{"id":855,"date":"2017-11-07T14:38:16","date_gmt":"2017-11-07T20:38:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/?p=823"},"modified":"2017-11-07T14:38:16","modified_gmt":"2017-11-07T20:38:16","slug":"basta-un-libro-per-riaccendere-i-ricordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/2017\/11\/07\/basta-un-libro-per-riaccendere-i-ricordi\/","title":{"rendered":"Basta un libro per riaccendere i ricordi"},"content":{"rendered":"<h1><b>Basta un libro per riaccendere e far rivivere i ricordi di guerra di un bambino<\/b><\/h1>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">In cinque anni di guerra e di orrori le coscienze dei bambini subiscono traumi tremendi; da un mondo epico, basato sul coraggio, sull\u2019eroismo, sul valore di un giuramento sono passati ad un mondo di inganni, di giuramenti violati, di ferocia, dove tutti si sono sentiti traditi e dove tutti volevano lottare per un unico ideale: l\u2019onore dell\u2019Italia. \u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La lettura del libro di Armando Foppiani , \u201cUbriacarsi con l\u2019acqua\u201d, dove l\u2019autore \u00a0manifesta la sua esperienza di vita vissuta durante la prima e la seconda guerra mondiale, mi ha riacceso i ricordi dei miei anni vissuti nel periodo 1940\/ 1945, anni che trasformarono le mie certezze di gloria, di giustizia sociale , di civilt\u00e0 in ecatombe di vite, di ingiustizie, di ferocia, tale da mutare le mie certezze , i miei ideali in cose barbare ed inumane.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per poter capire i fatti bisogna analizzare le conseguenze lasciate dalla prima guerra che, seppur vinta, lasciarono nel paese una gran povert\u00e0 con un inflazione che decurtava i salari. Da qui sfoci\u00f2 il biennio rosso (1919-1929) in cui si scatenarono una lunga serie di scioperi e di manifestazioni anche con le occupazioni di molte fabbriche. La situazione divenne tanto grave da far temere che sfociasse in una guerra civile visto anche l\u2019allargarsi di questa protesta alla quale si erano uniti i contadini ed in particolare i braccianti del Centro-Nord.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In questo contesto gli agrari e gli industriali appoggiarono la nascita del fascismo che con la violenza delle sue milizie aveva portato l\u2019organizzazione nelle fabbriche e nelle campagne ed aveva soffocato il movimento sindacale e le organizzazioni socialiste. Il nuovo regime fece approvare una riforma fiscale favorevole ai grossi capitali e una politica economica che permise agli industriali e agli agrari di aumentare i loro profitti a scapito dei salari degli operai.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Queste notizie non potevano essere alla portata di un bambino come me, plagiato dai continui comunicati fascisti trasmessi dagli auto parlanti delle scuole o dai vari motti che apparivamo sulle copertine dei quaderni scolastici e sui muri delle case; ricordo parecchi \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Dio. Patria.Famiglia\u00bb, \u00ab<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 l&#8217;aratro che traccia il solco, ma \u00e8 la spada che lo difende\u00bb,\u00abRoma ha dato la civilt\u00e0 al mondo\u00bb, \u00abVincere e vinceremo\u00bb,<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00abCredere,obbidire, combattere\u00bb, \u00abIl duce ha sempre ragione\u00bb, \u00abLibro e moschetto fascista perfetto\u00bb . <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">Tutto appariva giusto e perfetto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi ricordo benissimo la \u201cdichiarazione di guerra\u201d presentata il 10 giugno da Mussolini agli italiani \u00ab <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Combattimenti di terra, di mare, dell&#8217;aria.<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Camicie nere della rivoluzione e delle legioni.<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Uomini e donne d&#8217;Italia, dell&#8217;Impero e del Regno d&#8217;Albania.<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Ascoltate!<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Un&#8217;ora, segnata dal destino, batte nel cielo della nostra patria.<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;ora delle decisioni irrevocabili.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La dichiarazione di guerra \u00e8 gi\u00e0 stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia.\u00bb Un urlo di giubilo si alz\u00f2 dalla folla oceanica che presenziava al discorso; scesi di corsa le scale di casa e corsi a portare la notizia a mio padre, felice come felici erano le persone presenti sulla strada. Mio padre mi gel\u00f2 con un \u00abse n\u2019acor\u015bar\u00e0n gr\u00e0mi fi\u00f6!\u00bb che mi lasci\u00f2 sgomento. Purtroppo capii presto cosa intendesse: un giovanotto che scherzava sempre con me quando era nel negozio di mio padre, part\u00ec come ufficiale per il militare e poco dopo la notizia si sparse per Bobbio \u00abEnrico Uccelli l\u2019\u00e8 m\u00f4rt mas\u00e8\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ci\u00f2 nonostante ero felice di partecipare alle adunate del \u201csabato fascista\u201d, ero orgoglioso di indossare la camicia nera anche se una volta mi presi un calcio nel sedere per non aver indossato le scarpe nere. Le scarpe marroni erano per\u00f2 le uniche che avevo e per fortuna non mi punirono pi\u00f9, forse lo avevano capito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nei primi anni di guerra tutto scorreva nella normalit\u00e0, i giornali riportavano cronache rimbombanti di vittorie tedesche; Mussolini ci rassicurava con i suoi \u00abVincere e vinceremo\u00bb e anche se ci arrivavano notizie di caduti per la Patria bobbiesi non riuscivo ancora a comprendere l\u2019enorme tragedia a cui andavamo incontro. I sabati fascisti continuavano con mia grande divertimento. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nell\u2019aprile del 1941 invadiamo con la Germania e l\u2019Ungheria, la Bulgaria; la Yugoslavia si arrende il 17 aprire. La Germania e la Bulgaria invadono la Grecia, in appoggio alla nostre truppe e la resistenza della Grecia termina all\u2019inizio del giugno 1941.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel giugno 1941 l<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">a Germania Nazista e gli alleati dell\u2019Asse (ad eccezione della Bulgaria) invadono l\u2019Unione Sovietica. La Finlandia \u2013 mirando ad essere risarcita per le perdite territoriali subite a seguito della Campagna d\u2019Inverno e del successivo armistizio \u2013 si allea con le forze dell\u2019Asse alla vigilia dell\u2019invasione. Nel corso di settembre, la Germania conquista rapidamente gli Stati Baltici e, con l\u2019aiuto della Finlandia, stringe d&#8217;assedio Leningrado (oggi San Pietroburgo). Nella zona centrale, all\u2019inizio d\u2019Agosto i Tedeschi conquistano Smolensk e muovono su Mosca nel mese d\u2019ottobre. Nella parte meridionale, truppe tedesche e romene conquistano Kiev (Kyiv) in settembre e Rostov, sul fiume Don, nel novembre successivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 6 Dicembre 1941 una controffensiva sovietica costringe i Tedeschi, giunti alla periferia di Mosca, a una caotica ritirata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">7 Dicembre 1941 il Giappone bombarda Pearl Harbor.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">8 Dicembre 1941 gli Stati Uniti dichiarano guerra al Giappone, che entra ufficialmente in guerra. Le truppe Giapponesi sbarcano nelle Filippine, nell\u2019Indocina Francese (Vietnam, Laos e Cambogia) e a Singapore, allora sotto il dominio Britannico. Alla fine del 1942, l\u2019occupazione di Filippine, Indocina e Singapore da parte del Giappone \u00e8 completata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">11-13 Dicembre 1941 la Germania Nazista e gli alleati dell\u2019Asse dichiarano guerra agli Stati Uniti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">30 Maggio 1942 \u2013 Maggio 1945 gli Inglesi bombardano Colonia, portando la guerra sul suolo tedesco per la prima volta. Nel corso dei successivi tre anni, i bombardamenti anglo-americani riducono molte citt\u00e0 tedesche a un ammasso di macerie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel giugno 1942 la flotta inglese e la flotta americana fermano l\u2019avanzata delle navi giapponesi nel Pacifico centrale, alle isole Midway.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">28 Giugno 1942 \u2013 Settembre 1942 la Germania e i paesi dell\u2019Asse lanciano una nuova offensiva in Unione Sovietica. A met\u00e0 Settembre, le truppe tedesche riescono a penetrare a Stalingrado (oggi Volgograd) sul fiume Volga, penetrando poi profondamente nel Caucaso, dopo essersi assicurati anche la penisola di Crimea.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Agosto \u2013 Novembre 1942 a Guadalcanal, nelle isole Salomone, le truppe statunitensi fermano l\u2019avanzata del Giappone verso l\u2019Australia \u2013 avanzata che i Giapponesi avevano attuato occupando isola dopo isola.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">23-24 Ottobre 1942 le truppe inglesi sconfiggono i Tedeschi e gli Italiani ad El Alamein, in Egitto, costringendo le forze dell\u2019Asse a una caotica ritirata attraverso la Libia e spingendole fino al confine orientale con la Tunisia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">8 Novembre 1942 truppe inglesi e statunitensi sbarcano in diversi punti lungo le spiagge dell\u2019Algeria e del Marocco, nell\u2019Africa Settentrionale Francese. Le truppe francesi di Vichy falliscono nel tentativo di fermare l\u2019invasione, permettendo agli Alleati di raggiungere rapidamente il confine occidentale con la Tunisia; in risposta a tale fallimento, i Tedeschi occupano anche la Francia meridionale, l\u201911 novembre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">23 Novembre 1942 \u2013 2 Febbraio 1943 le truppe sovietiche contrattaccano e sfondano le linee degli eserciti ungherese e rumeno a nordovest e a sudovest di Stalingrado, intrappolando cos\u00ec la Sesta Armata tedesca all\u2019interno della citt\u00e0. Fermati dagli ordini di Hitler, i sopravvissuti della Sesta Armata non possono n\u00e9 ritirarsi, n\u00e9 tentare di rompere l\u2019accerchiamento dei Sovietici e vengono, infine, costretti alla resa tra il 30 gennaio e il 2 febbraio 1943.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">13 Maggio 1943 le forze dell\u2019Asse presenti in Tunisia si arrendono agli Alleati, ponendo cos\u00ec termine alla Campagna del Nord Africa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">10 Luglio1943 truppe inglesi e statunitensi sbarcano in Sicilia. A met\u00e0 agosto, l\u2019isola \u00e8 sotto il controllo alleato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">5 Luglio 1943 i Tedeschi lanciano una massiccia offensiva di carri armati nei pressi di Kursk, in Unione Sovietica. In una settimana, i soldati dell\u2019Armata Rossa fermano l\u2019attacco e danno inizio alla controffensiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">25 Luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascismo destituisce Benito Mussolini, incaricando il Maresciallo Pietro Badoglio di formare un nuovo governo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">8 Settembre 1943 il governo Badoglio si arrende incondizionatamente agli Alleati. I Tedeschi assumono immediatamente il controllo di Roma e dell\u2019Italia settentrionale e istituiscono uno stato fantoccio Fascista guidato da Mussolini, il quale era stato liberato il 12 settembre da un commando tedesco. Nacque cos\u00ec la Repubblica di Sal\u00f2 e gi\u00e0 nel novembre dello stesso anno inizi\u00f2 il reclutamento delle classi pi\u00f9 giovani che unite ai reparti volontari sorti subito dopo l\u20198 settembre avrebbero dovuto costituire le avanguardie pi\u00f9 animose delle forze combattenti. A capo dell\u2019esercito Mussolini mise il Generale Rodolfo Graziani che occup\u00f2 l\u2019incarico di Ministro della Guerra nella costituita Repubblica Sociale Italiana fino al crollo finale del 1945.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u20198 settembre intanto caus\u00f2, con l\u2019armistizio firmato da Badoglio, una grande confusione nel nostro esercito che senza ordini precisi e per non rimanere in balia dell\u2019esercito tedesco, si sband\u00f2 e molti soldati si diedero alla macchia andando cos\u00ec a rafforzare le formazioni partigiane.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Io allora avevo 8 anni, ero confuso da tutti questi avvenimenti e se da una parte capivo i militari italiani che fuggivano dalle caserme, dall\u2019altra ammiravo il coraggio e la coerenza di quei ragazzi che aderirono alla Repubblica Sociale Italiana accettando l\u2019arruolamento. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Capivo benissimo i primi perch\u00e9 si sono sentiti presi in giro dal regime che li aveva mandati allo sbaraglio con armi ormai superate risalenti alla 1<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">a<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> guerra mondiale e con un equipaggiamento inadeguato; Mussolini aveva bluffato credendo solo nella superiorit\u00e0 delle forza naziste. Un riconoscimento venne dagli alti comandi tedeschi,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">quando si era ancora alleati, con una comunicazione in cui esprimevano questo giudizio \u00ab\u00a0Gli italiani sono ottimi camerati e valorosi soldati, se avessero i nostri mezzi , potrebbero gareggiare con le nostre truppe. Ma la loro antiaerea risale alla guerra &#8217;15-&#8217;18, i fucili si chiamano &#8220;modello &#8217;91&#8221; perch\u00e9 risalgono al 1891 e i carri armati da 3 tonnellate sono semplicemente ridicoli.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Durante la guerra noi ragazzi andavamo nella casa del fascio <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">a sentire i bollettini \u201cesaltanti\u201d delle nostre vittorie militari, di sera per\u00f2 io sentivo con mio padre Radio Londra da una piccola trasmittente che tenevamo nascosta in un comodino; fu un supporto importante<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> perch\u00e9 ci forniva notizie veritiere sul reale andamento del conflitto. Nel 1943, questa Radio, incominci\u00f2 anche a tramettere messaggi misteriosi, in codice, come \u201cLa gallina ha fatto l\u2019uovo\u201d, \u201cLa mucca non d\u00e0 latte\u201d, \u201cLe scarpe mi stanno strette\u201d, \u201cFelice non \u00e8 felice\u201d indirizzati alle formazioni partigiane dove venivano indicati spostamenti di unit\u00e0, operazioni belliche, lanci di vivere e di armi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A mio avviso, con le sue notizie sempre precise e veritiere, serv\u00ec anche a far capire agli italiani le falsit\u00e0 e le nefandezze del regime fascista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Serv\u00ec anche al sottoscritto perch\u00e9 mi apr\u00ec gli occhi anche su certi fatti passati. Ad esempio se la raccolta del rame, del ferro, fatta nel 1940, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">riuscivo a capirla, perch\u00e9 serviva a raccogliere materiale per forgiare i nostri cannoni e le altre armi, non capivo invece la raccolta delle \u201cvere nuziali\u201d fatta nel 1936; l\u2019oro lo avrebbero dovuto pretendere da coloro che apparecchiavano tavole lussuose con piatti e posate di quel metallo. Questo fatto lo ricordo perch\u00e9 l\u2019anello nuziale che mia madre aveva donato alla Patria era l\u2019unico gioiello della mia famiglia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo l\u20198 settembre gli avvenimenti che seguirono furono di una ferocia inaudita, tutti contro tutti: l\u2019esercito tedesco, si venne a trovare all\u2019improvviso in un territorio ostile, pieno di insidie, attacchi e attentati lo portarono a difendersi con ritorsioni vendicative verso i civili. La legge di guerra prevedeva che per ogni morte tedesca doveva corrispondere la fucilazione di dieci morti italiani. Di stragi ce ne furono tante, ma quella che mi rest\u00f2 impressa pi\u00f9 di tutte \u00e8 stata quella che port\u00f2 alla fucilazione di 335 civili e militari italiani, trucidati a Roma il 24 marzo 1944; la causa fu un attentato portato a termine da 12 partigiani contro l\u2019esercito tedesco che caus\u00f2 la morte di 33 soldati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo eccidio poteva essere evitato se i 12 attentatori si fossero consegnati al comando tedesco, ma purtroppo non tutti sono eroi come eroe seppe essere il carabiniere Salvo D\u2019Acquisto che per salvare un gruppo di civili, il 23 marzo 1943, si offerse come capro espiatorio: durante un rastrellamento una bomba aveva ucciso 2 soldati tedeschi e ferito altri. \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una strage che mi sconvolse per il numero di morti fu quella di Marzabotto o pi\u00f9 correttamente eccidio di Monte Sole, fu un insieme di atti criminali di una crudelt\u00e0 inaudita compiuti nel territorio dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, avvenuti durante l\u2019estate e l\u2019autunno 1944 che caus\u00f2 complessivamente \u00a0\u00a0la morte di 955 persone compresi vecchi, donne e bambini. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa guerra non risparmi\u00f2 proprio nessuno: un bambino non concepisce la crudelt\u00e0, i tradimenti, i voltafaccia. Gli ideali cavallereschi, l\u2019onest\u00e0 morale non dovrebbero mai essere dimenticati anche quando ci si ammazza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In cinque anni di guerra e di orrori le coscienze dei bambini subiscono traumi tremendi; da un mondo epico, basato sul coraggio, sull\u2019eroismo, sul valore di un giuramento sono passati ad un mondo di inganni, di giuramenti violati, di ferocia, dove tutti si sono sentiti traditi e dove tutti volevano lottare per un unico ideale: l\u2019onore dell\u2019Italia. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In tutto questo periodo ho vissuto momenti di paura per i miei genitori, momenti di paura per un mio cugino Dante fatto prigioniero in Russia, momenti di paura \u00a0per gli altri cugini che si sono uniti ai partigiani: come fanno presto a cambiare i sentimenti e le idee quando sono implicati i tuoi cari!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Uno di questi miei cugini fuggito con i partigiani fu denunciato da suo padre, federale e convinto fascista, solo io, bambino, riuscivo a scusarlo, mentre la moglie non lo perdon\u00f2 mai di questo gesto, nemmeno a guerra finita: quel padre denunci\u00f2 il figlio per l\u2019idea in cui credeva e per coerenza. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Premetto che io, come molti altri bambini di Bobbio, eravamo diventati veri esperti di polvere da sparo, di cartucce e diciamo anche di armi. Eravamo talmente esperti da riuscire a costruire rudimentali rivoltelle, usando un legno ricurvo sul quale veniva legato un bossolo di mitragliatrice dal quale veniva tolta la capsula di percussione; il buco lasciato dalla capsula serviva per inserirci una miccia di accensione che sarebbe servita a dar fuoco alle polveri che avrebbero sparato la pallottola. Funzionava, anche se qualcuno, meno attento, ci rimise qualche dito, talmente esperti tanto da conoscere gli effetti che poteva causare se ingoiata: infatti avevamo imparato che bastava mangiare due rombetti di polvere che si trovava nelle cartucce del fucile 91<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">(0)<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> in dotazione al nostro esercito, per farci venire immediatamente un febbrone da cavallo. Ma con la polvere da sparo abbiamo rischiato anche molto, come quando io, Malli e suo fratello Genio ci eravamo messi in testa di fare una girandola luminosa; trovata una pallottola di mitragliatrice sparata da un aereo, ne estrassi la polvere e dopo averla arrotolata in una pagina di quaderno la misi su un supporto di fil di ferro con la speranza che una volta accesa da un parte si mettesse a girare: il risultato? Un gran fiammata che ci fece rimanere abbagliati per parecchi minuti. \u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il materiale bellico era sempre a portata di mano, io me lo procuravo raccogliendolo in un lago della Trebbia. Il ponte di Barberino era stato bombardato e quindi per poter passare il fiume era stata costruita una passerella in legno. Una volta un camion di una colonna militare tedesca si rovesci\u00f2 perdendo parte del sui carico: erano bombe a mano tedesche, e alcune casse di munizioni. Insomma ognuno sapeva a chi rivolgersi per procurarsene. La bomba pi\u00f9 ricercata era una italiane la SRCM Mod.35, era pericolosa, ma meno devastante. Noi ragazzi, le bombe le usavamo per pescare nei laghi della Trebbia, ovviamente quando non c\u2019erano tedeschi o miliziani. La mia preferita era una bomba a mano tedesca con un manico di legno che sulla cima portava la sicura, bastava tirarla e lanciare la bomba per farla scoppiare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019arrivo dei tedeschi a Bobbio portava sempre un fuggi fuggi tra le gente; appena avveniva annunciato l\u2019arrivo di qualche colonna tedesca, temendo sempre possibili rappresaglie, i bobbiesi fuggivano sulle vicine colline; mi ricordo una volta che una signora che abitava nel \u201cborgo\u201d<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">(1)<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">era fuggita portandosi dietro 4 oche; eravamo arrivati in cima alla salita dell\u2019Erta quando all\u2019improvviso, come si fossero accordate, esse spiccarono il volo e ritornarono a casa, con grande sorpresa di noi tutti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando fuggivamo ci si fermava intorno a Bobbio, disperdendosi nei vari casolari della campagna; utili erano anche i fienili, e l\u00ec restavamo ad osservare gli eventi: molte volte le case venivano date alle fiamme per ritorsione. Se nulla accadeva, alla spicciolata, si ritornava alle proprie case. Mi ricordo una volta che fuggiti frettolosamente, come sempre accadeva, mio padre si ricord\u00f2 che in un cassetto del negozio, si era dimenticato un caricatore di \u201csten\u201d<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">(2) \u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">e una fotografia<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">di un gruppo di partigiani; la cosa si presentava molto grave, tanto che incaric\u00f2 mia mamma e il sottoscritto di tornare a \u00a0Bobbio a vedere se il negozio fosse stato aperto: in questo caso saremmo dovuti ritornare di corsa sui monti; cos\u00ec facemmo e visto il negozio ancora chiuso io e mia mamma entrammo a prelevare questi pericolosi oggetti; la fotografia la bruci\u00f2 subito, mentre il caricatore se lo mise in seno per eliminarlo gettandolo nel gabinetto di casa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ci incamminammo quindi verso la nostra abitazione che era poco lontano e nella stessa via del negozio, tra un folto gruppo di militari tedeschi armati e arrivati sul portone di ingresso capimmo subito che la nostra casa era stata occupata; ci facemmo coraggio ed entrammo. Mia mamma, tenendomi per mano, spieg\u00f2 la nostra presenza ad un ufficiale che si scus\u00f2 della loro occupazione e garantendoci di lasciare la casa libera al nostro \u00a0\u00a0ritorno, anzi rassicurandoci che nulla sarebbe successo a Bobbio; mia mamma chiese di poter andare in bagno e fu subito accontentata, con mio grande sollievo; io mi avvicinai alle bombe a mano che vedevo per terra quale possibilit\u00e0 di difesa in caso gli eventi si sviluppassero a nostro sfavore. Tutto and\u00f2 nei migliori dei modi, anzi nel momento di congedarci l\u2019ufficiale ci regal\u00f2 un bel pezzo di grana: sapemmo poi che quel formaggio apparteneva al nostro vicino di casa che lo teneva nascosto sotto il letto. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">LA REPUBBLICA DI BOBBIO<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Radio Londra annunci\u00f2 \u00abBobbio, la prima citt\u00e0 del Nord Italia \u00e8 liberata\u00bb.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo la liberazione dei partigiani nasce la repubblica che liberatasi dall\u2019occupazione nazifascista si diede un suo governo e il 1\u00b0 agosto si elegge come sindaco-Commissario il prof. Bruno Pasquali e come Vice il dott. Mario Reposi. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">I primi provvedimenti presi furono quelli di definire un nuovo assetto amministrativo, da parte dello stesso comando partigiano; per amministrare la &#8220;Repubblica&#8221; vennero scelti abitanti del luogo non compromessi col regime\u00a0fascista\u00a0e che, allo stesso tempo, riscuotessero la stima del resto della popolazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questi si occuparono poi del problema delle requisizioni e della politica alimentare in generale: si decret\u00f2 un prezzo d&#8217;ammasso del grano superiore a quello della Rsi, un calmiere sul pane di \u00a3. 5 al chilogrammo, la distribuzione di frumento o farina alle famiglie pi\u00f9 indigenti, i permessi di macellazione e venne creato un listino prezzi per la carne, il latte, ecc. La &#8220;Repubblica&#8221; era logisticamente indipendente dal punto di vista alimentare, sanitario e militare. A Bobbio funzionava anche un efficientissimo ospedale sia per i partigiani che per la popolazione e una officina per la riparazione delle armi. Sono presenti anche due tipografie dove si stampano i fogli partigiani\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Il Grido del Popolo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, della Divisione GL Piacenza di Fausto Cossu,\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Il Partigiano<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, della divisione garibaldina \u201cCichero\u201d del comandante\u00a0Aldo Castaldi \u201cBisagno&#8221; (Garibaldini liguri) e di quella dell&#8217;Oltrep\u00f2 pavese (\u201cIl Garibaldino\u201d).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In questo breve periodo noi ragazzi ci sentivamo anche pi\u00f9 liberi di effettuare i nostri giochi \u201cbellici\u201d, si poteva andare a pescare nei laghi usando le bombe a mano: la pesca era sempre abbondante. Anch\u2019io volli usare le mie armi ed andando a Barbarino da mio cugino Giacomo, un ragazzi di 16 anni, ci recammo nella nostra polveriera personale: sapevamo che in fondo al lago avremmo trovato due bellissime, luccicanti, tonde bombe anticarro tedesche; nascoste in uno zaino me le portai a casa e le nascosi nella mia cantina, sotto le fascine. Il giorno dopo all\u2019imbrunire decisi di andare a pescare con queste due bombe nel lago sotto il ponte Gobbo, percorsi tutto il ponte, presi la prima bomba, strappai le sicura e la lanciai \u2026.. non successe niente, deluso presi l\u2019altra bomba e la lanciai nuovamente nel lago sottostante, sentii tremare l\u2019arcata del ponte e una colonna d\u2019acqua si alz\u00f2 sopra la mia testa; dalla paura non guadai nemmeno il fiume e me la diedi a gambe levate e per fuggire alla curiosit\u00e0 della gente che si stava radunando in \u201cp\u00f4rta G\u00e0sa\u201d, per ritornare a casa feci il giro dei \u201cdue ponti\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"> La Repubblica di Bobbio dur\u00f2 dal 1 agosto 27 per giorni se la consideriamo fondata dalla nomina del commissario. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I MONGOLI A BOBBIO<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 27 agosto 1944, dopo la battaglia del Penice, la colonna nazifascista occupa Bobbio dove interrompe cos\u00ec il governo dell\u2019autoproclamata Repubblica che ebbe la durata di soli 52 giorni, dal 7 luglio al 27 agosto. Questa colonna era composta dalla Divisione Turkestan, ben armata ed equipaggiata anche con armi pesanti, ma quello che impressionava noi ragazzi erano i cavalli da tiro che usavano: erano altissimi, mastodontici. \u00a0La colonna mongola era stata preceduta dalla fama di atti violenti specialmente contro le donne, di razzie di animali e ruberie varie. Di questi soldati mi ricordo i loro visi strani, i diversi lineamenti, direi brutti da vedere, il ch\u00e9 peggiorava la paura che noi avevamo di loro. Ricordo come venivano ammazzate le oche prima di spiumarle: appoggiavano il collo su di un ceppo e le decapitavano con una baionetta. Un altro fatto di ruberia successe a una donna di Piancasale: la signora scesa al mercato del sabato, sulla piazzetta di S. Lorenzo vide alcune pecore che erano state rubate; una di queste, belando le si avvicin\u00f2, fu subito riconosciuta dalla padrona che corse a denunciare il fatto ai carabinieri che andando sul posto dissero alla donna di chiamare la povera pecora che subito usci dal gruppo avvicinandosi alla proprietaria. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">PIPPO \u00a0o ORFANELLO \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pippo\u00a0era il nome con cui venivano popolarmente chiamati, nelle fasi finali della\u00a0seconda guerra mondiale, gli\u00a0aerei da caccia notturna che compivano solitarie incursioni nel nord Italia. Noi pensavamo che fossero aerei di ricognizione tedeschi che giravano per far rispettare l\u2019oscuramento<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">(3)<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, cio\u00e8 l\u2019ordine di non far uscire la luce all\u2019esterno delle abitazioni. Questo per nascondere possibili obiettivi ai bombardieri nemici: infatti in casa di sera dovevamo mettere una coperta alle finestre dove tenevamo la luce accesa; anche le strade cittadine non avevano illuminazione ed era quindi difficile uscire di notte sia perch\u00e9 esisteva il coprifuoco e sia perch\u00e9 si rischiava, come in effetti era successo, di andare a sbattere la fronte contro qualche pilastro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">All\u2019imbrunire si tendeva l\u2019orecchio per sentire l\u2019arrivo di questo aereo, era un rumore ormai talmente noto da riconoscerlo immediatamente, mi ricordo che al suo passaggio tenevo il respiro fino a quando lo sentivo allontanarsi. Un brutto giorno, era il 21 agosto del 1944, ci giunse la notizia che Vesimo, un piccolo paesino delle nostre montagne, era stato bombardato da questo aereo. Era la festa del patrono<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">San Bernardo: i giovani del paese all&#8217;imbrunire si erano riuniti in uno spiazzo ai margini del paese. \u00a0\u00a0Le luci a carburo illuminavano la \u201cbalera\u201d e quando giunse il rumore dei motori del bombardiere non ci fu pi\u00f9 tempo per fuggire, le bombe caddero precise e 32 giovani persono la vita: in paese due morti per famiglia. Solamente, a fine guerra venimmo a sapere che l\u2019aereo era inglese. Era DH.98 Moschito (zanzara in inglese), un <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">monoplano e bimotore realizzato dall&#8217;azienda britannica de Havilland Aircraft Company sul finire degli anni trenta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">GLI ULTIMI MESI DI GUERRA<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Settembre-ottobre 1944: il Movimento di Liberazione riprende vigore e ricominciano le azioni di disturbo ai danni degli occupanti. Mi ricordo che i partigiani appostati sulle alture dell\u2019Erta si divertivano a sparare sul castello di Bobbio dove si era sistemato il comando nazifascista. I bobbiesi, ormai abituati a questi attacchi da lontano, camminavano imperterriti per le vie del paese: si sentivano gli spari, che noi ragazzi chiamavamo \u201ctac-pum\u201d, cos\u00ec era il suono. \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">22 ottobre 1944: seconda liberazione di Bobbio, che viene nuovamente liberata da un battaglione formato, in preponderanza, da ex alpini della \u201cMonterosa\u201d passati tra le file partigiane; si ricostituisce cos\u00ec la \u201czona libera\u201d del luglio-agosto con in pi\u00f9 la localit\u00e0 di Varzi. A proposito della \u201cMonterosa\u201d aveva un deposito di coperte e vestiario in via Garibaldi, di fronte al negozio di mio padre; molti di questi alpini erano clienti del nostro negozio. Mi ricordo che mio padre mi spiegava che molti di essi, per fuggire con i partigiani e non rischiare di essere dichiarati disertori, si facevano fare prigionieri quando andavano a ritirare la farina dal mugnaio di San Martino. Molti fuggirono in questo modo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 23 novembre 1944 si ha un ennesimo rastrellamento da parte dei tedeschi che si concluder\u00e0 solo nel gennaio 1945 e il 28 novembre 1944 Bobbio viene rioccupata dai tedeschi, ma nel gennaio le forze nazifasciste lasciano la zona in mano a pochi presidi fascisti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 30 novembre 1944 venni a sapere da mio padre che l\u2019indomani i partigiani avrebbero attaccato Bobbio: contattai subito i miei amici, Pietrino e Malli <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">(4)<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, per decidere il da farsi visto che il giorno dopo sarebbe stato pericoloso uscire e, dopo una lunga discussione, visto che i partigiani avrebbero attaccato dalla Trebbia, abbiamo deciso di andare sul greto per erigere delle piccole trincee di sassi; cos\u00ec facemmo, pensando che sarebbero servite. Il giorno dopo Bobbio fu attaccata, ma purtroppo l\u2019attacco fu respinto e i partigiani lasciarono sul campo un morto e altri due feriti che vennero portati a Brugnello dove morirono poco dopo. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 4 marzo 1945 i partigiani attaccarono i fascisti e liberarono per la terza e ultima volta Bobbio. Si sentiva ormai la vicinanza della fine della guerra<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 7 marzo 1945 le truppe americane attraversarono il Reno e il 16 aprile i sovietici lanciano l\u2019offensiva finale su Berlino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 30 aprile 1945 Hitler si sucida e il 9 maggio la Germania si arrese ai sovietici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 6 agosto 1945 Gli Stati Uniti sganciarono la prima bomba atomica <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">su Hiroshima<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">il 14 agosto, il Giappone si arrese formalmente anche se solo il 2 settembre firm\u00f2 la resa incondizionata, ponendo cos\u00ec fine alla Seconda Guerra Mondiale.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le conseguenze della guerra si leggono sul monumento ai caduti: 25 morti e 16 dispersi, oltre ai tantissimi invalidi, purtroppo non segnalati. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">NOTE<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">0 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il\u00a0Carcano Mod. 91\u00a0\u00e8 stato un\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fucile\"><span style=\"font-weight: 400;\">fucile<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0a otturatore girevole-scorrevole adottato dal\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regio_Esercito\"><span style=\"font-weight: 400;\">Regio Esercito<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0italiano dal\u00a01891\u00a0al\u00a01945.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">1 il borgo di Bobbio si estende fuori dalle mura lungo il fiume.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">2 Lo\u00a0Sten\u00a0\u00e8 un\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mitra_(arma)\"><span style=\"font-weight: 400;\">mitra<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0a canna corta, che \u00e8 stata in passato in dotazione ad eserciti di molti paesi, con un caricatore laterale da 32 colpi e un elementare calcio in acciaio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">3 Il\u00a0coprifuoco\u00a0\u00e8 un ordine imposto solitamente dalle autorit\u00e0\u00a0 \u00a0statali o militari a tutti i\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Civile_(status)\"><span style=\"font-weight: 400;\">civili<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0e a tutti coloro che non hanno un determinato permesso rilasciato dalle autorit\u00e0, \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0consistente nell&#8217;obbligo di restare nelle proprie abitazioni durante le ore notturne, eventualmente anche spegnendo ogni tipo di luce<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">4 Pietro Mozzi e Mario Zerbarini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">5 <\/span><b>Armando Foppiani<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0nasce a Bobbio allora in Provincia di Pavia oggi di Piacenza il 7 luglio 1900 e muore a Roma il 15 gennaio 1960. Compie studi liceali ed universitari a Pavia, ma nel 1924 si laurea fuoricorso in Giurisprudenza a Genova, perch\u00e9 deve abbandonare Bobbio dopo una rissa con fascisti locali favorevoli al trasferimento del Comune di Bobbio sotto Piacenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando termina la 1.Guerra Mondiale \u00e8 A.U. A Torino all&#8217;Accademia di Artiglieria e Genio e il 15 novembre 1919 ottiene il congedo quale Sottotenente del Genio. Nel 1920 \u00e8 Volontario in Albania fino al definitivo ritiro delle Truppe italiane del 28 luglio e dopo \u00e8 di guarnigione a Trieste e Pola dove soccorre Legionari Fiumani in difficolt\u00e0 quando il 24 dicembre le Truppe del regio Enrico Caviglia attaccano Fiume e durante il \u201cNatale di sangue\u201d dal quale D&#8217;Annunzio esce sconfitto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1928 si iscrive al PNF ed, essendo stato gratificato del brevetto Legionario Fiumano, ottiene la qualifica di Squadrista. Nel 1929 trova occupazione nelle Officine Galileo di Campi Bisenzio (FI).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 26 luglio 1943 lo coglie nella sua abitazione fiorentina e considera la data \u201cil giorno della vilt\u00e0 ufficiale\u201d. Abbandona per il Veneto la citt\u00e0 e il posto di lavoro dove \u00e8 subito platealmente sottoposte a minacce alla pari di tutti i Dirigente . Torna a Firenze il 13 settembre 1943 dopo lo sfascio militare e a fine mese accetto l&#8217;offerta di Pavolini di dirigere la locale Unione Industrtali e nel febbraio quella di Vice Commissario, con sede a Bergamo, della Confederazione Generale del Lavoro, della Tecnica e delle Arti \u2013 C.G.L.T.A. costituita con Decreto Legislativo n.853 del 20 dicembre 1943 su proposta del Segretario PFR, Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale soltanto il 2 febbraio 1944 e poi modificato. La nomina resta sospesa per cinque mesi e poi ignorata. L&#8217;Ordinamento sindacale viene varato con Decreto n.3 del18 gennaio 1945 (G.U. n.21 del 26 gennaio 1945), in sostituzione del Commissario Ernesto Marchiandi, con la nomina di Enrico Margara e di due nuovi Vice Commissari. Ma intanto dal 27 luglio 1944 gli viene affidato il SAI e come il suo predecessore Marcello Vaccari \u00e8 anche Delegato della Croce Rossa della RSI in Germania.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel suo libro UBRIACARSI CON L&#8217;ACQUA (1949) scrive &#8220;Ritenni che la miglior cosa da farsi fosse quella di intensificare al massimo l&#8217;assistenza e nello stesso tempo di spogliarla di ogni etichetta, fino a renderla anonima &#8230;feci in modo che le mie visite ai campi di internamento passassero inosservate. Un Ufficiale Medico (dell&#8217;Universit\u00e0 di Milano) mi scrisse una lettera di questo tenore: Ho appreso per caso il suo nome. Non le chiedo nulla, non mi dolgo di nulla, non spero in nulla. Lo invitai a scrivermi subito un&#8217;altra lettera per sfogarsi. Venne la risposta: Dopo un anno sento per la prima volta nella sua lettera la voce della Patria. Un mattino capit\u00f2 in ufficio un Sottotenente degli Alpini a chiedere indumenti (lavorava con una dozzina di colleghi in una citt\u00e0 della Germania centrale). Era ostile, rabbioso e non si cur\u00f2 affatto di nasconderlo. Lo tenni con me oltre un&#8217;ora; nel congedarsi salut\u00f2 militarmente con un secco colpo di tacchi. Lo accompagnai in silenzio fino alla porta e l\u00ec, quasi senza accorgermene, gli passai una mano sulla guancia. Era la carezza dell&#8217;uomo maturo al ragazzo che fa i capricci (ma non segu\u00ec alcuna parola buona)&#8230; Quindi gironi dopo ricevetti una lettera piena d&#8217;affetto &#8230;mi ringraziava di avergli insegnato che talvolta gli uomini si vogliono male per paura di volersi bene.&#8221;<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da \u201cFondazione RS Istituto Storico<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta un libro per riaccendere e far rivivere i ricordi di guerra di un bambino In cinque anni di guerra e di orrori le coscienze dei bambini subiscono traumi tremendi; da un mondo epico,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-855","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/855","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=855"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/855\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilnotiziariobobbiese.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}