{"id":700,"date":"2010-05-17T10:42:09","date_gmt":"2010-05-17T16:42:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/?p=700"},"modified":"2010-05-17T10:42:09","modified_gmt":"2010-05-17T16:42:09","slug":"il-dialetto-bobbiese-nella-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/2010\/05\/17\/il-dialetto-bobbiese-nella-storia\/","title":{"rendered":"Il dialetto bobbiese nella storia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il dialetto bobbiese, pur essendosi sviluppato come tutti gli altri dialetti partendo da un latino medioevale, si \u00e8 poi modificato nel tempo con inserimento di vocaboli nuovi portati da popolazioni che man mano si affacciavano sul suo territorio. Infatti nei vocaboli, ancora oggi utilizzati dalla parlata locale, troviamo parole che risalgono ai vari periodi storici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Bobbio, nel suo isolamento \u00e8, a mio avviso, la localit\u00e0 che pi\u00f9 di ogni altra ha potuto assorbire le diverse modalit\u00e0 espressive derivanti dai vari visitatori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Liguri, celti, romani, longobardi, franchi, spagnoli, austriaci, francesi hanno sicuramente contribuito a modificar e il dialetto bobbiese, con suoni e vocaboli nuovi che lo hanno reso pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 adatto alle varie tecnologie che si sviluppavano nel tempo. Quello che, senza dubbio, succede ancora in questi tempi moderni, obbligando la popolazione ad assorbire termini per spiegare le nuove situazioni, trasformando parole italiane in vocaboli dialettali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Analizzando i vari vocaboli del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vocabolario del Bobbiese<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> ho notato che del periodo della popolazione dei liguri, sempre a mio modesto avviso, sono rimasti nel dialetto gli articoli determinativi <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">u<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> a<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, articoli che si trovano ancora nella parlata genovese e che nel vernacolo bobbiese si utilizzano solamente davanti ad alcuni vocaboli adoperando per gli altri gli articoli determinativi <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">ar<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">ra<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il popolo dei liguri era diviso in vari gruppi ed il gruppo che si stabil\u00ec nella nostra vallata fu il Bagienno che domin\u00f2 la zona per pi\u00f9 di cinque secoli, partendo dall\u2019Et\u00e0 del Ferro (I\u00b0 millenio a.C.) (Fibule, asce, scalpelli e aghi crinali sono stati trovati nel villaggio del Groppo a testimonianza di questo popolo, oltre alla tomba rupestre della Spanna, localit\u00e0 vicina a Barberino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Durante il V secolo a.C., l\u2019arrivo nella Pianura Padana dei celti, che lasciano nel nostro dialetto le parole \u201cr\u00e9nta\u201d, renta (vicino); \u00a0\u201cciap\u00e8\u201d, hap\u00e0 (prendere); \u00a0\u201ccav\u00e0gna\u201d, kavagna (cesta); \u201cfur\u00e8st\u201d, fforest (selvaggio, selvatico); \u201cbgn\u00f2n\u201d, bunia (foruncolo, bubbone) ed infine \u201cgar\u00f2n\u201d, \u00a0calon (coscia) e successivamente dei galli Boi spinse i liguri a rifugiarsi nelle valli interne dell\u2019Appennino. La stessa sorte che tocc\u00f2 alle popolazioni celtiche quando i romani, nel 222 a.C. occuparono gran parte della Pianura Padana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Del periodo dei galli Boi, cos\u00ec i romani chiamavano \u00a0i Celti, \u00a0rimane a loro testimonianza il Saltus Boielis, il primitivo nome del monte Penice. Il nome deriva dalla radice Boi che poi si trasferisce al vicino torrente e nell\u2019epoca romana (Boi, Boielis, Bouium, Bovium, Bobium) \u00a0a \u00a0Bobbio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Solamente dopo il 14 a.C. i romani riescono a sottomettere le popolazioni liguri e la zona di Bobbio entra a far parte del Municipio di Velleia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di questo periodo romano moltissime parole entrarono nel dialetto bobbiese quali, per esempio: &#8220;agn\u00e8&#8221;, agnatu(m) (nidiata); &#8220;al\u00f9ra&#8221;, illa(m) hora(m) (allora); &#8220;amb\u00f9rdan&#8221;, laburnum anagyroides (maggiociondolo); &#8220;ang\u00ecna, angina(m) (angina); &#8220;arbi\u00f2n&#8221;, erbilliones (tardo latino: pisello selvatico); &#8220;b\u00fct\u00ecr&#8221;, but\u00ffrum (tardo latino: burro); &#8220;buv\u00e0sa&#8221;, bovariam (sterco di bue); &#8220;cami\u015ba&#8221;, camisia (tardo latino: camicia); &#8220;cavagn\u00e8&#8221;, cavanium (cestaio); &#8220;ciav\u00e8&#8221;, clavare (chiudere con la chiave); \u201cp\u00e8rsagh\u201d, persicum; \u00a0&#8220;\u015bd\u00e8la&#8221;, situla (secchio); &#8220;\u015binch&#8221;, zincum (zinco); &#8220;spit\u00e8&#8221;, spectare (latino parlato: \u00a0aspettare); &#8220;str\u00eca&#8221;, Stiga(m) (strega); \u201c\u015bgagn\u00e8\u201d, ganeare (mordere, addentare); \u201cgib\u00f9l\u201d gibbum (ammaccature) &#8220;t\u00e9ma&#8221;, thema(m) (tema); &#8220;tib\u00f6ri&#8221;, tigurio (latino medioevale: luogo sotteraneo); &#8220;t\u00f2pia&#8221;, opera topia (pergolato); &#8220;trasparent&#8221;, trasparente(m) (trasparente); &#8220;tr\u00fcch\u00e8&#8221;, trudicare (latino parlato: truccare); &#8220;v\u00e0i&#8221;, vallu; &#8220;versi\u00f2n&#8221;, versionem (latino medioevale: il vaglio del grano).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche nella toponomastica abbiamo nomi latini: Saltus Boielis (monte Penice), Saltus Dinium (monte Pradegna), Saltus Lesis (monte Lesima), rivus finalis (Ruffinati), ad confluentiam (Confiente) ed infine Bobium (Bobbio)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Con tutta probabilit\u00e0 l\u2019insediamento di Bobium avvenne intorno al V secolo, infatti la tomba della famiglia patrizia di Cocceio, trovata a Bobbio, risale a quest\u2019epoca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I longobardi scesi in Italia nel VI secolo, conquistano Pavia nel 572 e dopo pochi anni anche la Val Trebbia. Il condottiero Sundrarit si impossessa delle saline e del territorio di Bobium. Dico questo per segnalare l\u2019importanza delle fonti solforose che sgorgavano in questo territorio e che permettevano anche l\u2019approvvigionamento di questo minerale, oltre alle ricche acque del fiume Trebbia che davano pesci in abbondanza.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 613, dopo aver ricevuto in donazione dal re \u00a0Agilulfo vaste porzioni di territorio, \u00a0San Colombano giunse a Bobbio dove, attorno ad una vecchia chiesa dedicata a San Pietro, sorsero le prime costruzioni del Monastero. San Colombano mor\u00ec il 23 novembre 615, ma il suo Monastero divenne un centro culturale importantissimo dell\u2019Italia Settentrionale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il Cenobio sorgeva su un\u2019area demaniale concessa dal sovrano e la realt\u00e0 era che si amministrava autonomamente. Divenne una potenza anche economica e i suoi territori erano sparsi per tutta l\u2019Italia settentrionale dalle coste del mar Ligure al lago di Garda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di questo periodo restano i seguenti vocaboli: \u201cp\u00e8lch\u201d, palk (tavolato); \u201csc\u00fcr\u201d, skur, buio &#8220;bal\u00e9ra&#8221;, ball (ballo); &#8220;bi\u00e0nch&#8221;, blank (bianco lucente); &#8220;spach\u00e8&#8221;, spann (fendere); &#8220;str\u00e0ch&#8221;, strak (teso, tirato); &#8220;st\u00f9ram&#8221;, sturm (stormo); \u00a0\u201cscaf\u00e8l\u201d,skaf \u00a0(armadio); \u201csc\u00e0gn\u201d, skranna (sedile); \u201cb\u00e0nca\u201d, banka (banco); \u201cfudr\u00e8ta\u201d, federa (federa); \u201cs\u00fcpa\u201d, supfa (polenta tenera); \u201ct\u00e0nf\u201d, thamf (vapore fumo); \u201cgr\u00e8pia\u201d, kruppja (mangiatoia); \u201cgr\u00f9p\u201d, krupp (nodo, intoppo) ; \u201cst\u00e8rs\u201d, sterz (manico dell\u2019aratro); \u201cst\u00e8ch\u201d, stek (verga, piolo); \u201csch\u00ecda\u201d, skid (pezzo di legno) ; \u201ccan\u00e0pia\u201d, nappja (naso); \u201cl\u00e8rfa\u201d, leffur( labbro animale); \u201cstrus\u00e8, strus\u00ecn\u201d, strozza (gola); \u201cmag\u00f2n\u201d, mago (angoscia, pena, stomaco); \u201csch\u00e9na\u201d, skena (osso, stinco); \u201cbar\u00e8la\u201d, bara (portare); \u201c\u015bl\u00ecta\u201d, slita (slitta); \u201cgr\u00e0m\u201d, gram (dolente, triste); \u201cb\u015bi\u00f2n\u201d buson (animale spaventato da punture di tafani); \u201cl\u00f9ch\u201d luk (non saldo); \u201cgr\u00ecf\u201d, grif (artiglio);\u201csp\u00e0na\u201d spanna (mano); \u201cm\u00eclsa\u201d, milzi (milza); \u201cgr\u00e0nfi\u201d,krampf (crampo); \u201cschers\u00e8\u201d skerzan (scherzare). \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Con i Carolingi, dinastia franca (nel 774 conquistarono Pavia), il Monastero divent\u00f2 un feudo imperiale e l\u2019abate dipese dall\u2019autorit\u00e0 politica. Il titolo di abate inizi\u00f2 ad essere considerato un beneficio ed assegnato ad ecclesiastici vicini alla corte imperiale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra gli ultimi abati di questo periodo (883-896) abbiamo Agilulfo. Sotto la sua reggenza si abbandon\u00f2 la sede originaria sulla collina, dov\u2019\u00e8 ora il castello, ed inizi\u00f2 la costruzione del Monastero nella posizione attuale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di questo periodo i vocaboli: &#8220;b\u00e9d&#8221;, \u00a0(letto del torrente); &#8220;b\u00e9nda&#8221;, binda (fascia), &#8220;tv\u00e0ia&#8221;, thwalja (tovaglia).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel X secolo incominci\u00f2 la decadenza del Monastero. Venne meno la protezione pontificia, mentre la carica di abate venne data a personalit\u00e0 che non l\u2019esercitarono effettivamente e questo port\u00f2 a problemi amministrativi che indebolirono sempre pi\u00f9 il Monastero. Venne poi il periodo del Vescovo-Conte. La Contea di Bobbio nacque nel 1046 con il vescovo Luisone e fin\u00ec nel 1095 con il vescovo Guarnerio, caduto in disgrazia essendosi schierato con l\u2019imperatore e costretto ad abbandonare la carica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La disgrazia di Guarnerio consent\u00ec ai notabili laici che collaboravano all\u2019amministrazione della Contea di rimarcare la loro indipendenza dal potere feudale e all\u2019inizio del XII secolo, si formarono i primi istituti comunali di tipo consolare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo varie vicissitudini, il 7 giugno 1173, davanti al console di Piacenza, giurarono due nuovi consoli e 125 cittadini di Bobbio entrarono cos\u00ec a far parte della Lega Lombarda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sul finire del XII secolo la citt\u00e0 di Bobbio venne cinta da mura ed il tessuto urbano crebbe attorno al complesso monastico. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sul principio del XIII secolo si decreta l\u2019assoggettamento dell\u2019abate al vescovo, ma l\u2019imperatore Ottone IV tenta di riprendere il controllo nominando nuovo vescovo Oberto I; il Comune insorge costringendo alla fuga il nuovo Vescovo che ritorner\u00e0 il 23 novembre 1212 quando l\u2019esercito piacentino assedier\u00e0 Bobbio. Nel 1216 viene nominato il primo podest\u00e0 ed il Comune da consolare diventa podestarile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1304 Corradino Malaspina diventa signore della citt\u00e0 e Bobbio diventa Signoria, ma questo dominio cessa nel 1341 con l\u2019arrivo dei Visconti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1341 Bobbio \u00e8 aggregata alla Signoria di Milano e dal 1395 ridiventa Contea e segue le alterne vicende politiche di Milano che da Signoria diventa Ducato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1436 diviene feudatario di Bobbio e Voghera Luigi Dal Verme (1436-1449); la famiglia Dal Verme si stabilisce nel castello di Bobbio a cominciare dal XVI secolo. Dall&#8217;alto vegliano su Bobbio i <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Visconti e n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">el 1447<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">viene formata la<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Repubblica Ambrosiana. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Forse di questo periodo sono i vocaboli: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">bigul\u00f2t<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, (venditore ambulante), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">b\u00fcscai<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, (legna minuta per il fuoco).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1499 inizia il periodo del Ducato francese che si alterna con gli Sforza fino al 1525 che, con la battaglia di Pavia, segna la fine del dominio francese in Italia del Nord e l\u2019inizio di quello spagnolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal 1559 al 1713 il Marchesato di Bobbio dipende dalla Spagna e di questo periodo abbiamo molti vocaboli che si inseriscono nella nostra parlata: &#8220;ag\u00fcd&#8221;, agudo (acuto); &#8220;alch\u00e8rd&#8221;, alcalde (capo dell\u2019amministrazione spagnola); &#8220;barach\u00e8da&#8221;, baraja (rumore); &#8220;buf\u00e8&#8221;, bufar (sbuffare), &#8220;cil\u00e0pa&#8221;, jalapa (riduzione di raiz de Jalapa ), &#8220;c\u00ectu&#8221;, chito (zitto); &#8220;gand\u00fcla&#8221;, gandul (vagabondo); \u201crugn\u00e8\u201d,rosnar (brontolare);&#8221;st\u00fcf&#8221;, stufo (orgoglio); \u201c\u015bmurs\u00e8\u201d, smorzar (spegnere); &#8220;tacl\u00ecn&#8221;, taca (tassello); &#8220;tarl\u00fcch&#8221;, tarugo (pezzo di legno); &#8220;tum\u00e8tica&#8221;, tomate (pomodoro), rafforza poi il vocabolo \u201cl\u00f9ch\u201d, loco (stupido); nella toponomastica troviamo \u201cPegni\u201d,<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">pe\u00f1a (<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">colina rocosa).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche il periodo austriaco (1713-1746) lascia il segno nel dialetto bobbiese e di quest\u2019epoca troviamo: &#8220;b\u015b\u00eca&#8221;, bizen (ape); &#8220;burd\u00e8l&#8221;, bolden (schiamazzo); &#8220;b\u00fc\u015b\u00e8ca&#8221;, butz (trippa); &#8220;\u015bl\u00e8pa&#8221;, schlappe (sconfitta); &#8220;st\u00f4p\u00e8&#8221;, stop (turare); &#8220;t\u00e8pa&#8221;, toppa (muschio); &#8220;vard\u00e8&#8221;, wardon (guardare). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal 1746 al 1797 la Provincia di Bobbio \u00e8 aggregata al Regno di Sardegna e nel 1770 il Marchesato di Bobbio viene abolito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal 1797 al 1815 Bobbio \u00e8 aggregata alla Repubblica ligure e poi nel 1805 passa sotto la Francia di Napoleone. Molteplici le parole che si inseriscono nella parlata bobbiese: &#8220;adub\u00e8&#8221;, adobe (addobbare); &#8220;basc\u00fcla&#8221;, bascule (bilancia); &#8220;bili\u00e8t&#8221;, billet (biglietto); &#8220;b\u00f4\u015bia&#8221;, bougie (porta candela); &#8220;buc\u00f2n&#8221;, boucon (boccone); &#8220;b\u00fcf\u00e8&#8221;, buffet (soffiare); &#8220;bu\u00ec&#8221;, boullir (bollire); &#8220;canet\u00e9&#8221;(stoffa leggermente arricciata); &#8220;car\u00e8t&#8221; (carretto);&#8221;crus\u00e9&#8221; (uncinetto); &#8220;\u00e8rch en ci\u00e9l\u201d, arc en ciel (arcobaleno); &#8220;gil\u00e9&#8221;, gilet (panciotto); &#8220;trasport&#8221; (trasporto); &#8220;tratur\u00eca&#8221;, traiteur (trattoria); &#8220;tr\u00f9pa&#8221;, troupe (truppa); \u201carm\u00f9ar\u201d, armoire (armadio); \u201c\u00e8rch en ci\u00e9l\u201d, arc en ciel (arcobaleno).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"> Anche nella toponomastica era rimasto un Parv\u00e9 che sicuramente, indicando un vicolo stretto della citt\u00e0 di Bobbio, era derivato dalla parola francese parv\u00ecs (vicolo che porta al sagrato); una localit\u00e0 vicina alla citt\u00e0 si chiama Mont\u00e8 ed infatti \u00e8 un luogo in salita come indica la parola francese mont\u00e9e; la localit\u00e0 denominata Squera non \u00e8 altro che la traduzione della parola dialettale \u201csch\u00e8ra\u201d a dimostrazione di questo \u00e8 che il sentiero che porta alla vetta del Penice, continuazione di quello che passa per Squera partendo da Bobbio, i bobbiesi lo chiamano \u201ce scar\u00e8t).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal 1815, Bobbio verr\u00e0 inserita nella storia d\u2019Italia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se Bobbio era un centro di cultura per merito del Monastero di San Colombano, anche nella sua popolazione, per merito di famiglie nobili, la vita doveva essere di alto livello: sacerdoti e persone dotte si riunivano nei nobili palazzi e si dilettavano con rappresentazioni teatrali, musicali e sicuramente con discussioni filosofiche e poetiche. Parlare il dialetto del posto era, per i nobili, una forma di etichetta come avveniva anche in moltissime altre citt\u00e0. Ma se alcune citt\u00e0 ebbero la fortuna di avere dei poeti che nobilitavano questa parlata popolare, in altre invece, quegli scritti in vernacolo vennero dimenticati in vecchi canterani e poi dispersi con le vecchie ed inutili carte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pochi sono i poeti bobbiesi di cui si abbia testimonianza con i loro scritti, uno di questi \u00e8 il cavaliere Pietro Mozzi che con il suo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Bobbio che parla<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, pubblicato nel dicembre 1922, esprime tutto il suo amore per la \u00absua piccola grande patria\u00bb. Altro scritto che abbiamo trovato \u00e8 quello del canonico Francesco Ballerini, nato a Bobbio nel 1824 e qui morto nel 1912; \u00e8 una traduzione di una novella del Boccaccio nell\u2019opera <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">I parlari italiani in Certaldo alla festa del V centenario di Messere Giovanni Boccaccio- Novella IX della giornata I<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La traduzione effettuata dal canonico Giacinto Pezzi della \u201cParabola del figliol prodigo\u201d deve essere collocata intorno agli anni 1850 poich\u00e8 il canonico \u00a0mor\u00ec molto vecchio nel 1860.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Inoltre abbiamo trovato una poesia di Esusperanzo Ballerini, nobile bobbiese, giornalista e scrittore, che raggiunse elevati incarichi sia nella magistratura e sia come amministratore dei Benefici Vacanti. La poesia, scritta nel 1877, si intitola <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Br\u00e9ndes<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, ma egli tradusse anche, in versi italiani, molte poesie dialettali di autori del suo tempo e le pubblic\u00f2 nel 1923 col titolo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Umorismo paesano.<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il Ballerini fu personaggio di alto valore e non fu l\u2019unico, si sa infatti che gi\u00e0 nel 1300 un certo Columbus de Bobio insegnava all\u2019Universit\u00e0 di Pavia.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dalla mie ricerche risulta che il primo a parlare del dialetto bobbiese fu B. Biondelli, nel <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Saggio sui dialetti Gallo-Italic<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">i pubblicato nel 1853. Il Biondelli lo pone come un derivato del dialetto parmigiano; altri lo dicono derivante dal lombardo, altri dal piemontese, altri ancora dal piacentino. La verit\u00e0, credo, stia nel fatto che ogni dialetto nasce su un territorio e l\u00ec si sviluppa e si evolve. La somiglianza con gli altri dialetti deriva unicamente dall\u2019aver avuto una storia similare; a dimostrazione di questo il fatto che paesi vicinissimi a Bobbio hanno sviluppato una parlata ben diversa, con vocaboli e sonorit\u00e0 proprie ed uniche. Ne sono dimostrazione le traduzioni della <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Parabola del figliol prodigo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> nella <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Grammatica Bobbiese<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> dei dialetti del circondario della citt\u00e0 di Bobbio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Faccio notare che nel <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Glossario latino emiliano<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di Pietro Sella del 1882 si fa riferimento a un latino medioevale di Bobbio, parlato nel XII secolo a dimostrazione che il parlare bobbiese era gi\u00e0 considerato importante.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dialetto bobbiese, pur essendosi sviluppato come tutti gli altri dialetti partendo da un latino medioevale, si \u00e8 poi modificato nel tempo con inserimento di vocaboli nuovi portati da popolazioni che man mano si&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-700","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-il-dialetto-bobbiese"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=700"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/700\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}