2001/05/10 – Bobbio ha voluto ricordare Andrea Mozzi, “Belena”

Da La Trebbia del 10 maggio 2001

Bobbio ha voluto ricordare Andrea Mozzi, “Belena

Con un monumento eretto nella pineta del Rio Foino

Il giorno 22 aprile 2001, presso la pinetina “du rì Fuìn, è stato inaugurato il cippo in memoria di Andrea Mozzi.

L’opera, fusa nel bronzo e posta su di un masso preso dal greto della Trebbia, è composto da tre parti: rappresentano l’arcata maggiore del Ponte Gobbo con il sui lago, il sorriso bonario di “Dariin” e una targa con dedica.

Sulla targa, oltre, oltre ai dati: “Ad Andrea Mozzi – Balena –  I bobbiesi riconoscenti”, vi è una poesia scritta il 17 aprile 1969, data della sua morte, dove Gigi Pasquali lo si immagina, anche nell’eterno, sempre disponibile verso i giovani:

Ciau ét rivè!

Sì, sö ché.

Duma ch’a gh’è da fè.

Ohi bèla! Anca ché!

Vèdat Driin,

a gh’è ‘’ensgnè,

a vulè

a i angilìn

 

Il progetto del cippo è della prof.ssa Pier Antonia Larceri, allieva di maestri del calibro di  Paganin e Scialoja; l’esecuzione dell’opera è stata affidata al Prof. Luigi Scaglioni, arista allievo del ben noto scultore Messina, che ne ha curato anche la fusione in bronzo e a dir la verità, come ottimo operaio, anche la massa in opera.

La cerimonia ha visto presente il Sindaco che nel suo discorso inaugurale ha ricordato la figura di quest’uomo che ha saputo mettersi a disposizione di intere generazioni di ragazzi. Il suo discorso è stato breve ma essenziale.

Dopo di lui il presidente della ”Familia Bubieiza”, Mauirzio Alpegiani, altre a ringraziare la sezione “Arte e Cultura” del sodalizio nelle persone di Pasquali e Zerbarini, ha offerto al Sindaco un ritratto in gesso, riproducente il viso di Andrea Mozzi, uguale a quello posto sul cippo.

L’inaugurazione si è svolta in modo semplice, direi famigliare, dove molte persone presenti hanno voluto raccontare episodi vissuti accanto a “Balena”, diventando così “attori” di questa festa.

Prima di chiudere vorrei ricordare ai giovani il significato di “Balena” che  non era detto così in una forma canzonatoria, per la sua mole abbastanza robusta, ma era un suo modo di nuotare, quando portava in mezzo al lago i piccoli nuotatori: nuotava sul dorso in modo da avere una visuale più ampia del gruppo e in modo gioioso spruzzava acqua con la bocca sembrando così una balena attorniata dai suoi balenotteri.     

Il cippo doveva essere posto vicino al Pone Gobbo e precisamente nell’”ortino”(così è da sempre chiamato il luogo dove vi è la fontanella con le panchine) per il quale però è necessaria l’autorizzazione delle Belle Arti; è nostra ferma intenzione spostarlo nel luogo in cui era destinato, poiché era quello dove operava “Balena”,

Si ringraziano tutte le persone che hanno aderito alla sottoscrizione: sono state raccolte

2. 620.000 e spese attualmente L. 2.200.000 per la sola fusione (il lavoro degli artisti è stato assolutamente gratuito. Ciò che rimane sarà utilizzato per la sistemazione definitiva a verde quando il monumento sarà collocato nel posto giusto.

 

L.P.

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