1923/06/24 – Per l’unione del Circondario di Bobbio Alla Provincia di Piacenza

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Da La Trebbia del 24 giugno 1923

Domenica 17 corr. fu presentato a S.E. Benito Mussolini, Presidente del Consiglio dei Ministri, in occasione della sua visita a Piacenza, un memoriale a stampa, diretto ad ottenere l’unione del Circondario di Bobbio alla Provincia di Piacenza.

L’On. Mussolini accolse benevolmente la rappresentanza bobbiese e diede affidamento che si sarebbe presto occupato della pratica.

Il Memoriale dice che desiderata riforma corrisponde ai veri reali interessi ed alle vive necessità i questi luoghi.

Il territorio del Circondario di Bobbio, appartenente agli Stati Sardi, compreso nella divisione di Alessandria, nella formazione del Regno d’Italia, venne aggregato alla nuova Provincia di Pavia, perché, non essendovi allora alcuna strada carrozzabile né per Piacenza, né per Genova, gli scambi e i rapporti nostri erano frequenti col Piemonte, a cui ci congiungeva la strada che attraverso il passo del Penice conduceva a Voghera.

Pavia posta nel cuore della pianura lombarda, ha quasi sempre trascurata questa plaga montagnosa, tanta lontana dal centro.

Costrutta la grande strada concepita da Napoleone, la quale attraverso Bobbio e Ottone, lungo le valli della Trebbia e del Bisagno univa Piacenza con Genova, il Po con il mare, Piacenza divenne il centro a cui convergevano questi paesi per le diverse necessità.

Inoltre dal Piacentino si stese un’altra importante arteria stradale risalente lungo la valle del Tidone a Romagnese e Zavattarello donde proseguiva fino a Varzi. Ciò premesso il Memoriale chiede il distacco dalla Provincia di Pavia e l’aggregazione a quella di Piacenza; riferendosi alle regioni, che indussero il Governo ad aggregare a Piacenza, nella recente riforma delle Circoscrizioni giudiziarie del territorio del soppresso Tribunale di Bobbio, il quale coincideva con quello del Circondario amministrativo, eccezione fatta di alcuni Comuni dell’alta Val Trebbia aggregati a Genova.

La carta geografica annessa al Memoriale prova che il Circondario pende verso Piacenza. Bobbio dista 45 chilometri da Piacenza, 90 da Pavia, Zavattarello 50 da Piacenza, assai più da Pavia.

Varzi è quasi equidistante da Piacenza e da Pavia; Ottone è a 78 da Piacenza, 104 da Pavia.

Anche le vie e i mezzi di comunicazione reclamano l’unione del circondario di Bobbio e Piacenza.

Da Bobbio per recarsi a Pavia bisogna o passare per Piacenza o valicare il Penice, andare a Voghera e proseguire per ferrovia; mentre da Bobbio si scende a Piacenza in due ore col servizio automobilistico pubblico, gestito dalla Prov. di Piacenza.

Da Zavattarello per recarsi a Pavia occorre un lungo cammino per giungere ad una stazione della linea ferroviaria Alessandria – Piacenza, mentre si scende comodamente e presto a Piacenza lungo la valle del Tidone colla tranvia a vapore che comincia a Nibbiano.

Da Varzi per recarsi a Pavia si va a Voghera, donde si prosegue in ferrovia per Pavia o per Piacenza, alla quale Varzi è unita anche dalla più breve strada della valle del Tidone sopra ricordata.

Da Ottone per andare a Pavia bisogna scendere a Bobbio e poi percorrere il lungo e disagiato cammino accennato, mentre si può in breve accedere a Piacenza col servizio automobilistico.

Per la massima parte le popolazioni del Circondario di Bobbio vivono lungo le valli della Trebbia e del Tidone che sboccano nel Po a Piacenza e reclamano così l’aggregazione alla Provincia di Piacenza.

Il Memoriale finisce col chiedere che la riforma amministrativa coincida colla riforma giudiziaria.

Pur prescindendo dalla noncuranza in cui fu tenuto in passato dalla Provincia di Pavia e dai benefici che si possono sperare in avvenire da un’opera riparatrice Piacenza è per la massima parte del Circondario di Bobbio il centro naturale, ed è da augurarci, che la domanda venga accolta rimanendo però salvi gli attuali confini del Circondario, perché anche i Comuni dell’Alta Val Trebbia, uniti a Bobbio, hanno con noi facili e rapidi mezzi di comunicazione e rapporti di interessi civili e religiosi. Anzi per la loro ubicazione dovrebbero essere annessi al Circondario di Bobbio anche i Comuni Piacentini situati lungo la riva della Trebbia e dell’Aveto da Perino in su, e che sono geograficamente bobbiesi, come Trento e Trieste erano italiane anche prima dell’annessione al «bello italo regno».

Se così avverrà, noi pure diremo un’altra volta: «Bravo Mussolini».

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