{"id":380,"date":"2007-11-07T15:28:11","date_gmt":"2007-11-07T21:28:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/?p=380"},"modified":"2007-11-07T15:28:11","modified_gmt":"2007-11-07T21:28:11","slug":"19090919-anatomie-sociali-la-donna-fuori-di-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/2007\/11\/07\/19090919-anatomie-sociali-la-donna-fuori-di-casa\/","title":{"rendered":"1909\/09\/19 &#8211; Anatomie sociali: la donna fuori di casa"},"content":{"rendered":"<p><?xml version=\"1.0\" encoding=\"utf-8\"?> <!DOCTYPE html PUBLIC \"-\/\/W3C\/\/DTD XHTML 1.0 Transitional\/\/EN\" \"http:\/\/www.w3.org\/TR\/xhtml1\/DTD\/xhtml1-transitional.dtd\"> <html xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/1999\/xhtml\" lang=\"en\" xml:lang=\"en\"> <head> \t<title>Untitled document<\/title> \t<meta http-equiv=\"Content-Type\" content=\"text\/html; charset=utf-8\" \/> <\/head> <body><\/p>\n<h3>Da la trebbia del 16 agosto 1903&nbsp;<\/h3>\n<p>&Egrave; proprio vero che la donna fuori di casa &egrave; fuori di posto? O meglio, essendo ella uguale all&#39;uomo nella natura, non dovremmo dire che gli &egrave; uguale anche in tutti i diritti e doveri; e cos&igrave; ammettere la possibilit&agrave; di avere dottoresse,le ministresse, le deputatesse, le consigliere, le sindachesse e via di seguito (perdonate un po&#39; le parole; a cose nuove nomi nuovi ci vogliono), come in qualche regno si possono ancora avere, al posto del re, le regine? Io non voglio arrogarmi la facolt&agrave; di decidere l&#39;ardua questione. Dir&ograve; solo che se il posto proprio per la donna &egrave; la casa, la sua cura principale la famiglia, saranno per lei improprie tutte quelle occupazioni che da questo ufficio la distolgono. <\/p>\n<p>Si deve anche notare che il carattere, le forze fisiche ed intellettuali sono diverse nell&#39;uomo e nella donna; quindi ne &egrave; diversa la capacit&agrave; e cos&igrave; dovremo ammettere anche diversit&agrave; di uffici. Oltre a ci&ograve; si danno occupazioni in cui moralmente non pu&ograve; esercitarsi la donna; ma viceversa nessuno potr&agrave; negare che vi siano uffici pel cui servizio la sana moralit&agrave; esigerebbe la donna. Potremo dunque ammettere la donna anche fuori di casa, purch&eacute; per&ograve; l&#39;ufficio che ad essa si affida sia proporzionato alla sua capacit&agrave; fisica e intellettuale, ella possa esercitarlo moralmente e sia compatibile coi doveri di casa. &Egrave; vero che non tutte le donne sono chiamate ad essere spose e madri, e per queste, le quali d&#39;altronde formano un&#39;eccezione , baster&agrave; si verifichino le due prime condizioni, perch&eacute; possano uscire di casa; ma nessuno potr&agrave; dimostrare che non vi sia proprio alcun ufficio in cui si verifichino tutte tre le suddette condizioni. <\/p>\n<p>Del resto la donna fuori di casa &egrave; gi&agrave; un fatto ammesso da tutti. Le domestiche ad esempio non sono certo in casa propria. Nessuno riprova le levatrici e le maestre di scuola. E se in queste occasioni si permette alla donna di uscire di casa perch&eacute; non si potr&agrave; permetterglielo anche in altre contingenze? Non sarebbe anzi meglio che, come vi sono le levatrici, vi fossero anche le medichesse per le donne, specialmente in certi casi pi&ugrave; delicati? Tutti ammettono le maestre di scuola; ma &egrave; chiaro che la donna, prima di divenire maestra, dev&#39;esser istruita; e, anche se non maestre, sta bene che la donna abbia una certa cultura, che la ponga in grado di adempiere  coscientemente, e non solo materialmente, i proprii doveri; la renda atta alle relazioni del ceto sociale in cui si trova, e la faccia una compagna proporzionata all&#39;uomo istruito. <\/p>\n<p>Ebbene, io non vedo alcun inconveniente, anzi mi pare pi&ugrave; consentaneo che tale istruzione le venga impartita dalla donna anzich&eacute; dall&#39;uomo.<br \/> Tutti sappiamo che ormai gli opifici rigurgitano di donne. &Egrave; questo un fatto che si potr&agrave; deplorare quanto si vuole, ma non sopprimere. Soltanto nella provincia di Bergamo nel 1900 in 248 stabilimenti industriali vi era una popolazione operaia di 14352 uomini e 27921 donne. Ognun vede che &egrave; impossibile farle rientrare tutte in casa. Quindi tutto lo studio dev&#39;essere rivolto a provvedere che questa nuova posizione della donna non ripugni ad alcune delle tre condizioni poste pi&ugrave; sopra. <\/p>\n<p>E alle scienze, alle lettere, alle arti dovr&agrave; attendere la donna? Non facciamo questione di capacit&agrave;; se essa non &egrave; di tutte le donne, neppure &egrave; di tutti gli uomini. Ma essa non si pu&ograve; negare in modo assoluto; altrimenti ci starebbe contro la storia di molte donne divenute celebri per questa via. &Egrave; pur vero che molte hanno il tempo assorbito dalle cure di famiglia o da altre di pi&ugrave; diretta utilit&agrave;. Ma se le donne dell&#39;alto ceto sociale volessero togliere qualche paio d&#39;ore allo specchio, alle mode, alle conversazioni frivole in cui non &egrave; sempre sicura la fama del prossimo, potrebbero molto facilmente trovare anche il tempo per quelle ben pi&ugrave; nobili occupazioni, con molto frutto e vantaggio proprio ed altrui.<br \/> E perch&eacute; non s&#39;abbia alcuna a   scandalizzare dal sin qui detto, concluderemo dicendo che la donna pu&ograve; trovarsi fuori di casa come il prete di sacrestia, cio&egrave; dopo avere adempito il proprio dovere e per attendere ad opere di vera utilit&agrave; proporzionata alla sua capacit&agrave; fisica, intellettuale e morale, e compatibili cogli uffici pi&ugrave; proprii.<\/p>\n<p>C.V.T. <\/p>\n<p> <\/body> <\/html><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Untitled document Da la trebbia del 16 agosto 1903&nbsp; &Egrave; proprio vero che la donna fuori di casa &egrave; fuori di posto? 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