{"id":15,"date":"2006-05-06T03:31:56","date_gmt":"2006-05-06T09:31:56","guid":{"rendered":"http:\/\/192.168.0.3\/wordpress\/?p=15"},"modified":"2006-05-06T03:31:56","modified_gmt":"2006-05-06T09:31:56","slug":"15","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/2006\/05\/06\/15\/","title":{"rendered":"Ardite ipotesi nel campo della toponomastica"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><font size=\"3\"><em>Il passaggio di Annibale nelle nostre vallate<\/em><\/font><\/div>\n<div align=\"center\"> <\/div>\n<div align=\"center\"><font size=\"3\"><em>in una ricostruzione di don Andrea Varinotti<\/em><\/font><\/div>\n<p><font size=\"2\" face=\"Courier New\"><em><br \/><\/em><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\"><em>Da La Trebbia del 17 Aprile 1980<\/em><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\">  <\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Torniamo idealmente a prendere congedo dai buoni eremite del Dego e portiamoci verso l direzione di Ottone. Con un breve tragitto di appena cinquecento metri, camminando a ritroso, si arriva sulla bocchetta del Dego: di l&igrave; si domina tutta l&rsquo;alta Val Trebbia. Qui ci troviamo subito dinanzi all&rsquo;antichit&agrave; della storia: non &egrave; errato dire addirittura alle origini della sua popolazione; vediamo come. <span style=\"\">Proprio dal crinale del valico, sgorga una fontanella freschissima, la sorgente del <\/span>rio Ventra: <span style=\"\">questo nome non &egrave; italiano; con un po&rsquo; di fantasia farebbe pensare a <\/span>Conventry <span style=\"\">citt&agrave; inglese; supposizione un po&rsquo; azzardata, ma non illogica, perch&eacute; un po&rsquo; a valle, quasi alla confluenza col Trebbia troviamo il paese di Moglia; nome certamente celtico (confronta Moi-lena, Moi-luba, nell&rsquo;Uster). Moglia, in celtico, significa un posto acquitrinoso, umido, ricco di erba; cibo provvidenziale per la cavalleria di Annibale e qui il cerchio si stringe. <\/span>Per il momento, partiamo da molto lontano, nientemeno che dal Monginevro per&ograve; arriveremo ben presto qui ed in una maniera sicuramente storica ed ecco come.<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<h5><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Annibale varca le Alpi al Monginevro<\/font><\/h5>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\"><span style=\"\">Nel 22&deg; a.C. Annibale valica le Alpi, arriva in quel di Voghera: qui risale lo <\/span>Staffora <span style=\"\">(confronta Stafford citt&agrave; inglese): ormai i nostri piedi sono sul sicuro. Passa Il <\/span>Ponte Crenna <span style=\"\">(Oicrena<\/span> <span style=\"\">era una principessa caledone<\/span>, <span style=\"\">figlia di Fingal)<\/span> <span style=\"\">arriva a<\/span> Bosmenso <span style=\"\">(Bosmina era una principessa caledone, sorella di Oicrena); gentile e delicato omaggio di questi rudi guerrieri alle loro fatine bionde.<\/span><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">E qui ci sia consentito dire una cosuccia: tutti ricordiamo il caratteristico paesaggio di Bosmenso con la sua chiesetta sulla ghiaia della Staffora: adesso un antiestetico ponte, uso trampoliere, ha rovinato tutto l&rsquo;incanto di quel presepe; per&ograve; lo spirito di Bosmina si &egrave; vendicato, facendo subito crollare un&rsquo;arcata. Quasi in cima alla Staffora, troviamo Caldirola; un condottiero celta si chiamava Calderonan; l&rsquo;aggancio ai nomi &egrave; evidente.<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Ed eccoci su valico del Giov&agrave;: qui avviene un consiglio di guerra, fra Annibale ed i suoi ufficiali, che ha cambiato il corso della storia ed ecco come. Annibale era partito da Cartagine con l&rsquo;intento di battere Roma, calcol&ograve; bene le sue mosse, lui sapeva che lungo la strada avrebbe mietuto larga massa di volontari, specialmente Celti, che avevano con Roma ben numerosi conti da regolare; ecco spiegati tanti nomi noti, ch pi&ugrave; avanti i faranno pi&ugrave; evidenti.    <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<h5><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Le truppe cartginesi si attestano in Val Trebbia<\/font><\/h5>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Ritorniamo sul Giov&agrave;, ricostruiamo idealmente tempo  luogo: si era alle porte dell&rsquo;inverno quindi gi&agrave; sotto l&rsquo;angustia del cattivo tempo, si era su di un alto valico, certamente Annibale sperava che fosse quello il crinale ultimo che finalmente spalancasse le porte alla sospirata freccia contro Roma, invece, sorpresa! Per conosce la zona (allora era come adesso perch&eacute; i monti sono immutabili) sa bene che da l&igrave;, ci si trova dinnanzi a una distesa interminabile di monti; primi fra tutti, il Cavalmurone ed il Carmo: valloni invalicabili specialmente per un esercito con elefanti e salmerie. Si prendono paura; in celtico un posto pauroso, orribile, buio, lo chiamano Bolga (tedesco Bolghen), ecco l&rsquo;innocente Bogli che, senza saperlo, ferm&ograve; Annibale; per&ograve; il vallone del Carmo, per chi lo conosce, incute paura; quella paura che fece discendere Annibale verso la Val Borreca.<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\"><span style=\"\">Attraverso Vezimo arriviamo a <\/span>Zerba<span style=\"\">: &egrave;<\/span> <span style=\"\">una fiancata del Lesima, soleggiata, calda, l&igrave; decidono di passare l&rsquo;inverno, Zerba &egrave; <\/span>Gerba, <span style=\"\">isola di<\/span> <span style=\"\">fronte a Cartagine; <\/span>Tartaro <span style=\"\">&egrave; <\/span>Cartago<span style=\"\">, con lettera iniziale appena cambiata, Disamara &egrave; Liz-amoor; storia fantasticamente interessante. Eccola: nell&rsquo;esercito di Annibale vi era un capo, certamente tra i primi Liz-Amin, questo muore, gli costruiscono la tomba, <\/span>moor <span style=\"\">(in celtico significa tumulo funerario): l&rsquo;attuale Lisamara, frazione di Zerba. La tomba &egrave; stata ritrovata, studenti piacentini del Guf (Giovent&ugrave; universitaria fascista) vennero quass&ugrave;, mi pare verso il 1933, buttarono all&rsquo;aria tutto, fu ritrovato uno scheletro gigantesco, attorno a s&eacute; aveva cinque crani, evidentemente<\/span> <span style=\"\">di nemici uccisi e forse anche mangiati (a titolo di curiosit&agrave; fu Napoleone a togliere certe grossolanit&agrave; dagli eserciti) accanto a s&eacute; quel guerriero Liz, aveva una daga, terribile arma, specialmente se in mano ad un gigante: lo scrivente ha visto questa daga, mi fu mostrata nell&rsquo;intimit&agrave; di una casa, perci&ograve; non dir&ograve; mai, n&eacute; nomi n&eacute; luoghi, tuttavia ci sia permesso un mugugno, non ve ne erano autorit&agrave; allora? Con un po&rsquo; meno di occhi in tasca, si sarebbe impedito che mani ignoranti disperdessero episodi di storia di cos&igrave; immensa importanza. Lo stesso Liz-Amin, che dette il nome a Lisamara, con la sua morte &egrave; logico pensare possa aver meritato di lasciare il suo nome anche al Lesima; non trovate voi? &Egrave; solo un&rsquo;ipotesi, per&ograve; logica.   <\/span><\/font><\/div>\n<p><font size=\"2\" face=\"Courier New\"> <\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<h5><font size=\"2\" face=\"Courier New\">L&rsquo;inverno in Valboreca<\/font><\/h5>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Adesso cerchiamo di ricostruire l&rsquo;inverno dell&rsquo;esercito di Annibale all&rsquo;addiaccio della Val Borreca, sar&agrave; stato un inverno molto, ma molto lungo e tremendamente grigio; gli uomini avranno rimediato mangiando gli elefanti, infatti a Canne non compaiono; il problema maggiore era per i cavalli, arma sconvolgente per le battaglie di allora, ecco allora gli ufficiali di Annibale ala ricerca spasmodica di pasto , eccoci tornati a Moglia , zona ricca di arbusti, da difendere coi denti, eccoci a Moglia Spessa, in quel di Rovegno, eccoci al bosco di Annibale accanto a Rovegno stesso, eccoci ai Muzio di Pietranera e di Frassi! Attenti adesso, perch&eacute; la storia si fa avvincente e cara.<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">I Romani si erano accorti delle mosse di questo nemico, ecco allora mandano loro soldati a molestare quella cavalleria. A mezza strada tra Fabbrica e Orezzoli (io sono di Fabbrica) vi &egrave; ancora un posto che noi chiamiamo &laquo;le terre dell&rsquo;agero Mizzo&raquo; latino trasparente per &laquo;Ager Mutius&raquo;; a Frassi vi &egrave; ancora la parentela Muzio. Si accosti adesso il nome del posto al cognome che ancora sussiste, ci troviamo di colpo ad avere in mano la prova persuasiva del moglio: lo stesso discorso evidentemente, vale anche per Pietranera, anche col&agrave;, a Moglia di Isola, vi erano cavalli di Annibale da molestare.<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">E qui ci sia consentita una digressione quanto mai cara, tutti noi abbiamo conosciuto quelle perle di sacerdoti Giuseppe Muzio i Frassi l&rsquo;uno, Carlo Muzio di Pietranera il secondo, uno migliore dell&rsquo;altro. La fantasia dei bobbiesi non tard&ograve; molto a distinguerli l&rsquo;uno dall&rsquo;altro; santa sincerit&agrave; dettata dall&rsquo;affetto! Da queste pagine mandiamo un fiore ideale sulle loro tombe: uno a Bobbio, l&rsquo;altro nel romito cimitero di Frassi; ultimi rampolli gloriosi di ultramillenarie ceppaie.<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Ritorniamo adesso a quei poveracci che abbiamo lasciato a basire di fame e di freddo in quel di Zerba; l&rsquo;inverno era passato ed essi decidono di partire, non pi&ugrave; al Sud, m verso il Nord; risalgono il Borreca attraverso il sentiero di Annibale, che ancora esiste lass&ugrave;, raggiungono Brallo, e l&igrave;, a fil di costa, vanno verso la Scaparina, forse ancora indecisi se puntare lungo la Staffora oppure lungo il parallelo Trebbia; di lass&ugrave; vedono la conca di bobbio (scritto minuscolo perch&eacute; spiegheremo subito appresso), a loro piacque, decidono per il Trebbia discendendo lungo il rio, che si chiamer&agrave; poi rio Bobbio; vedono e s&rsquo;interessano delle Mogliazze (i cavalt) arrivano dove adesso &egrave; la nostra citt&agrave;.<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<h5><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Ipotesi sulle origini del nome &laquo; Bobbio &raquo;<\/font><\/h5>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Attenti al nome: nella lingua celtica, una cosa gentile e cara, la chiamavano Bob; aggiungendo suffissi, si ampia il significato del termine; per esempio bob-y, si pu&ograve; interpretare, carino mio; Bob-ul, vuol dire pressappoco figlio-guida; ulla in celtico = stalla. Ben sapeva il celtico Colombano istruiva e amava il suo monaco Bob-ul, accomodato in lingua nostra in Bobuleno, sorprendente, vero? A titolo di compiacenza personale, mi sia concesso una volta tanto un po&rsquo; di infantilismo. Nella antichissima lingua Incas che noi un pochino conosciamo, il concetto analogo di una cosa cara, intima veniva e viene tuttora espresso colla parola gnagni, termine di larghissima accezione, che pu&ograve; andare per esempio da fratello a giocattolo; il celtico Bobi pensiamo sar&agrave; lo stesso, sono parole che vengono labilmente spontanee in tutti gli idiomi del mondo; perch&eacute; allora non dare merito ai guerrieri di Annibale di aver amato e chiamato Bobbio?<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\">Non pretendiamo di aver svelato le origini di Bobbio, la nostra &egrave; solamente un&rsquo;ipotesi, per&ograve; di fronte a tante analogie confrontate da nomi tuttora esistenti, possiamo presumere di non essere tanto lontani dal vero. Gi&agrave; che ci siamo, ci sia consentito un&rsquo;altra esibizione di superbia infantile: abbiamo ripetuto molte volte i termini Nord, Sud, ecc., secondo la mitologia celtica, erano i nomi di quattro nanerottoli, uso martinetto, che sostenevano il cranio del gigante Immer di cui la stella polare, per le loro latitudini alte nel centro del cielo, ne era l&rsquo;occhio; chi altro mai, se non il solo Colombano, sarebbe stato in grado di tradurre i latini oriente, occidente, ecc. nella versione adesso in uso: non saranno forse partiti dallo scriptorium di Bobbio i punti cardinali al mondo?<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Courier New\"><span style=\"\">Accompagniamo adesso, ed &egrave; ora, i nostri guerrieri lungo il Trebbia. Nei pressi di Gazzola trovano ad attenderli i Romani, li battono e li distruggono: vedono che ormai li possono vincere, riprendono un coraggio da matti; cambiano direzione, non pi&ugrave; al Nord, ma all&rsquo;Est, verso Bologna; bisogna tenere presente che, la allora Val Padana, era la cosiddetta <\/span>Gallia Cisalpina<span style=\"\">, fu facile ad Annibale reclutare mercenari e cavalli, approfittando anche dell&rsquo;odio che qui vi era contro i Romani; vi era infatti da saldare il conto del console Furio Camillo, quando nel 390 a.C. i loro commilitoni Galli furono tutti squartati a pezzi sulla via Gabina; arrivano a Canne; sappiamo tutti come &egrave; andata; passano a Capua, e qui ci sia consentito ritornare alla svolta storica del consiglio di guerra sul passo del Giov&agrave;: appena giunsero a Capua quei poveri guerrieri, stremati da tanto freddo, da tanta fame, da tanti morti, Liz-Amin, Calderonan, Oicrena, Bosmina, poterono finalmente ripagarsi da tante sofferenze, logica reazione a tanto soffrire, logica reazione all&rsquo;inverno della Val Borreca. Sappiamo tutti come fin&igrave; la storia: ben altre armi che i gladi romani svilirizzarono l&rsquo;esercito di Annibale; si aggiunga  quel po&rsquo; po&rsquo; di malattie che loro Celti, ci tramandarono col loro nome, ed ecco il terribile cuneo di diamante che dal Monginevro fece tremare Roma, dissolversi al tepore di Capua, come nebbia al sole. Sul Metauro, presso Ancona, le sorti si capovolsero, sotto le mura di Roma; a turno alterno dinnanzi  Odoacre, si dissolse l&rsquo;esercito romano&cedil;lasciamo adesso questa storia grande, che onestamente, &egrave; doveroso riconoscerlo, tanta parte di maturazione ebbe a subire anche nelle nostre  valli.<\/span><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<h5><font size=\"2\" face=\"Courier New\">\t\t\t\t\t\tDon Andrea Varinotti        <\/font><\/h5>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"> <\/div>\n<p><font size=\"2\" face=\"Courier New\"><em>Abbiamo voluto ricordare questo scritto, come una bellima favola&hellip;..o no? <\/em><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\" style=\"margin-bottom: 0in;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il passaggio di Annibale nelle nostre vallate in una ricostruzione di don Andrea Varinotti Da La Trebbia del 17 Aprile 1980 Torniamo idealmente a prendere congedo dai buoni eremite del Dego e portiamoci verso&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-15","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie-in-pillole"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}