{"id":560,"date":"2010-02-02T13:00:40","date_gmt":"2010-02-02T19:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/?p=560"},"modified":"2010-02-02T13:00:40","modified_gmt":"2010-02-02T19:00:40","slug":"19311113-le-magistrali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/2010\/02\/02\/19311113-le-magistrali\/","title":{"rendered":"1931\/11\/13 &#8211; Le magistrali"},"content":{"rendered":"<h3>Da La Trebbia del 13 Novembre 1931<\/h3>\n<p>Inaugurazione del nuovo Istituto Magistrale<\/p>\n<p>Scriviamo con gioia vivissima questa data 5 Novembre 1931, che segna un avvenimento di eccezionale importanza, degno di essere scritto fra le pagine pi\u00f9 belle della nostra storia: la risurrezione delle nostre scuole magistrali.<br \/>\nNon dunque la semplice cerimonia augurale d&#8217;un nuovo anno scolastico quella a cui abbiamo assistito; ma un vero e proprio battesimo, religioso e civile, con tutta la solennit\u00e0 gaudiosa e piena di speranze, con cui meritava di essere accolto e festeggiato il nuovo Istituto all&#8217;alba radiosa e serena della sua vita.<br \/>\nBobbio con tutte le sue Autorit\u00e0, con tutte le sue bandiere, con tutte le sue fiamme, on tutta la sua giovinezza, col richiamo di tutti i suoi gloriosi ricordi millenari, nell&#8217;austera basilica del suo Santo Fondatore, prima, e poi nelle maestose corsie del suo Convento ove ha sede la scuola, ha assistito a questa celebrazione e ne serba vivo ricordo anche senza sentirselo ripetere in una fredda pagina di cronaca.<br \/>\nLa quale si pu\u00f2 riassumere in poche parole. Alle 9,30 Messa e discorso di Mons. Pellegrino in S. Colombano, presenti Autorit\u00e0, Insegnanti. alunni, Istituzioni fasciste, e una fiumana di popolo come nelle maggiori solennit\u00e0.<br \/>\nAlle ore 10, nell&#8217;aula magna dell&#8217;Istituto adorna di bandiere, di trofei, di palme e di fiori, discorso inaugurale del Preside Cav. Prof. Umberto Fisso, presentato con nobili parole di saluto e di augurio dal Podest\u00e0 Sig. Ninetto Renati.<br \/>\nNessuno dei presenti alla funzione religiosa volle mancare alla inaugurazione civile. Notiamo, per il suo particolare valore significativo, la presenza della Sig.ra Prof.Ssa Angelina Olmi Valgoi, che per tanti anni fu direttrice delle nostre Scuole Normali, e quella del Prof. Can. Monteverde gi\u00e0 preside del Civico Ginnasio S. Colombano e del cessato Istituto Magistrale Michele Bianchi. Gli alunni di quest&#8217;ultimo, per mano dell&#8217;Avanguardista Lini, offrirono al Preside un mazzo di fiori.<br \/>\nIl discorso del Preside fu interrotto da frequentissimi applausi. Lo riportiamo integralmente, come pure riportiamo il discorso di Mons. Vescovo.<br \/>\nSu proposta del Prof. Monteverde, fu inviato al R. Provveditore agli Studi un telegramma di ringraziamento per aver destinato a Bobbio un Preside s\u00ec intelligente ed attivo, che gi\u00e0 si \u00e8 conquistato le pi\u00f9 grandi simpatie nell&#8217;animo di tutti.<br \/>\nLe parole del Vescovo<\/p>\n<p>Sia lodato Ges\u00f9 Cristo!.<br \/>\nNarra la Storia sacra che, quando gli Ebrei furono portati schiavi a Babilonia il sacerdote Neemia si preoccup\u00f2 di mantenere vivo il fuoco sacro che ardeva nel Tempio, e diede ordine ai suoi ministri di nasconderlo in un pozzo alto e secco, posto in una valle oscura, in luogo ignoto a tutti.<br \/>\nPassarono i lunghi anni di cattivit\u00e0, ma finalmente, riavuta la libert\u00e0 e ritornati in patria, pensarono di offrire a Dio un sacrificio nel tempio, e Neemia mand\u00f2 a ricercare il fuoco sacro nascosto nel pozzo; ma invece del fuoco non trovarono che acqua torbida e limacciosa.<br \/>\nNeemi fece aspergere con quell&#8217;acqua la legna del sacrificio, e quando spunt\u00f2 il sole, che prima era velato, ed invest\u00ec la catasta di legna, divamp\u00f2 un gran fuoco, che consum\u00f2 il sacrifico, e gli ebrei riebbero il fuoco sacro.<br \/>\nQuesto fatto, in certa guisa adombra la condizione delle scuole medie di Bobbio. Quando alcuni anni or sono, fu decretata la soppressione delle nostre scuole Ginnasiali e Magistrali, Bobbio fu ferita nella sua tradizione pi\u00f9 gloriosa e pi\u00f9 nobile, che aveva ereditato dai suoi Monaci, di citt\u00e0 di studio ed asilo di coltura: era il fuoco sacro della scienza che minacciava di spegnersi.<br \/>\nCome ai tempi delle invasioni barbariche i Monaci pazienti e studiosi salvarono dalla rovina il patrimonio delle lettere e delle scienze antiche fra le mura dei loro cenobi, e Bobbio ne fu asilo sicuro e prezioso, cos\u00ec in quegli anni dolorosi, brevi per fortuna, i miei Sacerdoti, a costo di non lievi fatiche e coll&#8217;appoggio dell&#8217;Autorit\u00e0 Cittadina, a cui do l\u00f2a meritata lode, conservarono il sacro fuoco con l&#8217;istituzione del ginnasio privato prima, e con l&#8217;istituzione del primo corso magistrale poi, aspettando e preparando in tal modo tempi migliori.<br \/>\nL&#8217;Istituto privato diede ottima prova pei suoi lusinghieri risultati, e diede agio ai giovani bobbiesi di compiere, come privatisti, in Bobbio stessa, gli studi letterali che avevano intrapreso come allievi del R. Ginnasio, con immenso vantaggio morale ed economico delle famiglie, le quali debbono essere riconoscenti.<br \/>\nVerso la met\u00e0 del prossimo passato mese si sparse rapida come un baleno la lieta notizia che il saggio e provvido Duce aveva restituito a Bobbio la sua gloria, facendone sede di un Istituto Magistrale misto.<br \/>\nLa cittadinanza esult\u00f2 alla lieta notizia; la sua speranza non fu delusa, il suo sogno ormai \u00e8 felice realt\u00e0. Ormai \u00e8 giunto il tempo di togliere dal nascondiglio il fuoco sacro del sapere. Io veggo gi\u00e0 preparati all&#8217;auopo I Sacerdoti ministri della scienza, l&#8217;Illustre Collegio dei Professori, capitanati dallo zelante ed attivo loro Preside, i quali vengono a noi preceduti da buona fama di sapere e di virt\u00f9, a cui mi \u00e8 caro porgere il mio riverente saluto, il mio cordiale benvenuto. Gi\u00e0 veggo raccolto il vivace e gaio esercito studentesco, numeroso pi\u00f9 di quanto si potesse sperare, avido di raccogliere in s\u00e9 il prezioso seme del sapere, che essi un giorno comunicheranno a loro volta ad altre piccole intelligenza.<br \/>\nChe pi\u00f9 manca? Manca il sole della grazia divina che investa la legna preparata al sacrificio e sviluppi la sacra fiamma del sapere e della virt\u00f9.<br \/>\nE questo fuoco divino noi siamo venuti stamane ad invocare da Dio, Signore delle scienze, per l&#8217;intercessione di S. Colombano, e dei suoi santi monaci, le sue reliquie qui riposano.<br \/>\nOh discenda lo Spirito Santificatore come nel giorno delle Pentecoste, sopra gli insegnanti e sopra gli alunni, e tutti li investa coi raggi della sua luce, e tutti li infiammi col calore del suo fuoco, affinch\u00e9 tutti veggano la luce della verit\u00e0, ed abbiano virt\u00f9 di vivere la verit\u00e0 conosciuta!.<br \/>\nDiscenda sul corpo Insegnante e lo avvalori della sua virt\u00f9 divina, affinch\u00e9 possa con la parola e con l&#8217;esempio compiere la sua missione, divina di insegnante e di educatore, ed appagare la giusta aspettazione degli allievi, della Patria e della Chiesa.<br \/>\nDiscenda sugli alunni, e dia loro un cuore docile, affinch\u00e9 sappiano trarre tutto il profitto dell&#8217;insegnamento che loro verr\u00e0 impartito.<br \/>\nUna sola raccomandazione io faccio ai giovani studenti. Voi oggi siete scolari per diventare domani insegnanti: siate voi oggi scolari modello per applicazione, diligenza, rispetto e confidenza quali vorrete che siano i vostri scolari di domani. ed ora un ultimo augurio al rinascente Istituto Magistrale:<br \/>\nVivat, crescat, floreat<br \/>\nViva di vita prospera e lunga, e mai pi\u00f9 conosca la fine. Cresca nel numero nella diligenza, nella disciplina, nello studio. Fiorisca sempre, e dia frutti di sapere e di virt\u00f9, quali esige l&#8217;onore di Bobbio, che fu in ogni tempo faro luminoso di sapere e di santit\u00e0, quali esige lo sforzo del Governo che istituito e mantiene la Scuola, quali si aspettano le vostre Famiglie, e quali vuole il vostro stesso interesse.<\/p>\n<p>Il discorso del Preside<\/p>\n<p>Eccelenza, Sig. Podest\u00e0, Signori<br \/>\nVi confesso che prendo oggi per la prima volta la parola fra voi con animo profondamente commosso. Intendevo oggi iniziare il nuovo anno scolastico, il primo anno del nuovo Istituto, con una modesta cerimonia, con una presa di contatto spirituale fra questa presidenza, questo corpo insegnante e autorit\u00e0, famiglie degli alunni, cittadinanza bobbiese.<br \/>\nMa non credevo, non avrei mai osato sperare che da questo primo contatto potesse scoccare una scintilla cos\u00ec intensa e luminosa, che tanta onda di simpatia e di consenso mi dovesse travolgere, che tanto fervore di collaborazione dovesse rendere agevole e lieta la mia fatica. Le parole dell&#8217;eccellentissimo nostro Presule, improntate di una sapienza tanto superiore alla nostra povera sapienza umana, e nel tempo stesso cos\u00ec benevoli, cos\u00ec paterne per me, per i miei insegnanti, per la mia scuola, le parole di quello che dovrei chiamare il signor Podest\u00e0, ma che l&#8217;animo mi spinge gi\u00e0 a chiamare il camerata e l&#8217;amico Podest\u00e0, ispirate a tanta cordialit\u00e0 e soprattutto a tanta stima e confidente aspettazione, mi allietano, mi animano e mi turbano assieme, perch\u00e9 mi fanno sentire anche pi\u00f9 fortemente la responsabilit\u00e0 che mi sono assunta. Dio, cos\u00ec fervidamente e santamente invocato nelle parole che ci hanno commossi, diriga il nostro lavoro e non consenta che da noi sia tradita la vostra fiducia.<br \/>\nIntanto un primo lieto successo abbiam conseguito, che al mio arrivo parea follia sperare. Questo nobile edificio, squallido, abbandonato,  quasi votato a non lontana rovina, in poco pi\u00f9 di due settimane ha mutato volto, si pot\u00e8 aprire ad una sessione di esami, e oggi si presenta gi\u00e0 nella sua nuova disposizione e nelle nuove sue linee, avviato a quel decoro, che ridar\u00e0 a lui dignit\u00e0 e offrir\u00e0 sede degna alla scuola. Merito questo del vostro solerte Podest\u00e0 e dei suoi collaboratori, ma anche merito vostro, o cittadini, che lo confortaste del vostro fervido consenso.<br \/>\nIl simpatico gesto con cui veniste incontro ai bisogni della scuola, iniziando una pubblica sottoscrizione per il suo arredamento, vi onora e io sono lieto di rendermi interprete del compiacimento del nostro ottimo Provveditore agli Studi presente oggi in ispirito e, speriamo, presto, di persona, il quale, reso da me edotto, volle che vi rivolgessi la sua parola di plauso e vi comunicassi che del vostro atto volle che si serbasse memoria nel suo archivio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n***<\/p>\n<p>Ma di questo fervore, di questi consensi, di questo entusiasmo si debbono con me allietare i valorosi colleghi che nell&#8217;oscura parentesi fra la vecchia scuola normale e il nuovo istituto seppero, con tenace volere, tra tante difficolt\u00e0 e tanta penuria dimezzi e di aiuti, mantenere accesa la scintilla sotto la cenere, nel civico ginnasio e nel civico istituto magistrale inferiore, e pi\u00f9 ancora debbono esultare gli antichi dirigenti ed insegnanti della scuola normale, che son lieto di salutare qui cos\u00ec degnamente rappresentati, i quali alla missione del magistero avevano dedicata la vita operosa, dovettero dolersi della sua inopinata decapitazione del loro istituto come di lutto famigliare e possono, ora, con legittimo orgoglio rivendicare a s\u00e9 il merito di aver preparata la rinascita con la loro opera meritoria, madre del consenso che agevola oggi e rende grata la nostra fatica. A loro l&#8217;espressione della solidariet\u00e0 e della gratitudine  di noi che raccogliamo i frutti della loro seminagione e con loro ci confortiamo nella doce intima convinzione che il bene fatto non va mai perduto, anche se sote e smarrimenti temporanei possono talora indurre in contrario avviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n***<\/p>\n<p>Ma se da domani la scuola inizier\u00e0 le sue lezioni con tutti gli insegnamenti e l&#8217;orario completo regolare, molto lavoro ancora occorrer\u00e0 perch\u00e9 si possa dire completamente sistemata e pronta alla inaugurazione ufficiale, e molto ancora quasto insistente preside tormenter\u00e0 di sue richieste il vostro buon podest\u00e0, attanagliato fra l&#8217;impulso di persona colta, la coscienza di rappresentare e di dover tutelare e perpetuare una tradizione millenaria di studi, di sapienza, di cultura, e d&#8217;altra parte il sacrosanto dovere anch&#8217;esso di costituirsi cerbero vegliante alla integrit\u00e0 della cassa comunale, anche se di cerbero non ha le fauci e il latrato, ma si difende dalle mie istanze con la cortese parola e il dolce sorriso.<br \/>\nMa tant&#8217;\u00e8, io non mi stancher\u00f2 di chiedere, egli, gi\u00e0 convinto, continuer\u00e0 a dare, e voi lo conforterete, n\u00e9 io mi dorr\u00f2 del ritardo.<br \/>\nCrescono improvvisi per poca pioggia e molto sole i funghi, ma la lor vita \u00e8 di giorni; si sviluppa lenta e faticosa la quercia, ma sfida i secoli e la nostra quercia resister\u00e0 alle bufere, come questo edificio ha sfidato fuga di tempi e barbari silenzi, perch\u00e9 essa \u00e8 nata di buon seme in terra feconda.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n***<\/p>\n<p>E non mi dorr\u00f2 anche per un&#8217;altra ragione. Che il nostro istituto non vuole essere solo un edificio convenientemente arredato, che, col suo aspetto esteriore, col suo decoroso arredamento, con l&#8217;ordinato funzionamento di tutti i suoi servizi, con la ricchezza di seppellettile didattica e scientifica, riesca per s\u00e9 stesso strumento di educazione estetica, di ordine morale e materiale.<br \/>\nMa vuole e deve essere soprattutto un organismo vivo e vitale, con un suo volto, una sua anima, un ideale, una meta, e qui, o signori, non si incide sulla materia, non si conta a metri quadrati di lavoro e a costo denaro; si incide sulla coscienza e sugli spiriti e necessitano consapevolezza di fini, determinazione e affinamento di mezzi, coordinamento di volont\u00e0 di energie di sforzi, fusione di anime, tutto un lavorio, insomma, superiore all&#8217;opera muraria, se pure inavvertito ed invisibile. Ed io vorrei che nel giorno dell&#8217;inaugurazione ufficiale, la scuola si presentasse gi\u00e0 anche con un primo delineamento della sua struttura spirituale e morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n***<\/p>\n<p>Quale il volto della nuova scuola? Quando ci penso, e mi darete fede se affermo che attorno a questo pensiero gravita oggi tutto il mio mondo spirituale. mi agita un tumulto di fede, di speranza, di orgoglio, di trepidazione, di sgomento, che mai saprei esprimere con parole, ma che potranno ben comprendere i giovani sposi, congiunti in giuste nozze, che vedono schiudersi alla vita il primo frutto del loro amore consacrato e per l&#8217;avvenire del loro nato non conoscono limiti al proprio sogno.<br \/>\nPerch\u00e9, da questo storico chiostro, le cui pietre, edificate nei secoli, resistono ai secoli e dove in tempi oscuri echeggi\u00f2 la parola ispirata a romana e cristiana grandezza e risuona per l&#8217;eternit\u00e0; in questo vetusto santuario, in questo nobile vaso di fede e di cultura, non si possono. non si debbono formulare bassi propositi. E tanto meno oggi, quando nel nome del Re Vittorioso, sotto la guida del Duce, che Dio ha dato alla Patria perch\u00e9 inveri il sogno di Dante e di Mazzini, questa nostra Italia nuova ed antica. si protende tutta dai raggiunti confini, oltre i monti, oltre i mari, a cercare le vie consolari ed imperiali, esercitate gi\u00e0 dal passo incoercibile delle quadrate legioni, e dalla sintesi della civilt\u00e0 romana e cristiana, dalla Roma di Augusto e dei Papi, di Vittorio Veneto, del 28 Ottobre e dell&#8217;11 Febbraio, vuol lanciare la nuova parola per la terza volta universale.<br \/>\nOnd&#8217;\u00e8 che questo nostro istituto vuole bens\u00ec essere soprattutto un seminario di maestri colti, educati, buoni, coscienti delle responsabilit\u00e0 che su loro incombono, illuminati dalla fede avita, devoti alla Patria fino al sacrificio consapevoli e conformati allo stile di vita che il Duce vuole imporre all&#8217;Italiano nuovo. e di pi\u00f9, tenacemente attaccati a questa loro terra che li vide nascere,  alla piccola citt\u00e0, ai monti, alle valli nostre, ai villaggi, anche se sperduti nella solitudine, i quali non debbono pi\u00f9 essere ritenuti solo palestra per principianti che hanno in uggia la sede ingrata, non si affezionano alla scolaresca  sono ripagati d&#8217;eguale moneta, ma terra degli avi e dei padri, aspra forse e senza falsi miraggi di comodit\u00e0, di piaceri, di splendori con cui la grande citt\u00e0 illude gli animi e maschera spesso lo strazio dell&#8217;igiene e la povert\u00e0 di vita spirituale, ma parlante all&#8217;anima con mille care voci, dalle case, dalle chiese, dalle tombe, dalle zolle, ma non avara di messi e di gioie a chi la sa amare di sano e forte amore e sa sentire l&#8217;orgoglio del farsene campione, di promuoverne lo sviluppo, di alzarne il livello intellettuale, morale, economico.<br \/>\nMa la scuola nostra vuole perseguire anche un altro fine, vuol continuare una tradizione millenaria, per cui il chiostro di S. Colombano \u00e8 noto ovunque \u00e8 amore di cultura, vuol riaccendere la face che Bobbio tenne viva nei secoli oscuri, vuole che lo studio Bobbiese non rimanga solo motivo ornamentale sui diplomi di laurea dell&#8217;Ateneo Torinese, ma ritorni, sia pur  con pi\u00f9 modesti intenti, una presente realt\u00e0, retaggio e lustro di nostra terra.<br \/>\nGli operai, i cittadini che nei giorni scorsi si rivolsero alla scuola perch\u00e9 allarghi anche a loro il compito il compito suo e soddisfi la loro sete di cultura e perfezioni lo strumento del loro lavoro, abbiano fede in noi: io ed i miei collaboratori con tutto l&#8217;animo andremo incontro al loro desiderio.<br \/>\nA voi, Autorit\u00e0 di ogni ordine, a voi cittadini, chiediamo solo di continuarci la vostra presente fiducia e, se Dio ci assista, noi non la deluderemo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n***<\/p>\n<p>Ed ora consentitemi poche parole ai miei nuovi alunni, le prime. Molte ne dovr\u00f2 poi dire, spero non troppe e non vane.<br \/>\nO giovani studenti, venite a noi con animo aperto, con piena e larga fiducia. Qui troverete cuori paterni e fraterni. Vi accompagneremo nel vostro cammino, della fiamma che ci consuma investiremo le anime vostre, vi conforteremo nel lavoro quotidiano, vi sorreggeremo nei vostri dubbi, nelle incertezze, negli smarrimenti, vi rialzeremo nelle vostre cadute. Troverete in noi grande amore. Troverete anche severit\u00e0, perch\u00e9 chi non castiga non ama e il nostro vuol essere vigile amore, amore armato. Ma vi sia detto una volta per sempre: i vostri trionfi saranno i nostri; castigandovi saremo i primi a soffrire del castigo inflitto. Solo l&#8217;indisciplina l&#8217;offesa alla legge morale e alla dignit\u00e0 della scuola e degli insegnanti, sacri per me l&#8217;una e gli altri, mi troveranno giudice e giustiziere freddo, impassibile, inesorabile. Chi non sa obbedire non sapr\u00e0 mai comandare e chi \u00e8 tristo in casa e a scuola sar\u00e0 tristo sempre nella vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n***<\/p>\n<p>Ma non con queste gravi parole voglio oggi terminare. Preferisco dirvi che amo anch&#8217;io la scuola lieta, che la vagheggio gaia non solo per salubrit\u00e0 di ambiente, per letizia di sole e di luce e, speriamo, presto anche di verde e di fiori, ma gaia di esuberante e mal compressa vivacit\u00e0 giovanile; che se tutto il giorno io passo nella scuola, si \u00e8 perch\u00e9 solo in essa non sento n\u00e9 crucci n\u00e9 anni, solo in essa mi sento sempre sereno e giovane. Si, a voi specialmente mie nuove alunne, fiere del trionfante fiore della vostra giovinezza, voglio oggi donare uno specifico che non trovereste in nessun cosmetico, in nessun fronzolo, presso nessun istituto di bellezza, riverniciatore di ruderi .<br \/>\nQuando sarete educatrici, amate di santo e intelligente amore i vostri scolari, e mentre alla luce del vostro intelletto si illumineranno le loro tenere menti, mentre alla fiamma del vostro cuore si scalderanno le animucce loro, inconsciamente vi sentirete pervase dall&#8217;onda di giovinezza sprigionata dallo loro vitalit\u00e0 erompente, e, specchiandovi nello specchio magico dei loro occhi potr\u00e0 ben la neve fioccare sui vostri capi ora biondi e bruni, e le fresche e liscie fronti insecchirsi e corrugarsi; voi vi vedrete sempre fresche, sempre belle, sempre giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n***<\/p>\n<p>Ed ora avrei finito, ma un ultimo monito dovete accogliere e farne tesoro.<br \/>\nLa generazione che vi ha preceduto, attraverso varie e spesso dure esperienze, fra soste e riprese, smarrimenti e audacie, gettando finalmente nell&#8217;immane carnaio della guerra il fiore purpureo del suo sangue migliore, vi ha data la Patria unita nei suoi giusti confini. O quasi, perch\u00e9 da Selenico l&#8217;anima cristiana ed italiana di Nicol\u00f2 Tommaseo, da Spalato l&#8217;anima ardente ed eroica di Francesco Rispondo attendono l&#8217;ora della Dalmazia. A voi giovani fascisti l&#8217;affrettarla.<br \/>\nMa la generazione che vi ha preceduto ha fatto anche altro per voi. Vi ha liberato dalle scorie dell&#8217;ateismo, del materialismo, dalla cieca adorazione del fatto e della materia bruta, ha posto fine al dissidio fra Dio e la Patria, ha tradotto dal campo della speculazione e della poesia al campo della realt\u00e0 la nazione, ha creato lo Stato etico, lo Stato veramente sovrano, lo Stato fascista, ha ridato fede nella continuit\u00e0 della vita nazionale, culto all&#8217;ideale.<br \/>\nEd ora, pi\u00f9 particolarmente, a voi, o giovani e giovanette bobbiesi, il Duce, che per i giovani soli trova il suo pi\u00f9 dolce e aperto sorriso, per la vostra elevazione, per il vostro miglior avvenire, in cui vede l&#8217;avvenire d&#8217;Italia, pur nell&#8217;imperversare della presente crisi economica, la maggiore a memoria umana, che noi per\u00f2 supereremo icuramente, stringendoci a lui con tutti i nostri gagliardetti e tutta la tensione del nostro volere, in questa grave ora nella quale il denaro pubblico deve essere erogato con la pi\u00f9 rigida parsimonia e per le pi\u00f9 impellenti necessit\u00e0, ha voluto donare questo istituto, che coster\u00e0 allo Stato centinaia di migliaia di lire, alle quali si debbono aggiungere i non indifferenti sacrifici del Comune. Quanto amore, quante cure, quante speranze in voi o giovani!<br \/>\nVoi non le tradirete, voi sarete gli italiani nuovi, gli italiani di Vittorio Veneto e di Mussolini.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n***<\/p>\n<p>In questa sicura fiducia vi saluto, elevando per voi l&#8217;augurio che al suo Dio volgeva palleggiando fra le forti braccia il bimbo adorato Ettore troiano, forse il pi\u00f9 espressivo simbolo che l&#8217;arte abbia creato per rappresentare l&#8217;amore della Patria e della famiglia: fate o Signore che questi nostri figliuoli, che queste giovinette siano domani migliori di quanto noi fummo ieri, di quanto noi siamo oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da La Trebbia del 13 Novembre 1931 Inaugurazione del nuovo Istituto Magistrale Scriviamo con gioia vivissima questa data 5 Novembre 1931, che segna un avvenimento di eccezionale importanza, degno di essere scritto fra le&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-560","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-le-scuole"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/560","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=560"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/560\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}