1910/01/30 – Ripresa dei lavori nella Cripta di S. Colombano

Da La Trebbia del 30 gennaio 1910

I lavori di restauro alla Cripta di S. Colombano, interrotti il 22 dicembre u.s., furono ripresi dopo il sopraluogo fatto dall’Arch. Arpesani nei giorni 13, 14 e 15 corr.
La Cripta va sbarazzandosi degli ingombri materiali e stilistici e rettilineando le sue angolosità parietali.
Ad illustrare il procedere dei lavori, che speriamo abbiano in seguito ad assumere una grandiosità che si rifletta anche nella Basilica, diano questi cenni documentarii.
Di tre altari nella cripta di S. Colombano, del S. Patrono nel centro. di S. Attala II Abb. a destra di S. Bertulfo III Abb. a sinistra di chi entra nella cripta, si ha memoria nell’Istrumento di consacrazione fattane da Mons Luchino Trotti (Vesc. 1482-94), il 18 Settembre 1485, a rogito Not. Colombano de Cagastino. Quello nel centro coll’arca, opera della rinascenza – alla volta fu detto nel nostro giornale – venne scomposto nella metà del secolo scorso.
Gli altri due, ingrossati e goffamente rivestiti in muratura, oggi, sgombrata la muratura, lasciano allo scoperto una grossa lastra d’arenaria di m. 1,85 per 0,80 per metà inserita nel muro e per l’altra sporgente. Questa doveva costituire la mensa dell’altare sottoposto rispettivamente all’arca di S. Attala e all’arca di S. Bertulfo.
I medaglioni che sostengono le due tombe, sono stati lavorati nel secolo XV al quale secolo appartengono pure gli affreschi di ornamentazione non limitata a semplici motivi decorativi, ma istoriata. In loculo entro muro erano due piccole tazze in terracotta contenenti, come la sacra liturgia esige, ossa e ceneri di S. Martiri, e corrispondevano al centro della lastra d’arenaria sovrapposta, mensa, già si disse, di ciascuno dei due altari. Le tazze colle reliquie furono trovate nell’apposito loculo, il mattino del 18 corr., ed una reca fregi di buona fattura. Tutto viene man mano confermandoci nell’idea che la cripta, nella sua costruzione architettonica, e nella sua parte ornamentazione o decorazione, è opera della rinascenza, che, a vero dire, ebbe poco rispetto per opere di antichità assai veneranda, come assai meno ne ebbero poi, alla lor volta verso di essa i barocchismi dei secoli appresso. Frattanto la cripta, sotto la mano geniale e sicura dell’Ing. Arpesani, va riprendendo le sue linee gentili.

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