1977/06/09 – La “lübia” delle Fraciusse

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Da La Trebbia del 9 giugnio 1977 

Da una lettera che Gian Luigi Olmi ha pubblicato su La Trebbia del 9 giugno 1977, lettera trovata nell'archivio familiare, conosciamo quando è avvenuta la frana che ha portato a valle i terreni che ricoprivano la parte più settentrionale del Bosco del Comune che da Costa Ferrata scendeva fino al greto del torrente Bobbio.
Lo scritto è datato 31 gennaio 1777.

«…ora, la notte dei 30 li 31 Gennaio scorso, un pezzo di Monte della ripa diritta del torrente Bobbio a circa mezzo miglio dai muri della Città, dove erano situate le vigne, i campi, i boschi e case di vari particolari detta le Frachiuzze, si staccò d'improvviso ; venne ad occupare il letto del torrente pel tratto di circa 300 trabuchi (antica misura agraria sottomultiplo della pertica. Il trabuco bobbiese corrispondeva circa mq.6,60) e alla altezza di circa 60 piedi. Benché la maniera del primo cadere non fosse strepitosa, ma piuttosto alla foggia di un corpo strisciante su piano inclinato, sicché le viti, le piante e fino le nevi in superficie non fossero gran fatto scomposte, ciononostante l'enormità del peso, e la vastità della mole stivò così esattamente non solo tutta l'ampiezza del torrente, ma coprì parte dei prati coltivi della opposta ripa sinistra; che non trovando le acque pertugio ove trapelare, allagarono tutto l'alveo superiore tal che vedevasi una laguna di incirca 500 trabuchi, asciutto l'alveo inferiore e privi d'acqua i Molini.
Gonfiò l'acqua tutto il giorno seguente e quasi tutta la notte; finalmente la mattina del primo Febbraio soperchiando la parte più bassa dell'ostacolo, si aprì una strada su campi della riva sinistra tra la parte più elevata dei campi medesimi e la Massa rovinata a diritta cui lambendo andò a ricadere ai piedi della medesima nell'alveo inferiore. Le parti laterali allo squarcio seguito sulla destra riva hanno per più giorni seguitato a sgretolarsi e rovinare con horribile fracasso. Le fenditure si sono stese a maggior distanza: ed oltre i danni minacciati ai vicini particolari evvi il danno pubblico della strada di commercio già rovinata per lo tratto di circa mezzo Miglio e quello di una casa qual fu repentinamente ingoiata e mai più veduta oltre.
Le medesime cagioni fisiche hanno talmente disordinato il terreno che cominciando poco lungi dalla Città fino al luogo della principal rovina (le Fraciusse) tutto il tratto di qua e di là dell'acquedotto (da intendersi il Bedo) rappresenta una triste immagine, dove di vigne scompigliate, dove di fenditure minaccianti rovina, dove il terreno rigonfiato e pregno d'acqua perdutasi per lo scompiglio dei soliti scoli…».

P.S. – La mole di terreno coinvolta nello smottamento è stata veramente imponente: stimata in superficie 400 pertiche.

la località fraciusse

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