1923/05/27 – La Solenne Consegna delle Bandiere

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Da La Trebbia del 27 maggio 1923

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Per iniziativa della Sezione locale del Partito Nazionale Fascista, col concorso della Associazione Nazionale delle Madri e Vedove dei Caduti e del Comitato per l'assistenza religiosa e civile degli Orfani di guerra le Scuole elementari del nostro Comune ricevettero in dono e in consegna nel giorno 24 maggio il tricolore nazionale. In Piazza del Duomo di fronte alla cattedrale era stato eretto un magnifico palco smagliante di colori della bandiera, di fiori e di damaschi, su cui presero posto in bell'ordine i vessilli di tutte le associazioni cittadine intervenute maschili e femminili: la Società Operaia, il Circolo Operaio Cattolico, l'Unione Cattolica del lavoro, le Madri e le Vedove dei Caduti, la Società esercenti, il Circolo della Gioventù cattolica, l?unione Sportiva ecc.
Davanti al palco, in posti distinti erano i parenti dei Caduti e sul palco presero posto le autorità facendo corona a S. Ecc. Rev.ma Mons. Pietro Calchi Novati nostro vescovo, il Sottoprefetto Avv. Cav. Cobianchi, il Commissario Prefettizio, il Capitano Forni, il Dott. A. Provasi, il Sig. Leveratto Mangini, l'on. Gian Luigi Olmi, Ten. Gen. Petilli Comm. G. Mario, la Madrina delle bandiere Sig.ra Sofia Lagomaggiore ved. Mozzi, madre di un caduto, la Sig.ra Corinna Croci Ved. Olmi presidente della Associazione delle Madri e Vedevo dei caduti; la Direttrice delle S. N. Sig.ra Pia Marchi Pazzi, le Autorità Giudiziarie con molte latre Signore e Signori. La piazza era occupata delle associazioni intervenute e dalle scuole, dalle squadre dei fascisti di Bobbio, Coli, Varzi, e da foltissimo pubblico, le finestre gremite di gente, le case intorno le vie coperte di bandiere.
La cerimonia dovutasi ritardare per attendere la rappresentanza del fascio di Varzi, incominciò alle undici, quando sqillarono le note della marcia reale e Mons. Vescovo circondato dal Capitolo, dai Seminaristi, ascese il palco per la benedizione dei Vessilli: E nonostante che il manifesto della locale Sezione del partito Fascista e le parole di introduzione del Segretario Sig. Geometra A. Piazzi non lo facessero presagire la festa assunse subito una calda vibrante, alta e travolgente intonazione di religiosità per i discorsi elevatissimi che si succedettero, primo quello, improntato a veri sensi di alto cinismo, del solerte e intelligente Commissario Prefettizio Dott. Provasi, quello del rappresentante del Governo il Sottoprefetto Cav. Cobianchi, della Direttrice Delle Scuole Normali. Dopo la benedizione Mons. Vescovo rivolse pure alle Scuole e agli insegnanti in modo speciale, la sua parola additando nella bandiera benedetta il sacro simbolo della Patria, il Segno dell'ideale più alto della religione, il simbolo delle lotte più generose, il premio delle più ambite vittorie, su tutti i campi delle umane attività.
L'on. Gian Luigi Olmi, nostro concittadino, presentando l'Oratore Ufficiale Capitano Forni ebbe accenti di tale commozione per la sua Bobbio, schiacciata ora quasi sotto il peso della sua gloria secolare e attraversante oggi una terribile epoca della sua vita tradizionale, per Bobbio di Legnano, di S. Colombano e cristiana di ieri e di domani, seppe congiungere così bene in lirica esaltazione la bandiera e il Crocefisso, che strappò i più entusiastici applausi a più riprese; e sentiamo il bisogno di esprimergliene le nostre compiacenze. Abbiamo sentito nella sua, «una voce di Bobbio», quale da tanti anni si desiderava di udire invano.
Non riassumiamo il discorso ufficiale del Capitano Forni, che fu commosso e commovente, ridondante di pratica efficacia, spessissimo interrotto dagli applausi della folla, diremo solo con compiacenza anche questo- che esso facendosi eco della parte più spiritualmente cristiana e religiosa del discorso di Mons. Vescovo, fu l'affermazione più vibrante della necessità che Dio ritorni in tutta la vita della Nazione risorta – che la avita fede torni a dare l'ispirazione più altera, più potente agli ideali di patria, di giustizia, di vera fratellanza umana.
Fu poi fatta la consegna della Associazione delle Madri e Vedove dei Caduti per la scuola femminile della città. La bambina Canepari recita brillantemente una bella poesia alla bandiera e alla bandiera si cantò pure dalle scuole un inno accompagnato dalla banda cittadina sotto la direzione del Parroco D. Rizzi. Indi formatosi il corteo si andò al cimitero per porre una corona di fiori e di preghiera sulle tombe dei caduti. Il magnifico Libera me Domine del Perosi a tre voci e il Requiem cantato dalle scuole del Seminario, a perfezione interpretò ancora una volta il senso religioso della cerimonia e fu ascoltata dalla folla con sentimento di commossa pietà.
Impartita l'assoluzione da Mons. Vescovo, fu cantato l'inno del Piave accompagnato dalla banda cittadina, che prestò nella giornata ottimo servizio e il corteo si sciolse.
Al banchetto privato che ebbe luogo all'Albergo Barone e a cui partecipò pure S. E. Mons. Vescovo, l'on. Comm. Gian Luigi Olmi inneggiò ancora alla concordia cittadina, all'opera di Mons. Vescovo diretta a conseguirla, e al Fascismo non quello gretto, pettegolo, meschino, ma a quel Fascismo ideale che solo è degno di rappresentare la patria grande di domani.
Nel pomeriggio nei locali della Scuola Normale ebbe luogo dalle 15 alle 18 una geniale lotteria ed alle ore 20,30 un trattenimento drammatico musicale entrambi ben riusciti che fruttarono un forte incasso destinato al Patronato Scolastico.
 

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