong><\/em><em>&#8216;\u00e8va d&#8217;a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 a c\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Osservazioni: questo uso di \u00abghe\u00bb con \u00abav\u00e8i\u00bb \u00e8 tipico del dialetto e molte volte influisce sull\u2019italiano parlato.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche volta si ode <strong>ci\u00f2 avuto<\/strong>, <strong>ci\u00f2 fame<\/strong>, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le particelle pronominale: mi, ti, si, ci, vi,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>quando si accoppiano con i pronomi lo, la, li, le e la particella ne, si mutano come segue :<\/p>\n\n\n\n<p><strong>mi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Me lo impresti? <em><strong>mu<\/strong><\/em><em> pr\u00e8stat?.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Me l\u2019ha dato Mario <em>u <\/em><em><strong>m\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em> ha d\u00e0t M\u00e0rio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fammelo vedere! <em>f\u00e0<\/em><em><strong>m\u014dl<\/strong><\/em><em> v\u00e8d!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Me la fai vedere? <em><strong>ma<\/strong><\/em><em> f\u00e9t v\u00e8d?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Me l\u2019ha data Mario <em>u <\/em><em><strong>m\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em> ha d\u00e0ta Mario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fammela vedere! <em>f\u00e0<\/em><em><strong>m\u2019la<\/strong><\/em><em> v\u00e8d!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Me li fai vedere? <em><strong>mi<\/strong><\/em><em> f\u00e9t v\u00e8d ?.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Me li ha dati Mario <em>u <\/em><em><strong>mi<\/strong><\/em><em> ha d\u00e0t M\u00e0rio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fammeli vedere! <em>f\u00e0<\/em><em><strong>mia<\/strong><\/em><em> v\u00e8d!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Me le fai vedere? <em><strong>me<\/strong><\/em><em> f\u00e9t v\u00e8d?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Me le ha date Mario <em>u <\/em><em><strong>mi<\/strong><\/em><em> ha d\u00e0t M\u00e0rio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fammele vedere! <em>fa<\/em><em><strong>mia<\/strong><\/em><em> v\u00e8d !.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dammene ancora! <em>D\u00e0<\/em><em><strong>m\u2019n\u2019<\/strong><\/em><em> a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cam\u00f2!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Me ne dai ? <em><strong>m&#8217;ne<\/strong><\/em><em> d\u00e9t?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Te lo presto <em><strong>tu<\/strong><\/em><em> pr\u00e8st.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Te l\u2019ho dato <em><strong>t\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em>h\u00f4 d\u00e0t.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vedr\u00f2 di fartelo avere <em>vidr\u00f4 d\u2019f\u00e8<\/em><em><strong>t\u014dl<\/strong><\/em><em> av\u00e8i.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Te la presto <em><strong>ta<\/strong><\/em><em> pr\u00e8st.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Te l\u2019ho data <em><strong>t\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em>h\u00f4 d\u00e0ta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vedr\u00f2 di fartela vedere <em>vidr\u00f4 d\u2019f\u00e8<\/em><em><strong>t\u2019la<\/strong><\/em><em> v\u00e8d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Te li presto <em><strong>ti<\/strong><\/em><em> pr\u00e8st.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Te li ho dati <em><strong>ti<\/strong><\/em><em> h\u00f4 d\u00e0t.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vedr\u00f2 di farteli vedere <em>vidr\u00f4 d\u2019f\u00e8<\/em><em><strong>tia<\/strong><\/em><em> v\u00e8d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Te le presto <em><strong>te<\/strong><\/em><em> pr\u00e8st.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Te le ho date <em><strong>ti<\/strong><\/em><em> h\u00f4 d\u00e0t.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vedr\u00f2 di fartele vedere <em>vidr\u00f4 d\u2019f\u00e8<\/em><em><strong>tia<\/strong><\/em><em> v\u00e8d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Te ne prester\u00f2 ancora <em><strong>t\u2019ne<\/strong><\/em><em> prestar\u00f4 a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cam\u00f2.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Portartene <em>purt\u00e8<\/em><em><strong>t\u2019na<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>si<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se lo mangia <em>u <\/em><em><strong>s\u2019la<\/strong><\/em><em> m\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>gia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019\u00e8 preso <em>u <\/em><em><strong>s\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em>\u00e8 pi\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mangiarselo <em>mang\u00e8<\/em><em><strong>s\u014dl<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se la prende <em>u <\/em><em><strong>s\u2019la<\/strong><\/em><em> p\u00eca.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019\u00e8 presa <em>u <\/em><em><strong>s\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em>\u00e8 pi\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Prendersela <em>pi\u00e8<\/em><em><strong>s\u2019la<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se li gode <em>u <\/em><em><strong>sia<\/strong><\/em><em> g\u00f4da.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se li \u00e8 presi <em>u <\/em><em><strong>si<\/strong><\/em><em> \u00e8 pi\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Goderseli <em>g\u00f4d<\/em><em><strong>sia<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se le gode <em>u <\/em><em><strong>sia<\/strong><\/em><em> g\u00f4da.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se le \u00e8 prese <em>u <\/em><em><strong>si<\/strong><\/em><em> \u00e8 pi\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Godersele <em>g\u00f4da<\/em><em><strong>sia<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se ne va <em>u <\/em><em><strong>s\u2019ne<\/strong><\/em><em> v\u00e0 o u <\/em><em><strong>se n\u2019<\/strong><\/em><em>v\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Andarsene <em>and\u00e8<\/em><em><strong>s\u2019na<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Particella passivante: che d\u00e0 significato passivo al verbo.<\/p>\n\n\n\n<p>I negozi si aprono di buon mattino<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>I n\u00ecgosi i s\u2019 dr\u00e8va a ra mat\u00e9na b\u00f4n\u00f9ra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le patate si comprano a chili<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E pat\u00e8t e s\u2019 cr\u00f2<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>pa a ch\u00eclu.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pronome indefinito: viene usato solo alla III persona singolare e precede sempre il verbo:<\/p>\n\n\n\n<p>In casa mia non si fuma.<\/p>\n\n\n\n<p><em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> c\u00e0 m\u00eca an sa f\u00fcma m\u00eca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 mangiato male.<\/p>\n\n\n\n<p><em>A s\u2019\u00e8 m\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g\u00e8 m\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non gli si pu\u00f2 dire niente.<\/p>\n\n\n\n<p><em>An sa gh p\u00f6 d\u00ec gn\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ci<\/strong><em>(a noi)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce lo fai vedere? <em><strong>ghu<\/strong><\/em><em> f\u00e9t v\u00e8d?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce lo ha dato <em>u <\/em><em><strong>gh\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em>ha d\u00e0t.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce la fai vedere? <em><strong>gha<\/strong><\/em><em> f\u00e9t v\u00e8d?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce l\u2019hai data<em> a <\/em><em><strong>gh\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em>het d\u00e0ta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce li dai? <em><strong>ghi<\/strong><\/em><em> d\u00e9t?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce li hai? <em><strong>ghi<\/strong><\/em><em> het ?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce le dai? <em><strong>ghe<\/strong><\/em><em> d\u00e9t?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce le hai? <em><strong>ghi<\/strong><\/em><em> het?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce ne dai? <em><strong>gh\u2019ne<\/strong><\/em><em> d\u00e9t?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ce ne hai? <em><strong>gh\u2019n\u2019<\/strong><\/em><em> het ?.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Daccene! <em>d\u00e0<\/em><em><strong>gh\u2019na<\/strong><\/em><em>!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come avverbi di luogo:<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo a Bobbio e ci stiamo bene <em>S\u00f9ma a B\u00f2bi e gh\u2019a st\u00f9ma b\u00e8n.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando vieni a Milano? Ci vengo domani <em>Qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d v\u00e8gnta a Milan ?A gh v\u00e8gn dm\u00e0n.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come enclitica:<\/p>\n\n\n\n<p>Ho dovuto mettercene del mio <em>M\u2019\u00e8 tuch\u00e8 m\u00e8tghan d\u2019u m\u00e9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ci pu\u00f2 essere anche lui <em>U p\u00f6 v\u00e8sgha \u00e0nca l\u00fc .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come particella pleonastica .<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci vede <em>An gha v\u00e8da m\u00eca.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tu a tuo figlio non ci pensi? <em>T\u00e9 a u t\u00f2 fi\u00f6 an gha p\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sat m\u00eca?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sento <em>An gha s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t m\u00eca.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come pronome dimostrativo:<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci ho fatto caso <em>An gh\u2019h\u00f4 m\u00eca f\u00e0t ch\u00e8\u015b.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non ci penso nemmeno <em>An gha p\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s gn\u00e0nca.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non ci credi? <em>An t\u2019gha cr\u00e8d m\u00eca?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pronome reciproco:<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vogliamo bene <em>As vur\u00f9ma b\u00e8n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo salutati <em>As s\u00f9ma salut\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>vi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ve lo dico <em><strong>vu<\/strong><\/em><em> di\u015b.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve l\u2019ha detto <em>u <\/em><em><strong>v\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em>ha d\u00ect.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dirvelo <em>d\u00ec<\/em><em><strong>v\u014dl<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve la dico <em><strong>v\u2019la<\/strong><\/em><em> d\u00ec\u015b.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve l\u2019ha data <em>u <\/em><em><strong>v\u2019l\u2019<\/strong><\/em><em>ha d\u00e0ta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dirvela <em>d\u00ec<\/em><em><strong>v\u2019la<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve li mando <em><strong>vi<\/strong><\/em><em> m\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve l\u2019ha data <em>u <\/em><em><strong>v\u2019l\u2019ha <\/strong><\/em><em>d\u00e0ta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve li ha dati <em>u <\/em><em><strong>vi<\/strong><\/em><em> ha d\u00e0t.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mandarveli <em>ma<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8<\/em><em><strong>via<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve le mando <em><strong>ve<\/strong><\/em><em> m\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve le ha date <em>u <\/em><em><strong>vi<\/strong><\/em><em> ha d\u00e0t.<\/em>Darvele <em>d\u00e8<\/em><em><strong>via<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve ne do <em><strong>v\u2019ne<\/strong><\/em><em> d\u00f4.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ve ne \u00e8 ancora <em>a <\/em><em><strong>gh\u2019n\u2019<\/strong><\/em><em>\u00e8 a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cam\u00f2.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Darvene <em>d\u00e8<\/em><em><strong>v\u2019na<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Queste particelle pronominali accoppiandosi con<strong> lo &#8211; la &#8211; li &#8211; le &#8211; ne <\/strong>in fondo ad un verbo all&#8217;infinito o all&#8217;imperativo presente diventano:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>dir<strong>melo <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>m\u014dl<\/strong><\/em>dir<strong>mela <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>mla <\/strong><\/em><strong>dirmeli <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>mia<\/strong><\/em>dir<strong>mele <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>mia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> dir<strong>telo <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>t\u014dl <\/strong><\/em>dir<strong>tela <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>tla<\/strong><\/em>dir<strong>teli <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>tia<\/strong><\/em>dir<strong>tele <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>tia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; dir<\/em><strong>selo <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>s\u014dl<\/strong><\/em>dir<strong>sela <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>sla<\/strong><\/em>dir<strong>seli <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>sia<\/strong><\/em>dir<strong>sele <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>sia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong><em>dir<\/em><strong>celo <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>n\u014dl<\/strong><\/em>dir<strong>cela <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>nla<\/strong><\/em>dir<strong>celi <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>nia<\/strong><\/em>dir<strong>cele <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>nia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong><em>dir<\/em><strong>velo <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>v\u014dl<\/strong><\/em>dir<strong>vela <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>vla<\/strong><\/em>dir<strong>veli <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>via<\/strong><\/em>dir<strong>vele <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>via<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong><em>dir<\/em><strong>glielo <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>g\u014dl<\/strong><\/em>dir<strong>gliela <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>gla<\/strong><\/em>dir<strong>glieli <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>ghia <\/strong><\/em>dir<strong>gliele <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>ghia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La particella \u00ab <strong>ne \u00bb <\/strong>diventa:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>dir<strong>mene <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>mna<\/strong><\/em>dir<strong>tene <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>tna<\/strong><\/em>dir<strong>gliene <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>ghna<\/strong><\/em>dir<strong>cene <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>nia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>dir<strong>vene <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>vna<\/strong><\/em>dir<strong>gliene <\/strong><em>d\u00ec<\/em><em><strong>ghna<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: Mi sono arrabbiato, voglio dirgliene quattro!<\/p>\n\n\n\n<p><em>Am s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> rabi\u00e8, v\u00f6i dighna qu\u00e0tar!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se ne sono dette!<\/p>\n\n\n\n<p><em>Is n\u2019\u00e8<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> d\u00ect!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La particella riflessiva di terza persona &lt; s\u00e8&gt;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>i<\/strong>n italiano si usa quando il pronome si riferisce al soggetto della proposizione in cui si trova.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: Disse a Ugo che il compito lo aveva fatto da s\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Carla mi voleva con s\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario aveva con s\u00e8 molti amici<\/p>\n\n\n\n<p>In bobbiese invece si usa<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019\u00e8va d\u00ect a Ugo che ar c\u00f2<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>pit u l\u2019\u00e8va f\u00e0t da s\u00f9l (o da par l\u00fc)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u00e0rla am vur\u00ecva c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e0rio u gh\u2019\u00e8va c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00fc t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti am\u00ec\u015b<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>N.B. = Non bisogna confondere il pronome<strong> \u00ab se \u00bb <\/strong>con la congiunzione<strong>:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se mia nonna fosse viva, avrebbe cent\u2019anni<\/p>\n\n\n\n<p><em>Se me n\u00f2na a fisa v\u00ecva, a gh\u2019avr\u00ecsa s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u2019\u00e0n.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I pronomi relativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I pronomi relativi riferendosi ad un nome o ad un pronome di una proposizione antecedente, mettono in relazione o congiungono la proposizione alla quale appartengono con quella antecedente :<\/p>\n\n\n\n<p>Che<em> = che<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 invariabile, vale per il maschile come per il femminile, per il singolare come per il plurale, significa secondo i casi: <strong>il quale, la quale, i quali, le quali .<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si usa, di regola, soltanto come soggetto e come complemento oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccezionalmente pu\u00f2 essere usato invece di \u00ab<strong>in cui<\/strong>\u00bb con valore temporale e \u00ab<strong>per cui\u00bb <\/strong>(mezzo):<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi :<\/p>\n\n\n\n<p>Ho visto un bambino che piangeva <em>H\u00f4 v\u00ecst o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> fiul\u00ecn ch\u2019u pia<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>\u015b\u00ecva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo che hai visto \u00e8 mio nipote <em>U fi\u00f6 ch\u2019at t\u2019he v\u00ecst l\u2019\u00e8 u m\u00e9 nv\u00f9d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno che (in cui) ero solo <em>O<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> d\u00e9 che s\u2019\u00e9ra da par m\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ti faccio vedere una strada attraverso la quale arriverai subito<\/p>\n\n\n\n<p><em>At f\u00f4 v\u00e8d ona str\u00e8 che at far\u00e0 riv\u00e8 s\u00f9bit<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cui<strong> = <\/strong><em>che<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 invariabile, serve per il maschile e per il femminile, per il singolare e per il plurale.<\/p>\n\n\n\n<p>Si adopera soltanto come complemento indiretto, mai come soggetto e nemmeno come complemento oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo a cui davi la chiave, chi \u00e8? <em>L\u2019\u00f2m ch\u2019at gha d\u00e8v ra ci\u00e8v, chi \u00e8l?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quella questione di cui ti ho parlato ieri <em>C\u00f9la quisti\u00f2n ch\u2019at n\u2019h\u00f4 parl\u00e8 i\u00e9r<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il grano con cui si fa il pane <em>Ar gr\u00e0n ch\u2019as f\u00e0 ar p\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I pronomi misti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il pronome \u00ab<strong> chi <\/strong>\u00bb, \u00e8 un pronome misto invariabile, singolare, sia maschile, sia femminile: ha valore di pronome dimostrativo (colui, colei) e di pronome relativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi , colui, il quale = <em>chi, c\u00f9l ch\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>data la sua qualit\u00e0 di pronome misto, pu\u00f2 essere:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; soggetto di due proposizioni:<\/p>\n\n\n\n<p>Chi ha studiato \u00e8 contento<\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u00f9l ch\u2019ha st\u00fcdi\u00e8 l\u2019\u00e8 co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em><em><strong>,<\/strong><\/em>ma si ode anche,<em> c\u00f9l ch\u2019l\u2019ha st\u00fcdi\u00e8 l\u2019\u00e8 co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Chi ti ha detto questa cosa \u00e8 un bel pagliaccio<\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u00f9l ch\u2019u t\u2019ha d\u00ect c\u00f9la r\u00f4ba l\u00e9, a l\u00e8 o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> b\u00e8l pai\u00e0s<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; complemento di una proposizione e soggetto di un\u2019altra:<\/p>\n\n\n\n<p>Stimiamo chi lavora<\/p>\n\n\n\n<p><em>N\u00fcn a stim\u00f9ma chi a lav\u00f9ra<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; complemento di una proposizione e complemento della stessa specie di un\u2019altra:<\/p>\n\n\n\n<p>Doniamo il libro a chi lo usa<\/p>\n\n\n\n<p><em>N\u00fcn a d\u00f9ma u l\u00ecbar a chi la dr\u00f6va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>N\u00fcn a d\u00f9ma u libar a chi ul dr\u00f6va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pronomi interrogativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Servono a chidere il nome di una persona, di un animale, di una cosa, con una domanda diretta o indiretta. Sono:<\/p>\n\n\n\n<p>Chi che cosa quale quali quanto quanta quante quanti<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019alternativa a \u00ab <em>c\u00f4\u015ba<\/em> \u00bb \u00e8 \u00ab <em>r\u00f4ba <\/em>\u00bb :<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa \u00e8? <em>Che r\u00f4ba \u00e8la? C\u00f4\u015b\u2019\u00e8la?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cosa dici? <em>C\u00f4\u015b d\u00ec\u015bta?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Essi si pongono sempre in principio di proposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>Chi \u00e8? <em>Chi \u00e8l?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Che fai? <em>C\u00f4\u015ba f\u00e9t?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa fai? <em>C\u00f4\u015ba f\u00e8t? che r\u00f4ba f\u00e8t?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cosa \u00e8 successo? <em>C\u00f4\u015b\u2019\u00e8 suc\u00e8s? c\u00f4\u015b\u2019\u00e8l suc\u00e8s?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quali sono? <em>Qu\u00e0r \u00e8i?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Qual\u2019\u00e8? <em>Qu\u00e0r \u00e8l?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quanto costa? <em>Qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u2019a c\u00f9sta?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t a c\u00f9stla (rivolto a cosa femminile)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quanto costa? <em>Qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t cust\u014dl? (rivolto a cosa maschile)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quante sono? <em>Qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u2019 \u00e8ia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quanti sono? <em>Qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u2019\u00e8i?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I pronomi esclamativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I pronomi esclamativi introducono un\u2019esclamazione. Sono:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Che c\u00f4\u015ba qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti cme<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p>Che b\u00e8llo! <em>Che b\u00e8l!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cosa hai mai detto! <em>C\u00f4\u015ba t\u2019h\u00e9 m\u00e8i d\u00ect!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quanto costa! <em>Qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t custal!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quante belle cose! <em>Qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta b\u00e8la r\u00f4ba!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quanti erano! <em>Qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti i \u00e9ra!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quanto \u00e8 brutto! <em>Cm\u2019a l\u2019\u00e8 br\u00fct!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Essi si pongono sempre all\u2019inizio della proposizione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I pronomi possessivi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>hanno la stessa forma degli aggettivi possessivi ed indicano a chi appartiene una persona, cosa o animale. Sono :<\/p>\n\n\n\n<p>1\u00b0 persona 2\u00b0 persona 3\u00b0 persona<\/p>\n\n\n\n<p>Sing. il mio il nostro il tuo il vostro il loro il proprio l\u2019altrui<\/p>\n\n\n\n<p><em>u m\u00e9 u n\u00f2stra u t\u00f2 u v\u00f2star u s\u00f2 u s\u00f2<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>la mia la nostra la tua la vostra la loro la propria<\/p>\n\n\n\n<p><em>a mia a n\u00f2stra a tua a v\u00f2stra a s\u00f2 a sua<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Plur. i miei i nostri i tuoi i vostri i loro i propri gli altrui<\/p>\n\n\n\n<p><em>i m\u00e9 i n\u00f2star i t\u00f2 i v\u00f2star i s\u00f2 i s\u00f2<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>le mie le nostre le tue le vostre le loro le proprie<\/p>\n\n\n\n<p><em>e mi e n\u00f2star e tu e v\u00f2s e s\u00f2 e s\u00f9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pronomi dimostrativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I pronomi dimostrativi (detti anche \u00ab indicativi \u00bb) indicano il luogo dove si trova una cosa o un animale o una persona<\/p>\n\n\n\n<p>italianoBobbiese<\/p>\n\n\n\n<p>persona cosa<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong>Per indicare che la cosa oquesto che l\u00fc c\u00f9sti ch\u00e9<\/p>\n\n\n\n<p>la persona \u00e8 vicina a noi questa che l\u00e9 c\u00f9sta ch\u00e9<\/p>\n\n\n\n<p>che parliamo questi ch\u00ecsti ch\u00e9 ch\u00ecsti ch\u00e9<\/p>\n\n\n\n<p>queste ch\u00ecsti ch\u00e9 ch\u00ecsti ch\u00e9<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Per indicare che la cosa o quello l\u00e9 l\u00fc c\u00f9l l\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>la persona \u00e8 lontana da noi quella l\u00e9 l\u00e9 c\u00f9la l\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>ed anche da chi ascolta quelli l\u00e9 l\u00f9 ch\u00ecl l\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>quelle l\u00e9 l\u00f9 ch\u00ecl l\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<em> d\u00e0m c\u00f9sti; d\u00e0m c\u00f9sta; d\u00e0m ch\u00ecsti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ci\u00e0mam c\u00f9l l\u00e0; ci\u00e0mam c\u00f9la l\u00e0; ci\u00e0mam ch\u00ecl l\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella parlata si usa anche la forma contratta:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Ca r\u00f4ba l\u00e0, ca r\u00f4ba l\u00e9, che r\u00f4b l\u00e0, che r\u00f4b l\u00e9,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Cu pa\u00ec\u015b l\u00e0, cu pa\u00ec\u015b l\u00e9, chi pa\u00ec\u015b l\u00e0, chi pa\u00ec\u015b l\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando occorre determinare una relazione di identit\u00e0 e di somiglianza:<\/p>\n\n\n\n<p>Italiano altro altra altri altre<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bobbiese \u00e8t\u014dr \u00e8tra \u00e8t\u014dr \u00e8tar<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Italiano il tale la tale i tali le tali<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bobbiese u t\u00e8l a t\u00e8l i t\u00e8l e t\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<em> d\u00e0mna on \u00e8tar; d\u00e0mna on \u00e8tra; d\u00e0mna d\u2019i \u00e8tar.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ch \u00e8l? O<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> t\u00e8l; ch\u2019\u00e8ia? <\/em><em>D\u2019i t\u00e8l.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I pronomi indefiniti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Indicano in modo approssimativo, indeterminato, persone, cose, animali. Sono formati nella maggior parte da aggettivi indefiniti, quando questi sono usati da soli e fanno le veci di un nome.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>sono soltanto pronomi sono pronomi ed aggettivi<\/p>\n\n\n\n<p>uno una altro altra altri altre<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00fcn \u00fcna \u00e8tar \u00e8tra \u00e8tor \u00e8tar<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>qualcuno troppo troppa troppi troppe<\/p>\n\n\n\n<p><em>queicd\u00fcn tr\u00f2p tr\u00f2pa tr\u00f2pi tr\u00f2pi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ogni tanto tanta tanti tante<\/p>\n\n\n\n<p><em>t\u00fct ita<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ta<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta ta<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti ta\u00f1ti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ognuno tutto tutta tutti tutte<\/p>\n\n\n\n<p><em>ognid\u00fcn t\u00fct t\u00fcta t\u00fcti t\u00fcti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>chiunque quanto quanta quanti quante<\/p>\n\n\n\n<p><em>chiunque qua<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t qua<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta qua<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti qua<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>chicchessia altrettanto altrettanta altrettanti altrettante<\/p>\n\n\n\n<p><em>chich\u00e9sia \u00e8tarta<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t \u00e8tarta<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta \u00e8tarta<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t \u00e8tarta<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>altri (singolare) nessuno nessuna<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00e8tor ns\u00fcn ns\u00fcna<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>qualcosa certi<\/p>\n\n\n\n<p><em>queic\u00f4\u015ba s\u00e8rti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>niente tale tale tali tali<\/p>\n\n\n\n<p><em>gn\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> t\u00e8l ona t\u00e8l d\u2019i t\u00e8l d\u2019e t\u00e8l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019avverbio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se il verbo indica un\u2019azione, l\u2019avverbio invece la precisa e con il verbo forma unit\u00e0. Oltre che il verbo, con l\u2019avverbio possiamo determinare un aggettivo o un altro avverbio, dando loro particolari significati.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: Colombanino scrive benissimo<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cro<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>ban\u00ecn u scr\u00ecva ben\u00ecsim<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il tuo amico \u00e8 un uomo abbastanza bravo<\/p>\n\n\n\n<p><em>U t\u00f2 am\u00ec\u015b l\u2019\u00e8 on \u00f2m bast\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa br\u00e8v<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gino e Maria studiano poco seriamente<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gino e Maria i st\u00fcdia p\u00f4ch seriam\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli avverbi possono essere:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di modo: <em>b\u00f2n<\/em>(buono),<em> m\u00e8i <\/em>(meglio),<em> ben\u00ecsim <\/em>(benissimo),<em> seriam\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>(seriamente), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di affermazione: <em>s\u00ec <\/em>(si),<em> sic\u00fcram\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em> (certamente),<em> pr\u00f2pi <\/em>(proprio),<em> dab\u00f2n <\/em>(davvero), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di tempo: <em>dm\u00e0n<\/em> (domani),<em> ad\u00e8s <\/em>(adesso),<em> i\u00e9r <\/em>(ieri),<em> ds\u00e9 d\u00e8s <\/em>(poco fa),<em> inc\u00f6<\/em> (oggi), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di negazione: <em>no<\/em> (no),<em> gn\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ca <\/em>(nemmeno),<em> m\u00e8i <\/em>(mai), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>&#8211;<\/strong><\/em>di luogo: <em>ch\u00e9<\/em>(qui),<em> l\u00e0 <\/em>(l\u00e0),<em> l\u00e9<\/em> (l\u00ec),<em> s\u00f9ra<\/em>(sopra),<em> s\u00f9ta (<\/em>sotto); <em>f\u00f6ra <\/em>(fuori),<em> v\u015b\u00ecn<\/em> (vicino),<em> d\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e0r <\/em>(dentro), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di dubbio: <em>s\u00e9 m\u00e8i<\/em> (semmai),<em> chis\u00e0 <\/em>(chiss\u00e0), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong>di quantit\u00e0: <em>bast\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa<\/em>(abbastanza),<em>a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cam\u00f2<\/em>(ancora),<em> as\u00e8<\/em> (abbastanza),<em> qu\u00e8\u015bi <\/em>(quasi), <em>p\u00fcs\u00e8 <\/em>(di pi\u00f9),<em> t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em> (tanto)<em>, p\u00f4ch<\/em>(poco), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>possono inoltre aggiungere qualche cosa ad un verbo o ad una frase:<em>Gna<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>m\u00f2<\/em> (ancora)<\/p>\n\n\n\n<p>o indicare una somiglianza:<em> c\u2019me<\/em>( come )<strong>,<\/strong><em> ads\u00e9 <\/em>(cos\u00ec )<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli avverbi di luogo vanno ricordate le particelle \u00abci, vi, ne \u00bb che non possono essere confuse con le particelle pronominali di uguale forma:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:Tu non ci pensi che&#8230; <em>te an t\u2019a gh\u2019a p\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s m\u00eca che&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Qui ci siamo noi <em>ch\u00e9 gh\u2019a st\u00f9ma n\u00fcn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non vi sto bene <em>an gh\u2019a st\u00f4 m\u00eca b\u00e8n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Me ne vado via <em>m\u2019n\u00e9 v\u00f4 v\u00eca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli avverbi di negazione si osservano il \u00ab no \u00bb atono e il \u00ab n\u00f2 \u00bb tonico, negli altri casi il \u00abnon\u00bb italiano viene sostituito da \u00ab mia \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non <\/strong>tutti sanno nuotare <em><strong>m\u00eca<\/strong><\/em><em> t\u00fcti i s\u00e0n n\u00fcd\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ti piace camminare? <strong>Non<\/strong> tanto <em>at pi\u00e8\u015ba camin\u00e8?<\/em><em><strong>M\u00eca<\/strong><\/em><em> t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non<\/strong> \u00e8 brutto quel ragazzo <em><strong>An<\/strong><\/em><em> l\u2019\u00e8 <\/em><em><strong>mia<\/strong><\/em><em> br\u00fct c\u00f9l fi\u00f6 l\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vieni a casa? <strong>N\u00f2<\/strong> <em>V\u0119gn\u00e0t a c\u00e0? <\/em><em><strong>N\u00f2<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non<\/strong> gliel\u2019ho detto <em><strong>an<\/strong><\/em><em> gh\u2019l\u2019h\u00f4 <\/em><em><strong>m\u00eca<\/strong><\/em><em> d\u00ect<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La doppia negazione: in italiano si usa il \u00abnon\u00bb quando nella frase ci sono parole negative come nessuno, niente, mai, n\u00e9, ecc. poste dopo il verbo, nel bobbiese<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non<\/strong> ho visto nessuno <em>a <\/em><em><strong>n<\/strong><\/em><em>\u2019h\u00f4 v\u00ecst ans\u00fcn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non<\/strong> ho mangiato niente <em>a <\/em><em><strong>n<\/strong><\/em><em>\u2019h\u00f4 m\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g\u00e8 gn\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non<\/strong> abbiamo preso <strong>neanche<\/strong> un pesce <em>a<\/em><em><strong> n<\/strong><\/em><em>\u2019uma ciap\u00e8 <\/em><em><strong>gn\u00e0nca<\/strong><\/em><em> on p\u00e8s<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non<\/strong> sono andati <strong>n\u00e9<\/strong> a casa <strong>n\u00e9<\/strong> in chiesa <em>a <\/em><em><strong>n<\/strong><\/em><em>\u2019i\u00e8n m\u00eca a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e0t n\u00e9 a c\u00e0<\/em><em><strong> n\u00e9<\/strong><\/em><em> en<\/em><sup><\/sup><em>c\u00e9sa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La negazione \u00ab n\u00e9 \u00bb si pronuncia come in italiano<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:Non sei <strong>n\u00e9<\/strong> carne <strong>n\u00e9<\/strong> pesce <em>an t\u2019\u00e8 <\/em><em><strong>n\u00e9<\/strong><\/em><em> ch\u00e8ran <\/em><em><strong>n\u00e9<\/strong><\/em><em> p\u00e8s<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La negazione \u00ab p\u00f6 \u00bb in dialetto premette al verbo l\u2019atono \u00ab non \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:A casa non ci vado <strong>pi\u00f9<\/strong> <em>a c\u00e0 <\/em><em><strong>an<\/strong><\/em><em> gha v\u00f4 <\/em><em><strong>p\u00f6<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La negazione \u00ab mai \u00bb in dialetto \u00ab m\u00e8i \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: Chi l\u2019avrebbe <strong>mai<\/strong> pensato <em>chi l\u2019avr\u00ecsa m\u00e8i p\u0113<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Conosci Mario? <strong>Mai<\/strong> visto <em>cun\u00f9sta Mario? <\/em><em><strong>M\u00e8i<\/strong><\/em><em> v\u00ecst<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Locuzioni avverbiali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre agli avverbi veri e propri possiamo ricorrere ad espressioni formate di due o pi\u00f9 parole legate tra loro, che assumono valore avverbiale. Eccone alcune:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di modo:<em>a ra b\u00e8l e m\u00e8i <\/em>(alla meglio)<em>, ad c\u00f9rsa <\/em>(di corsa),<em> a p\u00e9 <\/em>(a piedi),<em> a qu\u00e0tr\u2019 \u00f6c<\/em> (a quattr\u2019occhi), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di quantit\u00e0: <em>a p\u00f4ch a p\u00f4ch <\/em>(a poco poco),<em> ad p\u00f6 <\/em>(di pi\u00f9). ecc<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di luogo: <em>ad s\u00f9ra <\/em>(di sopra),<em> ad s\u00f9ta <\/em>(di sotto)<em>, a v\u015b\u00ecn <\/em>(vicino),<em> ad fi\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ch<\/em> (di fianco), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di affermazione:<em> par dab\u00f2n <\/em>(per davvero),<em> s\u00ec sic\u00fcram\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>(si certamente),<em> sic\u00fcra che <\/em>(certo che). ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> di tempo: <em>ds\u00e9 d\u00e8s<\/em> (poco fa),<em> a mum\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ti<\/em> (tra poco),<em> qu\u00e8iche v\u00f4ta<\/em> (qualche volta)<em>, ona v\u00f4ta ol\u2019\u00e8tra <\/em>(una volta o l\u2019altra),<em> l\u2019\u00e8 b\u00e8l e part\u00ecd<\/em> (\u00e8 gia partito), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong>di negazione: <em>n\u00f2 dab\u00f2n<\/em> (no davvero),<em>gn\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t af\u00e0t<\/em>(niente affatto),<em> gn\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ca par s\u00f6gn <\/em>(nemmeno per sogno), ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; di dubbio: <em>par ch\u00e8\u015b<\/em>(per caso),<em> qu\u00e8\u015bi qu\u00e8\u015bi<\/em>(quasi quasi), ecc<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Locuzioni prepositive<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>nascono dall\u2019unione di un avverbio e una preposizione; di un nome con una preposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pi\u00f9 comuni sono:<\/p>\n\n\n\n<p><em>f\u00f6ra da, v\u015b\u00ecn a, l\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tan da, dr\u00e9ra a, \u00e8<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8ma a, e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00e8\u015b a, risp\u00e8t a, par ch\u00e8u\u015ba ad, e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00f9ran a, <\/em>ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il verbo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la parte del discorso variabile, che definisce un\u2019azione, fatta o subita, od una condizione. Possono essere:<\/p>\n\n\n\n<p>Intransitivi<\/p>\n\n\n\n<p>Quando esprimono in modo completo l\u2019azione di una persona, cosa o animale, e l\u2019azione si esaurisce nel medesimo soggetto che la compie e non passa in un complemento oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<em> me (a) cam\u00e9n <\/em>(io corro)<\/p>\n\n\n\n<p>il pronome atono impersonale pu\u00f2 essere tralasciato.<\/p>\n\n\n\n<p>Transitivi<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019azione compiuta dal soggetto passa su uno o pi\u00f9 oggetti .<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<em> me (a) l\u00e8g o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00ecbar <\/em>(io leggo un libro)<\/p>\n\n\n\n<p>Possono avere:<\/p>\n\n\n\n<p>la forma attiva<\/p>\n\n\n\n<p>quando il soggetto compie l\u2019azione; possono averla sia i verbi transitivi, sia quelli intransitivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>me l\u00e8v i p\u00e0gn<\/em> (io lavo i panni)<\/p>\n\n\n\n<p><em>me (a) cam\u00e9n<\/em>(io corro)<\/p>\n\n\n\n<p>la forma passiva<\/p>\n\n\n\n<p>quando il soggetto subisce o riceve da parte di altri l\u2019azione espressa dal verbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>i p\u00e0gn i\u00e8<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> st\u00e0t lav\u00e8 <\/em>(i panni sono stati lavati)<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>nel dialetto, alcune volte, la forma passiva si rende con la forma attiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>i m\u2019han v\u00fc\u015b\u00e8 <\/em>(sono stato sgridato)<\/p>\n\n\n\n<p>la forma riflessiva<\/p>\n\n\n\n<p>Si divide:<\/p>\n\n\n\n<p>Riflessiva propria:quando l\u2019azione compiuta dal soggetto ricade sul soggetto stesso<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>l\u00fc u sa sp\u00e8cia <\/em>(egli si specchia).<\/p>\n\n\n\n<p>la forma riflessiva apparente:quando il soggetto non coincide con il complemento oggetto. Il verbo \u00e8 transitivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<em> me am m\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> t\u00f2ch ad p\u00e0n <\/em>(mi mangio un pezzo di pane)<\/p>\n\n\n\n<p>la forma riflessiva reciproca<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: <em>Mario e Gina i s\u2019 v\u00f6 b\u00e8n<\/em> (Mario e Gina si amano)<\/p>\n\n\n\n<p>nella scrittura troviamo opportuno unirlo al pronome atono: <em>is<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>la forma pronominale<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 una variante della forma riflessiva in quanto questa azione o questi sentimenti si esercitano sul soggetto stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>me am l\u00e8v <\/em>qui il verbo \u00e8 transitivo la forma \u00e8 quindi riflessiva.<\/p>\n\n\n\n<p><em>me am di\u015b <\/em>qui il verbo \u00e8 intransitivo la forma quindi \u00e8 pronominale<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La coniugazione del verbo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le variazioni del verbo, durante un discorso, rispetto alle persone, ai modi ed ai tempi si chiamano coniugazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il verbo viene coniugato, in italiano una parte, <strong>il tema<\/strong>, rimane immutata, mentre un\u2019altra parte, <strong>la desinenza<\/strong>, varia secondo la coniugazione, il modo, la persona, il numero.<\/p>\n\n\n\n<p>I verbi italiani si riuniscono in quattro gruppi, ognuno dei quali segue una propria coniugazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per distinguere a quale coniugazione appartiene un verbo si guarda con quale desinenza termina il tempo presente del modo infinito.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il latino e l\u2019italiano presentano quattro coniugazioni, il bobbiese ne indica solo tre.<\/p>\n\n\n\n<p>con. lat. Desinenza verbo italiano desinenza verbo bobbiese<\/p>\n\n\n\n<p>I are cantare \u00e8 cant\u00e8<\/p>\n\n\n\n<p>II ere vedere &#8211; v\u00e8d<\/p>\n\n\n\n<p>III ere scrivere &#8211; scriv<\/p>\n\n\n\n<p>IV ire finire \u00ec fin\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>In bobbiese non c\u2019\u00e8 una differenza tra la II e la III coniugazione, inoltre, se in italiano il \u00abtema\u00bb resta invariato, tranne che per i verbi irregolari, nel nostro dialetto invece notiamo delle eccezioni con variazioni di lettere che da \u00ab\u00e8\u00bb si trasformano in \u00aba\u00bb, e da \u00abo\u00bb in \u00abu\u00bb; inoltre, molte volte nella pronuncia, spostandosi l\u2019accento tonico da una vocale all\u2019altra, la prima vocale che perde l\u2019accento, diventa muta:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p>Il presente indicativo del verbo \u00ab <em>ba\u015b\u00e8<\/em> \u00bb\u00e8 <em>m\u00e9 b\u00e8\u015b<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019imperfetto invece <em>m\u00e9 ba\u015b\u00e8va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il presente indicativo del verbo \u00ab \u015b<em>murs\u00e8 <\/em>\u00bb \u00e8 <em>m\u00e9 \u015bm\u00f4rs<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019imperfetto invece <em>m\u00e9 \u015bmurs\u00e8va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il presente indicativo del verbo\u00ab v\u00e8d \u00bb \u00e8 <em>me v\u00e8d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019imperfetto indicativo \u00e8 <em>me v\u2019d\u00ecva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella prina coniugazione la desinenza italiana in \u00ab are \u00bb, in bobbiese diventa \u00ab \u00e9 \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella seconda coniugazione la desinenza italiana in \u00ab ere \u00bb, in bobbiese cade e nel tempo passato del modo infinito \u00e8 rimasto solo il \u00ab tema \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella terza coniugazione con desinenza in \u00ab ire \u00bb in bobbiese diventa \u00ab \u00ec \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le desinenze della I coniugazione sono:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Singolare Plurale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>1 2 3 1 2 3<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Presente indicativo: <em>a uma \u00ec a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto indicativo: <em>\u00e8va \u00e8v \u00e8va \u00e8vma \u00e8v-va \u00e8va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Futuro anteriore: <em>ar\u00f4 ar\u00e9 ar\u00e0 ar\u00f9ma ar\u00ec ar\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Condizionale presente: <em>ar\u00ecsa ar\u00ecs ar\u00ecsa ar\u00ecsma ar\u00ecsta ar\u00ecsa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo presente: <em>a &#8211; a uma \u00ec a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo imperfetto:<em>isa is isa isma isva isa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le desinenze della II coniugazione sono:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Singolare Plurale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>1 2 3 1 2 3<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Presente indicativo: <em>&#8211; &#8211; a uma \u00ec a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto indicativo: <em>\u00ecva \u00ecv \u00ecva \u00ecvma \u00ecv-va \u00ecva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Futuro anteriore: <em>ar\u00f4 ar\u00e9 ar\u00e0 ar\u00f9ma ar\u00ec ar\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Condizionale presente: <em>ar\u00ecsa ar\u00ecs ar\u00ecsa ar\u00ecsma ar\u00ecsta ar\u00ecsa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo presente: <em>a &#8211; a uma \u00ec a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo imperfetto: <em>isa is isa isma isva isa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le desinenze della III coniugazione sono:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Singolare Plurale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>1 2 3 1 2 3<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Presente indicativo: <em>\u00ecs \u00ecs \u00ecsa \u00f9ma \u00ec \u00ecsa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto indicativo: <em>\u00ecva \u00ecv \u00ecva \u00ecvma \u00ecv-va \u00ecva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Futuro anteriore: <em>ir\u00f4 ir\u00e9 ir\u00e0 ir\u00f9ma ir\u00ec ir\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Condizionale presente: <em>ir\u00ecsa ir\u00ecs ir\u00ecsa ir\u00ecsma ir\u00ecsva ir\u00ecsa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo presente: <em>isa is isa uma \u00ec isa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo imperfetto <em>isisa isis isisa isisma isisva isisa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il congiuntivo imperfetto, nelle terza coniugazione, non esiste per la maggioranza dei verbi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Indicativo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indicativo \u00e8 il modo della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo presente<\/p>\n\n\n\n<p>Indica: l\u2019azione del verbo nel momento in cui si parla:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ad\u00e8s a scr\u00ecv <\/em>(ora scrivo)<\/p>\n\n\n\n<p>ma anche uno svolgersi virtuale:<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 \u015biu u scr\u00ecva o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00ecbar <\/em>(mio zio scrive un libro)<\/p>\n\n\n\n<p>o il ripetersi periodico, un\u2019azione abituale:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mario u g\u00ecra t\u00fct ar d\u00e9 <\/em>(Mario gironzola tutto il giorno)<\/p>\n\n\n\n<p>ma pu\u00f2 indicare persino il futuro:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dm\u00e0n v\u00e8gn a R\u00f9ma <\/em>(domani vengo a Roma)<\/p>\n\n\n\n<p>o il passato ( specialmente nei racconti ) sostituendo anche il passato remoto:<\/p>\n\n\n\n<p><em>E d\u00f2p l\u00fc <\/em><em><u>um<\/u><\/em><em> d\u00ec\u015ba\u2026<\/em>(e poi lui mi dice&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p>o una citazione o un detto:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ar Sign\u00f9r u na d\u00ec\u015ba ad vur\u00e8isa b\u00e8n <\/em>(il Signore ci dice di volersi bene)<\/p>\n\n\n\n<p>o esprimere un comando o un desiderio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ad\u00e8s at t\u00e8\u015b e at ma st\u00e9 a sent\u00ec<\/em> (adesso taci e mi ascolti)<\/p>\n\n\n\n<p>ma anche<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ad\u00e8s at t\u00e8\u015b e at ma d\u00e9 da tr\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel dialetto per esprimere un\u2019azione che si svolge mentre si parla si pu\u00f2 anche usare la locuzione \u00abi\u00e8s adr\u00e9\u00bb (forma progressiva):<\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u00f4\u015b f\u00e9t? S\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> dr\u00e9r&#8217; a scr\u00ecv!<\/em> (Cosa fai? Sto scrivendo!)<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Imperfetto<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019imperfetto indica un\u2019azione del passato ed esprime:<\/p>\n\n\n\n<p>a ) Lo svolgersi di un\u2019azione del passato, il perdurare di essa messa a confronto con un\u2019altra. In questo caso si pu\u00f2 anche usare la forma progressiva con la locuzione \u00ab i\u00e8s adr\u00e9 \u00bb, naturalmente con il verbo all&#8217;imperfetto:<\/p>\n\n\n\n<p><em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ch\u2019a l\u2019g\u00ecva, Mario u sun\u00e8va u vi\u00fcl\u00ecn <\/em>(intanto che io leggevo, Mario suonava il violino)<\/p>\n\n\n\n<p>come si vede anche l\u2019azione confrontata viene espressa all\u2019imperfetto se si vuole indicarne la durata.<\/p>\n\n\n\n<p>b ) Serve in un racconto a descrivere un\u2019azione, un modo, una situazione che accompagna l\u2019azione principale:<\/p>\n\n\n\n<p><em>A piuv\u00ecva e n\u00fcn as suma t\u00fct bagn\u00e8 <\/em>(pioveva e noi ci siamo bagnati molto)<\/p>\n\n\n\n<p>c ) Serve ad esprimere l&#8217;abitudine nel passato:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Me a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8va a te\u00e0tar t\u00fcti i d\u00e9<\/em> (andavo tutti i giorni a teatro)<\/p>\n\n\n\n<p><em>I me v\u00e8c i f\u00fcm\u00e8va cme d\u2019i t\u00fcrch <\/em>(i miei vecchi fumavano come turchi)<\/p>\n\n\n\n<p>d ) Serve anche ad esprimere:<\/p>\n\n\n\n<p>1 ) Il condizionale passato: <em>At pud\u00ecv \u00e0nca scr\u00ecvma ona cartul\u00e9na !<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>T\u2019avr\u00ecs pud\u00ecd scr\u00ecvma ona cartul\u00e9na!.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2 ) Il congiuntivo trapassato: <em>Se at ma d\u00e8v da tr\u00e8!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se at m\u2019av\u00ecs d\u00e0t da tr\u00e8!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>e ) In casi limitati esprime anche una domanda o un desiderio: <em>Vur\u00ecva o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> t\u00f2ch ad p\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>f ) O a sostituire il passato remoto: <em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ar 1810 mur\u00ecva Napule\u00f2n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Passato prossimo<\/p>\n\n\n\n<p>Formato dai verbi ausiliari \u00ab<strong> i\u00e8s \u00bb<\/strong> o \u00ab<strong> av\u00e8i \u00bb<\/strong> nel dialetto oltre a servire un\u2019azione che si \u00e8 svolta di recente, viene utilizzato per indicare anche il \u00ab<strong>passato remoto<\/strong>\u00bb in quanto questo manca nel dialetto bobbiese.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019\u00e8 m\u00f3rt v\u00e9nt\u2019\u00e0n f\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mor\u00ec vent&#8217;anni fa<\/p>\n\n\n\n<p><em>S.Culo<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>b\u00e0n l\u2019\u00e8 m\u00f3rt a B\u00f2bi i 23 ad nuv\u00e9<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>bar d\u2019ar 615<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S.Colombano \u00e8 morto a Bobbio il 23 novembre 615<\/p>\n\n\n\n<p>Il Futuro semplice<\/p>\n\n\n\n<p>a ) Indica un\u2019azione che si svolger\u00e0 nel futuro:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dm\u00e0n p\u00e0sa a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dr\u00f4 a Mil\u00e0n <\/em>(domani l\u2019altro andr\u00f2 a Milano)<\/p>\n\n\n\n<p>b ) Ma anche un\u2019ordine o un comando dato con una certa forza:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ad\u00e8s at gnir\u00e9 s\u00fcbit da m\u00e9, ads\u00e9 t\u2019e<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>parar\u00e9!<\/em> (adesso verrai subito da me, cos\u00ec imparerai!)<\/p>\n\n\n\n<p>c ) Pu\u00f2 anche esprimere una supposizione o una concessione:<\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u00f9l ch\u2019at d\u00ec\u015b u sar\u00e0 \u00e0nca v\u00e8ira, ma m\u00e9 an ta cr\u00e8d m\u00eca!<\/em> (quello che dici sar\u00e0 anche vero, ma io non ti credo!)<\/p>\n\n\n\n<p>Osservazione<\/p>\n\n\n\n<p>1 ) Il presente, come abbiamo gi\u00e0 detto, viene utilizzato anche quando esprime il futuro:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dm\u00e0n a v\u00e8gn a truv\u00e8t <\/em>( domani verr\u00f2 a farti visita)<\/p>\n\n\n\n<p>2 ) La locuzione \u00ab<em> i\u00e8s l\u00e9 l\u00e9 par<\/em><strong> \u00bb <\/strong>indica l\u2019incombere di un\u2019azione (stare per) o l\u2019intenzione di compierla immediatamente, ma questa locuzione viene utilizzata anche per esprimere anche l\u2019imminenza di un\u2019azione nel passato:<\/p>\n\n\n\n<p><em>S\u2019\u00e9ra l\u00e9 l\u00e9 par vu\u015b\u00e8t!<\/em> (sono stato sul punto di sgridarti)<\/p>\n\n\n\n<p>Il Trapassato prossimo<\/p>\n\n\n\n<p>Questo tempo usato con gli ausiliari \u00ab<strong> i\u00e8s \u00bb <\/strong>o \u00ab <strong>av\u00e8i \u00bb <\/strong>uniti al participio del verbo in questione, esprime un\u2019azione che si \u00e8 svolta prima di un&#8217;altra, pure passata.<\/p>\n\n\n\n<p>In dialetto viene usato anche in sostituzione del trapassato remoto che in dialetto non esiste.<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 s\u00e9ra ap\u00e9na part\u00ecd, qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d ha tach\u00e8 a pi\u00f6v<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ero appena partito, quando comici\u00f2 a piovere<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8vma ap\u00e9na m\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g\u00e8 qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d l\u2019\u00e8 riv\u00e8 Lis\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>dar<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo appena mangiato, quando arriv\u00f2 Sandro<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Futuro anteriore<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un tempo composto dal futuro semplice del verbo ausiliare<strong> \u00ab i\u00e8s \u00bb <\/strong>o \u00ab <strong>av\u00e8i \u00bb<\/strong> e dal participio del verbo interessato :<\/p>\n\n\n\n<p>1) Esprime un\u2019azione che avverr\u00e0 nel futuro prima che ne avvenga un&#8217;altra sempre futura:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d a partir\u00f9ma, l\u00e9 l\u00fc u sar\u00e0 \u015bam\u00f2 riv\u00e8 <\/em>(quando partiremo, egli sar\u00e0 gi\u00e0 arrivato)<\/p>\n\n\n\n<p>oppure presuppone la conclusione futura di un\u2019azione:<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> dr\u00e9ra a l\u00e8g o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00ecbar, m\u00e9 p\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s che a tr\u00ec b\u00f2t l\u2019avr\u00f4 fin\u00ecd <\/em>(sto leggendo un libro. penso che lo terminer\u00f2 alle tre)<\/p>\n\n\n\n<p>2) Esprime anche una supposizione o una valutazione con riferimento ad un\u2019azione che sarebbe dovuta avvenire nel passato<\/p>\n\n\n\n<p><em>A gh\u2019l\u2019h\u00f4 b\u00e8n d\u00ect, ma an s\u00f4 m\u00eca c\u00f4\u015ba l\u2019avr\u00e0 cap\u00ecd .<\/em>(Glielo ho ben detto, ma non so cosa avr\u00e0 capito)<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Congiuntivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il congiuntivo \u00e8 il modo che esprime il dubbio, il desiderio, l\u2019esortazione desiderata o supposta di un\u2019azione.<\/p>\n\n\n\n<p>Al congiuntivo pu\u00f2 trovarsi sia il verbo di una proposizione principale sia quello di una proposizione dipendente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle proposizioni principali pu\u00f2 esprimere:<\/p>\n\n\n\n<p>1) Un desiderio,e il tempo in questo caso \u00e8 solitamente il presente:<\/p>\n\n\n\n<p><em>V\u00ecva B\u00f2bi! <\/em>(Evviva Bobbio!)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ch\u00e9 l\u00fc u p\u00f4sa i\u00e8s co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t!<\/em> (Che possa essere contento!)<\/p>\n\n\n\n<p>Se il desiderio \u00e8 irrealizzabile o difficile da realizzarsi si usa il congiuntivo imperfetto:<\/p>\n\n\n\n<p><em>S\u2019u f\u00ecsa ch\u00e9 l\u00fc! <\/em>(se fosse qui lui!)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Pasi\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa, f\u00ecsal alm\u00e9nu gn\u00ecd da par l\u00fc! <\/em>(Pazienza, fosse almeno arrivato da solo!)<\/p>\n\n\n\n<p>2) Un dubbio, circa la possibilit\u00e0 che un\u2019azione avvenga:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ch\u2019a gh\u2019 s\u00eca capit\u00e8 ona disgrasia?<\/em>(Che gli sia capitata una disgrazia?)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ch\u2019u gh\u2019\u00e0b\u00eca av\u00ecd pa\u00fcra?<\/em> (che abbia avuto paura?)<\/p>\n\n\n\n<p>3) Un\u2019esortazione, se viene espresso in forma energica il congiuntivo presta la sua forma all\u2019imperativo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ch\u2019u d\u00ec\u015ba ra vrit\u00e8!<\/em> (Che dica la verit\u00e0 )<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle proposizioni dipendenti il congiuntivo viene pi\u00f9 frequentemente usato nelle proposizioni secondarie di vario tipo:<\/p>\n\n\n\n<p>1) Nelle proposizioni soggettive collegate alla principale mediante la congiunzione \u00ab che \u00bb, dopo verbi impersonali o locuzioni verbali che esprimono \u00ab <strong>opinione \u00bb<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019\u00e8 m\u00e8i ch\u2019u p\u00eca ona d\u00f2na<\/em> (\u00c8 meglio che prenda moglie)<\/p>\n\n\n\n<p><em>B\u015b\u00f6gna ch\u2019u v\u00e8gna ch\u00e9 s\u00fcbit <\/em>(Bisogna che venga subito)<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si esprime un concetto non riferito a persone determinate si pu\u00f2 anche usare l\u2019infinito:<\/p>\n\n\n\n<p><em>B\u015b\u00f6gna a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 <\/em>(Occorre andare)<\/p>\n\n\n\n<p>2) Nelle proposizioni soggettive ed oggettive dopo verbi o locuzione verbali che esprimono \u00ab<strong>timore, gioia o simili sentimenti\u00bb<\/strong> la proposizione dipendente \u00e8 introdotta da \u00ab che \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gh\u2019h\u00f4 pag\u00fcra ch\u2019un s\u00eca m\u00eca riv\u00e8 <\/em>(Temo che non sia arrivato)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Am dispi\u00e8\u015ba ch\u2019u s\u00eca part\u00ecd. <\/em>(Mi dispiace che sia partito)<\/p>\n\n\n\n<p><em>S\u00f9ma co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ch\u2019u s\u00eca riv\u00e8 <\/em>(Siamo contenti che sia arrivato)<\/p>\n\n\n\n<p>Se la principale e la secondaria hanno lo stesso soggetto, il verbo della proposizione secondaria va all&#8217;infinito:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gh\u2019h\u00f4 pa\u00fcra d\u2019av\u00e8i f\u00e0t ona br\u00fcta fig\u00fcra <\/em>(Temo di aver fatto una brutta figura)<\/p>\n\n\n\n<p><em>S\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t da part\u00ec <\/em>(Sono contento di partire)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Am dispi\u00e8\u015ba d\u00ect\u014dl <\/em>(Mi spiace dirtelo)<\/p>\n\n\n\n<p>3) Nelle proposizione oggettive dopo verbi o locuzioni verbali che esprimono <strong>volont\u00e0, desiderio, speranza<\/strong>, esse sono congiunte alle principali con la congiunzione \u00ab che \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>A v\u00f6i ch\u2019u v\u00e8gna c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00e9<\/em> (Voglio che venga con me)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vur\u00f9ma ch\u2019at v\u00e8gn a c\u00e0 <\/em>(Vogliamo che tu venga a casa)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sp\u00e9r ch\u2019at ma p\u00e8gh <\/em>(Spero che tu mi paghi)<\/p>\n\n\n\n<p>Se la principale e la dipendente hanno lo stesso soggetto, il verbo di quest\u2019ultima va all&#8217;infinito:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vur\u00f9ma gn\u00ec c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> t\u00e9 <\/em>(Vogliamo venire con te)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vur\u00ecsa b\u00e8n sav\u00e8i <\/em>(Vorrei ben sapere)<\/p>\n\n\n\n<p><em>T\u2019a\u00f9gur da guar\u00ec <\/em>(T\u2019auguro di guarire)<\/p>\n\n\n\n<p>4) Nelle proposizioni oggettive dopo verbi o locuzioni verbali esprimenti <strong>supposizione, dubbio, sospetto <\/strong>come <em>cr\u00e8d, pe<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8, d\u00fcbit\u00e8, i\u00e8s d\u2019ac\u00f4rdi, as d\u00ec\u015ba, ecc.<\/em>, queste proposizioni sono collegate con la principale mediante la congiunzione \u00ab che \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><em>P\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s ch\u2019u na st\u00e0gha m\u00eca b\u00e8n<\/em> (Penso che non stia bene)<\/p>\n\n\n\n<p><em>As d\u00ec\u015ba ch\u2019u s\u00eca pr\u00f2pi br\u00e8v <\/em>(Si dice che sia proprio bravo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>An s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00eca sic\u00fcr ch\u2019l\u2019ab\u00eca pagh\u00e8 <\/em>(Non sono sicuro che abbia pagato)<\/p>\n\n\n\n<p><em>S\u00f9ma d\u2019ac\u00f4rdi ch\u2019u v\u00e8gna a c\u00e0 m\u00eca <\/em>(Siamo d\u2019accordo che venga a casa mia)<\/p>\n\n\n\n<p><em>A p\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s che se u gh\u2019av\u00ecsa av\u00ecd ra mach\u00ecna, sar\u00ecsa st\u00e0t t\u00fct div\u00e8rs <\/em>(Penso che se avesse avuto la macchina, sarebbe stato tutto diverso)<\/p>\n\n\n\n<p>Se la principale e la dipendente hanno lo stesso soggetto, il verbo della proposizione dipendente va usato all&#8217;infinito con la preposizione \u00ab da \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>P\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s da gn\u00ec dm\u00e0n<\/em> (Penso di venire domani)<\/p>\n\n\n\n<p><em>An s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00eca sic\u00fcr da pud\u00e8i pagh\u00e8 <\/em>(Non sono sicuro di poter pagare)<\/p>\n\n\n\n<p><em>U d\u00ec\u015ba da i\u00e8s mal\u00e8<\/em> (Dice di essere ammalato)<\/p>\n\n\n\n<p>Osservazione: Quando l\u2019azione della dipendente \u00e8 futura rispetto a quella principale, il dialetto usa frequentemente l\u2019indicativo futuro invece del congiuntivo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gh\u2019h\u00f4 pa\u00fcra ch\u2019u gnir\u00e0 <\/em>(Temo che venga)<\/p>\n\n\n\n<p><em>P\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s ch\u2019u gnir\u00e0 dm\u00e0n <\/em>(Penso che venga domani)<\/p>\n\n\n\n<p><em>An cr\u00e8d m\u00eca ch\u2019u scrivr\u00e0 <\/em>(Non credo che scriva)<\/p>\n\n\n\n<p>5) Nelle proposizioni oggettive dipendenti da un qualsiasi verbo quando precedono la proposizione principale:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ch\u2019u s\u00eca br\u00e8v, u vedr\u00f9ma <\/em>(Che sia bravo, lo vedremo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ch\u2019a s\u00eca ona f\u00fcrba, u s\u00e8va \u00e0nca m\u00e9 <\/em>(che sia furba, lo sapevo anch\u2019io)<\/p>\n\n\n\n<p>6) Nelle proposizioni finaliintrodotto dalla congiunzione \u00ab <em>parch\u00e8 <\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>A gh\u2019h\u00f4 d\u00e0t di s\u00f4d parch\u00e8 u s\u2019 cro<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>p\u00ecsa ona b\u00e8la m\u00e0ia <\/em>(Gli ho dato dei soldi perch\u00e8 si comprasse una bella maglia)<\/p>\n\n\n\n<p>7) Nelle proposizioni concessive introdotto dalla congiunzione \u00ab <em>\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ca s\u00e9 <\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c0nca s\u00e9 u m\u2019ha parl\u00e8 adr\u00e9ra, l\u2019h\u00f4 pardun\u00e8 <\/em>(Anche se ha sparlato di me, l\u2019ho perdonato)<\/p>\n\n\n\n<p>8) Nelle proposizioni condizionali introdotte dalle congiunzioni \u00ab<em>a p\u00e0t ch\u00e9<\/em><strong>\u00bb <\/strong>e \u00ab<em>s\u00e9<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>par ch\u00e9<\/em><strong>\u00bb<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>U cr\u00f2<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>p a p\u00e0t ch\u00e9 at ma f\u00e0gh o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> sc\u00f6<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t <\/em>(Lo compro a patto che tu mi faccia uno sconto)<\/p>\n\n\n\n<p><em>A gnir\u00f4 s\u00e9<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>par ch\u2019an pi\u00f6va <\/em>(Verr\u00f2, sempre che non piova)<\/p>\n\n\n\n<p>9) Nelle proposizioni temporaliintrodotte da\u00ab<em> pr\u00ecma ch\u00e9 <\/em>\u00bb, \u00ab <em>d\u00f2p ch\u00e9 <\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Pr\u00ecma ch\u2019u v\u00e8gna, a gh\u2019h\u00f4 da parl\u00e8t<\/em> (Prima che venga, ti devo parlare)<\/p>\n\n\n\n<p><em>D\u00f2p ch\u00e9 l\u2019\u00e8 gn\u00ecd, u s\u2019\u00e8 f\u00e0t e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>vid\u00e8 <\/em>(Dopo essere arrivato, si \u00e8 fatto invitare)<\/p>\n\n\n\n<p>Se la proposizione principale ha lo stesso soggetto della secondaria, si usa l&#8217;<strong>infinito <\/strong>preceduto da \u00ab<em> pr\u00ecma da<\/em> \u00bbe\u00ab<em> d\u00f2p da <\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Pr\u00ecma da<\/em><em>gn\u00ec, ta scrivar\u00f4 <\/em>(Prima di venire, ti scriver\u00f2)<\/p>\n\n\n\n<p><em>D\u00f2p d\u2019av\u00e8ita scr\u00ect, am s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> pe<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00ecd <\/em>(Dopo averti scritto, mi sono pentito)<\/p>\n\n\n\n<p>10) Nelle proposizioni modali introdotto da\u00ab<em> s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa ch\u00e9 <\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>U gnir\u00e0 s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa ch\u2019u ci\u00e0ma <\/em>(Verr\u00e0 senza che lo chiami)<\/p>\n\n\n\n<p>11) Nelle proposizioni relative introdotto da\u00ab<em> quals\u00ecasi<\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Par quals\u00ecasi pars\u00f2na ch\u2019a v\u00e8gna, d\u00ecgh ch\u2019an gha s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00eca <\/em>(Qualsiasi persona venga, dille che non ci sono)<\/p>\n\n\n\n<p>12) Nelle proposizioni interrogative introdotto da \u00ab<em> se<\/em> \u00bb, \u00ab <em>parch\u00e8 <\/em>\u00bb, \u00ab<em>cm\u00e9<\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>A n\u2019u s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00eca se l\u2019\u00e8 st\u00e0t a c\u00e0 <\/em>(Non so se \u00e8 stato a casa)<\/p>\n\n\n\n<p><em>A n\u2019u s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00eca parch\u00e8 u s\u00eca gn\u00ecd ad\u00e8s<\/em> (Non so perch\u00e8 sia venuto ora)<\/p>\n\n\n\n<p><em>At gh\u2019\u00e9 da d\u00ecm cm\u2019 u f\u00e0 ad \u00e8s s\u00e9<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>par ads\u00e9 tra<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>qu\u00ecl <\/em>(Devi dirmi come fa ad essere sempre cos\u00ec tranquillo)<\/p>\n\n\n\n<p>13) Nelle proposizioni consecutive introdotto dalla congiunzione \u00ab <em>parch\u00e8<\/em> \u00bb in correlazione con l\u2019avverbio \u00ab <em>tr\u00f2p<\/em> \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>U gh\u2019ha tr\u00f2p da f\u00e8 parch\u00e8 u p\u00f6sa<\/em><em>gn\u00ec <\/em>(Ha troppo da fare, perch\u00e8 possa venire)<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019\u00e8 tr\u00f2p s\u00f9rd parch\u00e8 u p\u00f6sa s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tat <\/em>(\u00c8 troppo sordo, perch\u00e8 possa sentirti)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il condizionale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esprime un\u2019azione che solitamente dipende dall\u2019avverarsi di una condizione. Oggi \u00e8 un modo usato frequentemente come formula di cortesia, per rendere meno decisa un\u2019affermazione. Spesso si inizia l\u2019esposizione con: <em>vur\u00ecsa d\u00ec&#8230;<\/em> oppure <em>dir\u00ecsa che..<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il condizionale pu\u00f2 trovarsi sia in una proposizione principale sia in una secondaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle proposizioni principali pu\u00f2 esprimere:<\/p>\n\n\n\n<p>1) Un desiderio o una proposta con tono di gentilezza :<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 vur\u00ecsa m\u00e8\u015b d\u2019u t\u00f2 sal\u00e0m <\/em>(Vorrei mezzo del tuo salame)<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 am pi\u0119\u015bar\u00ecsa parl\u00e8gh a qu\u00e0tr\u2019\u00f6c <\/em>(Mi piacerebbe parlargli a quattr\u2019occhi)<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 avr\u00ecsa fin\u00ecd, e t\u00e9? <\/em>(Io avrei finito e tu?)<\/p>\n\n\n\n<p><em>A gh\u2019avr\u00ecsa av\u00ecd ona v\u00f6ia! <\/em>(Avrei avuto un desiderio!)<\/p>\n\n\n\n<p>2) Un\u2019asserzione di dubbio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 an dir\u00ecsa m\u00eca ch\u2019u gh\u2019\u00e0bia ra\u015b\u00f2n<\/em> (Io non direi che abbia ragione)<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 vur\u00ecsa pr\u00f2pi v\u00e8d se l\u2019\u00e8 ads\u00e9 <\/em>(Vorrei proprio vedere se \u00e8 cos\u00ec)<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la proposizione principale usa un verbo al \u00abcondizionale presente\u00bb e la proposizione secondaria esprime un\u2019azione contemporanea o posteriore alla principale, la secondaria usa un verbo al \u00abcongiuntivo imperfetto\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u00fc u vur\u00ecsa ch\u2019at lavur\u00ecs p\u00fcs\u00e8 <\/em>(Egli vorrebbe che tu lavorassi di pi\u00f9)<\/p>\n\n\n\n<p>quando invece la proposizione secondaria esprime un\u2019azione anteriore a quella della proposizione principale, allora usa un verbo al \u00abcongiuntivo trapassato\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u00fc u vur\u00ecsa ch\u2019a t\u2019av\u00ecs lavur\u00e8 p\u00fcs\u00e8 <\/em>(Egli avrebbe voluto che tu avessi lavorato di pi\u00f9)<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la proposizione principale usa un verbo al \u00abcondizionale passato\u00bb e la secondaria esprime un\u2019azione contemporanea o posteriore a quella della principale allora la secondaria usa un verbo al \u00abcongiuntivo imperfetto\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u00fc l\u2019avr\u00ecsa vur\u00ecd ch\u2019at lavur\u00ecs p\u00fcs\u00e8 <\/em>(Egli avrebbe voluto che tu lavorassi di pi\u00f9)<\/p>\n\n\n\n<p>quando la secondaria esprime invece un\u2019azione anteriore a quella della principale usa allora il \u00abcongiuntivo trapassato\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u00fc l\u2019avr\u00ecsa vur\u00ecd ch\u2019a t\u2019av\u00ecs lavur\u00e8 p\u00fcs\u00e8 <\/em>(Egli avrebbe voluto che tu avessi lavorato di pi\u00f9)<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle proposizioni dipendenti:<\/p>\n\n\n\n<p>1) Nel discorso indiretto quando l&#8217;azione espressa dalla proposizione dipendente \u00e8 posteriore a quella espressa dal verbo principale e questo si trovi in un tempo passato, il verbo reggente sar\u00e0 un verbo come \u00ab <em>d\u00ec<\/em> \u00bb, \u00ab<em>pe<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8<\/em> \u00bb, \u00ab <em>cr\u00e8d<\/em> \u00bb, ecc. che esprimono un&#8217;opinione o un&#8217;affermazione :<\/p>\n\n\n\n<p><em>U m\u2019ha d\u00ect ch\u2019u sar\u00ecsa gn\u00ecd s\u00fcbit<\/em> (Mi ha detto che sarebbe venuto subito)<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 pe<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8va ch\u2019u sar\u00ecsa part\u00ecd dm\u00e0n <\/em>(Io pensavo che sarebbe partito domani)<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dialetto si usa al posto del condizionale passato anche l\u2019imperfetto indicativo o anche il congiuntivo imperfetto:<\/p>\n\n\n\n<p><em>U m\u2019ha d\u00ect ch\u2019u part\u00ecva s\u00fcbit <\/em>(Mi ha detto che partiva subito)<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 pe<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8va ch\u2019u part\u00ecsa dm\u00e0n <\/em>(Io pensavo che egli partisse domani)<\/p>\n\n\n\n<p>2) Nel discorso indiretto se il verbo della proposizione principale si trova al presente e quello della secondaria esprime un\u2019azione con una condizione solitamente sottintesa:<\/p>\n\n\n\n<p><em>A cr\u00e8d ch\u2019u sar\u00ecsa co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em>! sottinteso<em> s\u2019ul sav\u00ecsa. <\/em>(Se sapesse,credo che sarebbe contento)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Gerundio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna osservare che l\u2019uso del gerundio nel dialetto bobbiese \u00e8 molto meno frequente che in italiano. Nel dialetto ad una proposizione col verbo al gerundio se ne preferisce una col verbo finito (indicativo o congiuntivo) o con altre costruzioni:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Piovendo star\u00f2 a casa: <em>Se piuvar\u00e0 m\u00e9 star\u00f4 a c\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Andando a casa \u00e8 caduto:<em> E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t che l\u2019a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8va a c\u00e0, l\u2019\u2019\u00e8 casch\u00e8<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gerundio, se vogliamo, corrisponde alle seguenti proposizioni :<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Condizionali, nelle quali il gerundio pu\u00f2 essere sostituito dalla congiunzione \u00ab se \u00bb seguita dal verbo in un modo finito o dalla preposizione \u00ab a \u00bb seguita dall\u2019infinito :<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Piovendo staremo a casa : <em>Se pi\u00fcvar\u00e0 n\u00fcn star\u00f9ma a c\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Pensandoci bene mi ricordo : <em>A pens\u00e8gh b\u00e8n, am ric\u00f4rd<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> Causali<strong>, <\/strong>solitamente col gerundio passato, facilmente sostituibile con congiunzioni causali,<em> parch\u00e8, sic\u00f9ma, par v\u00eca, v\u00ecst ch\u00e9<\/em><strong>, <\/strong>e il verbo al trapassato prossimo:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Essendo arrivato troppo tardi, non l\u2019ho visto<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>sic\u00f9ma s\u00e9ra riv\u00e8 tr\u00f2p t\u00e8rdi, an l\u2019h\u00f4 m\u00eca v\u00ecst .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> Concessive,facilmente sostituibile da un verbo in modo finito preceduto da una congiunzione concessiva (<em>par qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t, c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> t\u00fct ch\u00e9, anca s\u00e9<\/em>),ecc<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Anche essendo povero \u00e8 contento<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>C\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> t\u00fct ch\u00e9 l\u2019\u00e8 p\u00f4var l\u2019\u00e8 co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t l\u2019ist\u00e8s.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Temporali,sostituibile da un modo finito introdotto da una congiunzione temporale <em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d, e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ch\u00e9, ap\u00e9na, pr\u00ecma ch\u00e9, da qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d,<\/em> ecc<em>.<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Andando a casa ho visto Gigi<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ch\u2019a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8va a c\u00e0 h\u00f4 v\u00ecst Gigi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong>Modali,sostituibile dall&#8217;infinito preceduto dalla preposizione \u00ab a \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u2019\u00e8 coricata sul letto per traverso piangendo<\/p>\n\n\n\n<p>-: <em>A s\u2019\u00e8 crugh\u00e8 \u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s u l\u00e8t par trav\u00e8rs a pi\u00e0n\u015b.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019imperativo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il modo imperativo esprime <strong>un<\/strong> <strong>comando, una richiesta, una preghiera, un consiglio, una minaccia, ecc.<\/strong> e solitamente il significato dipende dal tono della voce e dal contesto della frase.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella coniugazione dell\u2019imperativo, nel dialetto esiste solamente una forma di <strong>imperativo presente<\/strong> che per quanto riguarda la II persona singolare, la I persona e II persona plurale viene espresso con l\u2019uso <strong>dell&#8217;indicativo presente<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>P\u00e9rla!<\/em>(Parla!)<strong>&#8211;<\/strong><em> Parl\u00f9ma!<\/em> (Parliamo!)<em> &#8211; Parl\u00ec!<\/em> (Parlate!).<\/p>\n\n\n\n<p>per quanto riguarda invece la III persona singolare e plurale viene usato il <strong>congiuntivo presente <\/strong>preceduto dalla congiunzione <strong>che <\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ch\u2019u p\u00e9rla ci\u00e8r!<\/em> (Parli chiaro!)<em> \u2013 Ch\u2019i p\u00e9rla ci\u00e8r! <\/em>(Che parlino chiaro!)<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>per dare pi\u00f9 forza al comando nel dialetto, unito al participio passato, vengono usati e coniugati dei verbi ausiliari. come ad esempio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>duv\u00e8i <\/em>(dovere)<em>, m\u00e8t <\/em>(mettere), <em>tach\u00e8 <\/em>(incominciare)<em>, vard\u00e8 <\/em>(guardare)<\/p>\n\n\n\n<p>Nel imperativo molto importante \u00e8 il tono di voce che deve essere di comando.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Infinito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il modo infinito esprime diverse funzioni :<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come sostantivo <\/strong>e pu\u00f2 quindi essere preceduto dall\u2019articolo, dal dimostrativo o dal possessivo. Pu\u00f2 anche essere accompagnato da aggettivi, e pu\u00f2 essere anche usato come soggetto o come complemento di ogni tipo :<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; L\u2019\u00e8 pr\u00f2pi o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> ma<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g\u00e8 da si\u00f9r.<\/em>(\u00c8 proprio un mangiare da signori)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; U t\u00f2 parl\u00e8 l\u2019\u00e8 da l\u00f9ch. <\/em>(Il tuo parlare \u00e8 da poco furbo)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong><em> Ar parl\u00e8, ar ma<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g\u00e8, ar b\u00e8iv, ar durm\u00ec, <\/em>ecc., ma nel dialetto non tutti hanno un\u2019unica forma per l&#8217;infinito e per il sostantivo alcuni hanno due forme ben distinte: ad esempio<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Ar duv\u00e9r <\/em>l\u2019infinito \u00e8<em> duv\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> <em>Ar put\u00e9r <\/em>l\u2019infinito\u00e8<em> pud\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Ar pia\u015b\u00ec<\/em> l\u2019infinito \u00e8<em> pia\u015b\u00e8i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> <em>L\u2019\u00e8sar <\/em>l\u2019infinito \u00e8<em> i\u00e8s<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come verbo <\/strong>pu\u00f2 essere usato in proposizioni principali e dipendenti :<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In frasi interrogative<\/strong> per indicare una situazione di dubbio quasi si volesse un consiglio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Ra dum\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>da a l\u2019\u00e8: d\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>da pi\u00e8 i s\u00f4d?<\/em>(La domanda \u00e8: dove prendere i soldi?)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Parch\u00e8 a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 v\u00eca s\u00fcbit? <\/em>(Perch\u00e8 andare via subito?)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In frasi esclamative<\/strong>per indicare meraviglia, incredulit\u00e0 o scetticismo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; An s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> m\u00eca m\u00e0t, a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 f\u00f6ra c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u00e9! <\/em>(Non sono matto, uscire con lei!)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; U gh\u2019ha da vargugn\u00e8s, gn\u00ec a c\u00e0 ads\u00e9 ci\u00f9ch! <\/em>(Deve vergognarsi di venire a casa cos\u00ec ubriaco !)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In proposizioni disgiuntive<\/strong> per esprimere un dilemma ed attendere un risposta:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; St\u00e8 o a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8?<\/em> (Fermarsi o andare?)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em> Scap\u00e8 o ferm\u00e8s? <\/em>(Scappare o fermarsi?)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come infinito storico <\/strong>per rendere pi\u00f9 vivo il racconto di un\u2019azione passata ed \u00e8 normalmente preceduto da \u00ab <strong>a \u00bb<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; M\u00e9 s\u2019\u00e9ra dr\u00e9ra a ma<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g\u00e8, qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d l\u2019\u00e8 riv\u00e8 l\u00fc c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> Mario. <\/em>(Stavo mangiando, quando \u00e8 arrivato Mario con lui)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; M\u00e9 a d\u00ec a m\u00eca, l\u00fc a d\u00ec a sua: an fin\u00ecvma m\u00e8i da parl\u00e8. <\/em>(Io a dire la mia, lui la sua: non finivamo mai di parlare)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In alcune locuzioni<\/strong>che costituiscono gi\u00e0 delle frasi fatte:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E p\u00e8<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8 ch\u2019u gh\u2019\u00e8va \u015bam\u00f2 d\u00e0t t\u00fct! <\/em>(E pensare che gli aveva gi\u00e0 dato tutto!)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Fig\u00fcr\u00e8s se um d\u00e8va ra\u015bon! <\/em>(Figurarsi se mi dava ragione!)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In proposizioni dipendenti :<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uso pi\u00f9 frequente dell&#8217;infinito viene fatto nelle proposizioni secondarie .<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni soggettive: <\/strong>si chiama soggettiva la proposizione che funge da soggetto della proposizione da cui dipende, questa pu\u00f2 avere forma implicita con l&#8217;infinito preceduto o no dalla preposizione \u00ab d\u2019 \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; B\u015b\u00f6gna av\u00e8igha pag\u00fcra.<\/em>(Bisogna aver paura)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; B\u00e0sta pagh\u00e8! <\/em>(Basta pagare!)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; M\u00e9 am pia\u015biva av\u00e8igha di l\u00ecbar <\/em>(A me piaceva avere dei libri)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni oggettive <\/strong>si chiamano oggettive in quanto compiono l&#8217;ufficio di complemento oggetto della proposizione da cui dipendono. Pu\u00f2 avere anche forma implicita con l&#8217;infinito preceduto o no dalle preposizioni \u00ab a \u00bb, \u00ab di \u00bb, \u00ab da \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211;<\/em> senza preposizione: <em>A v\u00f6i gn\u00ec \u00e0nca m\u00e9. <\/em>(Voglio venire anch\u2019io)<\/p>\n\n\n\n<p><em>M\u00e9 v\u00f6i st\u00e8mna a c\u00e0. <\/em>(Io voglio stare a casa)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>con la preposizione a: <em>H\u00f4 e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>par\u00e8 a ta\u015b\u00e8i<\/em> (Ho imparato a tacere)<\/p>\n\n\n\n<p><em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>p\u00e8ra a scr\u00ecv! <\/em>(Impara a scrivere!)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211;<\/em> con la preposizione a:<em> S\u00e9rca ad f\u00e8 pr\u00e8st! <\/em>(Cerca di far presto!)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> con la preposizione da:<em> U m\u2019ha pagh\u00e8 da b\u00e8iv.<\/em>(Mi ha pagato da bere)<em> L\u2019ha truv\u00e8 da durm\u00ec <\/em>(Ha trovato dove dormire)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni interrogative indirette<\/strong>, queste contengono un\u2019interrogazione formulata in modo indiretto<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; An s\u00f4 m\u00eca d\u00f2<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>da a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Non so dove andare<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; An s\u00f4 m\u00eca se l\u2019\u00e8 gi\u00fast a p\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>s\u00e8gh s\u00e9<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>par<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Non so se \u00e8 giusto pensarci sempre<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; U sar\u00e0 Mario a ciam\u00e8m?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sar\u00e0 Mario a chiamarmi?<\/p>\n\n\n\n<p>dopo il verbo \u00ab essere \u00bbl\u2019infinito \u00e8 preceduto dalla preposizione \u00ab a \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni limitative<\/strong>, queste indicano una restrizione, una limitazione a ci\u00f2 che \u00e8 detto nella proposizione reggente. Con la forma esplicita si usa l\u2019infinito preceduto da: <em>qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t a, ar, da<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t a lavur\u00e8, u lavura<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Per quanto riguarda lavorare, lavora<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; B\u00e8iv u b\u00e8iva l\u2019\u00e8 ar mang\u00e8 ch\u2019u n\u2019p\u00f6 m\u00eca v\u00e8d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Per quanto bere, beve, \u00e8 il mangiare che non pu\u00f2 vedere<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> qu\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t a ra decisi\u00f2n da pi\u00e8, vidr\u00f4!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Quanto alla decisione da prendere, vedr\u00f2!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni condizionali<\/strong>, indicano la condizione dalla quale dipende che si realizzi ci\u00f2 che \u00e8 detto nella proposizione principale. Davanti al verbo all\u2019infinito si ha la preposizione \u00ab <strong>a \u00bb<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; A d\u00ec ra vrit\u00e8, n\u2019u cun\u00f9s m\u00eca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>A dir la verit\u00e0, non lo conosco)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; A s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u014dl l\u00fc u gh\u2019ha s\u00e9<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>par ra\u015bon<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; A sentire lui, ha sempre ragione<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni temporali <\/strong>, sono introdotte da \u00ab<em> e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ar <\/em>\u00bb \u00ab<em> pr\u00ecma da <\/em>\u00bb\u00ab<em> d\u00f2p <\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Pr\u00ecma da gn\u00ec, scriva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Prima di venire, scivimi<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; D\u00f2p av\u00e8i ma<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>g\u00e8, h\u00f4 durm\u00ecd t\u00fcta ra n\u00f6t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Dopo aver mangiato, ho dormito tutta la notte<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t ar gn\u00ec a c\u00e0, h\u00f4 v\u00ecst Cro<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>ban\u00ecn<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>-Mentre venivo a casa, ho visto Colombano<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni modali<\/strong>, indicano il modo nel quale viene fatta un\u2019azione; sono introdotte dalla preposizione \u00ab a\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; U p\u00e0sa ar t\u00e9<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>p a durm\u00ec<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Passa il tempo a dormire<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; A l\u2019\u00e8 e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t l\u2019\u00e0qua a n\u00fcd\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>\u00c8 nell\u2019acqua a nuotare<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni finali <\/strong>indicano il fine per cui viene fatta un\u2019azione espressa nella proposizione principale. Possono avere la forma implicita con l&#8217;infinito introdotto dalle preposizioni \u00abpar\u00bb, \u00aba\u00bb<strong>, <\/strong>\u00abda\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; At pr\u00e9gh da st\u00e8 ch\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ti prego di stare qui<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong><em> U v\u00e8gna par f\u00e8 d\u2019ar b\u00e8n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Viene per far del bene<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; U v\u00e0 a sc\u00f4la a l\u00e8g ar dial\u00e8t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Va a scuola a leggere il dialetto<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni consecutive<\/strong>, indicano la conseguenza di quanto \u00e8 detto nella proposizione principale. L\u2019infinito viene introdotto dalle preposizioni \u00abda \u00bb, \u00abd\u00bb, \u00abpar\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; L\u2019\u00e8 tr\u00f2p br\u00e8v par f\u00e8s vu\u015b\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>\u00c8 troppo bravo per farsi sgridare<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; L\u2019\u00e9ra ads\u00e9 str\u00e0ch da pud\u00e8i m\u00eca st\u00e8 e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> p\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>\u00c8ra tanto stanco da non potere stare in piedi<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; L\u2019\u00e9ra t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta str\u00e0ch da \u2018n pud\u00e8i p\u00f6 lavur\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; <\/em>Era tanto stanco da non poter pi\u00f9 lavorare<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni causali<\/strong>, indicano la causa, il motivo dell&#8217;azione espressa nella proposizione principale; L\u2019infinito viene preceduto dalle preposizioni \u00abpar\u00bb, \u00ab a \u00bb, \u00abd\u2019 \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; T\u2019he fat b\u00e8n a firm\u00e8. <\/em>(Hai fatto bene a firmare)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; L\u2019\u00e8 tr\u00f2p gr\u00e0s par bras\u00e8l s\u00f6. <\/em>(\u00c8 troppo grasso per abbracciarlo)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; A s\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t d\u2019av\u00e8ita ciam\u00e8. <\/em>(Sono contento di averti chiamato)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni concessive<\/strong>, indicano un fatto, una circostanza, un pensiero che si concede che si verifichi nonostante sia in contrasto con quanto \u00e8 detto nella proposizione principale. Si pu\u00f2 usare l\u2019infinito, nella forma implicita, retto da<strong> \u00ab<\/strong> par \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Par i\u00e8s o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> prufes\u00f9r u sa p\u00f4ch e gn\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t.<\/em> (Per essere un professore sa poco e niente)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Par av\u00e8igha ut\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u2019\u00e0n, l\u2019\u00e8 \u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cam\u00f2 b\u00e8n m\u00ecs. <\/em>(Per avere ottant&#8217;anni, \u00e8 ancora ben messo)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposizioni esclusive<\/strong>, in queste proposizioni l\u2019infinito \u00e8 introdotto dall\u2019avverbio \u00ab<em>s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa<\/em>\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; L\u2019\u00e8 a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e0t v\u00eca s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa pagh\u00e8. <\/em>(Se n\u2019\u00e8 andato senza pagare)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; L\u2019\u00e8 rest\u00e8 s\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>sa parl\u00e8 d\u2019ra pag\u00fcra. <\/em>(\u00c8 rimasto senza parlare dalla paura)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Osservazioni: <\/strong>con l\u2019infinito vengono usate anche altre locuzioni avverbiali seguite da \u00abda \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>v\u00e9ci da r\u00ecd, lav\u00f9ra! <\/em>(Invece di ridere, lavora!)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong> <em>E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>v\u00e9ci da a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8 a V\u00e8gn va a S. Maria. <\/em>(Invece di andare a Vegni, va a S.Maria)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Participio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il participio possiede due tempi: <strong>presente<\/strong> e <strong>passato<\/strong><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo serve a coniugare assieme all&#8217;ausiliare il verbo nei suoi tempi composti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il participio presente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>si forma aggiungendo al tema del verbo il suffisso \u00ab \u00e0<em>nt<\/em> \u00bb per la I coniugazione (<em>cant\u00e0nt<\/em>) e \u00ab<em>\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em>\u00bb per le altre coniugazioni (<em>scriv\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t &#8211; fin\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em>) Non viene quasi mai usato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il femminile, con valore di aggettivo, si forma con l&#8217;aggiunta della \u00ab<strong>&#8211;<\/strong> a <strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>C\u00f6<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t cur\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>\u00c0qua cur\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche nel dialetto il participio presente ha perso il suo carattere verbale e molti participi presenti vengono solo utilizzati con funzioni di aggettivi (<em>\u00fcbidi\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t, bril\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t, traspar\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t,<\/em> ecc) o di sostantivi (<em>u brill\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t, ra cur\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t , u raprese<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t,<\/em> ecc.) .<\/p>\n\n\n\n<p>La funzione verbale del participio presente viene assunta dalla proposizione relativa, specialmente se \u00e8 presente anche il complemento oggetto:<\/p>\n\n\n\n<p>Il dottore che dirige l\u2019ospedale \u00e8 ammalato .<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ar dut\u00f9r ch\u2019u dir\u00ecgia l\u2019uspid\u00e8l, l\u2019\u00e8 mal\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si ricorre inoltre a proposizioni dipendenti, in genere temporali o a locuzioni appropriate, secondo il caso :<\/p>\n\n\n\n<p>Vivente nostra madre, noi stavamo tutti in casa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Qu\u00e0nd l\u2019\u00e9ra a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cam\u00f2 e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> v\u00ecta n\u00f2stra m\u00e8r, n\u00fcn st\u00e8vma t\u00fcti e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> c\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Volente o nolente \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vur\u00e8i o n\u2019vur\u00e8i l\u2019\u00e8 ads\u00e9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il participio passato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il participio passato si manifesta con il suffisso \u00ab \u00e8 \u00bbper la prima coniugazione (<em>Cant\u00e8 &#8211;<\/em>Cantato), con i suffisso \u00ab id \u00bb per la seconda e terza coniugazione (<em>viv\u00ecd &#8211; <\/em>vissuto,<em>ve<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00ecd <\/em><strong>&#8211;<\/strong>venduto,<em>\u00fcbid\u00ecd <\/em><strong>&#8211;<\/strong> ubbidito). Il femminile, con valore di aggettivo, per il participio passato della I coniugazione resta invariato, per la II e III coniugazione si forma con l\u2019aggiunta del suffisso \u00ab a \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il plurale per il participio passato, usato come aggettivo, delle tre coniugazioni resta invariato.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti per\u00f2 sono i verbi che hanno il participio irregolare. Eccone alcuni:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;<\/strong><em> As\u00f2lv as\u00f2lt Mur\u00ec m\u00f3rt<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Arm\u00e8tgha arm\u00ecs M\u00f6v muv\u00ecd <\/em>o<em> m\u00f6s<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Co<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>prum\u00e8t comprum\u00ecs Parm\u00e8t parm\u00ecs<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Costr\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>\u015b custr\u00e8t Pret\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d pret\u00e8i\u015b <\/em>o<em> prete<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00ecd<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; C\u00f6\u015b c\u00f6t Prum\u00e8t prum\u00ecs<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>c\u00e9d co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>c\u00e8s <\/em>o<em> co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>ced\u00ecd P\u00e8rd p\u00e8rs<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cl\u00fcd co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cl\u00f9\u015b <\/em>o<em> co<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>cl\u00fcd\u00ecd Pruteg prut\u00e8t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Cur\u00e8g cur\u00e8t Rid\u00fc\u015b rid\u00f9t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Da\u015bm\u00e8t da\u015bm\u00ecs Risp\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d risp\u00f4<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00ecd<\/em> o<em> risp\u00f2st<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Dec\u00ecd deci\u015b Ro<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>p r\u00f9t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; D\u00e8 dat Scriv scr\u00ect<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Div\u00ecd divi\u015b Strav\u00e8d strav\u00ecst<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Dif\u00e9nd dif\u00e8i\u015b Str\u00e9n\u015b str\u00e9n\u015b\u00ecd<\/em> o<em> str\u00e8t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Dirigg dir\u00e8t <\/em>o<em> dirig\u00ecd Trascr\u00ecv trascr\u00ect<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Distrug distr\u00fct Tra\u015bm\u00e8t tra\u015bm\u00ecs<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Dr\u00e8v drev\u00ecd <\/em>o<em> drev\u00e8rt Uf\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d uf\u00e8i\u015b<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Eleg el\u00e8t V\u00e8d v\u00ecst<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>c\u00ecd e<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>c\u00ec\u015b Cur\u00f2<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>p cur\u00f9t<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; M\u00e8t m\u00ecs Dip\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d dip\u00e8i\u015b<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Fri\u015b fr\u00ect <\/em>o<em> fri\u015b\u00ecd Trad\u00fc\u015b trad\u00fct<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Scum\u00e8t scum\u00ecs<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come gli altri aggettivi, il participio passato pu\u00f2 venire <strong>sostantivato<\/strong>:<em> u fer\u00ecd, u m\u00f3rt, ra dif\u00e8i\u015ba, ra prum\u00ecsa, l\u2019uf\u00e8i\u015ba, ra m\u00f2sa, <\/em>ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli della prima coniugazione uniscono al tema la desinenza \u00ab eda \u00bb diventando cos\u00ec sostantivi:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<em> ra<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>pigh\u00e9 ra<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>pigh\u00e8da vangh\u00e8 vangh\u00e8da trava\u015b\u00e8 trava\u015b\u00e8da<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>sapt\u00e8 sapt\u00e8da sap\u00e8 sap\u00e8da schiv\u00e8 schiv\u00e8da<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>arv\u00f4t\u00e8 arv\u00f4t\u00e8da ar\u015b\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8 ar\u015b\u00e9<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8da<\/em> ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>I coniugazione ( &#8211; \u00e8 )<\/p>\n\n\n\n<p>Verbo Cant\u00e8 (cantare)<em> &#8211;<\/em> la \u00ab n \u00bb \u00e8 semimuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Indicativo<\/p>\n\n\n\n<p>Presente me c\u00e0<sup>n<\/sup>t io canto<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019c\u00e0<sup>n<\/sup>t tu canti<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u c\u00e0<sup>n<\/sup>ta gli canta<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn ca<sup>n<\/sup>t\u00f9ma noi cantiamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar ca<sup>n<\/sup>t\u00ec voi cantate<\/p>\n\n\n\n<p>lu i c\u00e0<sup>n<\/sup>ta essi cantano<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto me ca<sup>n<\/sup>t\u00e8va io cantavo<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019ca<sup>n<\/sup>t\u00e8v tu cantavi<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u ca<sup>n<\/sup>t\u00e8va egli cantava<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn ca<sup>n<\/sup>t\u00e8vma noi cantavamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar ca<sup>n<\/sup>t\u00e8v-va voi cantavate<\/p>\n\n\n\n<p>lu i ca<sup>n<\/sup>t\u00e8va essi cantavano<\/p>\n\n\n\n<p>Nota: La forma ca<sup>n<\/sup>t\u00e8v-va dell\u2019imperfetto l\u2019abbiamo trascritta staccando con una lineetta una parte ca<sup>n<\/sup>t\u00e8v dall\u2019altra va, perch\u00e8 cos\u00ec si pronuncia (con un leggerissimo stacco fonico) e perch\u00e8 non si pensasse a una doppia.<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro me ca<sup>n<\/sup>tar\u00f4 io canter\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019ca<sup>n<\/sup>tar\u00e9 tu canterai<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u ca<sup>n<\/sup>tar\u00e0 egli canter\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn ca<sup>n<\/sup>tar\u00f9ma noi canteremo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar ca<sup>n<\/sup>tar\u00ec voi canterete<\/p>\n\n\n\n<p>lu i ca<sup>n<\/sup>tar\u00e0n essi canteranno<\/p>\n\n\n\n<p>Passato prossimo me h\u00f4 ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 io ho cantato<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019h\u00e9 ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 tu hai cantato<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019h\u00e0 ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 egli ha cantato<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn \u00f9ma ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 noi abbiamo cantato<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar h\u00ec ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 voi avete cantato<\/p>\n\n\n\n<p>lu i h\u00e0<sup>n<\/sup> ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 essi hanno cantato<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato prossimo me \u00e8va ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 io avevo cantato<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019\u00e8v ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 tu avevi cantato<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019\u00e8va ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 egli aveva cantato<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn \u00e8vma ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 noi avevamo cantato<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar \u00e8v-va ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 voi avevate cantato<\/p>\n\n\n\n<p>lu i \u00e8va ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 essi avevano cantato<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro anteriore me avr\u00f4 ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 io avr\u00f2 cantato<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019avr\u00e9 ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 tu avrai cantato<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019avr\u00e0 ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 egli avr\u00e0 cantato<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn avr\u00f9ma ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 noi avremo cantato<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar avr\u00ec ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 voi avrete cantato<\/p>\n\n\n\n<p>lu i avr\u00e0n ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 essi avranno cantato<\/p>\n\n\n\n<p>Condizionale<\/p>\n\n\n\n<p>Presente me ca<sup>n<\/sup>tr\u00ecsa io canterei<\/p>\n\n\n\n<p>te at ca<sup>n<\/sup>tr\u00ecs tu canteresti<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u ca<sup>n<\/sup>tr\u00ecsa egli canterebbe<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn ca<sup>n<\/sup>tr\u00ecsma noi canteremmo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar ca<sup>n<\/sup>tr\u00ecsva voicantereste<\/p>\n\n\n\n<p>lu i ca<sup>n<\/sup>tr\u00ecsa essi canterebbero<\/p>\n\n\n\n<p>Passato me avr\u00ecsa ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 io avrei cantato<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019avr\u00ecs ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 tu avresti cantato<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019avr\u00ecsa ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 egli avrebbe cantato<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn avr\u00ecsma ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 noi avremmo cantato<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar avr\u00ecsva ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 voi avreste cantato<\/p>\n\n\n\n<p>lu i avr\u00ecsa ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 essi avrebbero cantato<\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo<\/p>\n\n\n\n<p>Presente che me c\u00e0<sup>n<\/sup>ta che io canti<\/p>\n\n\n\n<p>che te at\u2019c\u00e0<sup>n<\/sup>t che tu canti<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u c\u00e0<sup>n<\/sup>ta che egli canti<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn ca<sup>n<\/sup>t\u00f9ma che noi cantiamo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar ca<sup>n<\/sup>t\u00ec che voi cantiate<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i c\u00e0<sup>n<\/sup>ta che essi cantino<\/p>\n\n\n\n<p>Passato che me \u00e0bia ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che io abbia cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019\u00e0bi ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che tu abbia cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc l\u2019\u00e0bia ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che tu abbia cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn abi\u00f9ma ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 chenoi abbiamo cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar ab\u00eci ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 chevoi abbiate cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i \u00e0bia ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che essi abbiano cantato<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto che me ca<sup>n<\/sup>t\u00ecsa che io cantassi<\/p>\n\n\n\n<p>che te at ca<sup>n<\/sup>t\u00ecs che tu cantassi<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u ca<sup>n<\/sup>t\u00ecsa che egli cantasse<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn ca<sup>n<\/sup>t\u00ecsma che noi cantassimo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar ca<sup>n<\/sup>t\u00ecsva che voi cantaste<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i ca<sup>n<\/sup>t\u00ecsa che essi cantassero<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato che me av\u00ecsa ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che io avessi cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019av\u00ecs ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che tu avessi cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc l\u2019 av\u00ecsa ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che egli avesse cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn av\u00ecsma ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che noi avessimo cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar av\u00ecsva ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che voi aveste cantato<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i av\u00ecsa ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 che essi avessero cantato<\/p>\n\n\n\n<p>Infinito presente ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 cantare<\/p>\n\n\n\n<p>Infinito passato av\u00e8i ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 aver cantato<\/p>\n\n\n\n<p>Participio passato ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 cantato<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio presente ca<sup>n<\/sup>t\u00e0<sup>n<\/sup>d cantando<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio passato av\u00e9<sup>n<\/sup>d o av\u00e9<sup>n<\/sup>da ca<sup>n<\/sup>t\u00e8 avendo cantato<\/p>\n\n\n\n<p>II coniugazione<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Verbo scriv (scrivere)<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Indicativo<\/h3>\n\n\n\n<p>Presente me scr\u00ecv io scrivo<\/p>\n\n\n\n<p>te ta scr\u00ecv tu scrivi<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u scr\u00ecva egli scrive<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn scriv\u00f9ma noi scriviamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar scriv\u00ec voi scrivete<\/p>\n\n\n\n<p>lu i scr\u00ecva essi scrivono<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto me scriv\u00ecva io scrivevo<\/p>\n\n\n\n<p>te ta scriv\u00ecv tu scrivevi<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u scriv\u00ecva egli scriveva<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn scriv\u00ecvma noi scrivevamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar scriv\u00ecv-va voi scrivevate<\/p>\n\n\n\n<p>lu i scriv\u00ecva essi scrivevano<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro me scrivr\u00f4 io scriver\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>te ta scrivr\u00e9 tu scriverai<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u scrivr\u00e0 egli scriver\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn scrivr\u00f9ma noi scriveremo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar scrivr\u00ec voi scriverete<\/p>\n\n\n\n<p>lu i scrivr\u00e0n essi scriveranno<\/p>\n\n\n\n<p>Passato prossimo me h\u00f4 scr\u00ect io ho scritto<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019h\u00e9 scr\u00ect tu hai scritto<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019h\u00e0 scr\u00ect egli ha scritto<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn \u00f9ma scr\u00ect noi abbiamo scritto<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar h\u00ec scr\u00ect voi avete scritto<\/p>\n\n\n\n<p>lu i h\u00e0<sup>n<\/sup> scr\u00ect essi hanno scritto<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato prossimo me \u00e8va scr\u00ect io avevo scritto<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019\u00e8v scr\u00ect tu avevi scritto<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019\u00e8va scr\u00ect egli aveva scritto<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn \u00e8vma scr\u00ect noi avevamo scritto<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar \u00e8v-va scr\u00ect voi avevate scritto<\/p>\n\n\n\n<p>lu i \u00e8va scr\u00ect essi avevano scritto<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro anteriore me avr\u00f4 scr\u00ect io avr\u00f2 scritto<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019avr\u00e9 scr\u00ect tu avrai scritto<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019avr\u00e0 scr\u00ect egli avr\u00e0 scritto<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn avr\u00f9ma scr\u00ect noi avremo scritto<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar avr\u00ec scr\u00ect voi avrete scritto<\/p>\n\n\n\n<p>lu i avr\u00e0n scr\u00ect essi avranno scritto<\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo<\/p>\n\n\n\n<p>Presente che me scr\u00ecva che io scriva<\/p>\n\n\n\n<p>che te ta scr\u00ecv che tu scriva<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u scr\u00ecva che egli scriva<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn scriv\u00f9ma che noi scriviamo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar scriv\u00ec che voi scriviate<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i scr\u00ecva che essi scrivano<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto che me scriv\u00ecsa che io scrivessi<\/p>\n\n\n\n<p>che te ta scriv\u00ecs che tu scrivessi<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u scriv\u00ecsa che egli scrivesse<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn scriv\u00ecsma che noi scrivessimo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar scriv\u00ecsva che voi scriveste<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i scriv\u00ecsa che essi scrivessero<\/p>\n\n\n\n<p>Passato che me \u00e0bia scr\u00ect che io abbia scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019\u00e0bi scr\u00ect che tu abbia scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc l\u2019\u00e0bia scr\u00ect che egli abbia scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn abi\u00f9ma scr\u00ect che noi abbiamo scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar ab\u00eci scr\u00ect che voi abbiate scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i \u00e0bia scr\u00ect che essi abbiano scritto<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato che me av\u00ecsa scr\u00ect che io avessi scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019av\u00ecs scr\u00ect che tu avessi scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc l\u2019av\u00ecsa scr\u00ect che egli avesse scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn av\u00ecsma scr\u00ect che noi avessimo scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar av\u00ecsva scr\u00ect che voi aveste scritto<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i av\u00ecsa scr\u00ect che essi avessero scritt<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Condizionale<\/h3>\n\n\n\n<p>Presente me scrivr\u00ecsa io scriverei<\/p>\n\n\n\n<p>te ta scrivr\u00ecs tu scriveresti<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u scrivr\u00ecsa egli scriverebbe<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn scrivr\u00ecsma noi scriveremmo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar scrivr\u00ecsva voi scrivereste<\/p>\n\n\n\n<p>lu i scrivr\u00ecsa essi scriverebbero<\/p>\n\n\n\n<p>Passato me avr\u00ecsa scr\u00ect io avrei scritto<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019avr\u00ecs scr\u00ect tu avresti scritto<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019avr\u00ecsa scr\u00ect egli avrebbe scritto<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn avr\u00ecsma scr\u00ect noi avremmo scritto<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar avr\u00ecsva scr\u00ect voi avreste scritto<\/p>\n\n\n\n<p>lu i avr\u00ecsa scr\u00ect essi avrebbero scritto<\/p>\n\n\n\n<p>Infinito presente scr\u00ecv scrivere<\/p>\n\n\n\n<p>Infinito passato av\u00e8i scr\u00ect aver scritto<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio presente scriv\u00e9<sup>n<\/sup>d scrivendo<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio passato av\u00e9<sup>n<\/sup>d scr\u00ect avendo scritto<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">III Coniugazione<\/h5>\n\n\n\n<p>Verbo Fin\u00ec (finire)<\/p>\n\n\n\n<p>Indicativo<\/p>\n\n\n\n<p>Presente me fin\u00ecs io finisco<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019fin\u00ecs tu finisci<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u fin\u00ecsa egli finisce<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn fin\u00f9ma noi finiamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar fin\u00ec voi finite<\/p>\n\n\n\n<p>lu i fin\u00ecsa essi finiscono<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto me fin\u00ecva io finivo<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019fin\u00ecv tu finivi<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u fin\u00ecva egli finiva<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn fin\u00ecvma noi finivamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar fin\u00ecv-va voi finivate<\/p>\n\n\n\n<p>lu i fin\u00ecva essi finivano<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro me finir\u00f4 io finir\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019finir\u00e9 tu finirai<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u finir\u00e0 egli finir\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn finir\u00f9ma noi finiremo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar finir\u00ec voi finirete<\/p>\n\n\n\n<p>lu i finir\u00e0n essi finiranno<\/p>\n\n\n\n<p>Passato prossimo me h\u00f4 fin\u00ecd io ho finito<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019h\u00e9 fin\u00ecd tu hai finito<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019h\u00e0 fin\u00ecd egli ha finito<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn \u00f9ma (\u00f9m)fin\u00ecd noi abbiamo finito<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar h\u00ec fin\u00ecd voi avete finito<\/p>\n\n\n\n<p>lu i h\u00e0<sup>n<\/sup> fin\u00ecd essi hanno finito<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato me \u00e8va fin\u00ecd io avevo finito<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019\u00e8v fin\u00ecd tu avevi finito<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019\u00e8va fin\u00ecd egli aveva finito<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn \u00e8vma fin\u00ecd noi avevamo finito<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar \u00e8v-va fin\u00ecd voi avevate finito<\/p>\n\n\n\n<p>lu i \u00e8va fin\u00ecd essi avevano finito<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro anteriore me avr\u00f4 fin\u00ecd io avr\u00f2 finito<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019avr\u00e9 fin\u00ecd tu avrai finito<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019avr\u00e0 fin\u00ecd egli avr\u00e0 finito<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn avr\u00f9ma fin\u00ecd noi avremo finito<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar avr\u00ec fin\u00ecd voi avrete finito<\/p>\n\n\n\n<p>lu i avr\u00e0n fin\u00ecd essi avranno finito<\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo<\/p>\n\n\n\n<p>Presente che me fin\u00ecsa che io finisca<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019fin\u00ecs che tu finisca<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u fin\u00ecsa che egli finisca<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn fin\u00f9ma che noi finiamo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar fin\u00ec che voi finiate<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i fin\u00ecsa che essi finiscano<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto che me fin\u00ecsa che io finissi<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019fin\u00ecs che tu finissi<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u fin\u00ecsa che egli finisse<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn fin\u00ecsma che noi finissimo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar fin\u00ecsva che voi finiste<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i fin\u00ecsa che essi finissero<\/p>\n\n\n\n<p>Passato che me \u00e0bia fin\u00ecd che io abbia finito<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019\u00e0bi fin\u00ecd che tu abbia finito<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc l\u2019\u00e0bia fin\u00ecd che egli abbia finito<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn abi\u00f9ma fin\u00ecd che noi abbiamo finito<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar ab\u00eci fin\u00ecd che voi abbiate finito<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i \u00e0bia fin\u00ecd che essi abbiano finito<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato che me av\u00ecsa fin\u00ecd che io avessi finito<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019av\u00ecs fin\u00ecd che tu avessi finito<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc l\u2019av\u00ecsa fin\u00ecd che egli avesse finito<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn av\u00ecsma fin\u00ecd che noi avessimo finito<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar av\u00ecsva fin\u00ecd che voi aveste finito<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i av\u00ecsa fin\u00ecd che essi avessero finit<\/p>\n\n\n\n<p>Condizionale<\/p>\n\n\n\n<p>Presente me finr\u00ecsa io finirei<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019finr\u00ecs tu finiresti<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u finr\u00ecsa egli finirebbe<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn finr\u00ecsma noi finiremmo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tarfinr\u00ecsva voi finireste<\/p>\n\n\n\n<p>lu i finr\u00ecsa essi finirebbero<\/p>\n\n\n\n<p>Passato me avr\u00ecsa fin\u00ecd io avrei finito<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019avr\u00ecs fin\u00ecd tu avresti finito<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019avr\u00ecsa fin\u00ecd egli avrebbe finito<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn avr\u00ecsma fin\u00ecd noi avremmo finito<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar avr\u00ecsva fin\u00ecd voi avreste finito<\/p>\n\n\n\n<p>lu i avr\u00ecsa fin\u00ecd essi avrebbero finito<\/p>\n\n\n\n<p>Infinito presente fin\u00ec finire<\/p>\n\n\n\n<p>Infinito passato av\u00e8i fin\u00ecd aver finito<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio presente fin\u00e9<sup>n<\/sup>d finendo<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio passato av\u00e9<sup>n<\/sup>d o av\u00e9<sup>n<\/sup>da fin\u00ecd avendo finito<\/p>\n\n\n\n<p>La coniugazione dei verbi ausiliari<\/p>\n\n\n\n<p>Nella coniugazione dei verbi si usano gli stessi ausiliari che in italiano: Essere (i\u00e8s o v\u00e8s) e avere (av\u00e8\u00ec). Naturalmente anche negli ausiliari mancano il passato remoto e i suoi composti.<\/p>\n\n\n\n<p>Verbo \u00ab I\u00e8s \u00bb (essere)<\/p>\n\n\n\n<p>Indicativo<\/p>\n\n\n\n<p>Presente me s\u00f4n io sono<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019\u00e9 tu sei<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019\u00e8 egli \u00e8<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn s\u00f9ma noi siamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar s\u00ec voi siete<\/p>\n\n\n\n<p>lu i \u00e8n essi sono<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto me s\u00e9ra io ero<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019\u00e9r tu eri<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019\u00e9ra egli era<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn s\u00e9rma noi eravamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar s\u00e9rva voi eravate<\/p>\n\n\n\n<p>lu i \u00e9ra essi erano<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro me sar\u00f4 io sar\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019sar\u00e9 tu sarai<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u sar\u00e0 egli sar\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn sar\u00f9ma noi saremo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar sar\u00ec voi sarete<\/p>\n\n\n\n<p>lu i sar\u00e0n essi saranno<\/p>\n\n\n\n<p>Passato prossimo me s\u00f4n st\u00e0t io sono stato<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019\u00e9 st\u00e0t tu sei stato<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019\u00e8 st\u00e0t egli \u00e8 stato<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn s\u00f9ma st\u00e0t noi siamo stati<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar s\u00ec st\u00e0t voi siete stati<\/p>\n\n\n\n<p>lu i \u00e9<sup>n<\/sup> st\u00e0t essi saranno stati<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato prossimo me s\u00e9ra st\u00e0t io ero stato<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019\u00e9r st\u00e0t tu eri stato<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc l\u2019\u00e9ra st\u00e0t egli era stato<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn s\u00e9rma st\u00e0t noi eravamo stati<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar s\u00e9rva st\u00e0t voi eravate stati<\/p>\n\n\n\n<p>lu i \u00e9ra st\u00e0t essi erano stati<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro anteriore me sar\u00f4 st\u00e0t io sar\u00f2 stato<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019sar\u00e9 st\u00e0t tu sarai stato<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u sar\u00e0 st\u00e0t egli sar\u00e0 stato<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn sar\u00f9ma st\u00e0t noi saremo stati<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar sar\u00ec st\u00e0t voi sarete stati<\/p>\n\n\n\n<p>lu i sar\u00e0n st\u00e0t essi saranno stati<\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo<\/p>\n\n\n\n<p>Presente che me s\u00eca che io sia<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019s\u00eci che tu sia<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u s\u00eca che egli sia<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn si\u00f9ma che noi siamo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar s\u00eci che voi siate<\/p>\n\n\n\n<p>oppureche vi\u00e8tar s\u00ecav che voi siate<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i s\u00eca che essi siano<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto che me f\u00ecsa che io fossi<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019f\u00ecs che tu fossi<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u f\u00ecsa che egli fosse<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn f\u00ecsma che noi fossimo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar f\u00ecsva che voi foste<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i f\u00ecsa che essi fossero<\/p>\n\n\n\n<p>Passato che me s\u00eca st\u00e0t che io sia stato<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019s\u00eci st\u00e0t che tu sia stato<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u s\u00eca st\u00e0t che egli sia stato<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn si\u00f9ma st\u00e0t che noi siamo stati<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar s\u00eci st\u00e0t (s\u00ecav) che voi siate stati<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i s\u00eca st\u00e0t che essi siano stati<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato che me f\u00ecsa st\u00e0t che io fossi stato<\/p>\n\n\n\n<p>che te t\u2019f\u00ecs st\u00e0t che tu fossi stato<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u f\u00ecsa st\u00e0t che egli fosse stato<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn f\u00ecsma st\u00e0t che noi fossimo stati<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar f\u00ecsva st\u00e0t che voi foste stati<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i f\u00ecsa st\u00e0t che essi fossero stati<\/p>\n\n\n\n<p>Condizionale<\/p>\n\n\n\n<p>Presente me sar\u00ecsa io sarei<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019sar\u00ecs tu saresti<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u sar\u00ecsa egli sarebbe<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn sar\u00ecsma noi saremmo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar sar\u00ecsva voi sareste<\/p>\n\n\n\n<p>lu i sar\u00ecsa essi sarebbero<\/p>\n\n\n\n<p>Passato me sar\u00ecsa st\u00e0t io sarei stato<\/p>\n\n\n\n<p>te t\u2019sar\u00ecs st\u00e0t tu saresti stato<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u sar\u00ecsa st\u00e0t egli sarebbe stato<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn sar\u00ecsma st\u00e0t noi saremmo stati<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar sar\u00ecsva st\u00e0t voi sareste stati<\/p>\n\n\n\n<p>lu i sar\u00ecsa st\u00e0t essi sarebbero stati<\/p>\n\n\n\n<p>Infinito Presente i\u00e8s essere<\/p>\n\n\n\n<p>Participio passato st\u00e0t stato<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio presente (e)s\u00e9<sup>n<\/sup>d essendo<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio passato (e)s\u00e9<sup>n<\/sup>d st\u00e0t essendo stato<\/p>\n\n\n\n<p>N.B.: Nella parlata abbiamo notato che, in alcuni casi, nel condizionale viene usata anche una forma contratta del verbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p>A sentire loro io sarei stato ammalato<\/p>\n\n\n\n<p><em>A se<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tia lu me sar\u00ecsa stat mal\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A se<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tia lu me s\u00ecsa stat mal\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo abbiamo notato anche nel congiuntivo imperfetto:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:<\/p>\n\n\n\n<p>Che io fossi<\/p>\n\n\n\n<p><em>Che me f\u00ecsa ma anche che me s\u00ecsa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Verbo Av\u00e8i (Avere) = Possedere &#8211; Dovere<\/p>\n\n\n\n<p>Indicativo<\/p>\n\n\n\n<p>Presente me a gh\u2019 h\u00f4 io ho<\/p>\n\n\n\n<p>te at gh\u2019 h\u00e9 tu hai<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u gh\u2019h\u00e0 egli ha<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn a gh\u2019\u00f9ma noi abbiamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar a gh\u2019h\u00ec voi avete<\/p>\n\n\n\n<p>lu i gh\u2019h\u00e0n essi hanno<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto me a gh\u2019\u00e8va io avevo<\/p>\n\n\n\n<p>te at gh\u2019\u00e8v tu avevi<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u gh\u2019\u00e8va egli aveva<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn a gh\u2019\u00e8vma noi avevamo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar a gh\u2019\u00e8v-va voi avevate<\/p>\n\n\n\n<p>lu i gh\u2019\u00e8va essi avevano<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro me a gh\u2019avr\u00f4 io avr\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>te a gh\u2019avr\u00e9 tu avrai<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u gh\u2019avr\u00e0 egli avr\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn a gh\u2019avr\u00f9ma noi avremo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar a gh\u2019avr\u00ec voi avrete<\/p>\n\n\n\n<p>lu i gh\u2019avr\u00e0n essi avranno<\/p>\n\n\n\n<p>Passato prossimo me a gh\u2019h\u00f4 av\u00ecd io ho avuto<\/p>\n\n\n\n<p>te at gh\u2019h\u00e9 av\u00ecd tu hai avuto<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u gh\u2019h\u00e0 av\u00ecd egli ha avuto<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn a gh\u2019\u00f9ma av\u00ecd noi abbiamo avuto<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar a gh\u2019h\u00ec av\u00ecd voi avete avuto<\/p>\n\n\n\n<p>lu i gh\u2019h\u00e0n av\u00ecd essi hanno avuto<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato prossimo me a gh\u2019\u00e8va av\u00ecd io avevo avuto<\/p>\n\n\n\n<p>te at gh\u2019\u00e8v av\u00ecd tu avevi avuto<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u gh\u2019\u00e8va av\u00ecd egli aveva avuto<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn a gh\u2019\u00e8vma av\u00ecd noi avevamo avuto<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar a gh\u2019\u00e8v-va av\u00ecd voi avevate avuto<\/p>\n\n\n\n<p>lu i gh\u2019\u00e8va av\u00ecd essi avevano avuto<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro anteriore me a gh\u2019avr\u00f4 av\u00ecd io avr\u00f2 avuto<\/p>\n\n\n\n<p>te at gh\u2019avr\u00e9 av\u00ecd tu avrai avuto<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u gh\u2019avr\u00e0 av\u00ecd egli avr\u00e0 avuto<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn a gh\u2019avr\u00f9ma av\u00ecd noi avremo avuto<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar a gh\u2019avr\u00ec av\u00ecd voi avrete avuto<\/p>\n\n\n\n<p>lu i gh\u2019avr\u00e0n av\u00ecd essi avranno avuto<\/p>\n\n\n\n<p>Congiuntivo<\/p>\n\n\n\n<p>Presente che me a gh\u2019\u00e0bia che io abbia<\/p>\n\n\n\n<p>che te at gh\u2019abi che tu abbia<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u gh\u2019\u00e0bia che egli abbia<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn a gh\u2019abi\u00f9ma che noi abbiamo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar a gh\u2019ab\u00eci che voi abbiate<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i gh\u2019\u00e0bia che essi abbiano<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto che me a gh\u2019av\u00ecsa che io avessi<\/p>\n\n\n\n<p>che te at gh\u2019av\u00ecs che tu avessi<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u gh\u2019av\u00ecsa che egli avesse<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn a gh\u2019av\u00ecsma che noi avessimo<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar a gh\u2019av\u00ecsva che voi aveste<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i gh\u2019av\u00ecsa che essi avessero<\/p>\n\n\n\n<p>Passato che me a gh\u2019\u00e0bia av\u00ecd che io abbia avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che te at gh\u2019\u00e0bi av\u00ecd che tu abbia avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u gh\u2019\u00e0bia av\u00ecd che egli abbia avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn a gh\u2019abi\u00f9ma av\u00ecd che noi abbiamo avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar a gh\u2019ab\u00eci av\u00ecd che voi abbiate avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i gh\u2019\u00e0bia av\u00ecd che essi abbiano avuto<\/p>\n\n\n\n<p>Trapassato che me a gh\u2019av\u00ecsa av\u00ecd che io avessi avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che te at gh\u2019av\u00ecs av\u00ecd che tu avessi avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che l\u00fc u gh\u2019av\u00ecsa av\u00ecd che egli avesse avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che n\u00fcn a gh\u2019av\u00ecsma av\u00ecd che noi avessimo avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che vi\u00e8tar a gh\u2019av\u00ecsva av\u00ecd che voi aveste avuto<\/p>\n\n\n\n<p>che lu i gh\u2019av\u00ecsa av\u00ecd che essi avessero avuto<\/p>\n\n\n\n<p>Condizionale<\/p>\n\n\n\n<p>Presente me a gh\u2019avr\u00ecsa io avrei<\/p>\n\n\n\n<p>te at gh\u2019avr\u00ecs tu avresti<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u gh\u2019avr\u00ecsa egli avrebbe<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn a gh\u2019avr\u00ecsma noi avremmo<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar a gh\u2019avr\u00ecsva voi avreste<\/p>\n\n\n\n<p>lu i gh\u2019avr\u00ecsa essi avrebbero<\/p>\n\n\n\n<p>Passato me a gh\u2019avr\u00ecsa av\u00ecd io avrei avuto<\/p>\n\n\n\n<p>te at gh\u2019avr\u00ecs av\u00ecd tu avresti avuto<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00fc u gh\u2019avr\u00ecsa av\u00ecd egli avrebbe avuto<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00fcn a gh\u2019avr\u00ecsma av\u00ecd noi avremmo avuto<\/p>\n\n\n\n<p>vi\u00e8tar a gh\u2019avr\u00ecsva av\u00ecd voi avreste avuto<\/p>\n\n\n\n<p>lu i gh\u2019avr\u00ecsa av\u00ecd essi avrebbero avuto<\/p>\n\n\n\n<p>Infinito presente Av\u00e8i avere<\/p>\n\n\n\n<p>Infinito passato Av\u00e8i av\u00ecd aver avuto<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio presente Av\u00e9<sup>n<\/sup>d avendo<\/p>\n\n\n\n<p>Gerundio passato Av\u00e9<sup>n<\/sup>d av\u00ecd avendo avuto<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il verbo avere ha un suo significato specifico come \u00ab possedere \u00bb o quando \u00e8 seguito dalla preposizione \u00ab da \u00bb col significato di \u00ab dovere \u00bb, \u00e8 sempre accompagnato dalla particella \u00ab ghe \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli altri casi la particella \u00ab ghe \u00bb non viene utilizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Es.: Io ho un libro:<em> me a gh\u2019h\u00f4 o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> libar.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io devo andare: <em>me a gh\u2019h\u00f4 d\u2019a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>d\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io ho sentito una brutta storia: <em>me h\u00f4 se<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00ecd ona br\u00fcta st\u00f4ria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">I verbi irregolari<\/h5>\n\n\n\n<p>Verbi irregolari in italiano<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; And\u00e8 <\/em>(andare),<em> d\u00e8 <\/em>(dare),<em> d\u00ec <\/em>(dire),<em> duv\u00e8i<\/em> (dovere),<em> f\u00e8 <\/em>(fare),<em> par\u00e8i<\/em> (parere),<em> pud\u00e8i (potere), sav\u00e8i <\/em>(sapere)<em>, st\u00e8 <\/em>(stare)<em>, t\u00e8gn <\/em>(tenere)<em>, v\u00e8gn <\/em>(venire)<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A questi verbi vanno aggiunti tutti quelli che, nella coniugazione, la vocale del tema muta di valore a seconda dell&#8217;accento tonico.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo cos\u00ec, nel dialetto bobbiese, una moltitudine di verbi, che interessati a questo fenomeno fonetico, hanno variazioni nel \u00ab tema \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Pruv\u00e8 <\/em>(provare) <em>me pr\u00f4v n\u00fcn pruv\u00f9ma<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mur\u00ec <\/em>(morire)<em> me m\u00f4r n\u00fcn mur\u00f9ma<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ar\u00e8 <\/em>(arare)<em> me \u00e8r n\u00fcn ar\u00f9ma<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ecc., ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo analizzato tutti i verbi e dal nostro controllo effettuato sui pochi scritti ritrovati e ascoltando \u00ab il parlare \u00bb della gente, possiamo enunciare che<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il plurale del verbo viene fatto utilizzando i pronomi \u00ab atoni \u00bb, infatti si dice: egli parla \u2013 <em>u perla,<\/em> essi parlano \u2013 <em>i p\u00e8rla;<\/em> egli dice \u2013 <em>u di\u015ba,<\/em> essi dicono \u2013<em> i di\u015ba.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le uniche eccezioni ritrovate sono: <em>i<\/em><sup><\/sup><em>v\u00e0n<\/em><sup> <\/sup>(essi vanno); <em>i gh\u2019h\u00e0n <\/em>(essi hanno);<em> i s\u00e0n <\/em>(essi sanno); <em>i\u00e8n <\/em>(essi sono), <em>i f\u00e0n<\/em> (essi fanno), <em>i st\u00e0n <\/em>(essi stanno), <em>i d\u00e0n <\/em>(essi danno), inoltre i verbi che, alla terza persona plurale, terminano con la \u00ab n \u00bb finale sono l\u2019indicativo futuro, il futuro anteriore<\/p>\n\n\n\n<p><em>Esempi:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I gh\u2019avr\u00e0n <\/em>(essi avranno); <em>i avr\u00e0n av\u00ecd<\/em> (essi avranno avuto) <em>i sar\u00e0n <\/em>(essi saranno), <em>i sar\u00e0n st\u00e0t <\/em>(essi saranno stati), <em>i ca<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>tar\u00e0n <\/em>(essi canteranno), <em>i avr\u00e0<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> ca<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>t\u00e8 <\/em>(essi avranno cantato), ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Passivo dei verbi regolare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal libro del Professor Enrico Mandelli \u00abIl dialetto bobbiese\u00bb prendiamo quanto da lui chiaramente specificato a questo riguardo:<\/p>\n\n\n\n<p>Il verbo passivo \u00e8 formato dall\u2019ausiliare \u00ab <em>i\u00e8s<\/em> \u00bb nei suoi vari modi e tempi seguito dal participio passato del verbo che si vuole usare. Generalmente il verbo \u00ab <em>i\u00e8s<\/em> \u00bb si sa come ausiliare quando l\u2019azione \u00e8 statica:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: la porta \u00e8 chiusa , <em>ra p\u00f4rta l\u2019\u00e8 sar\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 fare il passivo anche con il verbo \u00ab <em>v\u00e8gn<\/em> \u00bb (venire). L\u2019ausiliare<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab <em>v\u00e8gn<\/em> \u00bb si usa quando l\u2019azione \u00e8 dinamica:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: La porta viene chiusa tutte le mattine dal bidello, <em>ra p\u00f4rta a v\u00e8gna sar\u00e8 t\u00fct e mat\u00e9n.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Talvolta viene usato pure il verbo \u00ab andare \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: La lettera \u00e8 andata perduta, <em>a l\u00e8tra l\u2019\u00e8 a<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em>data p\u00e8rsa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella conversazione \u00e8 molto usato il \u00ab si passivante \u00bb, che nella parlata comune si unisce foneticamente ai pronomi atoni diventando un\u2019unica parola.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio: Qui si gioca a carte, non si lavora, <em>ch\u00e9 as \u015b\u00f6ga e ch\u00e8rt, an sa lavura mia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab <em>As<\/em> \u00bb e \u00ab <em>sa<\/em> \u00bb hanno anche il plurale maschile e femminile \u00ab is \u00bb e \u00ab es \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>Guarda che i vetri si rompono <em>v\u00e8rda che i v\u00e8idar is r\u00f2<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>pa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le scatole si rompono con l\u2019acqua <em>e scatul es r\u00f2<\/em><sup><em>m<\/em><\/sup><em>pa c\u00f3<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> l\u2019aqua.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il verbo riflessivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019azione compiuta dal soggetto ricade sul soggetto stesso, si dice che il verbo \u00e8 riflessivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio:Egli si lava <em>l\u00fc u s\u2019l\u00e8va l\u00fc us l\u00e8va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ella si lava <em>l\u00e9 a s\u2019leva L\u00e9 as l\u00e8va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Essi si lavano <em>lu i s\u2019l\u00e8va lu is l\u00e8va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esse si lavano <em>lu e s\u2019l\u00e8va lu es l\u00e8va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Osservazioni: I pronomi riflessivi di norma precedono il verbo, ma non riteniamo dovere considerare errore quando la \u00ab s \u00bb viene unita ai pronomi atoni a cui, nella parlata, appoggia il suono.<\/p>\n\n\n\n<p>Riteniamo pertanto che anche <em>\u00ab as \u00bb \u00abus\u00bb \u00ab es \u00bb \u00ab is \u00bb <\/em>siano pronomi atoni dove la <em>\u00ab s \u00bb<\/em> \u00e8 enclitica con valore riflessivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I verbi impersonali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono impersonali quei verbi che hanno come soggetto una \u00ab a \u00bb atona. Vengono usati alla III persona singolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>Piove <em>a pi\u00f4va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fa freddo <em>a fa fr\u00e8d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poco da dire <em>a gh\u2019\u00e8 p\u00f4ch da d\u00ec<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 fuori la luna <em>a gh\u2019\u00e8 f\u00f6ra ra l\u00f6na<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il \u00ab si \u00bb passivante<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la particella \u00ab <em>s<\/em> \u00bb che d\u00e0 significato passivo al verbo e solitamente si appoggia nel suono sui vari pronomi atoni \u00ab <em>u<\/em> \u00bb \u00ab <em>a<\/em> \u00bb \u00ab <em>i<\/em> \u00bb \u00ab <em>e<\/em> \u00bb diventando cos\u00ec \u00ab <em>us<\/em> \u00bb \u00ab <em>as<\/em> \u00bb \u00ab <em>is<\/em> \u00bb \u00ab<em>es<\/em>\u00bb venendo usati solamente con la III persona singola e plurale.<\/p>\n\n\n\n<p>La forma indefinita \u00e8 \u00ab <em>s\u2019<\/em> \u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempio Non si vede <em>An s\u2019a v\u00e8da mia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il pronome reciproco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esprime la reciprocit\u00e0 dell\u2019azione compiuta da diverse persone<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi Ci vogliamo un gran bene <em>n\u00fcn<\/em><em><strong> as<\/strong><\/em><em> vuruma o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> gran b\u00e8n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vi volete un gran bene <em>vi\u00e8tar <\/em><em><strong>av<\/strong><\/em><em> vur\u00ec o<\/em><sup><em>n<\/em><\/sup><em> gran b\u00e8n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Voi non vi siete salutati <em>vi\u00e8tar an <\/em><em><strong>va<\/strong><\/em><em> si mia sa\u00fct\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Essi si vogliono un gran bene <em>lu <\/em><em><strong>is<\/strong><\/em><em> v\u00f4 o<\/em><sup><em>n <\/em><\/sup><em>gran b\u00e8n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esse si vogliono bene <em>lu <\/em><em><strong>es<\/strong><\/em><em> v\u00f4 b\u00e8n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non ci siamo salutati <em>n\u00fcn an <\/em><em><strong>sa<\/strong><\/em><em> suma mia sal\u00fct\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io e te ci vogliamo bene <em>m\u00e9 e te <\/em><em><strong>as<\/strong><\/em><em> vuruma b\u00e8n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Noi e voi non ci capiamo <em>n\u00fcn e vi\u00e8tar an <\/em><em><strong>sa<\/strong><\/em><em> capuma mia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Osservazioni: i pronomi, come si pu\u00f2 constatare, si comportano come i pronomi personali atoni e precedono sempre il verbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u00ab se \u00bb si pu\u00f2 combinare con altri pronomi atoni precedendoli se questi sono complementi oggetto:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: Se l\u2019\u00e8 lavato <em>u s\u2019l\u2019\u00e8 lav\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se li sono lavati <em>i s\u2019i\u00e8<\/em><sup><em>n <\/em><\/sup><em>lav\u00e8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se la cava <em>u s\u2019la ch\u00e8va<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se ne dicono di tutti i colori <em>i s\u2019ne di\u015ba ad t\u00fcti i culur<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pronome indefinito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Corrisponde all\u2019italiano \u00ab<em> si<\/em> \u00bb. Si usa solo per la III persona singolare:<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi: Qui si muore dal caldo <em>chim\u00f2 <\/em><em><strong>as<\/strong><\/em><em> m\u00f3ra d\u2019ar ch\u00e8d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In casa non si fuma <em>e<\/em><sup><em>n <\/em><\/sup><em>c\u00e0 an <\/em><em><strong>sa<\/strong><\/em><em> f\u00fcma mia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A Bobbio si legge poco <em>a Bobi <\/em><em><strong>as<\/strong><\/em><em> l\u00e8gia p\u00f4ch<\/em><sup><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p>Questo pronome precede sempre il verbo, che va coniugato nei tempi composti con l\u2019ausiliare \u00ab i\u00e8s \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il plurale dei verbi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il pronome atono serve anche per determinare il plurale nella coniugazione dei verbi. Esempi:<\/p>\n\n\n\n<p>essi cantano viene tradotto <em>lu i c\u00e0nta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>essi scrivono <em>lu i scr\u00ecva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>essi finiscono <em>lu i fin\u00ecsa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>l\u2019eccezione avviene nella terza persona plurale del tempo futuro che<\/p>\n\n\n\n<p>essi canteranno viene tradotto <em>lu i cantar\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>essi scriveranno <em>lu i scrivar\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>essi finiranno <em>lu i finir\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>cos\u00ec pure i verbi ausiliari<\/p>\n\n\n\n<p>essi saranno <em>lu i sar\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>essi avranno <em>lu i gh\u2019avr\u00e0n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco di seguito i verbi che oltre alle suddette regole si comportano diversamente anche nella terza persona singolare :<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8s <\/strong>(essere)<\/p>\n\n\n\n<p>Ind. pres.: me a s\u00f4n, te t\u2019\u00e9, l\u00fc u l\u2019\u00e8, n\u00fcn a suma, vi\u00e8tar a s\u00ec\u00ec, lu i \u00e8n<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto: me a s\u00e9ra, te a t\u2019\u00e9r, l\u00fc u l\u2019\u00e9ra, n\u00fcn a s\u00e9rna, vietar a s\u00e9rva, lu i \u00e9ra.<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro: me a sar\u00f4, te at sar\u00e9, l\u00fc u sar\u00e0, n\u00fcn a saruma, vi\u00e8rat a sar\u00ec, lu i <strong>saran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pass. pross: me s\u00f4n stat, te t\u2019e stat, l\u00fc l\u2019\u00e8 stat, n\u00fcn a suma stat, vi\u00e8tar a s\u00ec stat, lu i \u00e8n stat.<\/p>\n\n\n\n<p>Fur. Ant. : me a sar\u00f4 stat, te at sar\u00e9 stat, l\u00fc u sar\u00e0 stat, n\u00fcn a saruma stat, lu i <strong>saran<\/strong> stat<\/p>\n\n\n\n<p>Il verbo ausiliare <strong>essere<\/strong> nella pronuncia dialettale (<strong>\u00e8s<\/strong>) si unisce al pronome atono \u00ab <strong>i \u00bb <\/strong>quando questo inizia con vocale. Anche nella pronuncia del verbo infinito si preferisce pronunciarlo unito ad una \u00ab <strong>i \u00bb <\/strong>probabilmente per renderlo pi\u00f9 sonoro <strong>i\u00e8s<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>St\u00e8 <\/strong>(stare)<\/p>\n\n\n\n<p>Ind. pres.: me a st\u00f4, te ta st\u00e9, l\u00fc u sta, n\u00fcn a stuma , vi\u00e8tar a st\u00ec, <strong>lu i stan<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto: me a st\u00e8va, te ta st\u00e8v; l\u00fc u st\u00e8va. N\u00fcn a st\u00e8vma vi\u00e8tar a st\u00e8v-va, lu i st\u00e8va.<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro : me a star\u00f4, te ta star\u00e9; l\u00fc u star\u00e0, n\u00fcn a staruma, vietar a star\u00ec, lu i <strong>staran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pass. Pross.:me a s\u00f4n stat, te t\u2019\u00e8 stat, l\u00fc l\u2019\u00e8 stat, n\u00fcn a suma stat, vi\u00e8tar a si stat, lu i \u00e8n stat.<\/p>\n\n\n\n<p>Fut. Ant. me a sar\u00f4 stat, te at sar\u00e9 stat; l\u00fc u sar\u00e0 stat; n\u00fcn a saruma stat, vi\u00e8tar a sar\u00ec stat, lu i <strong>saran stat.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Av\u00e8i <\/strong>(avere)<\/p>\n\n\n\n<p>Ind.pres. me g\u2019h\u00f4, te at g\u2019he, l\u00fc u g.ha, n\u00fcn a gh\u2019uma, vi\u00e8tar a g\u2019hi, lu i <strong>g\u2019han<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto: me gh\u2019\u00e8va, te at gh\u2019\u00e8v, l\u00fc u gh\u2019\u00e8va, n\u00fcn a gh\u2019\u00e8vma, vi\u00e8tar a gh\u2019\u00e8v-va, lu i gh\u2019\u00e8va.<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro: me a gh\u2019avr\u00f4, te at gh\u2019avr\u00e9, l\u00fc u gh\u2019avr\u00e0, n\u00fcn a gh\u2019avruma, vi\u00e8tar a gh\u2019avr\u00ec, lu i <strong>gh\u2019avran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pas. Pross.: me a g\u2019h\u00f4 avid, te at g\u2019he avid, l\u00fc u gh\u2019ha avid, n\u00fcn a gh\u2019uma avid, vi\u00e8tar a g\u2019hi avid, lu <strong>i g\u2019han <\/strong>avid<\/p>\n\n\n\n<p>Fut. Ant.: me a gh\u2019avr\u00f4 avid, te at gh\u2019avr\u00e9 avid, l\u00fc u gh\u2019avr\u00e0 avid, n\u00fcn a gh\u2019avruma avid, vi\u00e8tar a gh\u2019avr\u00ec avid, lu i <strong>gh\u2019avran<\/strong> avid<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A<\/strong><sup><strong>n<\/strong><\/sup><strong>d\u00e8 <\/strong>(andare)<\/p>\n\n\n\n<p>Ind.Pres. me a v\u00f4, t at v\u00e9 l\u00fc u v\u00e0, n\u00fcn anduma, vi\u00e8tar and\u00ec, lu i <strong>v\u00e0n<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto: me and\u00e8va, te t\u2019and\u00e8v, l\u00fc and\u00e8va, n\u00fcn and\u00e8vma. Vi\u00e8tar and\u00e8vva, lu i and\u00e8va<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro: me andr\u00f4 te t\u2019andr\u00e9, l\u00fc andr\u00e0, n\u00fcn andruma, vi\u00e8tar andr\u00ec, lu i<strong> andran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pas. Pros. s\u00f4n andat, te t\u2019e andat, l\u00fc l\u2019\u00e8 andat, n\u00fcn a suma andat, vi\u00e8tar a s\u00ec andat, lui i <strong>\u00e8n<\/strong> andat<\/p>\n\n\n\n<p>Fut. Ant. : me sar\u00f4 andat, te at sar\u00e9 andat, l\u00fc u sar\u00e0 andat, n\u00fcn a saruma andat, vi\u00e8tar a sar\u00ec andat, lu i <strong>saran<\/strong> andat.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>F\u00e8 <\/strong>(fare)<\/p>\n\n\n\n<p>Ind.pres. me a f\u00f4 te at f\u00e9, l\u00fc u fa, n\u00fcn a faruma, vi\u00e8tar a far\u00ec, lu i <strong>f\u00e0n<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto: me a f\u00e8va, te at f\u00e8v, l\u00fc u f\u00e8va, n\u00fcn a f\u00e8vma, vi\u00e8tar a f\u00e8v-va, lu i f\u00e8va<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro: me a far\u00f4, te at far\u00e9, l\u00fc u far\u00e0, n\u00fcn a faruma, vi\u00e8tar a far\u00ec lu i<strong> faran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pas.pros. : me h\u00f4 fat, t\u2019he fat, l\u00fc a fat, n\u00fcn uma fat, vi\u00e8tar hi fat, lu i <strong>han<\/strong> fat<\/p>\n\n\n\n<p>Fut ant. : me avr\u00f4 fat, te t\u2019avr\u00e9 fat, l\u00fc l\u2019avr\u00e0 fat, n\u00fcn avruma fat, vi\u00e8tar avr\u00ec fat, lu i <strong>avran<\/strong> fat<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sav\u00e8i <\/strong>(sapere)<\/p>\n\n\n\n<p>Ind. Pres. : me a s\u00f4, te at s\u00e9, l\u00fc u s\u00e0, n\u00fcn a suma, vi\u00e8tar a si, lu i <strong>san<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto: me a s\u00e8va, te at s\u00e8v, l\u00fc u s\u00e8va, n\u00fcn a savivma, vi\u00e8tar a saviv-va, lu i saviva.<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro: me a savr\u00f4, te at savr\u00e9, l\u00fc u savr\u00e0, n\u00fcn a savruma, vi\u00e8ter a savr\u00ec, lu i <strong>savran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pas.pros.: me h\u00f4 savid, te t\u2019he savid, l\u00fc ha savid, n\u00fcn uma savid, vi\u00e8tar hi savid, lu i <strong>han <\/strong>savid<\/p>\n\n\n\n<p>Fut. Ant. : me avr\u00f4 savid, te t\u2019avr\u00e9 savid, l\u00fc avr\u00e0 savid, n\u00fcn avruma savid, vi\u00e8tar avr\u00ec savid, lu i <strong>avr\u00e0n <\/strong>savid<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D\u00e8 <\/strong>(dare)<\/p>\n\n\n\n<p>Ind.pres. me a d\u00f4, te at d\u00e9, l\u00fc u d\u00e0, n\u00fcn a duma, vi\u00e8tar a d\u00ec, lu i<strong> d\u00e0n<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto: me a d\u00e8va, te at d\u00e8v, l\u00fc u d\u00e8va, n\u00fcn a d\u00e8vma, vi\u00e8tar a d\u00e8v-va, lu i d\u00e8va.<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro: me a dar\u00f4, te at dar\u00e9, l\u00fc u dar\u00e0, n\u00fcn a daruma, vi\u00e8tar a dar\u00ec, lu i <strong>daran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pass.pross. me h\u00f4 dat, te t\u2019he dat, l\u00fc ha dat, n\u00fcn uma dat, vi\u00e8tar hi dat, lu <strong>i han <\/strong>dat<\/p>\n\n\n\n<p>Fut.anter. me avr\u00f4 dat, te t\u2019avr\u00e9 dat,l\u00fc avr\u00e0 dat, n\u00fcn avruma dat, vi\u00e8tar avr\u00ec dat, lu <strong>i avran <\/strong>dat<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tr\u00e8 <\/strong>(gettare)<\/p>\n\n\n\n<p>Ind.pres.: me a tr\u00f4, te at tr\u00e9, l\u00fc u tr\u00e0, n\u00fcn a truma, vi\u00e8tar a tr\u00ec, lu <strong>i tran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Imperfetto: me a tr\u00e8va, te at tr\u00e8v, l\u00fc u tr\u00e8va, n\u00fcn a tr\u00e8vma, vi\u00e8tar a tr\u00e8v-va, lu i tr\u00e8va<\/p>\n\n\n\n<p>Futuro: me a trar\u00f4, te at trar\u00e9, l\u00fc u trar\u00e0, n\u00fcn a traruma, vi\u00e8tar a trar\u00ec, lu <strong>i traran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pass. Pross.: me h\u00f4 trat, te t\u2019he trat, l\u00fc ha trat, n\u00fcn uma , vi\u00e8tar hi trat, lu i<strong> han<\/strong> trat<\/p>\n\n\n\n<p>Fut.ant.: me avr\u00f4 trat, te t\u2019avr\u00e9 trat, l\u00fc avr\u00e0 trat, n\u00fcn avruma trat, vi\u00e8tar avr\u00ec trat, lu <strong>i avran <\/strong>trat<\/p>\n\n\n\n<p>LA PARABOLA DEL FIGLIUOL PRODIGO<\/p>\n\n\n\n<p><em>Abbiamo creduto potesse essere interessante raffrontare il dialetto bobbiese con quelli parlati nel nostro circondario. Per far questo ci siamo recati nelle varie localit\u00e0 ed abbiamo tradotto con persone del luogo (dal Vangelo di Luca, XV, 11 &#8211; 31), \u00ab La Parabola del Figliol Prodigo \u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa parabola \u00e8 sempre stata utilizzata, per la sua bellezza e la modernit\u00e0 del suo linguaggio,per scrivere nel proprio dialetto uno dei pi\u00f9 bei racconti dei Vangeli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Noi ci siamo limitati a trascrivere quello che man mano ci veniva tradotto, senza intervenire a correggere possibili errori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Abbiamo inoltre trovato sulla \u00ab Grammatica Milanese \u00bb di Franco Nicoli, pubblicata nel 1983 da Bramante Editrice di Busto Arsizio, diverse traduzioni dialettali di questa parabola. Ne abbiamo approfittato per riportare quelle parlate che sicuramente hanno in qualche modo influenzato il nostro dialetto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Versione nel dialetto Bobbiese<\/h6>\n\n\n\n<p><em>Traduzione del prof. Enrico Mandelli<\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>U FI\u00d6 CH&#8217;U GH&#8217; \u00c8VA E MAN B\u00dc\u015a E DI \u00c8TAR VISI<\/p>\n\n\n\n<p>On om u gh&#8217;\u00e8va d\u00fc fi\u00f6. O<sup>n<\/sup> d\u00e9 u p\u00f6 giuvan l&#8217;ha dit a so p\u00e8r: \u00ab Pup\u00e8, dam ra p\u00e8rt da nostra r\u00f4ba ch\u2019a m\u2019a sp\u00e8ta \u00bb. Alura u povar v\u00e8c l\u2019ha spartid a so r\u00f4ba tra i fi\u00f6. Dop p\u00f4chi d\u00e9, u fi\u00f6 p\u00f6 giuvan, argui\u00e8t t\u00fct e su r\u00f4b, l\u2019\u00e8 a<sup>n<\/sup>dat e<sup>n<\/sup>t o<sup>n<\/sup> pai\u015b lo<sup>n<\/sup>tan e l\u00e0 u s\u2019\u00e8 ma<sup>n<\/sup>g\u00e8 s\u00f6 t\u00fct, vive<sup>n<\/sup>d da siuras se<sup>n<\/sup>sa n\u00e9 l\u00e8g n\u00e9 f\u00e9d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quand u s\u2019era ormai fat f\u00f6ra t\u00fct e an gh\u2019a rest\u00e8va p\u00f6 gne<sup>n<\/sup>t e<sup>n<\/sup> sacosa, e<sup>n<\/sup>t qul pai\u015b l\u00e0 a gh\u2019\u00e8 riv\u00e8, cme \u015bo<sup>n<\/sup>ta, ona teribil caristia.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura u nostar giuvnot l\u2019ha cme<sup>n<\/sup>s\u00e8 a cunus c\u00f4\u015ba vuriva d\u00ec miseria, ma cula p\u00f6 neigra. E l\u2019\u00e8 a<sup>n<\/sup>dat da dsa e da d\u2019l\u00e0 a serch\u00e8 un po\u2019 d\u2019carit\u00e8. Ma i gh\u2019n\u2019\u00e8va t\u00fcti ta<sup>n<\/sup>t cme l\u00fc. Alura u s\u2019\u00e8 m\u00ecs a servisi da on om dar sit, che u l\u2019ha ma<sup>n<\/sup>d\u00e8 e<sup>n<\/sup>t i so camp a f\u00e8 ra gu\u00e8rdia a di gugn\u00ecn. L&#8217;avrisa vurid empinis ra pa<sup>n<\/sup>sa c\u00f3<sup>n<\/sup> qu\u00e8iche caruba \u2019d chil ch\u2019i mangi\u00e8va e su besti. Ma n\u2019s\u00fcn a gh\u2019ne d\u00e8va.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura a gh\u2019\u00e8 gnid da pe<sup>n<\/sup>s\u00e8 seriam\u00e9<sup>n<\/sup>t a u so st\u00e8t e u s&#8217;\u00e8 dit: \u00ab Qua<sup>n<\/sup>ti salari\u00e8 d\u2019me p\u00e8r i gh\u2019han pan en abondansa e me, ch\u00e9, m\u00f3r d\u2019fam. M\u2019far\u00f4 curag; a<sup>n<\/sup>dr\u00f4 da me p\u00e8r e gh\u2019dir\u00f4: \u00ab Pup\u00e8, l\u2019h\u00f4 fata gr\u00f2sa, co<sup>n<\/sup>tra ar ciel e co<sup>n<\/sup>tra te! A n\u2019s\u00f4<sup>n<\/sup> p\u00f6 d\u00e8gn d&#8217;i\u00e8s ciam\u00e8 u to fi\u00f6; tratam cme \u00fcn di t\u00f4 servit\u00f9 \u00bb. E u s\u2019\u00e8 fat curag; l\u2019\u00e8 a<sup>n<\/sup>dat da so p\u00e8r. E so p\u00e8r u l\u2019ha vist ch\u2019a l&#8217;era a<sup>n<\/sup>cam\u00f2 lo\u00f1tan. U gh\u2019ha fat ona gran compasion. D\u2019cursa u gh\u2019\u00e8 a<sup>n<\/sup>dat inco<sup>n<\/sup>tra, u gh\u2019ha trat i bras ar col e u s\u2019la ba\u015b\u00e8va che un la finiva p\u00f6.<\/p>\n\n\n\n<p>E u fi\u00f6 u gh\u2019ha dit : \u00ab Pup\u00e8, l&#8217;h\u00f4 fata grosa co<sup>n<\/sup>tra ar ci\u00e8l e co<sup>n<\/sup>tra te. N\u2019s\u00f4<sup>n<\/sup> p\u00f6 d\u00e8gn da i\u00e8s ciam\u00e8 u to fi\u00f6 \u00bb. Ma so p\u00e8r s\u00fcbit l\u2019ha urdin\u00e8 a i servit\u00f9 : \u00ab Purt\u00ec ch\u00e9 s\u00fcbit a m\u00fcda p\u00f6 b\u00e8la e mtigh\u2019la s\u00f6, l\u2019an\u00e8l a u did e o<sup>n<\/sup> p\u00e8ra da sch\u00e8rp n\u00f6v. Ciap\u00ec u vid\u00e8l gras e masil<\/p>\n\n\n\n<p>B\u015b\u00f6gna f\u00e8 o<sup>n<\/sup> b\u00e8l pra<sup>n<\/sup>s e ona gran f\u00e8sta; parch\u00e8 qul fi\u00f6 ch\u00e9 u m\u2019era m\u00f3rt e l\u2019\u00e8 turn\u00e8 a viv, l\u2019\u00e8ra p\u00e8rs e u s\u2019\u00e8 ritruv\u00e8 \u00bb, Alura t\u00fcti i s\u2019\u00e8<sup>n<\/sup> mis a bat ar man, a vu\u015b\u00e8: \u00ab e viva \u00bb e a f\u00e8 festa.<\/p>\n\n\n\n<p>U fi\u00f6 p\u00f6 vec a l\u2019era pr\u2019i camp. A d\u2019rituran, e \u015ba v\u015bin a ca, se<sup>n<\/sup>te<sup>n<\/sup>d i pe<sup>m<\/sup>far ch\u2019i sun\u00e8va e ra ge<sup>n<\/sup>t ch\u2019i ca<sup>n<\/sup>t\u00e8va, l\u2019ha ciam\u00e8 o<sup>n<\/sup> servit\u00f9 e u gh\u2019a d\u2019ma<sup>n<\/sup>d\u00e8: \u00ab c\u00f4\u015b \u00e8l t\u00fct qul burdal\u00e8ri l\u00e9?\u00bb. U servit\u00f9 u gh\u2019ha rispost: \u00ab L\u2019\u00e8 riturn\u00e8 to frad\u00e8l e to p\u00e8r l\u2019ha mas\u00e8 u videl gras parch\u00e8 l\u2019ha pudid riaveig\u014dl san e salv \u00bb. L\u00fc alura u s\u2019\u00e8 rabi\u00e8 e u n\u2019vuriva p\u00f6 a<sup>n<\/sup>d\u00e8 a c\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>So p\u00e8r l\u2019\u00e8 surtid a pregh\u00e8l, ma l\u00fc u s\u2019gh&#8217;\u00e8 rv\u00f4t\u00e8 e u gh\u2019ha dit: \u00e8co ! i e<sup>n<\/sup> ta<sup>n<\/sup>ti an che me t\u2019serv\u00ecs se<sup>n<\/sup>sa m\u00e8i dit ad no qua<sup>n<\/sup>d at m\u2019a urdin\u00e8v queic\u00f4\u015ba e te n\u2019t\u2019he m\u00e8i gna<sup>n<\/sup>ca pe<sup>n<\/sup>s\u00e8 da d\u00e8m o<sup>n<\/sup> cravdin par f\u00e8 festa c\u00f4n i me ami\u015b. E ades parch\u00e8 l\u2019\u00e8 riturn\u00e8 qul to fi\u00f6 che l\u2019ha co<sup>n<\/sup>s\u00fcm\u00e8 t\u00fcta a so r\u00f4ba c\u00f3<sup>n<\/sup> de dun\u00e0s che i fa<sup>n<\/sup> qul b\u00e8l mist\u00e8, te at gh\u2019he mas\u00e8 u vid\u00e8l p\u00f6 gras \u00bb. U gram so p\u00e8r u gh\u2019ha rispost: \u00ab Ch\u00e8ra u me ch\u00e8r fi\u00f6, te t&#8217;e sempar co<sup>n<\/sup> me e t\u00fct qul che me gh\u2019h\u00f4 l&#8217;\u00e8 u to; ma l\u2019era a<sup>n<\/sup>ca gi\u00fcst f\u00e8 festa e ies co<sup>n<\/sup>te<sup>n<\/sup>t e st\u00e8 s\u00f6 alegar parch\u00e8 qul to frad\u00e8l ch\u00e9 l&#8217;era m\u00f3rt e l\u2019\u00e8 turn\u00e8 e<sup>n<\/sup> vita, l\u2019era pers e u s\u2019\u00e8 rtruv\u00e8\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Versione nel dialetto di Coli<\/h6>\n\n\n\n<p><em>Traduzione di Ugo Peveri &#8211; Grafia da noi proposta .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>U fi\u00f6 prodigh<\/p>\n\n\n\n<p>On om u gh\u2019\u00e8va d\u00fc fi\u00f6 e u p\u00fcs\u00e8 \u015buun ad lu u d\u015biva a sa par: pap\u00e0 dam a part di b\u00e8n ch\u2019a ma sp\u00e8ta . E l\u00fc u dividiva i s\u00f6 b\u00e8n tra lu.<\/p>\n\n\n\n<p>Dop p\u00f4ch d\u00e9, u fi\u00f6 p\u00f6 \u015buun u \u2019rg\u00f6ia s\u00f6 ogni r\u00f4ba e us ne va par ona regi\u00f2n lotana e l\u00e0 u cons\u00fcma t\u00fcti i so b\u00e8n, viv\u00e9nd e mangi\u00e0 s\u00f6 t\u00fct.<\/p>\n\n\n\n<p>Dop ch\u2019a la cons\u00fcm\u00f4 ogni r\u00f4ba, a gh\u2019\u00e8 st\u00f4 ona gram mi\u015beria ent ar ca regi\u00f2n e l\u00fc l\u2019ha cmens\u00f4 a pat\u00ec ra fam. Alura l\u2019\u00e8 an\u00f4 a lavur\u00e0 con ion ad chi g\u00e9nt ad ca regi\u00f2n l\u00e0 e l\u00fc u l\u2019ha mand\u00f4 ent re su t\u00e8r a vard\u00e0 i gugn\u00e9n. E u d\u015bidrava fas p\u00e9n ra pansa con ra iand che i maiav i gugn\u00e9n, ma ans\u00f2n gh\u2019 ne dava.<\/p>\n\n\n\n<p>Gn\u00fcd ens a sua l\u2019ha d\u00fct: quanta g\u00e9nt ent ra ca ad m\u00e9 par i g\u2019han pan en abondansa e m\u00e9, ch\u00e9, m\u00f6r ad fam. Ma star\u00f4 s\u00f6, anar\u00f4 da m\u00e9 par e gh\u2019dir\u00f4: pap\u00e0 h\u00f4 \u015bbali\u00f4 contra ar ci\u00e8l e dnans a t\u00e8, an s\u00f4 p\u00f6 d\u00e8gn da \u00e8s ciam\u00f4 u ta fi\u00f6, tr\u00e0tam cme ion di t\u00f6 om.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019\u00e8 st\u00f4 s\u00f6 e l\u2019\u00e8 an\u00f4 da sa par. Entant ch\u2019a l\u2019era ancam\u00f2 lotan, sa par u l\u2019ha v\u00fcst e u gh\u2019\u00e8 camin\u00f4 incontra e us gh\u2019\u00e8 tr\u00f4 ar c\u00f6l e u l\u2019ha ba\u015b\u00f4.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura u fi\u00f6 u g\u2019ha d\u00fct: pap\u00e0 h\u00f4 \u015bbali\u00f4 contra ar ci\u00e8l e dnans a t\u00e8, an s\u00f4 p\u00f6 d\u00e8gn d\u2019\u00e8s ciam\u00f4 u t\u00e0 fi\u00f6. Ma u pap\u00e0 l\u2019ha d\u00fct ai s\u00f6 servit\u00f9: prst purt\u00e9 u vist\u00ec p\u00f6 b\u00e8l e vast\u00ecl, a mt\u00e9gh on an\u00e8l ent ru did e scarp ent ri p\u00e9, purt\u00ec u vd\u00e8l ingras\u00f4, masil e maiam e fam f\u00e8sta, parch\u00e8 cu m\u00e9 fi\u00f6 l\u2019era m\u00f3rt e l\u2019\u00e8 turn\u00f4 en vita, u s\u2019era p\u00e8rs e l\u2019\u00e8 st\u00f4 ritruv\u00f4. E i han cmens\u00f4 a fa f\u00e8sta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma u s\u00f6 fi\u00f6 p\u00f6 v\u00e8c ch\u2019a l\u2019era ent re t\u00e8r, quand l\u2019\u00e8 gn\u00fcd e u s\u2019\u00e8 av\u015bin\u00f4 a ra ca, l\u2019ha sent\u00fcd sun\u00e0 e cant\u00e0. Alura l\u2019ha ciam\u00f4 ion di servit\u00f9 e u g\u2019ha dmand\u00f4 c\u00f4\u015b\u2019era s\u00fcc\u00e8s.<\/p>\n\n\n\n<p>Cu ch\u00e9 alura u g\u2019ha d\u00fct&nbsp;: a l\u2019\u00e8 gn\u00fcd ta frad\u00e8l e ta par a l\u2019ha mas\u00f4 u vd\u00e8l gras parch\u00e8 u l\u2019ha truv\u00f4 san e sarv.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura u s\u2019\u00e8 rabi\u00f4 e un vureva mia \u2019n\u00e0 detar, alura sa par l\u2019\u00e8 gn\u00fc f\u00f6ra e l\u2019ha cmens\u00f4 a pregal.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cu l\u00e0 u g\u2019ha rispost a sa par: Ecu, da tant an ch\u2019at sarv\u00ecs e n\u2019h\u00f4 mai trasgredid i t\u00f6 cmand e t\u00e9 an t\u2019ha me mai d\u00f4 un crav\u00e8t parch\u00e8 me fisa f\u00e8sta con i m\u00e9 ami\u015b,<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dop che cu ta fi\u00f6 ch\u00e9 u s\u2019\u00e8 mangi\u00f4 i so b\u00e8n con e dun\u00e0s a l\u2019\u00e8 turn\u00f4, te a t\u2019he mas\u00f4 par l\u00fc u vd\u00e8l gras. Ma u pap\u00e0 u g\u2019ha d\u00fct: car u m\u00e9 fi\u00f6, te t\u2019\u00e8 sempar c\u00f3n m\u00e9 e t\u00fct cul ch\u2019a l\u2019\u00e8 m\u00e9 a l\u2019\u00e8 u t\u00f6, as duv\u00e8va s\u00fcbit \u00e8s alegar e fa f\u00e8sta, parch\u00e8 cu t\u00f6 frad\u00e8l l\u2019era m\u00f3rt e l\u2019\u00e8 turn\u00f4 en vita, u s\u2019era p\u00e8rs e l\u2019\u00e8 st\u00f4 ritruv\u00f4.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Perino<\/p>\n\n\n\n<p><em>Traduzione di Giuseppina Agnelli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Al fieu prodig<\/p>\n\n\n\n<p>\u00d6n om al g\u2019\u2019ava d\u00fc fieu e al p\u00f3 giuvan ad lur l\u2019ha ditt al par: Pap\u00e0, dam la part d\u2019eredit\u00e0 ch\u2019a ma sp\u00e8ta. E al par l\u2019ha diviz l\u2019eredit\u00e0 tra lur.<\/p>\n\n\n\n<p>P\u00f4c d\u00e9 dop, al p\u00f3 giuvan l&#8217;ha cat\u00e0 s\u00fc la so roba, l&#8217;\u00e8 part\u00ec pru paiz luntan e l\u00e0 al s\u2019\u00e8 mangi\u00e0 s\u00fc la so roba, en dal viv malament.<\/p>\n\n\n\n<p>Dop ch\u2019a l\u2019ha consum\u00e0 t\u00fcta la so roba \u00e8 v\u00e8gn ona gran carestia in cul paiz l\u00e0, e l\u00fc l\u2019ha cminci\u00e0 a ciap\u00e0 fam. Alura l\u2019\u00e8 and\u00e0 a lavur\u00e0 da \u00f6n abitant ad cula region l\u00e0, e l\u00fc al l\u2019ha mand\u00e0 in di so camp a pascul\u00e0 i gogn. L\u00fc al vuriva l\u2019empas la pansa con il giand che i mangiavan i gugnen, ma ads\u00fcn agh na dava.<\/p>\n\n\n\n<p>Quand l\u2019\u00e8 turn\u00e0 in ragion al s\u2019\u00e8 ditt: Quant uperai a ca ad me par i g\u2019han pan in abundansa e me eveci m\u00f6r ad fam.<\/p>\n\n\n\n<p>Star\u00f2 s\u00f6 e andr\u00f2 da me par e agh dir\u00f2: Pap\u00e0 ho fatt a pc\u00e0 contra al ciel e contra te. An so mia p\u00f6 degn d\u2019ess ciam\u00e0 to fieu, tratam acme v\u00f6n di t\u00f6 uperai.<\/p>\n\n\n\n<p>Al s\u2019\u00e8 als\u00e0 s\u00f6 e l&#8217;\u00e8 and\u00e0 da s\u00f6 par. Intant ch\u2019l\u2019era ancura luntan so par al l\u2019ha vist, l&#8217;ha pruv\u00e0 compassion, al gh\u2019\u00e8 curs incontra, al g\u2019ha tratt i brass al coll e al l\u2019ha baz\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura al fieu al g\u2019ha ditt: Pap\u00e0, ho apch\u00e8 contra al ciel e contra te e an so mia p\u00f6 degn d\u2019ess ciam\u00e0 to fieu. Ma al par l\u2019ha ditt ai so servitur : fa la sv\u00e8lta, purt\u00e8 al vist\u00ec p\u00f6s\u00e8 n\u00f6v e vistil, matig \u00f6n anel al did e di sandal ai p\u00e8, purt\u00e8 al videl p\u00f6 grass, masel e mangium e baracum, parch\u00e8 custi me fieu l\u2019era mort e a l\u2019\u00e8 turna in vita, al s\u2019era pers e l\u2019\u00e8 stat ritru\u00e0. E i han tac\u00e0 a barac\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma al so fieu prim ch\u2019l\u2019era in di camp, quand l\u2019\u00e8 turn\u00e0 a reintua ca, l&#8217;ha sent\u00ec sun\u00e0 e cant\u00e0. Alura l\u2019ha ciam\u00e0 v\u00f6n di servitur e al g\u2019ha dmand\u00e0 cuza a gh\u2019era. Custi alura al g\u2019ha ditt: \u00c8 turn\u00e0 to fradel e to par l\u2019ha mas\u00e0 al videl p\u00fcs\u00e8 grass parch\u00e8 al l\u2019ha truv\u00e0 san e salav.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fieu prim al s\u2019\u00e8 uf\u00e9z e al vureva mia and\u00e0 dentar. Par custi so par l\u2019\u00e8 and\u00e8 fora e l\u2019ha cminci\u00e0 a pregal. Ma al fieu l\u2019ha rispond\u00ec a so par e al ghha ditt: Eccu, da tant ann to serv\u00ec e an t\u2019ho mai di\u015bubid\u00ec e te ant ta me mia mai dat sultant \u00f6n cravett par pudei fa festa coi me ami\u015b. Inveci dop che custi to fieu al s\u2019\u00e8 mangi\u00e0 t\u00fcta la s\u00f6 roba co il donn da str\u00e0, l\u2019\u00e8 turn\u00e8, te, t\u2019he mas\u00e0 al videl p\u00f6 grass.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma al par al g&#8217;ha ditt : Cara al me fieu, te t\u2019\u00e9 sempar co me e cul che \u00e8 me, l\u2019\u00e8 to.<\/p>\n\n\n\n<p>Gavma quindi d\u2019ess content e fa festa, parch\u00e8 cu to fradel l\u2019era mort e l\u2019\u00e8 resusit\u00e0, al s\u2019era pers e l\u2019\u00e8 stat ritruv\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Mezzano Scotti<\/p>\n\n\n\n<p><em>Traduzione di Giorgio Civardi &#8211; Grafia da noi proposta .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Al fi\u00f6 prodigh<\/p>\n\n\n\n<p>On om u gh&#8217;\u00e8va d\u00fc fi\u00f6 e al p\u00fcs\u00e8 giuvan ad lu\u00e8tar l&#8217;ha dit al pap\u00e8 : Pap\u00e8 dam la p\u00e8rt ad b\u00e8n che m\u2019asp\u00e8ta. E l\u2019ha divi\u015b i so b\u00e8n tra lu\u00e8tar.<\/p>\n\n\n\n<p>Dop p\u00f6ch d\u00e9, ha muci\u00e8 ogni r\u00f4ba e al fi\u00f6 p\u00fcs\u00e8 giuvan us ne \u2019n\u00e8 pr\u2019on sit lontan e l\u00e0 l\u2019ha magi\u00e8 t\u00fct i so b\u00e8n, da siuras. Dop ch\u2019l\u2019\u00e8va magi\u00e8 f\u00f6ra t\u00fct, gh\u2019\u00e8 stat ona gram mi\u015beria e l\u00fc l&#8217;ha cmens\u00e8 a sufr\u00ec la fam.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019\u00e8 an\u00e8 a lavur\u00e8 da von a qul sit l\u00e0; qul l\u00e0 u l\u2019ha mand\u00e8 a lavur\u00e8 ent i so camp a vard\u00e8 i gogn. E u gh\u2019\u00e8va v\u00f6ia da l\u2019empas la pansa col giand, ch\u2019a magi\u00e8va i gugn\u00e8n, ma ads\u00f2n a gh ne d\u00e8va.<\/p>\n\n\n\n<p>Gn\u00ecd en sentur l\u2019ha dit: quant gar\u015bon ent la c\u00e0 ad me p\u00e8r i vansan al pan e me a m\u00f6r ad fam.<\/p>\n\n\n\n<p>Anar\u00f4 da me p\u00e8r e a gh dir\u00f4: Pap\u00e8, h\u00f4 pch\u00e8 contra al ciel e adnans a te, an s\u00f4\u2019 mia p\u00f6 d\u00e8gn da \u00e8s u to fi\u00f6, tr\u00e0tam tant cme von di to gar\u015bon.<\/p>\n\n\n\n<p>Dit e fat, l\u2019\u00e8 an\u00e8 da so p\u00e8r. Da lontan so p\u00e8r u l\u2019ha vist e u gh\u2019ha fat compasion e u gh\u2019\u00e8 an\u00e8 incontra, u gh&#8217;ha trat i bras al col e u l\u2019ha ba\u015b\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura al fi\u00f6 u gh\u2019ha dit: Pap\u00e8, h\u00f4 pch\u00e8 contra al ciel e adnans a t\u00e9, an s\u00f4 mia p\u00f6 d\u00e8gn da v\u00e8s al to fi\u00f6. So p\u00e8r l&#8217;ha dit ai gar\u015bon: f\u00e8 prest purt\u00e8 al vist\u00ec p\u00fcs\u00e8 b\u00e8l e a mtigh on an\u00e8l al did e sch\u00e8rp ai p\u00e9. Pi\u00e8 al vid\u00e8l p\u00fcs\u00e8 gras, mas\u00e8l, a fuma ona gran f\u00e8sta, parch\u00e8 qul me fi\u00f6 ch\u00e9 l&#8217;era m\u00f3rt e l&#8217;\u00e8 turn\u00e8 in vita, a s&#8217;era p\u00e8rs e l&#8217;\u00e8 stat ritruv\u00e8. Cmens\u00f9m a f\u00e8 f\u00e8sta. Al fi\u00f6 p\u00fcs\u00e8 grand a l\u2019era lavur\u00e8 ent i camp, quand l\u2019\u00e8 v\u00e8gn a c\u00e0 l\u2019ha sentid sun\u00e8 e cant\u00e8. Alura l\u2019ha ciam\u00e8 von di gar\u015bon e u gh\u2019ha dmand\u00e8 c\u00f4\u015ba sucediva.<\/p>\n\n\n\n<p>Al gar\u015bon u g&#8217;ha dit: \u00e8 turn\u00e8 to frad\u00e8l e to p\u00e8r l\u2019ha mas\u00e8 al vid\u00e8l p\u00fcs\u00e8 gras, parch\u00e8 l\u2019\u00e8 turn\u00e8 san e s\u00e8lav. Alura u s\u2019\u00e8 rabi\u00e8 e un vur\u00e9va mia an\u00e8 in c\u00e0. So p\u00e8r l\u2019\u00e8 an\u00e8 f\u00f6ra e ha cmens\u00e8 a pargh\u00e8l.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00fc l\u2019ha dit a so p\u00e8r: da tant \u00e0n me at f\u00f4 da servit\u00f9 e an t\u2019h\u00f4 m\u00e8i truv\u00e8 da d\u00ec a qul ch&#8217;at ta d\u015biva t\u00e9 e at t&#8217;me m\u00e8i dat un crav\u00e8n par f\u00e8 f\u00e8sta con i m\u00e9 ami\u015b.<\/p>\n\n\n\n<p>Dop che qul to fi\u00f6 ch\u00e9, ch\u2019u s\u2019\u00e8 magi\u00e8 f\u00f6ra t\u00fct col p\u00fctan, a l\u2019\u00e8 turn\u00e8 edr\u00e9, te a t\u2019he mas\u00e8 al vid\u00e8l p\u00fcs\u00e8 gras.<\/p>\n\n\n\n<p>Al pap\u00e8 u gh\u2019ha dit: ch\u00e8ra al m\u00e9 fi\u00f6 te t\u2019\u00e9 sempar con m\u00e9 e t\u00fct qul che l\u2019\u00e8 m\u00e9 a l\u2019\u00e8 al to.<\/p>\n\n\n\n<p>Bi\u015bogn\u00e8va f\u00e8 festa parch\u00e8 to frad\u00e8l l\u2019era m\u00f3rt e l\u2019\u00e8 turn\u00e8 en vita, l\u2019era p\u00e8rs e l\u2019\u00e8 turn\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Piacenza<\/p>\n\n\n\n<p><em>Traduzione di Sandro Ballerini.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Al fie\u00fb p\u00eent\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>Un om al gh\u2019\u00e4va d\u00fc fie\u00fb e al p\u00f4 giuvan l\u2019ha ditt a so p\u00e4r: Pap\u00e4, damm la p\u00e4rt di to bein ch\u2019a ma \u2019sp\u00e8ta.<\/p>\n\n\n\n<p>E al p\u00e4r al divida i so bein tra lur.<\/p>\n\n\n\n<p>Dop un po ad teimp, al fie\u00fb p\u00f4 giuvan l\u2019ha fatt s\u00f4 al so rob e \u2019l p\u00e4rta pr\u2019and\u00e4 luntan e l\u00e0, al sa mangia t\u00fctt il so sustans. L\u2019ha fatt al siur e l\u2019ha m\u00e4i lav\u00fcr\u00e4.<\/p>\n\n\n\n<p>Quand l&#8217;ha fatt f\u00f4ra t\u00fctt e l&#8217;\u00e8 dvint\u00e4 povar e in p\u00f4 pass\u00e4va in qull mumeint un periud ad carestia e l\u00fc al pativa la fam. L\u2019ha cerc\u00e4 un lavur a l&#8217;\u00e4va truv\u00e4 d&#8217;and\u00e4 dre i gogn. L\u2019ha pat\u00ec la fam tant ch\u2019al mangi\u00e4va qull ch&#8217;a mangi\u00e4van il besti. E at\u015boin ag nin d\u00e4va.<\/p>\n\n\n\n<p>Pinsandga bein, al sa disa: quant upereri lavura da me p\u00e4r ch&#8217;i g&#8217;hann pan in abbundansa, e me sum che ch\u2019a m\u00f3r ad fam.<\/p>\n\n\n\n<p>Andr\u00f3 da me p\u00e4r e gh\u2019al dir\u00f3: Pap\u00e4 ho pch\u00e8 contra \u2019l ciel e contra te, a sum mia p\u00f4 degn d&#8217;\u00e8s t\u00f3 fie\u00fb, tratma tant cme un t\u00f3 upereri.<\/p>\n\n\n\n<p>Al sa \u00e4lsa e &#8216;l va da so p\u00e4r. A l\u2019era ancura luntan, e so p\u00e4r al la v\u00eada, e l\u2019\u00e9 ciapp\u00e4 da cumpassion al gha curra incontra, al ga tr\u00e0 i brass al coll e al la b\u00e4sa.<\/p>\n\n\n\n<p>Allura al fie\u00fb al gha disa: Pap\u00e4, me am sum mia p\u00f4 degn d&#8217;ess t\u00f3 fie\u00fb. Ma al so pap\u00e4 l\u2019ha ditt a i so servidur: Prest purt\u00ec al vist\u00ec p\u00f4 bell e vistil, a mtig un anell al did e il sc\u00e4rp a i p\u00e9. Purt\u00ec al videl d&#8217;ingrass, massil e fum festa, parch\u00e8 me fie\u00fb l\u2019era mort e l\u2019\u00e8 resuscit\u00e4, al s\u2019era p\u00e8rs e l&#8217;um ritruv\u00e4.<\/p>\n\n\n\n<p>E atse i han tac\u00e4 a f\u00e4 la festa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma al so fie\u00fb p\u00f4 grand cl\u2019era in di camp a lavur\u00e4, quand al turna a ca al seinta sun\u00e4 e cant\u00e4.<\/p>\n\n\n\n<p>Allura al ciama un servidur e \u2019l gh\u2019a dmanda cus s\u00fccceda.<\/p>\n\n\n\n<p>Al servidur al disa: L\u2019\u00e8 vegn indr\u00e9 to frad\u00e8ll e to p\u00e4r l\u2019ha mass\u00e4 al videll d&#8217;ingrass parch\u00e8 so fie\u00fb l\u2019\u00e8 vegn indr\u00e9 san e salav.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fradell vecc al s&#8217;\u00e8 rabbi\u00e4 e al vuliva mia and\u00e4 in ca. So p\u00e4r l\u2019\u00e8 and\u00e4 f\u00f4ra par convincial a f\u00e4 festa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u00fc al risponda: Eccu, ien botta an ch&#8217;a me at serav e t\u2019ho seimpar \u00fcbid\u00ec e te at me mai dat gnan un cravein parch\u00e8 me fiss festa cui me amis.<\/p>\n\n\n\n<p>Ades che chel\u00fc al s&#8217;\u00e8 mangi\u00e4 f\u00f4ra t\u00fct e al gh&#8217;ha p\u00f4 gnan un s\u00f4ld, e ultrat\u00fctt te at gha mass al videll d\u2019ingrass.<\/p>\n\n\n\n<p>E so p\u00e4r al gha risponda: Car al me fie\u00fb, te t\u2019\u00e9 seimpar cun me e t\u00fctt qull ch\u2019a gh\u2019ho dal me l&#8217;\u00e8 \u2019l t\u00f3, l&#8217;era giust quindi f\u00e4 festa par to fradell cl\u2019era mort e l\u2019\u00e8 resuscit\u00e4, al s\u2019era p\u00e8rs e l\u2019um ritruv\u00e4.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Marsaglia<\/p>\n\n\n\n<p><em>Traduzione di Renzo Gnecchi &#8211; Grafia da noi proposta .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>U fi\u00f6 prodigo<\/p>\n\n\n\n<p>On omo u gh\u2019ava d\u00fc fi\u00f6 e u p\u00fcs\u00e8 \u015buno di d\u00fc l\u2019ha d\u00fctto a so pare : Pap\u00e0, d\u00e0mme a parte dra r\u00f4ba ch&#8217;a me sp\u00e8ta. E l\u2019ha spartio i so b\u00e8n tra lu.<\/p>\n\n\n\n<p>Doppo p\u00f4chi d\u00ec l&#8217;ha argoi\u00e8tto ogni r\u00f4ba, e u fi\u00f6 p\u00fcs\u00e8 \u015buno us n\u2019\u00e8 an\u00f4 pr\u2019ona region lontana e l\u00e0 l\u2019ha sp\u00e8i\u015bo t\u00fcti i so b\u00e8n a f\u00e0 ona b\u00e8la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Doppo av\u00e8i cons\u00fcm\u00f4 ogni r\u00f4ba a gh\u2019\u00e8 st\u00f4 ona gram mi\u015beria en cula region e l\u00fc a l&#8217;ha cmens\u00f4 a pat\u00ec a famme. E a l\u2019\u00e8 an\u00f4 a lavur\u00e0 en c\u00e0 d\u2019i\u00f2n ch\u2019u stava en cula region l\u00e9 e l\u00fc u l\u2019ha mand\u00f4 ent i pr\u00f2 a vard\u00e0 i gugn\u00e8n.<\/p>\n\n\n\n<p>E agh pia\u015biva empinis ra pansa c\u00f3 e giande ch\u2019i mangiava i gugn\u00e8n, ma ads\u00f2n a gh ne dava.<\/p>\n\n\n\n<p>Erven\u00fco l\u2019ha d\u00fctto: quanti operai ent ra c\u00e0 ad me pare i gh\u2019han pan en abondansa enveci me ch\u00e9 a m\u00f6ro ad famme. Star\u00f4 s\u00f6, anar\u00f4 da me pare e gh dir\u00f4: Pap\u00e0 h\u00f4 pc\u00f4 contra el cielo e davanti a te an s\u00f4 p\u00f6 d\u00e8gno d\u2019\u00e8s ciam\u00f4 u to fi\u00f6, tr\u00e0tma cme i\u00f2n di to operai. E a l\u2019\u00e8 st\u00f4 s\u00f6 e l\u2019\u00e8 an\u00f4 da so pare.<\/p>\n\n\n\n<p>Entant ch\u2019a l\u2019era ancam\u00f2 lontan, so pare u l\u2019ha v\u00fcsto, a gh\u2019\u00e8 ciap\u00f4 compasion, u gh\u2019ha camin\u00f4 incontra, u gh\u2019ha tr\u00f4 e brase ar collo e u l\u2019ha ba\u015b\u00f4.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura u fi\u00f6 u gh\u2019ha d\u00fctto: E &#8216;p\u00e0 h\u00f4 pec\u00f4 contro el cielo e davanti a te, an s\u00f4 p\u00fc d\u00e8gno d&#8217;\u00e8s ciam\u00f4 u to fi\u00f6.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma u pare l\u2019ha d\u00fctto ai so servi, pr\u00e8sto purt\u00ec u vestio p\u00fc b\u00e8lo e vestilo e mtighe on an\u00e8lo u dido e scarpe ai p\u00e9, purt\u00ec u buc\u00e8n p\u00fc grasso, masilo, e mangiamme e femm f\u00e8sta, perch\u00e8 ch&#8217;u fi\u00f6 ch\u00e9 a l&#8217;era m\u00f6rto e l\u2019\u00e8 ris\u00fcscit\u00f4, u s\u2019era p\u00e8rso e l\u2019\u00e8 st\u00f4 truv\u00f4 e, a i han cmens\u00f4 a mangi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma u so fi\u00f6 grando ch\u2019a l\u2019era ent i pr\u00f2, quand u s&#8217;\u00e8 av\u015bin\u00f4 a c\u00e0, a l\u2019ha sentio sun\u00e0 e cant\u00e0. Alura a l\u2019ha ciam\u00f4 i\u00f2n di servi e l\u2019ha dmand\u00f4 c\u00f4\u015ba sucediva.<\/p>\n\n\n\n<p>Custo u gh\u2019ha d\u00fctto: l\u2019\u00e8 riv\u00f4 to frad\u00e8llo e to pare a l\u2019ha mas\u00f4 u buc\u00e8n p\u00fc grasso perch\u00e8 u l\u2019ha ritruv\u00f4 san e salvo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00fc u s\u2019\u00e8 rabi\u00f4 e un vur\u00e9va mia an\u00e0 in c\u00e0, alura so pare a l\u2019\u00e8 gnio f\u00f6ra e l\u2019ha cmens\u00f4 a pregalo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u00fc a l\u2019ha risposto a so pare e u gh\u2019ha d\u00fctto: Ecco, da tanti \u00e0nni me ad serviss\u00f4 e an to mai di\u015bubidio e te at ta me mai d\u00f4 on crav\u00e9n per f\u00e0 ona f\u00e8sta con i me soci.<\/p>\n\n\n\n<p>Cu to fi\u00f6 ch\u00e9, ch\u2019u s&#8217;\u00e8 mangi\u00f4 t\u00fcti i so b\u00e8n con e p\u00fctane a l\u2019\u00e8 gn\u00fco a c\u00e0, e te at gh\u2019 he mas\u00f4 u buc\u00e8n p\u00fc grasso. Ma so pare u gh\u2019ha d\u00fctto: Caro u me fi\u00f6, te a t\u2019\u00e9 sempar con me e t\u00fct cul ch\u2019a l\u2019\u00e8 u me a l\u2019\u00e8 anca u to.<\/p>\n\n\n\n<p>B\u015bugnava donca mangi\u00e0 e f\u00e0 f\u00e8sta, perch\u00e8 cu to frad\u00e8llo ch\u00e9 a l\u2019era m\u00f6rto e l\u2019\u00e8 gnio ar mondo, u s\u2019era p\u00e8rso e u s\u2019\u00e8 truv\u00f4.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Ottone Soprano<\/p>\n\n\n\n<p><em>Traduzione e grafia del Prof: Flavio G. Nuvolone<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E u cunt\u00e8ia anca ina cunta. In ommu u gh\u2019\u00e8ia d\u00fc figgi. U p\u00fc \u015bune de luatri l\u2019ha ittu a u pare : \u00ab P\u00e2, damme a parte de pusessu ch\u2019a me vegna \u00bb. E u pare u gh\u2019ha spartiu u s\u00f6 begn.<\/p>\n\n\n\n<p>Quarche giurnu doppu u p\u00fc \u015bune di figgi l\u2019ha regugettu t\u00fctu e l\u2019\u00e8 partiu in t\u2019in pa\u00e8i\u015be luntan dure l\u2019ha stragi\u00f6 cullu ch\u2019u gh\u2019\u00e8ia: u viv\u00e8ia da spendasun in tu disandiu.<\/p>\n\n\n\n<p>Doppu ch\u2019u l\u2019\u00e8ia sp\u00e8i\u015bu t\u00fctu gh\u2019\u00e8 riv\u00f6 in te cullu pa\u00e8i\u015be ina caristia put\u00e8nte e u s\u2019\u00e8 truv\u00f6 in tu be\u015b\u00f6gnu.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura l\u2019\u00e8 and\u00f6 a garsun a sutta d\u2019in hommu de cullu pa\u00e8i\u015be, ch\u2019u gh\u2019ha fattu vard\u00e2 i p\u00f6rchi in ti campi. L\u00ea, l\u2019ar\u00e8ia ben vur\u00fciu vimpise a pansa de giande che biasc\u00e8iu i p\u00f6rchi, ma ne gh\u2019era anima viva ch\u2019a gh\u2019en d\u00e8ia.<\/p>\n\n\n\n<p>U ghe pens\u00e8ia e u se dij\u00e8ia: \u00ab Quanti giurnar\u00e9 in c\u00e0 de me pare i gh\u2019han t\u00fcte \u00e8 miche chi v\u00f6ru, e mi sun chi che m\u00f6ru de famme.<\/p>\n\n\n\n<p>V\u00f6ggiu st\u00e2 s\u00fc e and\u00e2 da me pare e dighe : \u00ab P\u00e2, \u00f6 fattu m\u00e2 cuntra u S\u00e9 e cuntra de ti; mi ne sun p\u00fc bun d\u2019ese ciam\u00f6 t\u00f6 figgiu. Piggeme cumme v\u2019\u00fcn di t\u00f6 garsun\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019\u00e8 partiu e l\u2019ha pigi\u00f6 u camin de s\u00f6 pare. U ne l\u2019era anca arente che s\u00f6 pare u l\u2019ha v\u00fcstu e t\u00fctu lacrimusu l\u2019\u00e8 cur\u00fciu incuntru, u l\u2019ha bras\u00f6 e u l\u2019ha baj\u00f6.<\/p>\n\n\n\n<p>U figgiu l\u2019ha ittu a s\u00f6 pare: \u00ab P\u00e2, \u00f6 fattu u m\u00e2 cuntra u S\u00e9 e cuntra de ti; mi ne sun p\u00fc bun d\u2019ese ciam\u00f6 t\u00f6 \u201cfiggiu\u201d \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma u pare l\u2019ha ittu a i s\u00f6 servid\u00fb: \u00ab F\u00e8i fitu, purt\u00e8i chi u p\u00fc bellu vestiu e mett\u00e8ighelu, mett\u00e8ighe l\u2019anelu a u diu e \u00e8 scarpe ai p\u00e9. F\u00e8i vign\u00ee u bucin grassu, majel\u00e8ilu e pransemmu e femmu festa. Custu me figgiu l\u2019era m\u00f6rtu e l\u2019\u00e8 turn\u00f6 vivu, l\u2019era perd\u00fciu e i l\u2019han turna truv\u00f6 \u00bb. E gian vins\u00ecu a festa.<\/p>\n\n\n\n<p>U figgiu p\u00fc gr\u00e4ndu l\u2019era anca in ti campi. In tu vign\u00ee a c\u00e0, quandu l\u2019era ar\u00e8nte, l\u2019ha sent\u00ecu chi sun\u00e8iu e i cant\u00e8iu.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ha fattu vign\u00ee in garsun e u gh\u2019ha dumand\u00f6 c\u00f6se l\u2019era cullu invej\u00e8ndu.<\/p>\n\n\n\n<p>U garsun u gh\u2019ha respund\u00fciu\u00ab L\u2019\u00e8 u t\u00f6 fr\u00e8 che l\u2019\u00e8 t\u00f9rna chi e u t\u00f6 pare l\u2019ha fattu majel\u00e2 u bucin grassu parch\u00e8 u l\u2019ha \u00fciu t\u00f9rna san e sarvu \u00bb .<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ea u s\u2019\u00e8 rabi\u00f6 e u ne vur\u00e8ia p\u00fc vign\u00ee in c\u00e0. U pare l\u2019\u00e8 sciurt\u00ecu alura a preg\u00e0lu.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u00ea, u l\u2019ha respund\u00fciu a s\u00f6 pare: \u00abCumme te v\u00e8ji, mi te faggu da garsun da in m\u00fcggiu d\u2019anni e t\u2019h\u00f6 sempre d\u00f6 datr\u00e0, e n\u2019h\u00f6 mai ref\u00fci\u00f6 i t\u00f6 cumandi, e ti ne te m\u2019\u00e8 mai d\u00f6 in cravettu p\u00e8 f\u00e2 festa cun i me amiji. Ma ora che custu t\u00f6 figgiu l\u2019\u00e8 t\u00f9rna chi, doppu che l\u2019ha scialac\u00f6 t\u00fctu u t\u00f6 begn cun d\u00e8 spurcaciunne, ti te gh\u2019\u00e8 majel\u00f6 u bucin grassu!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>U pare u gh\u2019ha ittu: \u00ab Figi\u00f6 m\u00ea caru, ti t\u2019\u00e8 sempre insema a mi e t\u00fctu cullu che l\u2019\u00e8 m\u00ea, l\u2019\u00e8 t\u00f6. Se duv\u00e8ia f\u00e2 festa e allegria, parch\u00e9 stu t\u00f6 fr\u00e8 l\u2019era m\u00f6rtu e ora l\u2019\u00e8 t\u00f9rna vivu, l\u2019era perd\u00fciu e i l\u2019han t\u00f9rna truv\u00f6 \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Santa Maria<\/p>\n\n\n\n<p><em>Traduzione di Fede Filippini -Grafia da noi proposta .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>U fi\u00f6 ch&#8217;u s&#8217;i pent\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>On om u gh&#8217; \u00e9va d\u00fc fi\u00f6 e u p\u00fcs\u00e8 \u015buun ad lu u di\u015ba a so par: pap\u00e0, d\u00e0m ra part dra r\u00f4ba ch\u2019am sa sp\u00e8ta. E l\u00fc u divida a sua r\u00f4ba tra lu.<\/p>\n\n\n\n<p>Dop p\u00f4chi d\u00e9 u \u2019rg\u00f6ia t\u00fcta a sua r\u00f4ba e u fi\u00f6 p\u00fc \u015buun us ne an\u00f4 ent ona region distant, e l\u00e0 u s\u2019i magi\u00f4 f\u00f6ra t\u00fct.<\/p>\n\n\n\n<p>Dop ch\u2019u s\u2019i magi\u00f4 f\u00f6ra t\u00fct, l\u00e0 i gn\u00fc ona gran mi\u015beria e l\u2019ha cmens\u00f4 a pat\u00ec ra f\u00e0m.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019i an\u00f4 a lavur\u00e0 da on abitant ad qula region, e cul\u00e0 u l\u2019ha mand\u00f4 ent i so camp a c\u00fcr\u00e0 i gogn. E u gh\u2019\u00e9va ona f\u00e0m ch\u2019a l\u2019ar\u00e9va magi\u00f4 ra giada, ma ans\u00f2n a gl\u2019ha d\u00e9va.<\/p>\n\n\n\n<p>Dop, l\u2019ha pens\u00f4: a c\u00e0 d\u2019m\u00e9 par i so uperai i gh\u2019han pan en abondansa e inveci m\u00e9 ch\u00e9 a m\u00f6r ad f\u00e0m.<\/p>\n\n\n\n<p>Am s\u00f4 dars\u00fcd\u00f4 e h\u00f4 pens\u00f4 d&#8217;an\u00e0 da m\u00e9 par e a gh dir\u00f4: Pap\u00e0 o pc\u00f4 contra ar ci\u00e8l e dadnans a t\u00e9, an s\u00f4 mia p\u00f6 d\u00e8gn da \u00e8s ciam\u00f4 u to fi\u00f6, tr\u00e0tma cme i\u00f2n di to uperai.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019i st\u00f4 s\u00f6 e l\u00eci an\u00f4 da so par. A l\u2019era ancam\u00f2 distant, so par u l\u2019ha v\u00fcst e u gh\u2019ha m\u00fcs compasi\u00f2n, u gh\u2019i an\u00f4 escontra e u gh\u2019ha tr\u00f4 i bras ar col e u l\u2019ha ba\u015b\u00f4.<\/p>\n\n\n\n<p>U fi\u00f6 u gh\u2019ha d\u00fct: pap\u00e0 h\u00f4 pc\u00f4 contra ar ciel e dadnans a t\u00e9, an s\u00f4 mia p\u00f6 d\u00e8gn da \u00e8s ciam\u00f4 u to fi\u00f6. Ma u pap\u00e0 u g&#8217;ha d\u00fct c\u00f4 i so servit\u00f9: f\u00e8 pr\u00e8st, purt\u00e8gh u vist\u00ec p\u00fcs\u00e8 b\u00e8l, vistil e a mt\u00e9gh on an\u00e8l a u did e on p\u00e0 da scarp ai p\u00e9. Purt\u00e8i u vd\u00e8l p\u00fc gras, mas\u00e9l e fum ona gran f\u00e8sta, parch\u00e8 ch\u2019u fi\u00f6 ch\u00e9 l&#8217;era m\u00f3rt e l&#8217;i turn\u00f4 en vita, l\u2019era pers e l\u2019um ritruv\u00f4. E i han cmens\u00f4 fa f\u00e8sta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma u so fi\u00f6 magiur, ch\u2019a l&#8217;era ent i camp, quand l\u2019i turn\u00f4 l\u2019ha sent\u00fc sun\u00e0 e cant\u00e0. Alura l\u2019ha ciam\u00f4 on servit\u00f9 e u gh\u2019ha domand\u00f4 c\u00f4\u015ba a gh\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>U servit\u00f9 ugh di\u015ba: l\u2019i turn\u00f4 u to frad\u00e8l e to par l\u2019ha mas\u00f4 u vd\u00e8l gras parch\u00e8 u l\u2019ha truv\u00f4 san e salav.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura u s\u2019i rabi\u00f4 e u n\u2019ha mia vus\u00fc an\u00e0 dr\u00e9nta. U so pap\u00e0 l\u2019i l&#8217;an\u00f4 f\u00f6ra e l\u2019ha cmens\u00f4 a pargal. Ma l\u00fc l\u2019ha rispost a u so pap\u00e0: Ecu, me che l\u2019i tanti \u00e0n ch\u2019at serav e an t\u2019h\u00f4 mai di\u015bubid\u00ec ai to cumand e t\u00e9 an t\u2019he me mai d\u00f4 on crav\u00ecn par f\u00e0 f\u00e8sta con i m\u00e9 ami\u015b. Ma dop che cu fi\u00f6 ch\u00e9, ch\u2019u s\u2019i magi\u00f4 t\u00fct c\u00f3\u2019 che putan\u00e0s lim\u00f2, l\u2019i turn\u00f4, te at gh\u2019 he mas\u00f4 u vd\u00e8l p\u00fc gras. Alura u pap\u00e0 u gh\u2019ha d\u00fct: Cara u m\u00e9 fi\u00f6, te t\u2019\u00e9 sempar c\u00f4 m\u00e9 e t\u00fct qul ch\u2019l\u2019i u m\u00e9 a l&#8217;i anca u to. B\u015bugn\u00e9va f\u00e0 ona gran f\u00e8sta, parch\u00e8 u to frad\u00e8l l\u2019era m\u00f3rt e l\u2019i turn\u00f4 en vita, u s\u2019era p\u00e8rs e l\u2019um ritruv\u00f4.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Ceci<\/p>\n\n\n\n<p><em>Traduzione di Costantino Fraschetta &#8211; Grafia da noi proposta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>U fi\u00f6 p\u00e9ntio<\/p>\n\n\n\n<p>On om u gh\u2019\u00e9va d\u00fc fi\u00f6. U p\u00fcs\u00e8 \u015buun u di\u015ba a so p\u00e8r: P\u00e0 dam s\u00fcbt\u00f4 a m\u00e9 part d\u2019eredit\u00e8. U p\u00e8r l\u2019ha divi\u015b u patrimonio tra i d\u00fc fi\u00f6.<\/p>\n\n\n\n<p>P\u00f4c d\u00e9 dopo, u fi\u00f6 p\u00fcs\u00e8 \u015buun l\u2019ha vend\u00fc t\u00fcti i s\u00f3 beni e c\u00f4 i s\u00f4d ricav\u00e8 l&#8217;and\u00f4 int on pai\u015b lontan. L\u00e0 u s\u2019\u00e8 bandun\u00f4 a ona vita di\u015bordin\u00e0 e acs\u00e9 l\u2019ha sp\u00e9\u015b t\u00fcti i s\u00f3 s\u00f4d.<\/p>\n\n\n\n<p>A gh\u2019\u00e8 st\u00f4 p\u00f6 en ca region l\u00e0 ona gran mi\u015beria, e cu \u015buun l\u00e0 u s\u2019\u00e8 truv\u00f4 in gran dificult\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019and\u00f4 alura da i\u00f2n di abitant ad qul pai\u015b l\u00e0 e u s\u2019\u00e8 m\u00fcsu a e su dipendens. Cul\u00e9 u l\u2019ha mand\u00f4 ent i camp a f\u00e8 u guardian di gogn.<\/p>\n\n\n\n<p>A l\u2019\u00e9ra tant afam\u00f4 che l\u2019ar\u00e8sa mangi\u00f4 e giand che i mangieva i gogn, ma n\u00fcs\u00f2n gh\u2019i d\u00e9va.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura u s\u2019\u00e8 m\u00fcsu a pens\u00f4 e l\u2019ha d\u00fct: t\u00fcti i dipedent du m\u00e9 p\u00e8r i gh\u2019ha da mang\u00e8 a vulont\u00e0. M\u00e9 invece s\u00f4 ch\u00e9 a mur\u00ec ad fam.<\/p>\n\n\n\n<p>A torner\u00f4 da m\u00e9 p\u00e8r e a gh dir\u00f4: P\u00e0 h\u00f4 p\u00e9c\u00f4 contra Diu e contra t\u00e9i. An s\u00f4 p\u00fc degnu da \u00e8s u to fi\u00f6. Tr\u00e0tme cme i\u00f2n di to dipedent.<\/p>\n\n\n\n<p>U s\u2019\u00e8 m\u00fcs s\u00fcbto in cam\u00e8n e l\u2019\u00e8 turn\u00f4 da so p\u00e8r. A l\u2019\u00e9ra ancam\u00f2 lontan dra c\u00e0 pat\u00e8rna, quand u so p\u00e8r u l&#8217;ha v\u00fcstu e, u s\u2019\u00e8 cum\u00f2so, u gh\u2019and\u00f4 incontro, u l\u2019ha bras\u00f4 e l\u2019ha ba\u015b\u00f4.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma u fi\u00f6 u gh\u2019ha d\u00fctu : P\u00e0 h\u00f4 p\u00e9c\u00f4 contra Diu e contra t\u00e9i . An s\u00f4 mia p\u00fc d\u00e8gn da \u00e8s consider\u00f4 u to fi\u00f6.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma u so pare urdin\u00f4 s\u00fcbto ai s\u00f3 s\u00e8rvi: Pr\u00e8stu, and\u00e8i a pi\u00e0 u v\u00e8st\u00ec p\u00fcs\u00e8 b\u00e8lo e f\u00e9glo m\u00e8t s\u00f6, a mt\u00e9ghe l\u2019an\u00e8lo ent u dido e d\u00e9gh on p\u00e0 \u2019d sandali. P\u00f6 pi\u00e8i u vd\u00e8l cul ch\u2019\u00e8mme ingras\u00f4 e mas\u00e9l.<\/p>\n\n\n\n<p>Gh\u2019\u00e8m da festegi\u00e0 c\u00f4n ona f\u00e8sta u so riturno, parch\u00e8 cu fi\u00f6 ch\u00e9 a l&#8217;\u00e9ra morto e l\u2019\u00e8 turn\u00f4 in vita, u s\u2019\u00e9ra p\u00e8rso e l\u2019h\u00f4 ritruv\u00f4. E i han cmens\u00f4 a f\u00e8 f\u00e8sta.<\/p>\n\n\n\n<p>U prum fi\u00f6, us truv\u00e9va ent i camp. Quand l\u2019\u00e8 turn\u00f4 e l\u2019\u00e9ra r\u00e9nta c\u00e0, l\u2019ha sent\u00fc sun\u00e8 e cant\u00e8. L\u2019ha ciam\u00f4 on s\u00e8rvo e u gh\u2019ha dmand\u00f4 co\u015b\u2019\u00e9ra s\u00fcc\u00e8s.<\/p>\n\n\n\n<p>U s\u00e8rvo u gh\u2019ha risposto: \u00c8 turn\u00f4 u to frad\u00e8l e u to p\u00e0re l\u2019ha fat mas\u00e8 u vd\u00e9l, ch\u2019u gh\u00e8m ingras\u00f4, parch\u00e8 l\u2019ha pud\u00fcio av\u00e8ghe u so fi\u00f6 san e salv.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma u prum fi\u00f6 u gh\u2019ha d\u00fct: da tant \u00e0n che lavur par t\u00e9i e n&#8217;h\u00f4 mai di\u015bubidio a i t\u00f3 cumand. Epura t\u00e9i an t\u2019he m\u00e9 gnanca d\u00f4 on crav\u00e8i par f\u00e0 f\u00e8sta c\u00f4 i m\u00e9 ami\u015b. E m\u00f2 ch\u2019\u00e8 gn\u00ec a c\u00e0 cu to fi\u00f6 ch\u00e9, che l\u2019ha cons\u00fcm\u00f4 t\u00fct i t\u00f3 b\u00e8ni c\u00f4 e p\u00fct\u00e8n, par l\u00fc t\u2019he fat mas\u00e0 u vd\u00e8l gras.<\/p>\n\n\n\n<p>U p\u00e0re u gh\u2019ha d\u00fct: caro u m\u00e9 fi\u00f6, te at s&#8217;\u00e9 sempre c\u00f4 m\u00e8i e t\u00fct cu ch\u2019\u00e8 m\u00e9 a l\u2019\u00e8 anca u to. Me an pud\u00e9va mia f\u00e8 mia f\u00e8sta, parch\u00e8 u to frad\u00e8lo \u00e9ra par m\u00e8i m\u00f3rto e m\u00f2 l\u2019\u00e8 turn\u00f4 en vita, l\u2019\u00e9ra p\u00e8rso e l\u2019h\u00f4 ritruv\u00f4.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Varzi<\/p>\n\n\n\n<p><em>Traduzione a cura del Gruppo Dialettale dell\u2019 Ass. Varzi Viva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Er fi\u00f6 cur man b\u00fc\u0161 (stragi\u00f3n)<\/p>\n\n\n\n<p>Un om u gh&#8217;\u00e8va d\u00fc fi\u00f6. Er p\u00fc \u0161un di d\u00fc u gh\u2019\u00e0 dit : \u00ab Pup\u00e0, dam ra p\u00f2rt ch\u2019a me sp\u00e8ta \u00bb; so p\u00f2r alura l\u2019\u00e0 divi\u0161 ra so r\u00f3ba in du p\u00f2rt e,dop qu\u00f2ch d\u00e8, er so fi\u00f6 l\u2019\u00e0 pi\u00f2 s\u00f2 t\u00fct e us n\u00e9 indat luntan .<\/p>\n\n\n\n<p>Int\u2019 un bat d\u2019\u00f2g\u2019 l\u2019\u00e0 fat f\u00f6 t\u00fct e intant ch\u2019u cuns\u00fcm\u00e8va t\u00fcta ra so r\u00f3ba, in qul pai\u0161 l\u00e0 u gh\u2019\u00e8 stata una gran caristia e l\u00fc, ch\u2019un gh\u2019\u00e8va p\u00f2 n\u00e9nt, u f\u00e8va ra fam.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura l\u2019\u00e8 indat a lavur\u00f2 cm\u00e8 guardian di gugn\u00e9n e l&#8217;avr\u00e8sa mangi\u00f2 incas\u00e8 er giand ch\u2019igh d\u00e8va ar besti, ma in\u015b\u00f6n ugh na d\u00e8va.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura l\u2019\u00e0 cuminci\u00f2 a ra\u0161un\u00f2 : \u00abQuanti gars\u00f3n in ca ed me p\u00f2r i gh\u2019\u00e0n da mangi\u00f2 in abundansa, e m\u00e8 a s\u00f3n ch\u00e8 a f\u00f2 ra fam !!. A star\u00f2 s\u00f2, a indar\u00f2 da me p\u00f2r e agh dir\u00f2: Pup\u00e0, \u00f2 fat-e-pc\u00f2 contra er s\u00e9 e dednans a te. An s\u00f3n p\u00f2 d\u00e8gn ed j\u00e8s cunsidr\u00f2 er to fi\u00f6, trat\u00f2m cm\u00e8 v\u00f6n di to gar\u0161\u00f3n \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Alura l\u2019\u00e8 stat s\u00f2 e l&#8217;\u00e8 indat da so p\u00f2r; l\u2019era anc\u00f9 luntan ma so p\u00f2r u l&#8217;\u00e8va \u0161am\u00f2 v\u00fcst e u gh\u2019\u00e8 curs incontra, u l\u2019\u00e0 bras\u00f2 s\u00f2 e u l\u2019\u00e0 ba\u0161\u00f2. Alura er fi\u00f6 u gh\u2019\u00e0 dit:\u00ab Pup\u00e0, \u00f2 fat-e-pc\u00f2 contra ar s\u00e9 e dednans a t\u00e8, an s\u00f3n p\u00f2 d\u00e8gn ed j\u00e8s ciam\u00f2 &#8220;er to fi\u00f6&#8221;.Ma er p\u00f2r l\u2019\u00e0 urdin\u00f2 ai servit\u00f9:\u00ab Purtaei ch\u00e9 \u00e8r vist\u00ec p\u00fc bael, mtigh un an\u00e9 ar digh e d\u00e8r sc\u00f2rp ai p\u00e9; purtaei er vid\u00e9 p\u00fc gras, masael e fuma faesta, perch\u00e8 qul fi\u00f6 ch\u00e8 l\u2019era m\u00f3rt e l&#8217;\u00e8 ris\u00fcsit\u00f2, u s\u2019era p\u00e8rs e a l&#8217;uma truv\u00f2 anc\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma er fi\u00f6 p\u00f9 vaeg\u2019, cl\u2019era int\u2019 i camp, l\u2019\u00e0 sint\u00ec che in ca i f\u00e8va faesta: l\u2019\u00e0 ciam\u00f2 un servit\u00f9 per dumand\u00f2gh s\u2019l\u2019era s\u00fcciaes. Er servit\u00f9 u gh\u2019\u00e0 rispost : \u00ab to frad\u00e9 l\u2019\u00e8 gn\u00ec a ca e to p\u00f2r l\u2019a fat mas\u00f2 er vid\u00e9 p\u00fc grass perch\u00e8 u l\u2019\u00e0 tr\u00fcv\u00f2 san e s\u00f2lv\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>U s\u2019\u00e8 tante rabi\u00f2 ch\u2019un vr\u00e8va manch ind\u00f2 in ca, ma so p\u00f2r l\u2019\u00e8 surt\u00ec per f\u00f2l ind\u00f2 (in ca) draenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura l\u00fc u s\u2019\u00e8 tante rabi\u00f2 ch\u2019un vr\u00e8va manch and\u00f2 in ca e so p\u00f2r l\u2019\u00e8 surt\u00ec per f\u00f2l ind\u00f2 draenta. Ma l\u00fc u gh\u2019\u00e0 rispost :\u00ab m\u00e8 a t\u2019\u00f2 serv\u00ec per tanti an e a t\u2019\u00f2 saemp\u00f2r \u00f3bd\u00ec e t\u00e8 en t\u2019 m\u2019\u00f2 m\u00f2i dat un crav\u00e9n per f\u00f2 faesta cun i me ami\u0161. Ma adaes che me frad\u00e9 l\u2019\u00e8 turn\u00f6 , dop jes\u00f2s mangi\u00f2 t\u00fct cun der don da p\u00f3ch, te t\u2019\u00f2 mas\u00f2 er vid\u00e9 p\u00fc gras \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma er p\u00f2r u gh\u2019\u00e0 dit :\u00ab C\u00f2r er me fi\u00f2, t\u00e8 t\u2019\u00e9 saemp\u00f2r stat cun m\u00e8 e t\u00fct qul ch\u2019a gh\u2019\u00f2 l&#8217;\u00e8 r\u00f3ba tua. Ma adaes a dev\u00f2m f\u00f2 faesta perch\u00e8 to frad\u00e9 l\u2019era m\u00f3rt e l\u2019\u00e8 ris\u00fcsit\u00f2, u s&#8217;era p\u00e8rs e a l\u2019uma truv\u00f2 \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Versione nel dialetto di Voghera<\/h6>\n\n\n\n<p><em>(Traduzione di Carla Portolani)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Al fi\u00f6 gr\u00e2ndi\u00faus<\/p>\n\n\n\n<p>Un \u00f2om u gh\u2019iva d\u00fc fj\u00f6 e al p\u00fc giuun, un d\u00ec l\u2019\u00e0 dit a so pad\u00e2r: Pap\u00e0, dam la paart d\u2019la r\u00f2ba ch\u2019am tuca a mi. Ins\u00ec al pad\u00e2r l\u2019ha spart\u00ec la pruprjet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un qu\u00e2ich d\u00ec d\u00f2p, al fj\u00f6 ch\u2019a v\u2019\u00f6 dit, l\u2019ha fat su ar\u00e2m e b\u00e2g\u00e0aj, u s\u2019n\u2019\u00e8 andat int\u2019un paijs luntan e l\u2019ha dat foond a un djavul e m\u00e8es ad roba and\u00e2nd\u00e2 in g\u00f2gl\u00e2 e mag\u00f2gl\u00e2.<\/p>\n\n\n\n<p>Quand l\u2019\u00e8 rest\u00e0 sens\u00e2 al b\u00e8ch d\u2019un quatr\u00e8n, l\u00e0 ind\u00e8 ch\u2019a l\u2019era \u00e8 capit\u00e0, ultrap\u00fc, \u2019na gran caristia e l\u00fc l\u2019ha cmenci\u00e0 a \u2019v\u00e8gh la lua e ins\u00ec l\u2019\u00e8 and\u00e0t a lavur\u00e0 a c\u00e0 d\u2019un particul\u00e0ar ch\u2019ul l\u2019ha m\u00e2nd\u00e0 int\u2019i so caamp a stagh \u00e2drer\u00e2 aj gugn\u00e8n, e l\u2019avris vurs\u00f9 impinis la p\u00e2ns\u00e2 ad cuj gi\u00e2nd\u00e2l l\u00e0 ch\u2019i mangiav\u00e2n i purs\u00e8, ma gh\u2019era \u2019ns\u00f6n\u00e2 ch\u2019a g\u2019nin dav\u00e2.<\/p>\n\n\n\n<p>Alur\u00e2 l\u2019ha cap\u00ec d\u2019\u00e2v\u00e8gh av\u00fc poc\u00e2 test\u00e2 a l&#8217;ha dit: Qu\u00e2nti servituur a c\u00e0 \u2019d me pad\u00e2r i gh\u2019\u00e0n dal pan in bund\u00e2ns\u00e2,e mi a ston chi a casc\u00e0 d\u2019la faam. Am f\u00e2r\u00f6 curaag \u00e2ndr\u00f6 da me p\u00e2dar e gh&#8217;dir\u00f6: Pap\u00e0, mi \u00f6 pc\u00e0 contr\u00e2 \u2019l ceel e contr\u00e2 ti e a son p\u00fc d\u00e2gn \u2019d v\u00e8s ci\u00e2m\u00e0 to fj\u00f6. Trat\u00e2m donc\u00e2 me von di to servituur.<\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00e0 me na l\u00fcs\u00e8rta, l\u2019ha fat s\u00fc \u2019l so fagut\u00e8n e l\u2019\u00e8 and\u00e0t a ca sua. A l&#8217;era incur\u00e2 lont\u00e0n e so pad\u00e2r u l&#8217;ha vist; u gh\u2019\u00e0 v\u00fc cump\u00e2sjon, u gh\u2019\u00e0 trat i bras al cool e u l\u2019ha bas\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura al fi\u00f6 u gh\u2019\u00e0 dit: Pap\u00e0, mi \u00f6 pc\u00e0 contr\u00e2 al ceel e contr\u00e2 ti, a son p\u00fc d\u00e2gn \u2019d v\u00e8s ciam\u00e0 al to fj\u00f6.<\/p>\n\n\n\n<p>Al p\u00e2dar l\u2019ha ci\u00e2m\u00e0 i servituur e u gh\u2019\u00e0 dit : Muv\u00e8ev, f\u00e8 pr\u00e2st, purt\u00e8 chi la v\u00e8sta p\u00fcs\u00e8 b\u00e8la e metigl\u00e2 s\u00fc, mat\u00e8gh un an\u00e8 al diid e un bel par\u00e2 da scarp aj p\u00e9, and\u00e8 int\u2019 la stal\u00e2, pi\u00e8 \u2019l vid\u00e9l gras, mas\u00e8l, mangiumal e fuma ribot\u00e2,parch\u00e8 stu fj\u00f6 chi a l\u2019era mort e l\u2019\u00e8 res\u00fcsit\u00e0, al s\u2019era p\u00e8rs e l\u2019uma truv\u00e0. E i han mis i p\u00e9 sut\u00e2 la tavul\u00e2.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fj\u00f6 \u2019l prim l\u2019era int\u2019i caamp a lavur\u00e0, quaand l\u2019\u00e8 riv\u00e0 e l\u2019\u00e8 stat arent\u00e2 a c\u00e0 sua l\u2019ha sent\u00ec \u2019na b\u00e8la music\u00e2 e i vuus ad geent ch\u2019a c\u00e2ntav\u00e2. Alur\u00e2 l\u2019ha ciam\u00e2 un servutuur e u gh\u2019\u00e0 dit s\u2019a l&#8217;era st\u00e2 f\u00e8st\u00e2. Al servituur u gh\u2019ha rispost: To fr\u00e2d\u00e9 l\u2019\u00e8 n\u00fc a c\u00e0 e to pad\u00e2r l\u2019ha fat mas\u00e0 al videel gras, parch\u00e8 u l\u2019ha truv\u00e0 san e saalv.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fj\u00f6 al prim a gh\u2019\u00e8 salt\u00e0 al fut e \u2019l vuriva no and\u00e0 in c\u00e0, Sichedonc\u00e2 so pad\u00e2r l\u2019\u00e8 n\u00fc f\u00f6r\u00e2 e l\u2019ha cmenci\u00e0 a pregaal d&#8217;and\u00e0 drent\u00e2. Ma l\u00fc u gh\u2019\u00e0 rispost : A l\u2019\u00e8 tantu teemp ch\u2019a lavuur cun ti e a t\u2019h\u00f6 semp\u00e2r purt\u00e0 rispet e a t\u2019m\u2019\u00e8 maj dat n\u00e2nca un cr\u00e2ven da fa ribot\u00e2 cuj me amiis. Ma pen\u00e2 che cul to fj\u00f6 l\u00e0, ch\u2019l\u2019ha fat f\u00f6r\u00e2 t\u00fct al so cun di pl\u00e2ndr\u00e0s sen\u015ba v\u00e2rgogn\u00e2 l&#8217;\u00e8 riv\u00e0 a c\u00e0, ti t\u2019\u00e8 fat mas\u00e0 al vid\u00e8el gras.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u00fc u gh\u2019\u00e0 dit : Oh, \u2019l me t\u00e2st\u00f2n , ti t\u2019a st\u00e8 semp\u00e2r cun mi e t\u00fct la me roba a l\u2019\u00e8 la tua, ma ad\u00e8s absugnav\u00e2 \u00e8s cunteent e fa ribot\u00e2 p\u00e2rch\u00e8 to frad\u00e8 l\u2019era moort e l&#8217;\u00e8 res\u00fcsit\u00e0, u s\u2019era p\u00e8rs e l\u2019uma truv\u00e0 incur\u00e2.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Pavia<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Traduzione di Carlo Moroni )<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Al fioe prodigh<\/p>\n\n\n\n<p>Un om al gaviva d\u00fc fioe e di d\u00fc, al p\u00fcs\u00e8 giuvin agh disa al pap\u00e0: Pap\u00e0, dam la part \u2019d la sustansa ch\u2019am tuca. E al pap\u00e0 l\u2019\u00e0 fat la division di s\u00f2 sustans Poch d\u00ec dopu al fioe p\u00fcs\u00e8 giuvin l\u2019\u00e0 mis ins\u00e8ma t\u00fct al s\u00f2 av\u00e9 e sn\u2019\u00e8 andat in un paes luntan ind\u00e8 che, vivinda da discul e sensa s\u00fcgh, l\u2019\u00e0 fat foera prest al s\u00f2 patrimoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quand ch\u2019al gh\u2019\u00e0 av\u00fc p\u00fc gnent e in l\u2019istess temp in d\u00e8 ch\u2019l era gh\u2019\u00e8 gn\u00fcd una gran carestia, l\u00fc l\u2019\u00e0 cumenci\u00e0 sent\u00ec la miseria e sav\u00e8 p\u00fc se fa.Al s&#8217;\u00e8 miss al servisi d\u2019v\u00fcn di abitant dal sit, e qu\u00e9st l\u2019\u00e0 mand\u00e0 int i so camp a c\u00fcr\u00e0 i purs\u00e9. L\u00fc al gh\u2019aviva tanta fam e l\u2019avriss vur\u00fc sfamass mangianda i geand che i purs\u00e9 i divuravan, ma nes\u00fcn gh\u2019na dava.<\/p>\n\n\n\n<p>Rifletenda e rientranda int la ragion, al s\u2019\u00e8 ditt: Quanti servitur in c\u00e0 ad m\u00e8 pap\u00e0 i gh&#8217;\u00e0n tanta p\u00e4n mentre mi sum ch\u00ec a mur\u00ec d\u2019fam!. Levi s\u00fc e vo da me pap\u00e0 a digh: Pap\u00e0 \u00f2 pec\u00e0 contar al ciel e contra ti. Sum p\u00fc degn da vess ciam\u00e0 al to fioe, tr\u00e0tam cume v\u00fcn di to servitur. L\u2019\u00e0 salt\u00e0 in p\u00e9 e l\u2019\u00e8 andat da so pap\u00e0. L&#8217;era amm\u00f2 lunt\u00e0n quand so pap\u00e0 l\u2019\u00e0 vist e, pien d\u2019cumpasiun, al gh\u2019\u00e8 curs incontar, al gh\u2019\u00e0 miss i brass al coll e la bas\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Pap\u00e0, l\u2019\u00e0 dit al giuvnot, \u00f2 pec\u00e0 contar al ciel e contra ti: sum p\u00fc degn da vess ciam\u00e0 al to fioe.Ma al pap\u00e0 l\u2019\u00e0 urdin\u00e0 ai so servitur: Svelt, purt\u00e8 ch\u00ec al vest\u00ec p\u00fcs\u00e8 presius e metigal a doss, metigh l\u2019anell al did e i scarp ai p\u00e9 e purt\u00ec ch\u00ec al videll ingras\u00e0 e masum\u00e4l, e che t\u00fcti i mangian e i banch\u00e8tan, p\u00e4rch\u00e8 al m\u00e8 fioe, second, l\u2019era mort e l\u2019\u00e8 turn\u00e0 a viv, l\u2019era perd\u00fc e \u2019l s\u2019\u00e8 ritruv\u00e0. Ins\u00ec i \u00e0n comenci\u00e0 a f\u00e0 un gran f\u00e9sta.<\/p>\n\n\n\n<p>Al prim fioe l\u2019era int i camp a laur\u00e0 e quand, fin\u00ec, l\u2019\u00e8 gn\u00fcd vers c\u00e0, l\u2019\u00e0 sent\u00ec sun\u00e0 e cant\u00e0 e l\u2019\u00e0 vist bal\u00e0. L&#8217;\u00e0 ciam\u00e0 v\u00fcn di servitur e al gh\u2019\u00e0 dumand\u00e0 se ca sucediva e s\u2019\u00e4l vuriva d\u00ec. L\u2019\u00e0 rispost al servutur: \u00e8 riturn\u00e0 t\u00f2 fradell e t\u00f2 pap\u00e0 l\u2019\u00e0 mas\u00e0 al videll grass par la cuntent\u00e8ssa d\u2019avel rivist s\u00e4n.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fioe magiur al s\u2019\u00e8 rabi\u00e0 e al vuriva no and\u00e0 dentar c\u00e0. Alura \u00e8 gn\u00fcd foera so pap\u00e0 par pers\u00fcadal, ma l\u00fc al gh\u2019\u00e0 dit: V\u00e9dat, pap\u00e0, i en tanti an che mi d\u2019servi, che \u00fcbidisi ai to urdin, ep\u00fcra ta m\u2019\u00e8 mai dat nanca un capret da godam cun i m\u00e8 amis, vegna inveci a c\u00e0 al to fioe minur ch\u2019l\u2019\u00e0 fat foera una sustansa in d\u00f2nn e bagurdi, e ti t\u2019agh mas\u00e4t al videll ingrass\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Fiulon, risponda al pap\u00e0, ti s\u00e9t sempar stat cun mi, t\u00fct al m\u00e8 l\u2019\u00e8 to, ma l\u2019era gi\u00fcst f\u00e0 una gran festa e banchet\u00e0 e vess alegar, p\u00e4rch\u00e8 t\u00f2 fradell l\u2019era mort e l\u2019\u00e8 turn\u00e0 a viv, l&#8217;era perd\u00fc e \u2019l s\u2019\u00e8 ritruv\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto di Lodi<\/p>\n\n\n\n<p><em>(traduzione di Luigi Samarati, Prof. Alessandro Caretta e Prof. Giancarlo Rezzonico)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>El fi\u00f6l ch\u2019el gh\u2019eva le man b\u00fcse<\/p>\n\n\n\n<p>Gh\u2019era una v\u00f2lta un \u00f2m ch&#8217;el gh\u2019eva d\u00fc fi\u00f6i. El p\u00fcs\u00e8 giuin di d\u00fc el ghe diss a ss\u00f2 pader: Pap\u00e0, dam la me part de la r\u00f2ba che la me tuca a mi.E l\u00fc el sspatiss el ss\u00f2 tra de lur e d\u00f2pu un qu\u00e8i di\u2019 el p\u00fcss\u00e9 giuin el cata ss\u00fc t\u00fcta la ss\u00f2 r\u00f2ba e &#8216;l va via in d\u2019un ssit luntan luntan, e l\u00e0 el fa f\u00f6ra t\u00fct quel ch&#8217;el gh\u2019eva, perch\u00e8 el ss&#8217;era mis a fa la b\u00e8la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Quand el gh\u2019ha sspess pr\u00f2pi t\u00fct, in de chel paess l\u00e0 ven una gran fam, e l\u00fc el sse tr\u00f6va in mess al bis\u00f2gn. Alura el va e \u2019l sse taca a v\u00fcn de qu\u00e8i che ssteva in de chel sit l\u00e0, e quel l\u00e0 la manda in di ss\u00f2 campi a c\u00fcr\u00e0 i r\u00f2i.E l\u00fc l&#8217;avaress vurss\u00fct impieniss la panssa cun el cacau che mangeva i r\u00f2i, ma niss\u00fcn che n\u2019a deva. Alura el ghe penssa ss\u00fc e \u2019l diss: Quanta gent che l\u2019\u00e8 ssuta m\u00e8 pader i gh\u2019han pan da tra via, e mi invece sson chi a m\u00f6r\u00ec de fam. Adess levi ss\u00fc e v\u00f2 da me pader e ghe disar\u00f2 \u201cPap\u00e0, h\u00f2 sbaliat davanti al ciel e davanti a ti, e p\u00f6di p\u00fc gnanca ciamam t\u00f2 fi\u00f6l; ciapum tame v\u00fcn de quei che te ghe ssuta de ti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>El leva ss\u00fc ss\u00fcbet e el va da ss\u00f2 pader. Ma intant che l\u00fc l\u2019era am\u00f2 disstant, ss\u00f2 pader la vede e \u2019l sse ciapa cumpassion, el se met a cur, el ghe ssalta al c\u00f2l e la basa.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura el ss\u00f2 fi\u00f6l el ghe fa: Pap\u00e0, h\u00f2 sbaliat davanti al ciel e davanti a ti, e p\u00f6di p\u00fc gnanca ciamam t\u00f2 fi\u00f6l!. Ma ss\u00f2 pader el ghe diss ai ss\u00f2 sservituri: ss\u00fc, fe svelt ! Purt\u00e9 chi el vesstit p\u00fcss\u00e8 b\u00e8l e meteghel ss\u00fc; p\u00f6 meteghe un an\u00e8l al dit e de le scarpe ai pe, e purt\u00e9 chi el vitel ingrassat, massel e fem bald\u00f2ria, perch\u00e8 chel m\u00e8 fi\u00f6l chi l\u2019era m\u00f2rt, e invece a l\u2019\u00e8 ress\u00fcscitat, el ss&#8217;era perss e l&#8217;h\u00f2 truat am\u00f2! E i sse metun a fa bald\u00f2ria.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma el ss\u00f2 prim fi\u00f6l, che l&#8217;era in di campi, quand el turna indr\u00e9 e l\u2019\u00e8 arent a ca, el ssente cant\u00e0 e bal\u00e0, el ciama v\u00fcn di garsuneti e \u2019l ghe dumanda che r\u00f2ba l\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel l\u00e0 el ghe c\u00fcnta ss\u00fc t\u00fct: T\u00f2 frad\u00e8l l&#8217;\u00e8 vegn\u00fct indr\u00e9 e to pader l\u2019ha massat el vitel ingrassat, perch\u00e8 l\u2019\u00e8 re\u00fcssit a aveghe am\u00f2 ss\u00f2 fi\u00f6l ssan e ssalvu!.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00fc alura el se rabia e \u2019l v\u00f6l n\u00f2 anda dent: ma ss\u00f2 pader el ven f\u00f6ra l\u00fc e la ciama dent. Ma l\u00fc el ghe risspunde e \u2019l ghe diss a ss\u00f2 pader : Varda, quanti ani l\u2019\u00e8 che mi sson chi a sservissi da ti, e mai una v\u00f2lta t\u2019ho \u00fcbidit n\u00f2, e ti mai una v\u00f2lta te me dai un cavret, da p\u00fcd\u00e8 fa un disn\u00e0 cun i m\u00e8 amisi. Ma adess che ven a ca chel t\u00f2 fi\u00f6l chi, che l\u2019ha fai f\u00f6ra t\u00fct inssema cun le p\u00fctane, ti t\u2019he massat per l\u00fc el vitel ingrassat !<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00fc el ghe risspunde: Cara el m\u00e8 fi\u00f6l, ti te sse ssemper cun mi e t\u00fct quel che gh\u2019h\u00f2 l\u2019\u00e8 anca t\u00f2. Ma gh\u2019evum da disn\u00e0 e fa festa, perch\u00e8 chel t\u00f2 fradel chi l\u2019era m\u00f2rt, e invece l\u2019\u00e8 ress\u00fcscitat, el ss&#8217;era perss, e l\u2019h\u00f2 tru\u00e0t am\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto milanese<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Traduzionedi Franco Nicoli)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>El fi\u00f6 stra\u015b\u00f9n<\/p>\n\n\n\n<p>Un om el gh av\u00e9va d\u00fc fi\u00f6 e l p\u00fcs\u00e8 giuvinn de lur el ghe di\u015b a so pader: Pap\u00e0, dam la part de sustansa che me sp\u00e8ta. E l\u00fc el spart\u00ecs tra de lur i so ben.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pu de di dopu, el fi\u00f6 p\u00fcs\u00e9 giuinn mis ins\u00e8ma i so rob, el part\u00ecs per un pa\u00e9\u015b lunt\u00e1n, due el tra via t\u00fct i so ben cunt una vita de spurcaci\u00f9n.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopu av\u00e8 cuns\u00fcm\u00e1 t\u00fcsc\u00f2s, in qu\u00e9l pa\u00e9\u015b ghe v\u00e9n una carestia e l\u00fc el cumincia a sent\u00ec la mi\u015b\u00e9ria. Alura el va m\u00e8tes a servisi de v\u00fcn de qu\u00e8l pa\u00e9\u015b che le manda in di so camp a pascul\u00e0 i pursc\u00e8i. E l\u00fc el gh av\u00e9va una v\u00f6ia mata de impien\u00ecs el v\u00e9nter cunt i giand che mangiavenn i pursc\u00e8i, ma nis\u00fcn ghe ne dava.<\/p>\n\n\n\n<p>Alura el m\u00e8t el cu a part\u00ec e l di\u015b : Quanti uperari in ca da m\u00e8 pader gh ann pan a vulunt\u00e1 e mi inv\u00e9ci sun chi che m\u00f6ri de fam. Levar\u00f9 s\u00fc e andar\u00f9 in del me pap\u00e0 e ghe di\u015bar\u00f9: Pap\u00e0, u pec\u00e1 cuntra el Ciel e cuntra de ti; mi nu sun p\u00fc d\u00e8gn de v\u00e8s ciam\u00e1 el to fi\u00f6, tratum p\u00fcr cume v\u00fcn di to uperari.<\/p>\n\n\n\n<p>El l\u00e9va s\u00fc e l va de so pader. Intanta che l\u00fc l \u00e9ra anm\u00f2 lunt\u00e1n, el so pap\u00e0 le v\u00e9d e l gh a cumpasi\u00f9n; el ghe va incuntra e l ghe se b\u00fcta al col e le ba\u015ba s\u00fc. El so fi\u00f6 el ghe di\u015b: Pap\u00e0, u pec\u00e1 cuntra l Ci\u00e9l e cuntra de ti; nu sun p\u00fc d\u00e8gn de v\u00e8s ciam\u00e1 el to fi\u00f6.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma el pader el cumanda ai so servit\u00f9r: Pr\u00e8st, purt\u00e9 chi el vest\u00ec p\u00fcs\u00e9 b\u00e8l e metighel ad\u00f2s, infil\u00e9gh un an\u00e8l al did e i scarp ai p\u00e9. Purt\u00e9 el vit\u00e8l ingras\u00e1, mas\u00ecl e che se mangia e che se faga un gran di\u015bn\u00e0, perch\u00e8 stu fi\u00f6 chi l \u00e9ra mort e l \u00e8 turn\u00e1 viv, l \u00e9ra perd\u00fc e l \u00e8 sta tru\u00e0 nuvam\u00e9nt. E cum\u00ecncienn a fa un gran di\u015bn\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>El fi\u00f6 magi\u00f9r che l \u00e9ra in di camp, in del turn\u00e0 a ca, quand el v\u00e9n vi\u015b\u00ecn, el s\u00e9nt a sun\u00e0 e cant\u00e0, el ciama un servit\u00f9r e l ghe dumanda se v\u00f6r d\u00ec t\u00fcta sta storia.<\/p>\n\n\n\n<p>E qu\u00e8l el ghe risp\u00f9nd: El to frad\u00e8l l \u00e8 turn\u00e1 a ca e to pader l a fa mas\u00e1 el vit\u00e9l ingras\u00e1 perch\u00e8 l a truv\u00e1 san e salv.E qu\u00e9l ,alura, el se inrab\u00ecs e l v\u00f6r no and\u00e0 d\u00e9nter, tant che so pader el v\u00e9n f\u00f6ra e l cumincia a preg\u00e0l, ma l\u00fc el ghe risp\u00f9nd insci al so pap\u00e0: \u00c8cu, de tanti ann te s\u00e8rvi e u mai trasc\u00fcr\u00e0 i to cum\u00e1nd. E p\u00fcr a mi te m \u00e9 mai d\u00e1 nanca un cavr\u00e8t de gud\u00e8mel cunt i m\u00e8 am\u00ec\u015b. Ma quand l \u00e8 vegn\u00fc stu fi\u00f6 che l av\u00e9va magn\u00e1 f\u00f6ra t\u00fcta la sua sustansa cunt i dun\u00e0sc, ti te gh \u00e9 fa mas\u00e1 el vit\u00e8l ingras\u00e1.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u00fc el ghe di\u015b: Cara el m\u00e8 fi\u00f6, ti te s\u00e9 ch\u00ec cun mi e t\u00fct qu\u00e9l che l \u00e8 m\u00e8, l \u00e8 anca to.Bi\u015bugnava fa f\u00e8sta e gibil\u00e0 perch\u00e8 el to frad\u00e8l l \u00e9ra mort e ad\u00e8s el viv ancam\u00f2, l \u00e9ra perd\u00fc e l \u00e8 sta tru\u00e1 nuvam\u00e9nt.<\/p>\n\n\n\n<p>Versione nel dialetto Torinese<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Copiato dal libro \u201cSaggio sui dialetti Gallo-Italici\u201d di Bernardino Biondelli &#8211; Forni Editore Bologna)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00fcn \u00f2m a l\u2019avia doi fi\u00f6i; cul pi gi\u00f3vo l\u2019\u00e0 dit a s\u00f2 padre: d\u00e8me la part di beni ch\u2019a m\u2019 tuca; e chi\u00e8l d\u2019cui beni l\u2019\u00e0 f\u00e0ine doe part.<\/p>\n\n\n\n<p>E da l\u00ec a pochi d\u00ec \u2018l fi\u00f6l pi gi\u00f3vo, b\u00fct\u00e0 ans\u00e8m t\u00fct cul ch\u2019a l\u2019avia tir\u00e0 di s\u00f2 beni, s\u2019\u00e8 and\u00e0sne ant\u2019 \u00fcn pais lont\u00e0n, e l\u00e0 mn\u00e0nd \u00fcna vita ossiosa e l\u00fcs\u00fcriosa, a l\u2019\u00e0 dilapid\u00e0 \u2018l fat s\u00f2. E dop d\u2019av\u00e8i cons\u00fcm\u00e0 t\u00fct lo ch\u2019a l\u2019avia, venta ch\u2019ant cul pais aj nassa \u00fcna famina dle p\u00ec fiere, e che chi\u00e8l comensa a manch\u00e8 del necessari; e s\u2019\u00e8 dasse ardriss, e s\u2019\u00e8 agi\u00fcstasse al servissi d\u2019\u00fcn sitad\u00ecn d\u2019 cul pais, ch\u2019a l\u2019\u00e0 mand\u00e0lo a na soa cassina con l\u2019impi\u00e9g de mn\u00e8 i pors an past\u00fcra.<\/p>\n\n\n\n<p>E a desiderava d\u2019empisse la pansa d\u2019cui agi\u00e0nt ist\u00e8ss ch\u2019i pors a mangiavo; e j\u2019era gn\u00fcn ch\u2019a i port\u00e9issa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anfin antr\u00e0 \u2018nt se stess l\u2019\u00e0 dit: Quanta gent salari\u00e0 a c\u00e0 d\u2019m\u00e8 padre l\u2019\u00e0 d\u2019 pan an abondansa, e mi son s\u00ec ch\u2019i m\u00f6iro d\u2019 fam !. L\u2019\u00e8 temp ch\u2019l m\u2019leva da s\u00ec, e ch\u2019i vada da m\u00e8 padre, e ch\u2019ij dia : Padre, mi i\u2019 \u00f6 pec\u00e0 contra \u2018l si\u00e9l e an vostra presensa, i son p\u00ec n\u00e9n d\u00e9gn d\u2019esse ciam\u00e0 vost fi\u00f6l: acet\u00e8me cm\u2019\u00fcn di vostri servit\u00f9r.<\/p>\n\n\n\n<p>E alvandse s\u00fc, l\u2019\u00e8 vn\u00fc da s\u00f2 padre. Ma gi\u00e0 st\u2019 povr fi\u00f6l, trovandse gi\u00fcmai vsin a la c\u00e0 d\u2019s\u00f2 padre, chial-si l\u2019ha vd\u00fclo, e pi\u00e0 da la compassi\u00f3n j\u2019\u00e8 cor\u00fcje ancontra, l\u2019\u00e0 ambrass\u00e0lo e bas\u00e0lo.<\/p>\n\n\n\n<p>E \u2018l fi\u00f6l j\u2019\u00e0 dije: Padre, mi i\u2019\u00f6 pec\u00e0 contra \u2018l si\u00e9l, e an vostra presensa; son p\u00ec n\u00e9n d\u00e9gn d\u2019esse ciam\u00e0 vost fi\u00f6l.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma s\u00f2 padre l\u2019\u00e0 dit ai s\u00f2 servit\u00f3r: Tir\u00e8 s\u00fcbit fora la vesta p\u00ec presiosa e b\u00fct\u00e8ila; b\u00fct\u00e8je s\u00f2 an\u00e8l ant\u2019el d\u00ec, causs\u00e8je i stival\u00e9t; e mn\u00e8me s\u00ec \u00fcn vit\u00e8l bin grass, mass\u00e8lo, e f\u00e8 ch\u2019la c\u00fcsina a branda, ch\u2019a j sia \u00fcn disn\u00e8 e \u00fcn tratam\u00e9nt da nosse; perch\u00e8 sto m\u00e8 fi\u00f6l l\u2019era mort, e l\u2019\u00e8 torn\u00e0 a vive; s\u2019era perd\u00fcsse, e l\u2019\u00f6 torn\u00e0lo a trov\u00e8; e s\u2019son b\u00fctasse a t\u00e0ula.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u2018l fi\u00f6l p\u00ec v\u00e8j l\u2019era an campagna; e vn\u00e8nd vers c\u00e0, quand a n\u2019\u00e8 stane vs\u00ecn, l\u2019\u00e0 sent\u00fc ch\u2019a s\u2019 sonava, e ch\u2019a s\u2019 balaba.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019\u00e0 ciam\u00e0 \u00fcn di servit\u00f3r, e a l\u2019\u00e0 interog\u00e0lo del perch\u00e8 d\u2019cla novit\u00e0 ? E chial-s\u00ec j\u2019\u00e0 dije : Vost frat\u00e8l l\u2019\u00e8 vn\u00fc, e vost padre l\u2019\u00e0 f\u00e0it mass\u00e8 \u00fcn vit\u00e8l bin angrass\u00e0, perch\u00e8 l\u2019\u00e0 ric\u00fcper\u00e0lo san e salv.<\/p>\n\n\n\n<p>A ste parole-si l\u2019\u00e8 and\u00e0it an c\u00f2lera, volia p\u00ec n\u00e9n intr\u00e8 \u2018nt\u2019 c\u00e0. Per lo, so padre surtl\u00e8nd chi\u00e8l ist\u00e8ss a s\u2019\u00e9 fasse a pregh\u00e8lo d\u2019 vor\u00e8i intr\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u2018l fi\u00f6l rispond\u00e8ndje a j\u2019\u00e0 dije : Son tanti ani ch\u2019i v\u2019servo, e l\u2019\u00f6 mai trasgred\u00ec \u00fcn di vostri \u00f3rdin; e voi m\u2019av\u00ec mai d\u00e0me \u00fcn crav\u00f3t da f\u00e8 \u00fcn ragos\u00eco con i m\u00e8 amis. Ma apena vn\u00fc sto vost fi\u00f6l, ch\u2019a l\u2019\u00e0 divor\u00e0 \u2018l fat s\u00f2 con d\u2019 f\u00e9mme d\u2019mala vita, i f\u00e8 mass\u00e8 pr chi\u00e8l \u00fcn vit\u00e8l bin angrass\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u2018l padre a j\u00e0 dije: M\u00e8 car fi\u00f6l, ti t\u2019ses sempre con mi, e t\u00fct lo ch\u2019a l\u2019\u00e8 m\u00e8, l\u2019\u00e8 t\u00f2. Ma bsognava d\u00e8 \u00fcn gran past, e f\u00e8 n\u2019argioisansa, perch\u00e8 to frad\u00e8l lo cherd\u00eca mort, e l\u2019\u00f6 torn\u00e0lo a vede viv; l\u2019avia perd\u00fclo, e l\u2019\u00f6 torn\u00e0lo a trov\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INDICE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PAG.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>PREFAZIONE 1<\/p>\n\n\n\n<p>INTRODUZIONE 3<\/p>\n\n\n\n<p>LE VOCALI<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La vocale A 5<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La vocale E 5<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La vocale I 6<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La vocale O 6<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La vocale U 7<\/p>\n\n\n\n<p>LE CONSONANTI<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante B 7<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante C 7<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante D 7<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante F 7<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante G 8<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante H 8<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante L 8<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante M 9<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante N 9<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante P 10<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante Q 11<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante R 11<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante S 12 La consonante T 12<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante V 12<\/p>\n\n\n\n<p>La consonante \u015a 12<\/p>\n\n\n\n<p>GLI ARTICOLI<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gli articoli determinativi 13<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gli articoli indeterminativi 17<\/p>\n\n\n\n<p>LE PREPOSIZIONI<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La preposizione Di 18<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La preposizione A 18<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La preposizione Da 19<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La preposizione En 19<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La preposizione C\u00f4n 20<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La preposizione Ens 20<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La preposizione Par 20<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La preposizione Tra 21<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Le preposizioni improprie 21<\/p>\n\n\n\n<p>I SOSTANTIVI 22<\/p>\n\n\n\n<p>LA SOSTANTIVAZIONE 26<\/p>\n\n\n\n<p>GLI AGGETTIVI 28<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gli aggettivi qualificatifi 28<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gli aggettivi possessivi 30<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gli aggettivi dimostrativi 32<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gli aggettivi interrogativi 33<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gli aggettivi esclamativi 34<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gli aggettivi indefiniti 34<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; di qualit\u00e0 35<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; di quantit\u00e0 35<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gli aggettivi numerali<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; cardinali 36<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; ordinali 37<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; moltiplicativi 37<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; distributivi 37<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; I gradi dell\u2019aggettivo<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; positivo e comparativo 38<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; di uguaglianza 38<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; di maggioranza 38<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; di minoranza 39<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il grado superlativo<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il superlativo relativo 39<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il superlativo assoluto<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; <\/strong>Alterazione dell\u2019aggettivo 41<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Posizione dell\u2019aggettivo 41<\/p>\n\n\n\n<p>I PRONOMI<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Personali<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; tonici soggetto 42<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; atoni soggetto 42<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; ToniciI complemento 43<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Atoni complemento oggetto 43<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Atoni complemento di termine 43<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Pronomi atoni<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; complemento oggetto 43 &#8211; complementodi termine 43<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Altri pronomi<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; complemento oggetto 45<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; complemento di termine 45<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La particella pronominale<\/p>\n\n\n\n<p>PRONOMI TONICI COMPLEMENTO E ATONI SOGGETTO 47<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il pronome \u00ab GHE \u00bb 47<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; pronome personale complemento (dativo) 48<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; particella avverbiale di luogo 49<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; particella usata con il verbo \u00ab i\u00e8s \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; come enclitica 49<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; come pleonastica 49<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; pronome dimostrativo 49<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; particella accompagnatoria del verbo \u00ab av\u00e8i 50<\/p>\n\n\n\n<p>LE PARTICELLE PRONOMINALI MI &#8211; TI &#8211; SI &#8211; CI \u2013 VI 50<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; quando si uniscono con i pronomi \u00ab lo, la, li, le e la particella ne \u00bb 50<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la particella \u00ab mi \u00bb 50<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la particella \u00ab ti \u00bb 51<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la particella \u00ab si \u00bb 52<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la particella passivante \u00ab si \u00bb 52<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; ponome indefini<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la particella \u00ab ci \u00bb 53 &#8211; come avverbio di luogo 53<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; come enclitica 53<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; come particella pleonastica 53<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; come pronome dimostrativo 53<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; come pronome reciproco 53<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la particella \u00ab vi \u00bb 54<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; quando si uniscono al verbo all\u2019infinito ed all\u2019imperativo presente 54<\/p>\n\n\n\n<p>LA PARTICELLA RIFLESSIVA DI TERZA PERSONA \u00ab S\u00c8 \u00bb 55<\/p>\n\n\n\n<p>I PRONOMI RELATIVI 55<\/p>\n\n\n\n<p>I PRONOMI MISTI 56<\/p>\n\n\n\n<p>I PRONOMI INTERROGATIVI 57<\/p>\n\n\n\n<p>I PRONOMI ESCLAMATIVI 58<\/p>\n\n\n\n<p>I PRONOMI POSSESSIVI 58<\/p>\n\n\n\n<p>I PRONOMI DIMOSTRATIVI 59<\/p>\n\n\n\n<p>I PRONOMI INDEFINITI 60<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 AVVERBIO 61<\/p>\n\n\n\n<p>LE LOCUZIONI AVVERBIALI 63<\/p>\n\n\n\n<p>LE LOCUZIONI PREPOSITIVE 64<\/p>\n\n\n\n<p>IL VERBO 64<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Intransitivi 65<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Transituvi 65<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la forma attiva 65<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la forma passiva 65<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la forma riflessiva 65<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; propria 65<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; apparente 66<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; reciproca 66<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la forma pronominale 66<\/p>\n\n\n\n<p>LA CONIUGAZIONE DEL VERBO 66<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 INDICATIVO<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Presente 68<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; L\u2019Imperfetto 70<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il Passato prossimo 71<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il Futuro semplice 71<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il Trapassato prossimo 72<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il Futuro anteriore 72<\/p>\n\n\n\n<p>IL CONGIUNTIVO 73<\/p>\n\n\n\n<p>IL CONDIZIONALE 76<\/p>\n\n\n\n<p>IL GERUNDIO 78<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019IMPERATIVO 79<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019INFINITO 79<\/p>\n\n\n\n<p>IL PARTICIPIO 84<\/p>\n\n\n\n<p>LA I CONIUGAZIONE ( Verbo ca\u00f1t\u00e8) 87<\/p>\n\n\n\n<p>LA II CONIUGAZIONE (Verbo scriv ) 90<\/p>\n\n\n\n<p>LA III CONIUGAZIONE (Verbo fin\u00ec) 93<\/p>\n\n\n\n<p>I VERBI AUSILIARI &#8211; Il verbo \u00ab i\u00e8s \u00bb 96<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il verbo \u00ab av\u00e8i \u00bb 100 I<\/p>\n\n\n\n<p>VERBI IRREGOLARI 103<\/p>\n\n\n\n<p>IL PASSIVO DEI VERBI REGOLARI 104<\/p>\n\n\n\n<p>IL VERBO RIFLESSIVO 105<\/p>\n\n\n\n<p>I VERBI IMPERSONALI 105<\/p>\n\n\n\n<p>IL PRONOME RECIPROCO 106<\/p>\n\n\n\n<p>IL PRONOME INDEFINITO 106<\/p>\n\n\n\n<p>IL PLURALE DEL VERBO 107<\/p>\n\n\n\n<p>IL FIGLIOL PRODIGO<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Bobbio 112<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Coli 114<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Perino 116<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Mezzano Scotti 118<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetti di Piacenza 120<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Marsaglia 122<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Ottone Soprano 124<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Santa Maria 126<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Ceci 128<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Varzi 130<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Voghera 132<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Pavia 134<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Lodi 136<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Milano 138<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Versione nel dialetto di Torino 140<\/p>\n\n\n\n<p>AUTORI CONSULTATI<\/p>\n\n\n\n<p>Enrico Mandelli Il dialetto bobbiese<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Nicoli Grammatica Milanese<\/p>\n\n\n\n<p>Manlio Cortelazzo Dizionario etimologico della lingua italiana<\/p>\n\n\n\n<p>e Paolo Zolli<\/p>\n\n\n\n<p>Zingarelli Vocabolario della lingua italiana<\/p>\n\n\n\n<p>Bernardino Biondell Saggio sui dialetti Gallo-Italici<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prefazione Questa grammatica \u00e8 nata dalla necessit\u00e0 di evidenziare nel \u201cVocabolario del Dialetto Bobbiese\u201d tutte le possibili regole esistenti nella nostra parlata. 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